martedì 14 dicembre 2010

Piazza Armerina. Conflitto tra giunta e consiglio su potestà regolamentare

Conflitto di competenza tra giunta e consiglio comunale sulla legittimità a proporre regolamenti. Il 14 dicembre pomeriggio le frizioni fra i due organi istituzionali si riproporranno. In aula, infatti, arriveranno in discussione due testi regolamentari: uno per disciplinare la promozione turistica e commerciale della Villa Romana del Casale e del Comune in Italia e all’estero, l’altro in materia di contributi per la promozione della Villa Romana e di soggiorni turistici in città. Due proposte regolamentari di iniziativa consiliare, senza una preventiva proposta votata dalla giunta comunale. Un’iter possibile statuto alla mano? Gran parte dei consiglieri comunali rivendicano la legittimità non soltanto di approvare i regolamenti proposti e votati dal governo locale, ma anche di poter avviare autonomamente proposta, discussione e votazione di un qualsiasi testo regolamentare. La questione dividerà di nuovo amministrazione e consiglio. Un braccio di ferro destinato a non rimanere soltanto di principio, legato all’interpretazione dello statuto attuale e della normativa generale di riferimento, ma anche politico, dopo le ultime vicende che hanno visto una maggioranza trasversale formata da Udc, Mpa e parte del Pd, bocciare due importanti proposte arrivate dalla giunta: l’assestamento di bilancio e l’accensione del mutuo per la realizzazione dei parcheggi seminterrati di piazza Falcone Borsellino.

giovedì 2 dicembre 2010

Piazza Armerina. Parcheggi bocciati. Ferrara, Pd: "Doppio Ko consiliare, Nigrelli due volte al tappeto"

Comunicato del segretario del Pd Ranieri Ferrara:

“La linea politica del PD sul NO al parcheggio monstre in piazza Falcone e Borsellino, è stata chiara e netta. Abbiamo voltato pagina rispetto ad un’amministrazione comunale che aveva trascinato il partito sull’orlo del baratro.” Il segretario del PD Ranieri Ferrara rilancia a poche ore di distanza dal doppio k.o consiliare che ha messo al tappeto la giunta Nigrelli.
“ C’è stato un dibattito politico trasparente, leale e aperto al confronto. I consiglieri del PD hanno votato , seguendo le indicazioni del partito ed il mutuo per il parcheggio di piazza Falcone e Borsellino è stato rinviato a migliori sorti. Ribadisco il sostegno forte ed orgoglioso ai consiglieri Centonze, Capizzi e Failla, che, senza tema di smentita, interpretano a pieno titolo la linea politica di questa segreteria e di questo partito. Prendo atto, con grande serenità e per il futuro, che in cinque ( Lotario, Venezia, Adamo, Grillo e Monasteri) hanno ritenuto opportuno dissentire rispetto alla linea del partito.”
Sulle dichiarazioni del capogruppo Giuseppe Venezia e del sindaco Carmelo Nigrelli, il segretario del PD Ranieri Ferrara aggiunge: “ Mi pare evidente che Venezia interviene a nome proprio e non certo del partito. E’ allergico alla democrazia ed alla libertà d’opinione, dunque inconciliabile con la ragion d’essere del PD. Spero caldamente che il sindaco Nigrelli corregga il suo atteggiamento. Il piedistallo sul quale è avvinghiato, con il suo paralizzato programma elettorale, mi pare malfermo e traballante. Ha avuto la non facile capacità di dilapidare il patrimonio di consensi e di voti che gli abbiamo regalato. Deve decidere, ed in poco tempo, se stare nella grande casa del PD da proprietario o da affittuario. L’affittuario ha gli stessi diritti e doveri del proprietario ma può sempre essere sfrattato alla scadenza del contratto. Anche prima del tempo, se con il suo modo di fare e disfare ci si convinca che possa mandare in rovina l’immobile, favorendo il deprezzamento del suo valore di mercato”.

Piazza Armerina. Sui parcheggi bocciati. Nigrelli: "Trasmetterò tutto alla Procura della Corte dei Conti"

SINTESI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO NIGRELLI NEL DIBATTITO PER L’APPROVAZIONE DEL MUTUO PER IL PARCHEGGIO DI PIAZZA FALCONE E BORSELLINO 02 dicembre 2010
Comunicato del sindaco Nigrelli:

“Racconterò alla città il danno che stanno arrecando al suo sviluppo e al bilancio del comune solo per fare dispetto alla Amminstrazione i consiglieri che per dieci anni hanno sempre votato favorevolmente e ora bocciano il mutuo”
Nel suo intervento in Consiglio comunale il sindaco Carmelo Nigrelli ha ricordato che il parcheggio sotto piazza Falcone e Borsellino è stato ritenuto un’opera pubblica essenziale da quattro amministrazioni: da quella Sottosanti che diede l’incarico per il Piano dei parcheggi e l’incarico per i progetti; a quella Velardita che fece unificare i finanziamenti del parcheggio sotto piano Duilio e di quello sotto piazza Europa per fare un solo grande parcheggio senza perdere il finanziamento e di quella Prestifilippo durante la quale il progetto venne modificato facendo parzialmente emergere dal terreno il parcheggio. Per l’attuale amministrazione il parcheggio ha un grande valore non in sé, ma perché contribuisce in modo importante alla riqualificazione del centro storico: la sua realizzazione, infatti, consentirebbe di fare del centro storico una area accessibile solo alle macchine dei residenti e faciliterebbe il rilancio del commercio e soprattutto del Centro commerciale naturale. Inoltre – ha sottolineato il sindaco – sarebbe assurdo che, mentre Nicosia deve accendere un mutuo di oltre 2,4 milioni di euro per realizzare un parcheggio come il nostro, Piazza restituisca 2,05 milioni di euro a fondo perduto. Per questo progetto sono già stati spesi o impegnati 307 mila euro che, se non si accendesse il mutuo, rimarrebbero a carico del bilancio del comune in un momento in cui la crisi economica sta mettendo in ginocchio le finanze comunali.
Il sindaco ha accusato alcuni consiglieri di volere bocciare strumentalmente il parcheggio solo per fare un dispetto all’amministrazione comunale, arrecando così un danno incalcolabile alla città. Leggendo in pubblico i verbali di sedute di consiglio comunale degli ultimi dieci anni, Nigrelli ha puntato il dito contro Capizzi, Cursale, Falcone, Filetti, Fioriglio, Trebastoni che, fino al 2008, avevano sempre votato il parcheggio anche nella versione che ieri è andata in consiglio comunale e il mutuo necessario. In alcuni casi questi consiglieri avevano verbalizzato dichiarazioni di grande sostegno al progetto.
La bocciatura del mutuo, ha avvisato Nigrelli, significherà la restituzione del finanziamento di 2,05 milioni di euro (quattro miliardi di vecchie lire) che andranno certamente assegnati ad un altro comune.
Nella conclusione Nigrelli ha affermato rivolto ai consiglieri di centro destra e ai tre del Pd che, su inidicazione del segretario del partito Ferarra, avevano già detto di volere bocciare il mutuo che si assumevano la responsabilità di togliere alla città l’opportunità di un’opera importante in sé e per le politiche di riqualificazione del centro storico e di creare un danno al bilancio comunale per il mancato rimborso, attraverso il finanziamento di parte dei 307 mila euro già spesi. Ha anche addebitato a questi consiglieri la responsabilità di una spesa così ingente in cambio della quale non ci sarà alcuna opera, arrecando un probabile danno erariale al Comune. Infine il Sindaco ha affermato con decisione che comunque l’azione dell’amministrazione per il recupero e la riqualificazione del centro storico non verrà arrestata da questo sgambetto da parte del Consiglio comunale, ma continuerà con decisione anche in mancanza di un tassello importante come il parcheggio. “Farò sapere alla città – ha concluso – come questi consiglieri invece di fare l’interesse della comunità le arrecano danni e trasmetterò la delibera alla Procura della Corte dei conti per salvaguardare gli uffici e l’Amministrazione comunale”.

Piazza Armerina. Protestano i genitori dopo l'aumento delle tariffe all'asilo nido comunale. "Sarebbe stato corretto applicarle dal settembre 2011"

sono il genitore di un bambino iscritto all'asilo comunale "M.Schillaci".
Premesso che, sinora, le tasse di iscrizione annuali sono state predisposte per anno scolastico e non per anno solare, mi ha stupito, nonché indisposto, il fatto che il Comune abbia deliberato un aumento notevole (circa il 30%) della quota di iscrizione da applicarsi a partire dal primo Gennaio 2011. Sarebbe stato più corretto, innanzitutto, convocare per un consulto i genitori interessati e, inoltre, disporre che l’aumento venisse applicato a partire da Settembre 2011, mese a partire dal quale si fa decorrere il nuovo anno scolastico. In tal modo sarebbe stata una libera scelta del genitore quella di iscrivere il bambino presso un’altra struttura, scelta non opportuna in corso d’anno. Il Comune ha imposto la sua scelta ai genitori mettendoli di fronte al fatto compiuto e approfittando della sicura sensibilità del genitore rispetto al figlio, che mai lo trasferirebbe in corso d’anno strappandolo ai suoi compagni e ad un ambiente a lui ormai familiare. Riccardo Barresi

Piazza Armerina. Venezia, Pd: "L'assestamento? Un'imboscata a tavolino. Si rifletta sulla nostra classe dirigente"


Indefinibile, indefinibile è l’unico termine che mi viene per sintetizzare il comportamento di alcuni consiglieri comunali circa la seduta del trenta novembre, tutti sapevamo che il termine ultimo per l’approvazione delle variazioni di bilancio era il trenta di novembre e tutti sapevamo che sarebbe stato opportuno rinviare il consiglio a giorno 29 proprio per evitare quello che è successo giorno trenta in aula , era stato il presidente del consiglio comunale Calogero Centonze a chiedere il rinvio a giorno trenta in seno alla conferenza dei capigruppo e quando giorno ventisei si è votato il rinvio del punto, diversi consiglieri abbiamo manifestato qualche perplessità, a fronte di ciò tutti ci siamo impegnati affermando che giorno trenta il consiglio avrebbe comunque esitato il provvedimento. Il risultato della seduta di giorno trenta ha confermato le perplessità di cui sopra, un’imboscata studiata a tavolino precedentemente da diversi consiglieri comunali, in barba alle responsabilità e all’affidabilità, un atto grave e irresponsabile verso i cittadini e la città, che inciderà sicuramente in modo negativo nel rapporto tra i diversi gruppi consiliari , in buona sostanza sono venuti meno i rapporti di fiducia tra consiglieri comunali, un gesto eclatante, ma nello stesso tempo stolto, a conferma che tanti probabilmente perseguono fini diversi da quelli che gli elettori si aspettano da chi li rappresenta nelle istituzioni . Soltanto il Pdl, pur non condividendo il provvedimento, ha onorato l’impegno assunto giorno ventisei novembre durante la sospensione. Tutto ciò induce ad una riflessione profonda circa la classe dirigente di questa città e soprattutto per il futuro della nostra città.
Predicare bene e razzolare male non aiuta nessuno a volte neanche noi stessi.
Pino Venezia, capogruppo del partito Democratico

sabato 27 novembre 2010

Piazza Armerina. I parcheggi seminterrati? Uno scatolone di cemento di cui fare a meno

Personalmente ritengo l’infrastruttura “un’offesa urbanistica”, priva di utilità concreta per la città, un fardello per le casse comunali dal punto di vista economico in termini di gestione, in pratica un’ulteriore “baracca” pubblica in grado solo di generare ulteriori problemi di gestione all’ente. E tutto con il rischio che diventi un’incompiuta, almeno per un certo numero di anni. Motivo le mie tesi. 1) Un’offesa urbanistica: si tratterebbe dell’ennesima colata di cemento con gli ennesimi metri cubi di calcestruzzo tirati su in un’area storicamente di congiunzione tra il centro storico della città (Castellina e Casalotto) e la parte moderna del centro urbano (la zona nord). La piazza, attualmente capace di fare dialogare e mettere simbolicamente in comunicazione parte antica e nuova della città, verrebbe in parte soffocata. Lo sguardo di ampio respiro del pedone e del turista verso il centro storico dominato dalla cattedrale, in molti punti a ridosso del parcheggio seminterrato, verrebbe schiacciato dal cemento. Chi passerà da via Lo Giudice non vedrà più il Monte e la Castellina all’orizzonte, chi passerà da via Chiarandà non vedrà più il Casalotto e la villa Garibaldi. I piazzesi ricordano già la sostituzione storica di un pezzo interessante di verde pubblico di tutta quell’area con la realizzazione della struttura del cinema Ariston. Perché aggiungere altro cemento? 2) Priva di utilità concreta per la città: A che serve? Ad infilarci dentro le auto? Le stesse auto che andrebbero al suo interno oggi posteggiano sulla piazza. Le capitali europee vanno nella direzione di investire sulle piste ciclabili, sulla mobilità dolce, sul potenziamento dei mezzi di trasporto pubblici, e noi cosa facciamo? Spendiamo 3 milioni di euro per creare al coperto gli stessi parcheggi oggi presenti allo scoperto. Inoltre, come tutte le altre opere pubbliche degli ultimi anni, non sono in grado di portare lavoro in città. Chi si aggiudica i grossi cantieri in questa città sono sempre imprese non piazzesi. E tranne poche eccezioni le ricadute occupazionali sono state inesistenti. 3) La gestione: Ma vi immaginate il nostro Comune, incapace di tenere aperti dei semplici bagni pubblici, incapace di saper mantenere aperte le strutture pubbliche sportive per mancanza di personale, non in grado di assicurare da solo l’apertura del teatro Garibaldi, se non con una convenzione con un privato, pronto a gestire un parcheggio seminterrato. E i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria qualcuno ci ha spiegato a quanto ammonteranno e con quali soldi verranno pagati? 4) I tempi e il rischio dell’incompiuta: Per costruire il “Green Point Stadium” di Città del Capo, in Sudafrica, capienza 66 mila spettatori, ci sono voluti tre anni e mezzo. Per il “Nelson Mandela Bay” di Port Elizabeth, sempre in Sudafrica, 46 mila spettatori, impianto alto 40 metri e diviso in sei livelli con un costo di 360 milioni di euro, sono bastati due anni e mezzo. Per i parcheggi seminterrati di piazza Falcone Borsellino, costo iniziale inferiore ai 2 milioni di euro, per la sosta di qualche centinaio di auto, 10 anni non sono bastati neanche per l’inizio della gara d’appalto. La conclusione è semplice e inevitabile. La nostra classe dirigente è incapace. Almeno su questa vicenda ha dimostrato di esserlo. E non ha nessuna importanza la puerile divisione di comodo del mondo in destra e sinistra. Si sono succedute diverse amministrazioni di ogni colore politico, ma il risultato è sempre stato lo stesso. La nuova infrastruttura non c’è. Si tratta di un dato di fatto. E di fronte a tanta inaffidabilità il rischio concreto sarà quello di ritrovarci con un’opera destinata a rimanere incompiuta per anni, tra polemiche, problemi al traffico, petizioni, interrogazioni, perizie di variante e ritardi in fase di esecuzione dei lavori. Del resto i lavori a Sant’Anna, “I luoghi della Cultura” o la Villa Romana, dimostrano la lentezza del “sistema Sicilia”. In conclusione: Al cemento preferisco le bancarelle degli ambulanti del giovedì mattina, in cui l’incontro fra domanda e offerta sia anche incontro fra persone, e storia di incontro tra vecchio e nuovo. All’ingombrante scatolone in calcestruzzo senza anima preferisco privilegiare l’agile libertà dell’occhio piazzese di muovere lo sguardo sulla storia della sua città. Roberto Palermo (Tratto dal settimanale Arai)

giovedì 25 novembre 2010

Piazza Armerina. La commissione "fantasma" sulla Villa Romana

Cinque mesi fa venne istituita, ma da allora i suoi componenti non sono stati mai nominati. Rimane solo sulla carta la commissione consiliare sulla Villa Romana del Casale, istituita lo scorso 2 luglio all’unanimità dal consiglio comunale. Una commissione speciale promossa a gran voce dai vari gruppi consiliari, in modo trasversale, sull’onda delle polemiche legate ai ritardi nell’esecuzione del cantiere di restauro in corso all’interno del sito archeologico. L’obiettivo dell’organo consiliare doveva essere quello di poter seguire più da vicino i lavori in corso alla Villa Romana, anche attraverso l’ausilio di consulenti da affiancare ai “commissari” per supportarli in una materia molto complicata quale quella di un cantiere. La nascita dell’organo consiliare si concretizzò appena qualche giorno dopo un vero e proprio consiglio “ispettivo” effettuato dai consiglieri comunali direttamente all’interno del sito Unesco.

lunedì 22 novembre 2010

Piazza Armerina. Il consiglio comunale a Nigrelli: "Fai troppo poco per l'infanzia". Nigrelli ai consiglieri: "Riducetevi anche voi l'indennità"

Le politiche a favore dell’infanzia nella città dei mosaici al centro di uno scontro tra consiglio comunale e giunta. L’aula con un atto di indirizzo ha di fatto bacchettato l’amministrazione comunale, accusandola di fare poco per i bambini. In pratica con un precedente atto di indirizzo, risalente allo scorso dicembre, si chiedeva all’amministrazione di destinare il 25 per cento delle somme previste per le attività culturali ad attività esclusive dedicate ai bambini. “Invece ad oggi le attività culturali e di intrattenimento continuano solo per gli adulti, lasciando percentuali quasi impercettibili al mondo dei fanciulli”, ha spiegato il consigliere Riccardo Calamaio, esponente del partito Democratico, presidente della commissione Cultura. “Per quanto riguarda gli spazi per bambini promessi in campagna elettorale nel 2008, il sindaco ha informato che il campo di calcetto del villaggio Sammarco è già completo e, appena sistemato l’accesso e collocate le porte, verrà inaugurato, mentre il progetto del campo di calcetto al quartiere Canali sarà appaltato entro la fine dell’anno, nei prossimi giorni verranno collocati i giochi in legno per i più piccoli all’interno della villa di via Roma e in piazza Boris Giuliano in sostituzione di quelli esistenti vandalizzati”, scrive il Comune in una nota, a margine della presentazione della relazione annuale del sindaco Carmelo Nigrelli. Il consiglio comunale, però, rimprovera al governo locale di non aver tenuto nella debita considerazione un precedente atto di indirizzo dello scorso dicembre votato dall’aula con l’indicazione del 25 per cento da destinare al mondo dei più piccoli. Ma intanto il sindaco, proprio con riferimento agli spazi per bambini da realizzare non ha mancato di lanciare una stoccata all’assemblea: “Sono stati utilizzati i risparmi della indennità di sindaco e giunta che ci siamo ridotti del 30 per cento, se anche il consiglio comunale facesse una scelta di questo genere potremmo realizzarne qualcuno in più”, ha detto Nigrelli. E polemiche non mancano anche per alcune aree della città, come quella di piazza Boris Giuliano, con i giochi della “villetta” per bambini, disertati da tanti genitori che non si sentono sereni per la presenza di un nutrito branco di randagi che ormai da anni la fa da padrone nella zona. (Giornale di Sicilia - Edizione del 22 novembre 2010)

venerdì 19 novembre 2010

Piazza Armerina. Muretto di piazza Martiri d'Ungheria. Italia Nostra scrive alla Soprintendenza. "Venga demolito".


Finisce nell’occhio del ciclone un muretto in mattoncini rossi realizzato in piazza Martiri d’Ungheria nell’ambito del progetto di riqualificazione del centro storico. Italia Nostra ha scritto alla soprintendenza ai Beni culturali segnalando quella che ritiene “una forte alterazione ambientale e architettonica”. “Uno degli angoli più belli della città è fortemente compromesso, infatti, nell’ambito del progetto “Il gioco della storia”, un muro di mattoni rossi posto tra la chiesa dei teatini e la piazza Martiri d’Ungheria ha sostituito una ringhiera con pilastri di pietra, occultando la vista di un pregevole ambiente con edifici in arenaria, creando una forte alterazione ambientale”, spiega il professor Giuseppe Alberto Anzaldi, presidente provinciale di Italia Nostra, nella nota inviata anche al sindaco Carmelo Nigrelli e al presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze. (Giornale di Sicilia - Edizione del 19 novembre 2010)
La foto è di Rosalba Giarrizzo

martedì 16 novembre 2010

Piazza. Proposta di Anva Confesercenti e Cobas: "Al posto dei parcheggi seminterrati si demolisca l'ex Ariston, si risolverebbe tutto"

"Perchè, molto più fattivamente, non si prende in considerazione seriamente l’idea direalizzare la stessa opera (i parcheggi seminterrati, ndr) ma all’aperto e senza strutture in cemento armato, nell’area occupata attualmente dall’ex cinema Ariston, eliminando cosi una struttura fatiscente, oltre che pericolante, inutile e ingombrante, un obbrobrio visivo che esteticamente è una minorazione della bellezza e della preziosità del patrimonioimmobiliare e artistico di Piazza Armerina". Questa è la proposta lanciata da Anva Confesercenti e Cobas al posto dei parcheggi seminterrati di piazza Falcone Borsellino. Si otterrebbero i parcheggi in più richiesti come trampolino verso il centro storico e la contiguità necessaria per circoscrivere l'intero mercato dentro la maxi piazza che si verrebbe a creare, senza coinvolgere le vie limitrofe.

Piazza. Multe "a tavolino". L'Mpa: "Nigrelli intima ai vigili di fare almeno 150 multe a settimana, è chiaroveggente?"Nigrelli: "Non merita repliche".

“Il primo cittadino, che evidentemente possiede doti di chiaroveggenza, intima ai poveri agenti della polizia municipale di elevare un numero di multe non inferiore a 150 a settimana, presentando un dettagliato rendiconto ogni lunedì, sul suo tavolo!” A renderlo noto l’Mpa, in una nota con cui chiede al sindaco Carmelo Nigrelli “come fa a calcolare preventivamente l’ammontare delle multe settimanali”. “Un anno fa, nella sua relazione 2008-2009, il primo cittadino, a proposito dell’installazione delle strisce blu, e sugli effetti a suo dire deterrenti nei confronti della sosta selvaggia, parlava di misure preventive in cui la repressione non può che essere un’azione di supporto in coda alle altre”, ricorda il movimento autonomista, coordinato da Giuseppe Mattia. Insomma atti punitivi da usare solo come ultima spiaggia. “Questa la versione ufficiale o di comodo del sindaco che per l’ennesima volta viene poi stravolta dallo stesso, con i fatti”, dice il partito. “L’Mpa si chiede e chiede al primo cittadino come fa a dichiarare la pace ai cittadini e poi ordinare la guerra, perché lui, che dovrebbe essere d’esempio, a maggior ragione dopo aver avviato un sistema a tolleranza zero, dichiari pubblicamente di aver contratto ben quattro multe per omesso pagamento del pedaggio”. “Ogni altro commento su tutta la vicenda sarebbe superfluo, ma i cittadini devono sapere di essere governati da un sindaco che predica bene e razzola male, anzi malissimo”, recita l’Mpa. “Come sempre le note dell’Mpa non meritano alcuna replica”, risponde il sindaco Nigrelli, raggiunto telefonicamente. (Giornale di Sicilia - Edizione del 10 novembre 2010)

domenica 14 novembre 2010

Piazza. Parte l'iter del mutuo per i parcheggi. Per ora sono più i no che i si.

Rischia di saltare in maniera definitiva il progetto da quasi tre milioni di euro per la realizzazione dei parcheggi seminterrati. Questo pomeriggio alle 16, davanti alla commissione Bilancio, parte l’iter consiliare sul mutuo da 800 mila euro a carico delle casse comunali da attivare (i quali si aggiungerebbero ai 2 milioni di euro di fondi statali già disponibili) per far partire l’opera pubblica dopo quasi dieci anni di tira e molla. Il consiglio comunale, però, il quale a giorni sarà chiamato a decidere se dare il proprio via libera o meno al mutuo, e quindi al parcheggio, appena qualche giorno fa ha deciso e votato per il ritorno del mercato settimanale in piazza Falcone Borsellino, la piazza nella quale dovrebbe essere realizzata l’opera. Una scelta strategica appoggiata da dieci consiglieri, con l’astensione di altri sei colleghi, la quale di fatto metterebbe una pietra sopra in maniera definitiva al carteggio sui parcheggi seminterrati. Difficilmente un consiglio comunale che ha deciso di assegnare la sede definitiva del mercato a 220 ambulanti potrà in pochi giorni tornare sui propri passi e dare il via libera alla realizzazione su quella stessa piazza dei parcheggi. Le due decisioni sono l’una alternativa all’altra. Si pone, adesso, il difficile nodo relativo alle somme necessarie a pagare i progettisti dell’opera. Qualche anno fa le casse comunali pagarono una prima parte del progetto definitivo, pari a circa 25 mila euro, così come confermato dal settore Lavori pubblici, mentre altri 70 mila euro vanno pagati ai progettisti, oltre a iva e altre competenze. Salterebbe, quindi, il progetto e il finanziamento statale da 2 milioni di euro, senza il voto favorevole dell’aula, ma le parcelle ai progettisti andrebbero onorate in ogni caso. Si parla in tutto di una somma, in parte pagata e in parte da saldare, tra i 100 e i 150 mila euro. Quasi tutti i consiglieri che si sono espressi in favore del trasferimento del mercato in piazza Falcone Borsellino hanno già fatto capire in aula che non voteranno il mutuo da 800 mila euro. L’Udc con i consiglieri Calogero Cursale e Vincenzo Filetti, l’area Mpa, con i consiglieri Michelangelo Trebastoni, Giuseppe Falcone e Ivan Picicuto, attraverso il segretario Giuseppe Mattia, ma anche l’indipendente Renato Incardona, ad esempio, in tutto sei consiglieri, hanno già annunciato il proprio voto contrario. (Giornale di Sicilia - Edizione del 10 novembre)

sabato 13 novembre 2010

Piazza. Lavori in piazza Martiri d'Ungheria. Dieci consiglieri chiedono convocazione urgente dell'aula. "Impatto urbanistico negativo".

“Impatto negativo sul centro storico, chiediamo urgentemente la convocazione dell’aula”. Il progetto di riqualificazione urbana “Il Gioco della Storia”, i cui lavori sono in corso, finisce sotto la lente di ingrandimento del consiglio comunale. Dieci consiglieri comunali, appartenenti in modo trasversale al centrodestra e al centrosinistra, si sono rivolti con una lettera al presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze, chiedendo subito la convocazione straordinaria dell’assemblea cittadina. “Il consiglio comunale è preoccupato dell’impatto negativo riferito all’aspetto urbanistico delle piazze interessate, così come oggi risulta dai lavori delle varianti eseguite”, spiegano i consiglieri Basilio Fioriglio e Renato Incardona (indipendenti), Riccardo Calamaio, Fabio Monasteri e Calisto Failla (Pd), Angelo Trebastoni e Ivan Picicuto (area Mpa), Calogero Cursale (Udc), Carmelo Gagliano e Rosario Paternicò (Pdl). Un muro in mattoncini rossastri in piazza Martiri d’Ungheria, in particolare, realizzato in sostituzione di alcune colonnine in pietra arenaria con ringhiera e accanto ad altre colonnine in pietra arenaria, sta provocando forti polemiche per il discutibile impatto architettonico e urbanistico già pubblicamente denunciato da alcuni consiglieri comunali. I dieci esponenti politici puntano il dito soprattutto su una perizia di variante di recente approvazione. “Sconosciamo i motivi del perché la direzione dei lavori in corso d’opera è pervenuta alla determinazione di apportare delle modifiche al progetto originario”, affermano i consiglieri. Nei prossimi giorni il presidente dell’aula, Calogero Centonze, così come previsto dallo statuto comunale, dovrà provvedere a portare l’argomento in aula. E qui scatterà il confronto con l’amministrazione comunale e l’ufficio Tecnico per capire cosa sia successo. Molto probabile la proposta e approvazione di un atto di indirizzo per eliminare alcuni interventi considerati non in linea con il contesto storico e architettonico delle aree urbane coinvolte dal progetto. (Giornale di Sicilia - Edizione del 12 novembre)

giovedì 11 novembre 2010

Piazza. Lavori in piazza Martiri d'Ungheria. Sviluppo&Legalità: "L'amministrazione presti orecchio ai cittadini"


Comunicato del circolo Sviluppo&Legalità sui lavori in piazza Martiri d'Ungheria:

Le considerazioni formulate dal consigliere comunale Basilio Fioriglio, sulla necessità di procedere alla celere repertazione e conservazione dei manufatti murari e delle inferriate in ferro battuto, dismesse di recente, in piazza Martiri d’Ungheria, sono assolutamente condivisibili. Il Circolo Legalità & Sviluppo interviene sull’argomento oggetto delle numerose prese di posizioni e richieste di chiarimento dei cittadini e dei residenti del famoso Piano Teatini, a proposito del colorito intervento di recupero architettonico e invoca la custodia della pregevole protezione in ferro e pietra arenaria, rimossa da oltre un mese, per dar spazio al muretto di mattoncini pressati, obiettivo di molte e feroci critiche sul merito a cura dei cittadini piazzesi.
“ Il consigliere Basilio Fioriglio ha sollevato un problema che merita una risposta da parte della nostra amministrazione comunale e degli organi competenti, commentano dal circolo piazzese. Inoltre reputiamo assolutamente urgente che si proceda alla custodia dei manufatti demoliti presso un magazzino comunale, ad esempio i capannoni ex Itis, per evitare furti, danneggiamenti o sottrazioni di componenti e parti della protezioni svellita. Non siamo esperti di recupero paesaggistico ed architettonico ma certo, gli interventi realizzati a piano Duilio, attorno alla Commenda dei Cavalieri di Malta ed in piazza Martiri d’Ungheria, sembrano essere stati partoriti, da uffici diversi, in città diverse ed in epoche diverse. Purtroppo il contesto è uno ed uno solo: la città di Piazza Armerina ed il suo centro storico in un raggio di neppure cento metri. Forse sarebbe stato opportuno convocare una conferenza di servizio con le associazioni culturali ed ambientali cittadine per discutere dei possibili aggiustamenti dei progetti, per conferire loro una piacevole uniformità estetica. Che dire per esempio dell’ipotesi di riportare alla luce l’antico basolato in pietra lavica della discesa Santo Stefano, orribilmente deturpato dall’asfalto oltre un decennio addietro.Auspichiamo che l’amministrazione presti orecchio alle richieste dei cittadini che rivendicano spazi di confronto e di opinione sulla loro città".

lunedì 8 novembre 2010

Piazza. Crollano a picco le visite alla Villa Romana. Sono 180 mila i turisti in meno in tre anni

Sono 180 mila i turisti in meno alla Villa Romana del Casale negli ultimi tre anni, con un decremento di oltre il 40 per cento in appena 36 mesi. Forte calo degli ingressi al sito archeologico tra il 2007 e il 2010. I numeri da soli sono sufficienti a certificare il crollo delle visite. Secondo i dati forniti da Salvatore Generoso, responsabile dell’ufficio Relazioni con il pubblico del Parco Archeologico della Villa Romana, tra gennaio e settembre di quest’anno sono stati 200 mila i turisti che hanno visitato i pavimenti musivi più famosi al mondo. Il mese di ottobre, ancora non ufficiale, si dovrebbe attestare non oltre i 30 mila ingressi. Il sito archeologico chiuderà in anticipo, il 15 novembre, per via dei lavori di restauro e sostituzione delle coperture in corso. Il dato 2010, quindi, si può considerare ormai assodato attorno alle 230 mila presenze. Nel 2007 a varcare l’ingresso del sito Unesco, invece, erano stati 415 mila turisti. Nel 2008 si era già manifestato un pesante primo crollo dei flussi turistici, con 315 mila presenze e 100 mila turisti in meno. Calo continuato anche l’anno scorso, quando la biglietteria fece registrare, tra gratuiti e paganti, 298 mila ingressi. Il 2010, quindi, si chiuderà con altri 50/60 mila visitatori in meno. Il calo a picco delle visite è legato al cantiere in corso da alcuni anni all’interno dell’area archeologica. Mesi di chiusura, riaperture parziali, poi nuove chiusure, polemiche, proteste e soprattutto una inevitabile fruibilità parziale e incompleta dei pavimenti musivi, hanno portato in parte i tour operator a mettere in “stand by” il sito Unesco, in attesa del completamento della nuova Villa progettata dall’architetto Guido Meli. Un cantiere complicato e inedito, su un patrimonio delicato e di inestimabile valore, il quale spesso ha fatto segnare il passo per via di imprevisti e nuovi calcoli. I primi 9 mesi del 2009 avevano fatto registrare 277 mila turisti, nonostante la chiusura nei due mesi di gennaio e febbraio. I primi nove mesi di quest’anno, compresi gennaio e febbraio, fanno registrare solo 200 mila visitatori. A crollare in modo netto il turismo scolastico concentrato nel bimestre aprile-maggio. Si è passati dai 75.543 e 75.733 turisti dell’aprile e maggio del 2007, ai 25 mila e 53 mila degli stessi due mesi di quest’anno. La riapertura di una parte del sito archeologico nel 2011, probabilmente a partire da aprile, insieme all’arrivo della Venere di Morgantina, fa sperare in una prima inversione della tendenza degli ultimi anni. (Giornale di Sicilia - Edizione del 5 novembre)

sabato 30 ottobre 2010

Piazza Armerina. Caos Pd. Una soap opera in cui se ti perdi un paio di puntate non ci capisci più nulla...



Ore decisive per la futura tenuta del governo monocolore del Pd, guidato dal sindaco Carmelo Nigrelli. L’incontro e confronto tra il nuovo segretario del partito Democratico, l’imprenditore Ranieri Ferrara, appoggiato solo da una parte del Pd, e il primo cittadino, servirà a capire se si andrà ad una fase di scontro fratricida dentro i “democratici” armerini o di rilancio del dialogo fra le varie componenti del partito. “Disposto a dialogare in modo approfondito, a confrontarmi su tutto, e se necessario, a raddrizzare la mira sull’attuazione di alcuni punti del programma, ma non ad essere ricattato dal partito”, spiega il primo cittadino. Ogni rimpasto o azzeramento dettato dal partito secondo vecchie logiche, insomma, sarà rispedito al mittente. Nigrelli pone al centro di tutta la sua azione il programma elettorale del 2008. “Per la sua attuazione, in ultima istanza, sono anche disposto a lavorare politicamente con chiunque se sarà necessario”, spiega. In pratica un vero e proprio monito: se il dialogo con una componente del partito e del gruppo consiliare del Pd dovesse fallire l’amministrazione non esiterebbe a trattare politicamente con chi è disposto ad attuare il programma di governo. “Sono fermamente intenzionato ad imprimere una svolta al nostro partito, affinché torni ad essere protagonista delle scelte del territorio e faccia sentire la propria voce anche a livello provinciale e regionale”, sottolinea il neo segretario Ferrara. “Amo questa città e nutro profondo rispetto per quei cittadini che ci hanno votato due anni e mezzo or sono, scegliendo il sindaco Nigrelli, perché convinti della bontà del nostro progetto amministrativo, senza attendersi alcun miracolo, ma soltanto il governo buono, condiviso ed equilibrato della nostra comunità e che oggi manifestano un diffuso risentimento”, aggiunge il nuovo leader del partito Democratico. “Sulle vicende più scottanti perseguirò l’unità del partito e la sua tenuta sul territorio, ascoltando la voce della gente, con in tasca una carta d’identità politica marchiata con il timbro della trasparenza, della legalità unita allo sviluppo della nostra comunità, senza fare sconti a nessuno, allargando l’orizzonte del dialogo a quei partiti cittadini che vorranno condividere con noi idee e progetti per la città”, dice Ferrara. “Pronto ad assumermi la responsabilità di costruire una classe dirigente concorde, virtuosa e responsabile per rilanciare la speranza e l’entusiasmo dei cittadini, soprattutto dei più giovani e lanciare loro un messaggio di fiducia per il futuro”, conclude. Diretto il messaggio lanciato, però, dagli esponenti di punta del partito vicini al sindaco. Nigrelli è stato eletto dal popolo per attuare un programma, un sindaco non può essere ostaggio del partito, per essere molto chiari”, commenta il capogruppo in aula del partito, il consigliere Giuseppe Venezia, secondo il quale la relazione congressuale del segretario Ferrara si è collocata “in controtendenza al progetto iniziale del Pd”.

Intanto ecco l'estratto di un comunicato Area Democratica, componente del Pd della quale fanno parte nella città dei mosaici il consigliere Riccardo Calamaio e l'assessore alla Sanità Innocenzo Di Carlo:
Ma è del tutto evidente che, a questo punto, per rilanciare quel programma elettorale che Nigrelli giustamente rivendica ed al quale abbiamo aderito convintamente, è necessaria da parte di tutti un'assunzione di responsabilità per verificare la tenuta di una maggioranza che esce lacerata all'indomani di questa vicenda.

Per questo facciamo appello a tutti i componenti della giunta di fare un passo indietro e di rimettere le proprie deleghe nelle mani del sindaco se questo può essere utile ad agevolare il percorso di rilancio del dialogo, e noi, non essendo mai stati legati a ruoli e poltrone, siamo pronti a farlo insieme agli altri, affinchè il primo cittadino possa lavorare serenamente per avviare una verifica di maggioranza non più rinviabile, che gli consenta di rilanciare il lavoro che è già in programma per la seconda metà della legislatura.


Gli "Autonomisti":
I Consiglieri Comunali, Capizzi, Failla, Azzolina, Monasteri e Centone nell’esprimere il compiacimento per l’elezione di Ranieri Ferrara a segretario del Circolo di Piazza Armerina auspicano che, dopo tanto vuoto politico ed organizzativo, lo stesso possa divenire protagonista di una nuova fase.
Lo impongono le necessità e le urgenze della Città, le quali richiedono una unità di intenti e di sforzi, che vanno profusi nell’interesse della comunità.
La grave crisi che colpisce tante fasce di cittadini e tanti settori produttivi impone
all’Amministrazione, che deve aprirsi al confronto, ed alla classe dirigente del PD di agire in sinergia per affrontare con unità e rinnovato slancio i problemi della nostra comunità – Il confronto dialettico non puo’ e non deve essere foriero di divisioni che i cittadini non comprenderebbero,
ma strumento per pervenire ad una sintesi intelligente e responsabile.
L’azione del Partito e dell’Amministrazione deve essere trasparente ed improntata a legalità, profusa al servizio dei cittadini, che vanno coinvolti, allorquando bisogna operare scelte importanti per la città.
Siano consapevoli che a Ranieri Ferrara è stato affidato un compito difficile, ma si ritiene che le sue capacità consentiranno, unitamente alla collaborazione di tutti, di aprire una nuova stagione politica, connotata da impegno serio, responsabile e mirato allo sviluppo della città, anche attraverso un confronto costruttivo con le altre forze politiche.

mercoledì 20 ottobre 2010

Piazza Armerina. A nessuno importa l'orrore di piazza Martiri d'Ungheria. Al sindaco va bene così, nonostante un consigliere abbia denunciato la cosa.



Vi invito ad andare a dare un'occhiata all'orrore che si sta realizzando sul piano dell'impatto architettonico in piazza Martiri d'Ungheria, e mi riferisco al muretto che si sta realizzando al posto delle colonnine in pietra, spezzando la continuità e unicità architettonica del muro che continuava fin davanti alla chiesa dei Teatini e lateralmente alle due scalinate che dalla piazza portano in via Umberto e Barone Camerata. Il consigliere Fioriglio ha denunciato la cosa al sindaco Nigrelli, ma al primo cittadino evidentemente piace così perchè non ha mosso un dito, pur potendolo fare, per stoppare la realizzazione in corso. Evidentemente il nuovo corso legato alrilancio del centro storico comporta pure queste contraddizioni imbarazzanti. Aspettiamo che il muretto venga completato, poi lo fotograferemo in tutte le salse e ognuno sarà libero di valutare.

Pubblico di seguito l'articolo apparso sul Giornale di Sicilia, edizione del 9 ottobre, quando il consigliere Fioriglio ha lanciato l'appello al sindaco a fermare questa bruttura. La foto pubblicata allora è da aggiornare perchè nel frattempo si sta utilizzando altro materiale per realizzare il muretto, ma il risultato rimane sempre un'offesa al buon gusto estetico.

L'articolo:

Colonnine in pietra eliminate e da sostituire con i più moderni “blocchi di sabugina”? Il consigliere comunale indipendente Basilio Fioriglio lancia l’allarme impatto architettonico nel centro storico e scrive d’urgenza al sindaco Carmelo Nigrelli per chiedere la sospensione di una parte dei lavori in piazza Martiri d’Ungheria, dove è in corso il progetto di riqualificazione urbana chiamato “Il Gioco della Storia”. “Mi riferisco alla sostituzione delle pregiate colonnine di pietra ed alla inferriata di ferro battuto ed altro che verrebbero a modificare l’originario assetto architettonico della piazza dove, peraltro, insiste la bella chiesa di Santa Chiara, con le statue dei compatroni della città e la torre del Padre Santo”, dice Fioriglio, il quale ha invitato Sala delle Luci con “l’urgenza dovuta al caso” a sospendere i lavori, in attesa di verificare la corrispondenza del progetto alla esecuzione in atto. E proprio giovedì alle 14.30, poche ore dopo la missiva protocollata agli uffici comunali dell’atrio Fundrò, l’esponente politico ha ricevuto subito una telefonata da parte del primo cittadino. “Previsto nel progetto, in quel tratto in cui sono state rimosse le colonnine di pietra, la realizzazione al posto della ringhiera di un muretto di 60 centimetri con la previsione della seduta”, spiega il sindaco. “Effettuerò proprio questa mattina (ieri mattina per chi legge, ndr) un sopralluogo sul posto con il progettista per verificare di persona la situazione e capire se siano necessarie o meno modifiche”, aggiunge Nigrelli. “Non posso, prima dei dovuti accertamenti, ipotizzare altri motivi che inducono ad un simile scempio, ma se ciò rispondesse ad un assurdo progettuale è opportuno concordare la necessità di interventi atti a salvaguardare il patrimonio artistico e storico che è vanto ed onore della nostra città”, scrive Fioriglio nella lettere inviata al primo cittadino. Dal sopralluogo dovrà decidersi se fare l’intervento in pietra, mattoni o intonaco, se riutilizzare o meno le colonnine in pietra collocate tra la piazza e la strada d’ingresso che arriva da via Umberto. Tra l’altro le vecchie e precedenti colonnine in pietra, collegate tra loro da una ringhiera in ferro, partono dalla piazza Martiri d’Ungheria, proseguono fino alla chiesa dei Teatini e vanno oltre, delimitando anche le due scalinate laterali che portano sulla sottostante via Umberto e la via Barone Camerata, costituendo un “unicum” architettonico. “E proprio per questo credo sia opportuno rivedere questa parte del progetto di riqualificazione urbana fino a quando siamo in tempo, evitando di arrecare possibili danni architettonici all’assetto complessivo della piazza”, afferma Fioriglio.

La lettera inviata dal consigliere Basilio Fioriglio al sindaco Carmelo Nigrelli il 7 ottobre scorso:

ILL.MO SIG. SINDACO COMUNE DI

PIAZZA ARMERINA

OGGETTO: PROGETTO “ IL GIOCO DELLA STORIA DI P.ZZA MARTIRI
D’UNGHERIA ETC.
La invito, con l’urgenza dovuta al caso in esame, di sospendere i lavori in oggetto in attesa di verificare la corrispondenza del progetto alla esecuzione in atto.
Ciò per l’incomprensibile eliminazione di impareggiabili elementi architettonici in fase di sostituzione con prodotti moderni ( blocchi di sabugino ), completamente disarmonici artisticamente e storicamente nel contesto della Piazza.
Specificatamente mi riferisco alla sostituzione delle pregiate colonnine di pietra ed alla inferriata di ferro battuto ed altro che verrebbero a modificare l’originario assetto architettonico della Piazza dove, peraltro, insiste la bella Chiesa S. Chiara, con le statue dei Compatroni della Città e la Torre Santa.
Non posso, prima dei dovuti accertamenti, ipotizzare altri motivi che inducono ad un simile scempio ma se ciò rispondesse ad un assurdo progettuale è opportuno concordare la necessità di interventi atti a salvaguardare il patrimonio artistico – storico che è vanto ed onore della Città.
Ritenuta l’urgenza rimango in attesa, anche telefonica, di quanto utile allo scopo richiamato, evitando complicazioni che la natura dell’episodio potrebbe richiedere.
Cordiali saluti
Piazza Armerina, 07.10.2010

Basilio Fioriglio

martedì 19 ottobre 2010

Piazza Armerina. La mozione congressuale di Ranieri Ferrara

La mozione congressuale di Ranieri Ferrara


La linea politica che dobbiamo seguire deve essere caratterizzata da scelte strategiche forti e nette, punti focali di una innovativa concezione del modus operandi nella quotidiana gestione della cosa pubblica della nostra città. Piazza Armerina ha bisogno di lasciarsi alle spalle quella cattiva politica che in quest’ultimo scorcio di tempo, ha prodotto danni incalcolabili, spezzando la condivisione di idee e progetti comuni che hanno contribuito alla vittoria del Partito Democratico alle ultime elezioni cittadine.
Vogliamo creare una frattura dirompente nella società piazzese.
Partire dalla politica vera ed autentica, quella che si occupa dei problemi reali dei nostri concittadini.
Stella cometa nella rotta di un’azione amministrativa trasparente e legale, che deve:
Liberare la macchina amministrativa comunale dalla burocrazia per esaltare il merito. Bisogna capovolgere lo status quo del nostro comune. Dirigenti che hanno accumulato un potere arbitrario e vantaggi economici senza precedenti. Occorre rimettere il merito al primo posto ed i più competenti e onesti devono guidare i servizi della Pubblica Amministrazione. La politica deve evitare di alimentare quel girone infernale che dai bisogni dei cittadini, anche i più elementari, sposta tutto sui privilegi e dai privilegi dell’amico, del parente e del cittadino in stato di necessità o bisogno impone lo scambio burocratico, clientelare, affaristico e potenzialmente, anche mafioso.
Programmazione, verifica dei risultati e degli obiettivi, controllo di gestione, standard di qualità, professionalità d’eccellenza ai posti di comando e controllo, sono le parole chiave che devono orientare una moderna politica riformista nella nostra comunità.
Con coraggio bisogna liberare la nostra comunità ed il nostro modo di agire amministrativo di ogni giorno dai privilegi della politica e promuovere una classe dirigente capace, colta e popolare, figlia della migliore selezione democratica e non dei circuiti della cooptazione e della collusione. Cancellare i costi pletorici di una spesa pubblica cresciuta a dismisura, limitare la presa sociale della spesa clientelare, liberare le nostre istituzioni dai molti consulenti senza professionalità, sfrattare il principio consolidato ed asfissiante di una politica invasiva che condiziona la gestione e le scelte amministrative, al di fuori di ogni criterio di merito e competenza.
La pubblica Amministrazione locale, deve subire un profondo cambiamento nei modelli organizzativi, nel rigore gestionale, nel controllo della spesa e nell’analisi dei bisogni, con un’attenta programmazione e verifica dei risultati raggiunti.
Legalità & Sviluppo sono le coordinate dentro le quali deve scorrere un concreto e progettuale impegno politico e di buon governo che sappia farla finita contro tutti i vecchi metodi della gestione nepotistica, familistica, clientelare e spesso illegale che caratterizzano e inquinano le relazioni amministrative locali. Un coordinamento del Partito Democratico autorevole può a testa alta e con credibilità istituzionale, forte e libera, imporre una moderna strategia di governo e buona prassi pubblica, misurando l’azione dei consiglieri e degli amministratori lungo questo percorso virtuoso.
A tal proposito suggeriamo l’istituzione di una delega assessoriale ad hoc denominata “ Sviluppo nella Legalità ” che sovrintenda alle relazione collettive ed alle competenze proprie e comuni di ogni singola branca dell’amministrazione municipale, affinché ogni processo decisionale sia ricondotto ai principi sistemici di legalità, buona amministrazione e trasparenza nella gestione della pubbliche risorse, con l’elaborazione condivisa di un Codice etico di buon governo e di autodisciplina al quale dovrà attenersi ogni amministratore, consigliere e dirigente comunale.
L’identità del Partito Democratico di Piazza Armerina sarà la funzione democratica che saprà esercitare nella nostra società, nel rapporto con le donne e gli uomini liberi, antagonisti del sistema di potere che umilia e mortifica da decenni la nostra provincia, uomini e donne liberi, protagonisti di un’alternativa reale all’esistente, ad un sistema bloccato e depresso che impedisce di pensare, agire e sognare. Perché nella nostra città per troppo tempo, la politica ha galleggiato su una zattera alla deriva, senza meta e senza rotta.
Vive tra tutti noi la speranza, mai doma, di un cambiamento, tra i nostri giovani ed i nostri anziani, tra le donne e gli uomini, vive nelle nostre scuole e nelle nostre imprese, nel commercio e nell’artigianato, nell’arte e nel turismo, nello sport e nel volontariato, nell’agricoltura e nell’impresa sociale, e soprattutto in ognuno di noi.
Dobbiamo sapere cogliere la sfida che il riformismo ci richiede, gettiamo le basi per un ampio consenso e una cultura di governo adeguata, attualizzata alle rinnovate richieste ed esigenze della gente, superando con estrema chiarezza le vecchie appartenenze DS e Margherita e costruendo la nuova identità del PD, scevra dai condizionamenti, dalle logiche arcaiche, dalle prevenzioni mentali del passato, con uno sguardo rivolto al futuro.
Innovazione strutturale e nuove alleanze, serie e credibili, fondate sulle priorità del programma di governo, rivedute e corrette, secondo la cultura dei valori e dei criteri generali improntati all’unità del partito, alla sua tenuta sul territorio, alla credibilità del progetto politico, alla reale vicinanza ai bisogni reali della gente e, ultimo ma non per questo meno importante, al canone generale della Legalità e della Trasparenza dell’azione amministrativa. Anche all’interno del partito sarà necessaria una presa di posizione netta su tutti quei modi di fare politica che in questi anni hanno appannato e compromesso la credibilità e la forza del centrosinistra e dello stesso PD. Dobbiamo lottare contro le collusioni clientelari e criminali, promuovendo una vasta condivisione ed un largo consenso sul nostro progetto di partito, al di là dei confini della nostra città, assurgendo a punto di riferimento democratico provinciale e regionale, attorno al binomio Legalità & Sviluppo. Bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità e faccia una scelta di appartenenza chiara e limpida per costruire una classe dirigente onesta, concorde, prudente, virtuosa, responsabile, attenta partecipazione reale dei cittadini. Le alleanze dovranno forgiarsi sul fuoco dell’innovazione, contro ogni consociativismo e trasformismo.
Nessuna contrapposizione tra l’esigenza di un partito forte e organizzato con la necessità di aprirsi alla discussione con la società. Nella nostra città dobbiamo rilanciare la speranza e l’entusiasmo dei giovani, lanciare loro un messaggio diretto, d’impegno e fiducia in un futuro con prospettive più rosee. Riacciuffarli, conquistarli, solleticare la loro curiosità, dimostrare con gesti semplici e quotidiani che questa città è il loro patrimonio, che qui hanno chance concrete di mettere sù le loro famiglie.
E’ vero che bisogna ricominciare daccapo. Testimoniare che il nostro Partito può assurgere al ruolo di protagonista delle scelte future per la nostra comunità, disarticolando le energie negative che per decenni hanno condizionato in peggio, le strategie di sviluppo comunali.
Lealtà, prudenza, onestà, rispetto, lungimiranza, coraggio, innovazione, sono alcune tra le parole d’ordine da utilizzare per questa nuova avventura politica. Forma e sostanza per un processo di rinnovamento vero e sincero, che deve essere portato avanti fino in fondo. Un partito federato, espressione autentica del nostro territorio, ove deve nascere, crescere e prosperare, a tutela e vantaggio della comunità che rappresenta, con processi decisionali virtuosi che prendano vita dal basso, senza schemi clientelari, senza istrionismi, senza alleanze sotterranee, tutto alla luce del sole. Spezzando i richiami ideologici, quando questi divengono paraventi comodi per non fare e non cambiare, alimentando lo status esistente.
Altresì solenne e formale deve essere l’impegno di chi governa a chiudere i rubinetti della spesa pubblica corrente, spesso e volentieri discrezionale e personalistica, in assenza di idonei ed opportuni controlli preventivi di merito e metodo, sulla qualità, necessità e bontà dei provvedimenti di spesa. Un segnale di trasparenza e legalità nella gestione delle pubbliche risorse che reputiamo indifferibile all’interno della piattaforma politica e programmatica che i circoli del PD sono chiamati ad allestire sul territorio.
Vogliamo anche un partito dinamico, snello, flessibile, che spalanca le porte a quelle persone che non appartenenze precedenti e che hanno scelto di cominciare il loro impegno politico con il PD. Quelli che vorrebbero entrare e spesso non sanno neppure a quale porta bussare. Un partito che spenda ed investa nella formazione politica, per spazzare via l’idea superficiale e demagogica della politica quel stipendificio pubblico, un partito composto da dirigenti preparati e pronti al sacrificio rispettosi dell’opportunità che viene loro concessa di far parte di un moderno strumento di rappresentanza popolare dei bisogni e degli interessi legittimi di una comunità democraticamente organizzata.
Mi pare e credo che tutti noi abbiamo la forza, la credibilità personale e sociale, la dirittura morale e le capacità culturali, i riferimenti autentici per rilanciare questo progetto politico. Da questa esperienza di oggi devono nascere gli eletti di domani e così via, senza isterismi e tornaconti personali, convinti che la politica sia la chiave per costruire il domani che viene.
La via giusta, secondo noi del PD, è quella di riflettere sugli errori, con una profonda auto analisi, assumendoci le nostre responsabilità, ognuno per la propria parte, adottando buone e sane abitudini, pronti a correggere la rotta e tenere dritta la barra della politica del nostro Partito Democratico.

lunedì 18 ottobre 2010

Piazza Armerina. Ranieri Ferrara è il nuovo segretario del Pd. A sostenerlo i cinque autonomisti del gruppo consiliare.

I Consiglieri Comunali, Capizzi, Failla, Azzolina, Monasteri e Centone nell’esprimere il compiacimento per l’elezione di Ranieri Ferrara a segretario del Circolo di Piazza Armerina auspicano che, dopo tanto vuoto politico ed organizzativo, lo stesso possa divenire protagonista di una nuova fase.
Lo impongono le necessità e le urgenze della Città, le quali richiedono una unità di intenti e di sforzi, che vanno profusi nell’interesse della comunità.
La grave crisi che colpisce tante fasce di cittadini e tanti settori produttivi impone
all’Amministrazione, che deve aprirsi al confronto, ed alla classe dirigente del PD di agire in sinergia per affrontare con unità e rinnovato slancio i problemi della nostra comunità – Il confronto dialettico non puo’ e non deve essere foriero di divisioni che i cittadini non comprenderebbero,
ma strumento per pervenire ad una sintesi intelligente e responsabile.
L’azione del Partito e dell’Amministrazione deve essere trasparente ed improntata a legalità, profusa al servizio dei cittadini, che vanno coinvolti, allorquando bisogna operare scelte importanti per la città.
Siano consapevoli che a Ranieri Ferrara è stato affidato un compito difficile, ma si ritiene che le sue capacità consentiranno, unitamente alla collaborazione di tutti, di aprire una nuova stagione politica, connotata da impegno serio, responsabile e mirato allo sviluppo della città, anche attraverso un confronto costruttivo con le altre forze politiche. (Comunicato dei cinque autonomisti del Pd)

sabato 16 ottobre 2010

Piazza Armerina. Gli autonomisti: "I quattro pilastri del Pd"

“Un progetto politico condiviso che partendo dalle legittime e diverse posizioni personali è approdato ad un Documento unitario a chiara matrice riformista, all’insegna del motto Trasparenza, Legalità & Sviluppo.”
Questo il comunicato stampa emesso, congiuntamente, dai cinque consiglieri comunali del Partito Democratico Giuseppe Capizzi, Francesco Azzolina, Luca Failla, Calogero Centonze e Fabio Monasteri , in vista dell’imminente congresso di circolo di sabato e domenica prossima in città.
"Ciascuno di noi con responsabilità, nell'interesse del partito e del nostro territorio, ha inteso scongiurare gli scontri personali e le sterili polemiche di circostanza, per voltare pagina con la volontà suprema di contribuire con idee e proposte a riqualificare il progetto politico del Partito Democratico piazzese. Abbiamo le risorse umane, politiche, progettuali e la credibilità istituzionale e sociale per costruire una classe dirigente che elevi più in alto la città di Piazza Armerina, verso un futuro prossimo migliore e più consono al rango della seconda città della provincia ennese.”
"Siamo convinti – spiegano gli estensori del documento - che si debba uscire da questa fase congressuale con una proposta politica qualificata, credibile, innovativa, che riformi dalle fondamenta il modo di procedere e agire della classe dirigente cittadina.”

Quattro sono i pilastri portanti sui quali poggiare il Partito Democratico :

Un'efficiente organizzazione del partito.
Una combattività quotidiana per affermare sani principi di trasparenza, legalità e sviluppo..
La vicinanza concreta ai bisogni veri dei cittadini.
L’unitarietà delle scelte improntate al rispetto, alla fiducia, ed alla lealtà reciproca.

Per rispondere ai bisogni di modernità della società piazzese, amplificati dalle sfide del mondo globalizzato, è necessario avviare un dibattito permanente sia all'interno del partito che all'esterno. Con un confronto serrato con il mondo produttivo, del lavoro e della scuola, del terzo settore, dello sport e del volontariato sui temi prioritari del supporto alle imprese locali e della riduzione dell'impatto sociale della crisi sui lavoratori e sui non occupati, della riduzione del precariato giovanile, dello sviluppo di un'economia eco-compatibile, del sostegno ai consumi delle famiglie, della rimessa in discussione delle poco soddisfacenti scelte amministrative sinora fatte, in spregio ai criteri dapprima elencati.

mercoledì 13 ottobre 2010

Piazza Armerina. Addio università? La città dei mosaici già da quest'anno potrebbbe perdere i due corsi esistenti.

L’università rischia di scomparire dalla città dei mosaici. Il corso in Scienze infermieristiche e quello in Archeologia del Mediterraneo, infatti, da questo anno accademico potrebbero sparire dal panorama culturale cittadino. Questo quanto emerso dal dibattito di venerdì sera in consiglio comunale, con la questione sollevata e discussa in seguito alla presentazione di un’interrogazione consiliare da parte del capogruppo del Popolo delle Libertà, Carmelo Gagliano. Quasi sicuro il definitivo trasferimento a Enna del corso in Infermieristica, fino ad oggi tenuto al Corpo F dell’ospedale Chiello. “Il corso verrà fatto Enna, posso annunciarlo con sicurezza all’aula, è una brutta notizia, ma mi è stato comunicato dalla stessa direzione”, spiega il consigliere Eduardo Lotario (Pd). “Su Scienze infermieristiche non ho comunicazioni ufficiali, tuttavia ho parlato con l’azienda sanitaria provinciale, con il manager Nicola Baldari, il quale mi ha detto che l’Asp non può più contribuire al corso con un cofinanziamento”, ha riferito in aula il sindaco Carmelo Nigrelli, il quale ha detto di rimanere in attesa di atti formali ufficiali. “Ho presentato l’interrogazione proprio per evitare che la nostra città possa rimanere ai margini del sistema universitario, per sapere in che modo il consiglio comunale possa fare la sua parte per impedire quest’ipotesi”, sottolinea Gagliano. Sul corso di laurea in Archeologia del Mediterraneo, dipendente dall’università Kore di Enna e con il primo anno accademico partito nel 2009/2010 alla sede dell’ex convento di Sant’Anna, rimarrebbe ancora qualche margine. Ma la situazione sembrerebbe essere molto critica. Con la nuova riforma Gelmini sembra che il corso debba trasferirsi a Enna. “Il fatto che sia partito nella nostra città e che docenti e studenti si siano trovati molto bene nel primo anno accademico trascorso, così come la recente firma di un protocollo d’intesa con la Kore e l’arrivo di arredo per la didattica appena lo scorso settembre, potrebbero ancora darci qualche chance”, dice Nigrelli. (Giornale di Sicilia - Edizione del 10 ottobre)

martedì 12 ottobre 2010

Piazza Armerina. Centonze replica a Venezia: "Mai violato le norme regolamentari, nella passata legislatura si abusava dell'attività ispettiva"


noto con piaciere che il consigliere venezia non perde occasione per polemizzare sul modo con cui vengono presiedute le sedute consiliari.Questo avviene spesso e volentieri in consiglio e ora anche a mezzo stampa manifesta la sua contrarietà sualcune procedure da me seguite.Specificatamente oggetto della discussione sarebbero i consigli comunali dedicati alle interrogazioni e all'attivitàispettiva.Il modo e la prassi che vengono seguite dal sottoscritto sono identiche a quelle seguite dai miei predecessori nei consiglie precedentie devono evidenziare che sono condivise da tutti gli altri capi gruppo consiliari che non hanno mai manifestato contrarietà.Non riesco proprio a comprendere quale sia il motivo di disappunto avendo nella scorsa leglislatura usato e spesso,a mio modesto avviso, abusato dell'istituto dell'attività ispettiva che io ritengo utile e indispensabile per permettere il dialogotra amministratori e consilieri, dialogo veramente carente e in alcuni casi inesistente che ha sempre portato all'esclusionenelle scelte sia dei consiglieri di minoranza ma anche di quelli di maggioranza. Ritengo altrettanto utile dare spazio alle interrogazioni che possano evidenziare alcune problematiche che in caso contrario potrebbero anche non essere trattate o conosciute dai consiglioìeri comunali.Non credo mai di aver violato norme regolamentari offrendo all'interrogante la possiblità di chiedere chiarimenti sulla risposta e permettendogli di evidenziare la sua soddisfazione per la risposta avuta; se poi qualcuno vuole intervenire sull'argomento quale norma si viola permettendo l'intervento?Sono solo convinto di rispettare sia le norme regolamentari e di aver condotto le sedute rispettando tutti i colleghi e le istituzioni presenti. Calogero Centonze, presidente del consiglio comunale

domenica 10 ottobre 2010

Piazza Armerina. Venezia, capogruppo Pd: "Sul rispetto del regolamento delle sedute Centonze fa orecchie da mercante"


Le sedute di consiglio comunale debbono avere una logica per le quali esse vengono celebrate ,è evidente che le sedute del nostro consiglio comunale purtroppo non seguono questa logica , ma sembrano discussioni tra amici con duetti tra amministratori e qualche consigliere comunale tutto ciò in violazione degli articoli 23-24-25-e 26 del regolamento delle sedute del consiglio comunale che prevedono soltanto la risposta dell’amministrazione in consiglio se questa viene richiesta espressamente nell’interrogazione ,ma non è previsto il dibattito, è evidente che se agli argomenti deve seguire un dibattito questo deve investire tutto il consiglio comunale partendo da una diversa procedura.
Più volte ho chiesto espressamente al presidente del consiglio comunale di far rispettare il regolamento ed evitare che le discussioni possano degenerare in un inutile “pour parler”, ma ha sempre fatto orecchie da mercante. Per cui la discussione sulle interrogazioni così come articolata non fa altro ché essere un inutile doppione dell’ attività ispettiva , altro aspetto che va sottolineato, e non è di poco conto e che siamo sempre gli stessi consiglieri a rimanere in aula sino alla fine del consiglio, per evitare che venga a mancare il numero legale, aspetto che poco interessa ai più
che abbandonano il consiglio dopo la registrazione della presenza senza mai dare una motivazione .

P.S allego copia degli articoli citati

DELL’INTERROGAZIONE E DELL’INTERPELLANZA
ART. 23
Il Consigliere Comunale può rivolgere al Sindaco interrogazioni e interpellanze.
Il Consigliere che intenda rivolgere una interrogazione ne fa domanda per iscritto senza motivazione, presentandola al Sindaco e in copia al Presidente del Consiglio che ne dà lettura al Consiglio nella adunanza successiva alla data di presentazione se richiesto espressamente nell’interrogazione.
ART. 24
L’interrogazione consiste in una semplice domanda fatta al Sindaco o alla Giunta per sapere se un fatto o una circostanza siano veri o comunque per sollecitare informazioni e spiegazioni sull’attività dell’Amministrazione. Nella interrogazione deve essere specificato se la risposta deve essere data per iscritto o in sede di Consiglio Comunale in
entrambi i modi.
ART. 25
L’interrogazione è posta all’ordine del giorno della seduta successiva a meno che il Sindaco o l’Assessore del ramo non siano in grado di rispondere immediatamente.
ART. 26
L’interpellanza consiste nella domanda fatta all’Amministrazione circa i motivi e gli intendimenti nella sua condotta in un determinato affare.
L’interpellanza deve essere presentata per iscritto e per essa si applica il contenuto dell’articolo precedente.
Pino Venezia

giovedì 7 ottobre 2010

Piazza Armerina. Ringhiera divelta da 9 giorni e senza protezione. I residenti gridano: "Vergogna!!!"

"Comune Vergogna". E' l'unica frase che viene in mente ai residenti di via Marco Trigona, dove da più di una settimana, nonostante ripetute segnalazioni, anche autorevoli, come quella del Comitato di Quartiere Monte ai vertici dell'amministrazione comunale e dell'ufficio etcnico, un pezzo di ringhiera divelto rimane scaraventato a terra, senza alcuna protezione e messa in sicurezza del tratto mancante. "Sindaco Carmelo Nigrelli e ingegnere capo Mario Duminuco, dove siete?", dicono i cittadini. "Una vicenda da denuncia penale, se qualche bambino cade dal quel tratto di ringhiera mancante finisce sugli spuntoni appuntiti in ferro della ringhiera sottostante e fa un volo di tre metri, vergogna, non sappiamo dire altro", dicono da via Trigona. E mentre si pensa ai "massimi sistemi" nel centro storico, in vista di un futuro che non c'è, la vita quotidiana si riempie di storie di ordinaria inefficienza.

mercoledì 6 ottobre 2010

Piazza Armerina. Bonanno, Anva Confesercenti: "Il mercato torni dove era prima, è tecnicamente possibile, non decide l'assessore, ma il consiglio"

Salvatore Bonanno, Anva Confesercenti: "Il mercato torni in piazza Falcone Borsellino, è tecnicamente assolutamente possibile, l'assessore al Commercio Teodoro Ribilotta non si dimentichi che sovrano a decidere non è lui, ma il consiglio comunale, il quale a breve dovrà pronunciarsi su questa vicenda".

Piazza Armerina. Bonus bebè. Salta discussione in aula.

Salta la discussione in aula sul regolamento bonus bebè (300 euro alle mamme che partoriscono al Chiello). Manca il parere obbligatorio, ma non vincolante del collegio dei Revisori, e il punto viene rinviato.

Piazza Armerina. La commissione dimenticata. Il consiglio così fallisce.

Da più di tre mesi è stata istituita all’unanimità dal consiglio comunale, ma la sua funzione è rimasta solo sulla carta perché i suoi componenti, nel frattempo, non sono mai stati eletti. Rimane sospesa nell’aria la commissione speciale sulla Villa Romana del Casale, promossa a gran voce e in modo trasversale la scorsa estate, da vari gruppi consiliari, sull’onda delle polemiche legate ai ritardi nell’esecuzione del cantiere di restauro in corso all’interno del sito archeologico. La recente empasse dei lavori consiliari, poi, ormai giunta alla terza settimana, legata alla mancata elezione del vice presidente, rischia di complicare ulteriormente la partenza dell’attività della commissione consiliare speciale. L’obiettivo dell’organo consiliare doveva essere quello di poter seguire più da vicino i lavori alla Villa Romana, anche attraverso l’ausilio di consulenti. La nascita della commissione risale allo scorso 2 luglio, appena qualche giorno dopo un vero e proprio consiglio “ispettivo” effettuato dai vari gruppi consiliari direttamente all’interno del sito Unesco, a tu per tu con il direttore dei lavori e progettista della nuova Villa, l’architetto Guido Meli, nel frattempo nominato dai vertici regionali direttore del nuovo “Parco Archeologico della Villa Romana del Casale e delle aree archeologiche di Piazza Armerina e dei comuni limitrofi”. I tre o cinque componenti della commissione devono essere designati dai gruppi consiliari, in seno alla conferenza dei capigruppo, e comunicati al presidente del consiglio, Calogero Centonze, il quale ne deve sottoporre l’approvazione all’aula. E potrebbero passare altre due o tre settimane.

mercoledì 29 settembre 2010

Piazza Armerina. Procedimenti disciplinari. L'amministrazione contro due vigili che ora potrebbero rivolgersi a Giudice del Lavoro e Procura.

Si aggrava lo stato di tensione tra l’amministrazione e una parte consistente del comando dei Vigili urbani. Emergerebbe un nuovo procedimento disciplinare nei confronti di un altro vigile urbano, dopo quello scattato nei giorni scorsi nei confronti del commissario della Polizia municipale Giovanni Velardita. Ad un altro “fischietto” piazzese, infatti, verrebbe rimproverata un’assenza ingiustificata dal posto di lavoro. Un fatto non solo contestato nella sua fondatezza dall’agente, ma tale da poter portare nei prossimi giorni ad un vero e proprio esposto predisposto dai legali del vigile urbano, il quale si sarebbe rifiutato di presentarsi alla convocazione da parte dell’ufficio Procedimenti disciplinari. Il clima è pesante. Sia nel caso del commissario Velardita, quanto nel nuovo episodio, sembrano molto probabili il ricorso al Giudice del Lavoro e alla Procura. Un’ipotesi che farebbe alzare in modo inedito il livello dello scontro tra l’amministrazione comunale e una parte della Polizia municipale. (Giornale di Sicilia - Edizione del 29 settembre)

lunedì 27 settembre 2010

Piazza Armerina. Sospesa assistenza a 21 "ragazze madri". Fondi finiti. Gli uffici chiedono i soldi alla politica. E le mamme protestano.

Sospeso il servizio di assistenza ai minori illegittimi riconosciuti dalla sola madre. Gli Affari sociali hanno dovuto interrompere l’erogazione del contributo mensile a 21 ragazze madri della città dei mosaici per carenza delle risorse finanziarie stanziate nel capitolo di bilancio previsto ad hoc. Fino ad agosto a percepire l’assistenza erano 21 mamme e 22 figli. Ad ogni madre andavano 219 euro mensili in cambio di 35/40 ore di lavoro prestato a supporto delle attività socio-assistenziali fornite dagli uffici comunali per altri servizi. Un piccolo contributo economico, ma sufficiente a poter dare una minima boccata d’ossigeno a nuclei familiari in grave difficoltà. Per questo tipo di assistenza in bilancio sono stati inseriti 40 mila euro, ma ne sarebbero serviti 58 mila, 18 mila in più, per poter coprire il servizio fino alla fine dell’anno.

“L’amministrazione comunale per far ripartire l’assistenza a queste 21 madri utilizzi subito gli 11 mila euro prelevati dal fondo di riserva per finanziare la partecipazione del Comune al Tti, il Travel Trade Italia, appuntamento del settore turistico in programma a Rimini ad ottobre”. A proporlo il responsabile provinciale dell’Anva Confesercenti, Salvatore Bonanno, il quale esprime solidarietà al gruppo di donne rimaste senza l’assegno mensile e reputa “inopportuna e senza utilità” le somme impegnate per Rimini . “Metto i locali sede del nostro sindacato a disposizione di queste mamme per ogni loro iniziativa”, aggiunge Bonanno.

Piazza Armerina. procedimenti disciplinari nei confronti di due commissari di Polizia municipale. Possibili ricorsi al Giudice del lavoro e Procura

Rapporti tesissimi tra l’amministrazione comunale ed alcuni commissari della Polizia municipale. Sarebbero due i procedimenti disciplinari scattati nei confronti di altrettanti ufficiali dei vigili urbani. Adesso le vicende rischiano di finire davanti al giudice del lavoro e alla procura...

giovedì 23 settembre 2010

Piazza Armerina. Vicepresidenza. Paternicò: "Fallimento delle segreterie politiche del centrodestra". L'autolesionismo del Pd.


Rosario Paternicò e la sua schiettezza sulla vicenda della vicepresidenza: "Fallimento politico dei segretari del centrodestra, di Mpa, Udc e di chi si presenta per conto personale come segretario del Pdl". Ma il Pd dimostra ancora una volta un autolesionismo pari a poche realtà politiche. Di fronte alla mancanza di un candidato unitario da parte del centrodestra (Venezia aveva proposto la scorsa settimana ai partiti dell'opposizione di esprimere un proprio candidato al quale sarebbero andati i voti del centrosinistra) i democratici si sono divisi, adottando due strategie diverse, con punzecchiature politiche evidenti al seguito. Il capogruppo Venezia (Pd), mercoledì sera, di fronte a due candidati di centrodestra frutto di divisioni e ripicche, per sbrogliare la matassa provocata dalle continue votazioni andate a vuoto, ha annunciato che il suo gruppo avrebbe a quel punto votato un proprio uomo di centrosinistra per rimettere in sesto l'ufficio di Presidenza e far ripartire la macchina consiliare. Il sottogruppo del Pd, però, facente capo agli autonomisti, ha deciso di continuare a puntare su un uomo di centrodestra, come scelta di metodo ritenuta più coerente. Il risultato? I cinque autonomisti, come emergerebbe da una interpretazione dello scrutinio e delle dichiarazioni degli altri gruppi, avrebbero votato per Trebastoni, i cinque più uno del Pd avrebbero votato per Ilenia Adamo. "Non c'è ufficialmente un candidato del Pd", ha detto in aula Monasteri. Poi i due colpi di scena tutti interni al Pd, degni di una partita a scacchi del tutto inutile e incomprensibile per l'immagine complessiva del partito. I sei pro Ilenia Adamo escono dall'aula (il numero legale rimane) prima dell'ennesima votazione per far emergere meglio il voto a Trebastoni proveniente dagli "autonomisti". Ma subito dopo l'uscita dal consiglio il presidente Centonze (uno degli autonomisti del Pd) abbandona l'aula e scioglie il consiglio (senza la vicepresidenza, infatti, se il presidente va via non ci sono sostituti). Esito politico finale della vicenda vicepresidenza? Il centrodestra è in palese difficoltà, fortemente diviso e senza un candidato unitario, ma le divisioni del centrodestra diventano terreno di scontro interno al Pd. Gli autonomisti, di fronte alla chiara e ripetuta incapacità del centrodestra di esprimere una sintesi unitaria su un nome, di fronte a diverse votazioni andate a vuoto e alla necessità di restituire l'assemblea alle sue funzioni piene, avrebbe forse fatto meglio a seguire questa volta la pista indicata da Venezia? Ma Capizzi, a sua volta, portavoce degli "autonomisti", in aula ha sottolineato come il suo gruppo sulla linea Venezia e sulla presunta indicazione di un uomo di sinistra non sia stato interpellato.

Piazza Armerina. Rifiuti e ordinanze a ripetizione sul conferimento. Ma i controlli non sono mai partiti.

Dall’estate del 2009 i rifiuti vanno gettati nei cassonetti solo nelle ore pomeridiane. In pochi, però, rispettano le ordinanze emesse dal Comune. Ma soprattutto in quindici mesi non è stata elevata una sola sanzione amministrativa a carico di chi viola le nuove disposizioni. Non è mai stato organizzato, infatti, un solo servizio di pattugliamento da parte della Polizia municipale, con tanto di appostamento in borghese da parte degli agenti. A confermare il dato amaro, in pratica la mancanza di controlli per far rispettare le ordinanze emesse dal sindaco Carmelo Nigrelli, lo stesso comandante dei Vigili urbani, Alfredo Sapone. “Finora non è stata emessa una sola sanzione e non è stato organizzato un solo appostamento per multare chi viola gli orari di conferimento stabiliti nei provvedimenti firmati dal primo cittadino”, ammette Sapone, il quale solo da poco si è insediato alla guida dei fischietti armerini. Sono quattro le ordinanze che dall’estate del 2009 si sono succedute per regolamentare gli orari di conferimento dei rifiuti. L’ultima risale al luglio scorso: i rifiuti solidi vanno gettati tutti i giorni solo dalle 17 alle 24, escluso il sabato. Per chi getta un sacco della spazzatura la mattina, ad esempio, sono previste sanzioni salatissime che vanno da 25 a 500 euro. Ma di multe nemmeno l’ombra. “Credo sia opportuno lanciare una campagna di comunicazione, facendo sapere a tutti i cittadini gli orari stabiliti per il conferimento dei rifiuti con degli avvisi adesivi sugli stessi cassonetti e poi effettuare i controlli”, dice il comandante Sapone. Ma intanto l’ordinanza è in vigore e lo stesso sindaco Nigrelli ha previsto la trasmissione del provvedimento alla Polizia municipale “affinché provveda alla vigilanza e all’esecuzione della medesima, nonché l’adozione di ogni provvedimento gestionale per la sua massima diffusione negli esercizi commerciali e i pubblici esercizi del territorio comunale”. All’origine dei conferimenti limitati ad alcune fasce orarie le notorie carenze del sistema di raccolta dei rifiuti. La ratio delle ordinanze era quello di “eliminare il potenziale stato di emergenza igienico-sanitaria” derivante dal diffondersi in città di un conferimento indiscriminato dei rifiuti solidi urbani ad ogni ora del giorno. Evitando, come si legge nei provvedimenti d’urgenza, “un’immagine poco decorosa della città”. (Giornale di Sicilia - Edizione del 21 settembre)

lunedì 20 settembre 2010

Piazza Armerina. Randagismo. Sterilizzazioni entro settembre? Aspettiamo i fatti...

"Condivido la sua preoccupazione per un fenomeno che per le proporzioni che ha assunto non può che destare un giustificato allarmismo”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Innocenzo Di Carlo, messe nero su bianco in una nota inviata al Difensore civico Giuseppe Aloi che nei giorni scorsi aveva scritto proprio a Di Carlo per richiamarlo ai suoi doveri in materia di randagismo.
“Continuano a non partire le sterilizzazioni, siamo di fronte al disastroso fallimento da parte delle nostre istituzioni, forse non ci si rende conto di come la situazione sia destinata a diventare sempre più esplosiva, prima o poi in queste condizioni succederà qualche tragedia”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma le dichiarazioni del presidente provinciale della Lav, Lorena Sauli, pubblicate sul Giornale di Sicilia del 5 agosto 2009.
“Per evitare tragedie come quelle del ragusano quest’ufficio sollecita gli organi preposti e competenti affinché si prodighino a mettere in pratica le leggi vigenti e nel frattempo si attivino a controlli specifici e oculati”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma del Difensore civico Aloi in una nota di appena qualche settimana fa indirizzata al sindaco Carmelo Nigrelli.
Non siamo di fronte ad un “giustificato allarmismo”, ma ad un giustificato allarme. Ma questi rischiano di essere solo giochi di parole. Aspettiamo i fatti. (Settimanale Report - Numero 33)

Piazza Armerina. Il dubbio? Un sano esercizio mentale. Ma se si trasforma in ossessivo sospetto diventa solo inutile masturbante altalena di malignità

La morbosa e ossessionante curiosità della gente, scoppiata in città in seguito al possibile falso mito della sposa “violata” dal testimone nel giorno delle nozze, diventa essa stessa notizia sulla quale non è possibile non soffermarsi. Mentre da un mese la domanda più ricorrente continua ad essere “Chi sono i due protagonisti della vicenda?”, quella che più mi intriga è “Perché l’illazione, il gossip e la maldicenza riescano dopo secoli ad affascinare con tanto successo l’immaginario collettivo?”. Ci sono tre ingredienti in questa storia estiva (non importa a questo punto se i fatti siano veri o meno) ai quali va attribuita la paternità del successo dell’ormai leggendario e romanzato amplesso di nozze. Il primo è il sesso: raccontare storie a sfondo sessuale continua a rimanere uno dei passatempi meno noiosi per chiunque. Su questo non ci sono dubbi. Il secondo è il colpo di scena: spezzare la rituale routine di un avvenimento, percepito ancora come sacro nella sua solennità, con un evento improvviso, inaspettato e dirompente provoca uno shock di suggestioni e incredulità tale da provocare immedesimazione nei protagonisti. Il terzo è l’incertezza: quando un colpo di scena a sfondo sessuale è anche incerto, allora c’è spazio per la fantasia di tutti. A mio parere, però, manca un ingrediente fondamentale, senza il quale credo tanta curiosità rischia di offendere l’intelligenza di un uomo di media diligenza: la verosimiglianza della storia. Per quanto mi riguarda la storia, a prescindere dal fatto che possa essere vera o falsa, è inverosimile in quanto tale. Forse finora non vi siete concentrati tecnicamente sulla “scena del delitto”, presi come siete dal voler conoscerne i protagonisti. Immaginate 200/300 invitati nella sala di un ristorante, immaginate il via vai naturale in casi del genere dai bagni del locale da parte degli invitati, immaginate la ingombrante complessità di un abito da sposa di cui svestirsi, immaginate tutti i matrimoni a cui siete dovuti andare e al fatto che la sposa, quando decide di andare in bagno, non ci va mai da sola, accompagnata dalla sorella, la madre, la suocera, la testimone o da un amica ancella (anche perché sfido chiunque ad eseguire da sola e in modo perfetto un rendez-vous tra una sposa e la tavola di un water). Dopo aver immaginato tutto questo, siete ancora pronti a considerare verosimile la trombata delle trombate estive? Non correte, forse, il rischio di esservi fatti trombare il cervello dal superdotato vezzo della maldicenza? Naturalmente il dubbio è un sano esercizio mentale. Ma se si trasforma in ossessivo sospetto diventa solo un’inutile masturbante altalena di malignità. (Settimanale Arai)

Piazza Armerina. Rebus vicepresidenza/2 Venezia: "Il centrosinistra è maggioranza, deve adottare comunque una scelta che risolva il problema"

Sarà il centrosinistra ad eleggere un proprio candidato alla vice presidenza del consiglio comunale di fronte alla mancanza di un candidato unitario nel centrodestra. Mercoledì sera sarà in programma la terza seduta dell’aula e si voterà per ben la quarta volta dopo tre tentativi andati a vuoto. Occorre ricomporre l’ufficio di Presidenza, con l’elezione del vice, senza la quale l’assemblea non può affrontare alcun ordine del giorno. “Il centro sinistra finora ha fatto di tutto per ricomporre l’ufficio di presidenza, condizione vincolante per il prosieguo dell’attività del consiglio comunale che in queste condizioni rischia la paralisi, bloccando l’azione di governo a discapito dei cittadini”, spiega il capogruppo del partito Democratico, Giuseppe Venezia, il quale nel corso della prima seduta sulla vice presidenza aveva proposto al centrodestra di indicare un candidato unitario da votare. “In questo contesto il centrosinistra, essendo maggioranza, ha il dovere di adottare comunque una scelta che risolva il problema, anche nelle more di una eventuale indicazione del centrodestra”, afferma Venezia. L’empasse istituzionale è scattata in seguito alle dimissioni dalla carica del consigliere Vincenzo Filetti, esponente dell’Udc. Il centrodestra non riesce a proporre un nominativo da eleggere, il centrosinistra sembra rimanere in attesa. “Per scelta politica e per il rispetto che bisogna avere nei confronti delle minoranze, affinché abbiano la giusta rappresentatività, il Pd ritiene che la vicepresidenza del consiglio vada al centro destra, pertanto indicate un vostro candidato e noi partito di maggioranza lo voteremo”, ha proposto il Pd. “L’elezione della presidenza e della vicepresidenza nel 2008 furono frutto di un accordo trasversale e segreto tra Udc e Pd, quell’anomalia va sanata, e c’è un solo modo, le dimissioni anche del presidente dell’aula Calogero Centonze., poi ne potremo parlare”, afferma Carmelo Gagliano, capogruppo del Popolo delle Libertà. Centonze, però, alle dimissioni non ci pensa nemmeno: “Non è all’ordine del giorno del consiglio”. “Abbiamo celebrato due sedute di consiglio tra sospensioni e rinvii, ma l’indicazione non è arrivata per via dei veti incrociati che stanno caratterizzando l’azione del centro destra”, spiega una nota del Pd. “Va ricordato che le dimissioni del consigliere Filetti da vicepresidente sono state chieste a gran voce più volte dal consigliere Paternicò (Pdl), ed il consigliere Trebastoni (Mpa) più volte ha chiesto chiarimenti in merito alle dimissioni verbali che lo stesso Filetti aveva dichiarato durante una seduta consiliare”, aggiunge Venezia. “Cerchiamo di elevare il nostro agire politico e trovare unanime concertazione nella indicazione di quanto il consiglio viene chiamato a deliberare e ciò nell’esclusivo bene della nostra città che rappresentiamo”, afferma, invece, il consigliere indipendente Basilio Fioriglio.

Piazza Armerina. Rebus vicepresidenza. Fioriglio: "Manca concertazione". Intanto in fumo già 3 mila euro.

Consiglio comunale bloccato e senza possibilità di discutere nessun ordine del giorno. Si sono risolte in un nulla di fatto, infatti, la seconda e terza votazione per l’elezione del nuovo vice presidente del consiglio comunale, dopo le dimissioni dalla carica del consigliere Vincenzo Filetti. Mercoledì prossimo alle 18.30 si andrà alla quarta votazione a scrutinio segreto. Venerdì sera ci sono state le ultime due votazioni, con la gran parte delle schede bianche o nulle. Il centrodestra non ha un candidato unitario, il centrosinistra, il quale ha offerto la carica all’opposizione, non sembra compatto sul da farsi, diviso tra il fronte degli “autonomisti” e quello dei “lealisti”. La seconda votazione si è conclusa con 9 schede bianche, 2 nulle, 2 voti a Michelangelo Trebastoni, 1 a Vincenzo Filetti ed 1 a Calogero Centonze; la terza votazione con 8 schede bianche, 2 nulle, 1 a Centonze, 2 a Trebastoni e 1 a Filetti. Il primo voto a scrutinio segreto, invece, si era svolto lo scorso giovedì sera, sempre senza alcun esito. “Il fatto costituisce l’assenza di una politica di concertazione tra la maggioranza ed il resto del consiglio comunale”, sostiene il consigliere Basilio Fioriglio. “La elezione del vice presidente dovrebbe garantire la rappresentanza dell’altra parte del consiglio per dare forza alle voci della minoranza”, aggiunge. E intanto cominciano a montare le polemiche per i costi affrontati dalle casse comunali per l’elezione del numero due di via Cavour. Quello di mercoledì prossimo sarà il terzo consiglio comunale convocato sulla vicenda e questo significherà, sulla base dei gettoni di presenza percepiti dai 19 consiglieri (il presidente dell’aula è l’unico a percepire un’indennità fissa mensile), quasi 3 mila euro spesi finora solo per le tre votazioni a colpi di schede bianche e nulle. “Non è possibile che accadano queste cose, non voglio essere tacciato nei mezzi di comunicazione locale di contribuire a sprecare i soldi della collettività, propongo che i consiglieri non percepiscano nessun gettone”, afferma il capogruppo dell’Udc, Calogero Cursale.

martedì 14 settembre 2010

Piazza Armerina. Elezione vice presidenza. Trasparenza o "inciucio room"?

Cari consiglieri comunali, se avete coraggio politico, questa volta la seconda carica di via Cavour, per favore, cercate di sceglierla alla luce del sole, in modo trasparente, intervenendo in aula, avanzando proposte pubbliche di candidature, motivandole, segnando percorsi politici possibili o semplicemente indicando colleghi in grado di ricoprire la vice presidenza. Per favore, niente “inciucio room”, la saletta “privata” del potere dove spesso finiscono i nostri uomini politici a discutere e decidere quasi in segreto. Niente silenzi. Il voto è segreto, ma la politica non deve essere tabù. Se il 16 settembre vi presenterete al voto senza dire nulla, tentando (senza riuscirci, poi) di non far capire nulla, allora rifarete l’errore di due anni fa, quando la cappa di silenzio in aula dei vincitori e dei vinti non impedì a stampa e opinione pubblica di capire che il presidente di centrosinistra era stato eletto con i voti del centrodestra e il vice di centrodestra con i voti del centrosinistra. (Report - 11 setembre)

giovedì 9 settembre 2010

Piazza Armerina. Politica. Resa dei conti nel centrodestra. Tregua nel centrosinistra. Sindaco vola alto? Fioriglio lo fa riatterrare.

Ieri sera consiglio comunale in terza convocazione con al centro l'attività ispettiva. Sintesi brutale: resa dei conti nel centrodestra che se prima era poca cosa adesso rischia di diventare un puzzle di pugili in guerra tra loro; nel centrosinistra clima da "rifiuti sotto il tappeto", sembra che tutti i distinguo e i dissensi siano improvvisamente scomparsi, clima apparentemente "idilliaco" (Si sta vedendo oggi, vi stanno chiamando con il fischietto a uno a uno vero?, ha detto in aula Paternicò (Pdl) in uno scontro duro con alcuni consiglieri "autonomisti" del Pd). Il sindaco Nigrelli ha tentato di volare alto: "Siamo tutti, a destra e a sinistra, senza punti di riferimento, momento sfortunato, no al teatrino delle reciproche posizioni politiche, ma facciamo tutti l'interesse concreto della città". Poi il consigliere Fioriglio l'ha riportato sulla Terra: "Non c'è un solo punto delle cose che avevo chiesto su cui ha risposto sindaco".

mercoledì 8 settembre 2010

Piazza Armerina. Si è dimesso il vice presidente del consiglio comunale Vincenzo Filetti

Si è dimesso il vice presidente del consiglio comunale, Vincenzo Filetti, ieri pomeriggio, presentando per iscritto la sua decisione in aula.

mercoledì 1 settembre 2010

Piazza Armerina. screzi tra Ribilotta e Bonanno su manifestazione all'area ex Siace

“Abbiamo fornito l’uso gratuito dell’area ex Siace e assicurato supporto logistico, ma non abbiamo concesso alcun contributo ed aiuto economico agli organizzatori del Motor Show Sicilia”. Così l’assessore al Commercio, Teodoro Ribilotta, replica alla richiesta avanzata dalla Confesercenti agli uffici comunali di voler ottenere copia di tutte le carte relative alla manifestazione dello scorso inizio agosto. L’amministratore, poi, tiene a sottolineare un fatto: “Abbiamo ricevuto una nota della Confesercenti in cui non c’è alcun riferimento all’Anva, l’associazione nazionale venditori ambulanti, e senza la presenza di alcuna firma”. “Di fatto non sappiamo con chi dobbiamo interloquire, se non fosse per alcuni articoli di stampa da cui si evincerebbe da chi parte la richiesta di chiarimenti”, dice Ribilotta. Era stato Salvatore Bonanno, responsabile provinciale dell’Anva Confesercenti, ad avanzare la richiesta degli atti al Comune. Replica il sindacalista: "A Ribilotta non deve interessare l'albero genealogico di chi scrive, è la Confesercenti che ha fatto una richiesta come sindacato"

Piazza Armerina. Consiglio. Attività ispettiva. L'amministrazione non si presenta in aula. Seduta rinviata.

Doveva essere il giorno dell’attività ispettiva in consiglio comunale, lunedì pomeriggio, ordine del giorno con il quale qualsiasi problema della città può essere affrontato. Ma il sindaco Carmelo Nigrelli e la sua squadra di assessori non si sono presentati in aula e il consiglio comunale è stato rinviato. “Nella mia carpetta non è pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale”, ha spiegato il presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze, rispondendo ad alcuni consiglieri che chiedevano di conoscere le motivazioni dell’assenza.

mercoledì 11 agosto 2010

Piazza Armerina. Mpa: "Il sindaco lasci se non è in grado di governare la città e il suo partito"

L'Mpa sul sindaco e il Pd:
"Gli ultimi avvenimenti che agitano la maggioranza di governo ci impongono alcune riflessioni di carattere sociale e politico. E’ noto come, in occasione della presentazione in Consiglio Comunale del Bilancio di previsione, si siano registrati comportamenti insoliti e inadatti a un pubblico consesso: oltre alle dimissioni dell’Assessore Restivo e del tecnico Costa, cinque consiglieri di maggioranza si sono dichiarati “autonomi” rispetto all’azione del governo cittadino, dagli stessi dichiarata fallimentare e non rispettosa delle promesse elettorali. In nome dei concetti di legalità, correttezza e trasparenza, i cinque consiglieri si sono ufficialmente staccati dalla maggioranza che, a questo punto, non è più tale. Vogliamo fare finta di niente? Come risposta, invece, il primo cittadino ha bacchettato gli “autonomisti”, facendo un discorso fuori luogo, arrogante, con riferimenti personali, discorso che avrebbe trovato miglior palco presso la sede del suo partito. Ma eravamo nell’Aula Consiliare, e il Sindaco poteva risparmiarci questa ignobile sceneggiata!
Non si può negare come il problema sia interno al PD piazzese e che tali avvenimenti, che confermano il completo fallimento politico e amministrativo dell’attuale maggioranza, dovrebbero essere affrontati politicamente prima che civicamente. La città di Piazza Armerina non può pagare dazio per le beghe di un partito! Le strade percorribili, è evidente, sono due, una antitetica all’altra: o il partito di maggioranza si ricompone, o il Sindaco sarà costretto a trarre le dovute conclusioni e presentarsi quanto prima in Consiglio Comunale per prendere atto delle inevitabili conseguenze. Non può illudersi di poter continuare sulla strada finora percorsa con atteggiamenti irresponsabili. A tutt’oggi il Sindaco ha di fatto allontanato le problematiche cittadine, trincerandosi dietro una frase ricorrente: “non sono atti miei”, salvo attribuirsi in qualche caso meriti che non gli spettano. La Città sta morendo, sul piano economico e sociale, e non ha bisogno di un Sindaco che, anziché affrontare i problemi anche delle precedenti amministrazioni, apportando le dovute modifiche, vive fuori dalla realtà, inseguendo solo le proprie fantasie. La Città esige che il proprio Sindaco la governi, e non le interessa questa continua ingerenza negli affari di un partito, il PD, che le sta succhiando ogni prospettiva di futuro, trascinando perdipiù nell’Aula consiliare problemi tutti interni a una compagine politica. Il PD risolva i suoi problemi, governi col suo Sindaco, e la smetta di fare un giorno la maggioranza e un giorno l’opposizione. O abbia il coraggio di sfiduciare pubblicamente un primo cittadino che non rispetta la volontà del suo partito e nel quale il suo partito non si riconosce più.
L’MPA piazzese abbraccia l’iniziativa dei cinque consiglieri “autonomi”, ma non può prescindere dal fatto che politicamente sia un problema del partito di maggioranza. I consiglieri MPA, infatti, svolgono il proprio lavoro in Aula, sempre nel rispetto del proprio mandato, disponibili al dialogo, ma senza l’obbligo di avere un rappresentante unico, così come non è accaduto in campagna elettorale. Le accuse ai consiglieri d’opposizione, di non aver saputo cogliere il momento propizio per sfiduciare l’attuale amministrazione, risultano dunque pretestuose. La nostra opposizione è costruttiva, come sempre dovrebbe essere: non si vota un emendamento solo perché presentato da una fazione avversa al Sindaco. Se parte della maggioranza si pronuncia contro la stessa maggioranza, siamo pronti ad accogliere le sue istanze, ma la soluzione deve essere trovata nelle decisioni della compagine politica di appartenenza. Se il Sindaco non è capace di governare il suo partito, come la sua Città, si faccia da parte, per il bene di tutti".

sabato 7 agosto 2010

Piazza Armerina. Nota riservata agli uffici comunali con le motivazioni dell'uscita di scena del comandante Viola.Cimino fa finta di non sapere nulla?

Il commissario dei vigili urbani Alfredo Sapone è il nuovo comandante della Polizia municipale piazzese. La nomina è arrivata con provvedimento del sindaco Carmelo Nigrelli dopo la misteriosa fuoriuscita dal Comando del precedente comandante Piero Viola. La giunta, infatti, nei giorni scorsi aveva preso atto con una propria delibera di una “nota riservata” con la quale la Provincia di Catania, ente al quale appartiene Viola, decideva di “revocare” il comando al proprio dipendente presso il comune armerino. Ma per quale motivo? L’assessore con delega alla Polizia municipale, Lillo Cimino, afferma di non conoscere le motivazioni della revoca. “Non mi è dato sapere per quale motivo la Provincia di Catania ha revocato il nulla osta all’ormai ex comandante Viola, non ci viene spiegato”, dice Cimino. In una nota riservata del 28 giugno, però, pervenuta agli uffici comunali lo scorso 5 luglio, la Provincia comunica la revoca “per le motivazioni in essa contenuta”. Quindi le motivazioni dovrebbero essere in realtà a conoscenza degli uffici e degli amministratori. Ma sembrano rimanere top secret. Credo sia un atto di civiltà e correttezza far sapere ai cittadini cosa sia successo veramente, anizhè trincerarsi dietro "una nota riservata".

Piazza Armerina. Il sindaco Nigrelli replica a Capizzi: "Solo pretesti che nulla hanno a che fare con gli interessi della città"

Il sindaco Nigrelli: "Non intendo entrare nel merito delle affermazioni politiche di Capizzi, tuttavia osservo che il compito del Sindaco è quello di dare attuazione al programma elettorale votato dai cittadini e io intendo mantenere fede a questo impegno preferibilmente con chi dichiarò nel 2008, magari strumentalmente, di condividere il mio programma, ma, in ogni caso, con chiunque, dentro le istituzioni e non, voglia impegnarsi per continuare a perseguire e raggiungere gli scopi stabiliti. Il resto, come ho già affermato, sono solo pretesti che nulla hanno a che fare con gli interessi della Città". Segue...

venerdì 6 agosto 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd: "Le domande imbarazzanti di Capizzi e autonomisti all'establishment "democratico".


Giuseppe Capizzi nella qualità di portavoce del gruppo dei consiglieri comunali del PD Monasteri, Azzolina, Failla e Centonze:
Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto.
Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato.
Sarebbe stato opportuno e politicamente corretto invece che sia il consigliere comunale in questione che pure il giornalista che lo ha intervistato, Agostino Sella, ponessero l’accento sul grave atto politico che è stato consumato nel momento in cui il bilancio è stato approvato con voti trasversali e grazie alla presenza determinante dei consiglieri del centro destra.
Il gruppo dei cinque consiglieri comunali il giorno 13 luglio aveva sottolineato che il bilancio proposto dall’amministrazione comunale era indifendibile ed improponibile, ribadendo tra l’altro che questa posizione era stata condivisa dal gruppo del PD compreso dal consigliere Venezia a tal punto che era stato presentato apposito documento all’amministrazione comunale per attenzionare alcune problematiche.
Lo stesso consigliere dovrebbe pertanto spiegare il cambiamento di rotta sulla valutazione della proposta di bilancio poi approvata in consiglio comunale, bilancio come più volte ribadito che assolutamente non affronta i problemi evidenziati dal gruppo dei cinque consiglieri e da tutti prima condivisi come quello dell’aumento di spesa spropositata sui servizi sociali, della mancanza di risorse per lo sviluppo economico e turistico, la assenza di programmazione sul personale.
Noi abbiamo solo posto problemi di natura politica e nessuno ancora politicamente ci ha dato risposte e continua ad attaccarci personalmente diffondendo solo falsità.
Sinteticamente dobbiamo evidenziare le centinaia di problematiche da noi sempre evidenziate?
Che risposte sono state date sulla programmazione e sull’espletamento dei servizi sociali? Sulla garanzia di rispetto del programma del mandato sugli stessi servizi? Sul fatto che i servizi sociali, da noi giustamente elargiti, per pagare prebende e fare clientele costano per dieci volte di quanto costano ad Enna e Caltagirone con qualità offerta peggiore? Che dire che i ricovero minori ad Enna sono pari a 5 a Caltagirone a 15 e a Piazza Armerina magicamente pari a 70? Che dire che la spesa dei servizi sociali sul servizio minori dall’amministrazione Prestifilippo all’amministrazione Nigrelli è cresciuta di ben 200.000,00 euro e che pertanto paghiamo rette di ricoveri per 700.00,00 (settecentomila badate bene) annu? E’ giusto porsi qualche interrogativo?
Diciamo qualcosa sul personale? Cosa dire sul fatto che vengono dati pareri discutibili agli emendamenti dai responsabili di servizio che guarda caso il giorno dopo l’approvazione del bilancio vengono nominati dirigenti dal nostro Sindaco? Che sul personale in maniera illegittima sono state fatte le progressioni di carriera del personale comunale facendo un esercito di generali, ripeto illecitamente, non avendo fatto nessun concorso esterno, se pur obbligati?
Dobbiamo Continuare? Che fine hanno fatto i lavori sulle strade cittadine il cui mutuo è stato approvato dal consiglio comunale un anno fa?
E’ che dire sullo splendido successo delle striscie blu? Incassi previsti primo anno 800.00,00 euro incassati 40.000,00?
Le risposte demagogiche e inapplicabili sono sempre le stesse “noi siamo con tutti e per tutti” poi vedremo come reperire le risorse eventualmente aumentiamo le tasse ai cittadini per garantire qualcosa o qualcuno.
Davanti ai problemi gravi della città è doveroso avere un atteggiamento responsabile per la difesa dell’interesse generale non essere asserviti a logiche di parte a danno dell’intera collettività. E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio.
E’ una questione di dignità politica.

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo