lunedì 8 novembre 2010

Piazza. Crollano a picco le visite alla Villa Romana. Sono 180 mila i turisti in meno in tre anni

Sono 180 mila i turisti in meno alla Villa Romana del Casale negli ultimi tre anni, con un decremento di oltre il 40 per cento in appena 36 mesi. Forte calo degli ingressi al sito archeologico tra il 2007 e il 2010. I numeri da soli sono sufficienti a certificare il crollo delle visite. Secondo i dati forniti da Salvatore Generoso, responsabile dell’ufficio Relazioni con il pubblico del Parco Archeologico della Villa Romana, tra gennaio e settembre di quest’anno sono stati 200 mila i turisti che hanno visitato i pavimenti musivi più famosi al mondo. Il mese di ottobre, ancora non ufficiale, si dovrebbe attestare non oltre i 30 mila ingressi. Il sito archeologico chiuderà in anticipo, il 15 novembre, per via dei lavori di restauro e sostituzione delle coperture in corso. Il dato 2010, quindi, si può considerare ormai assodato attorno alle 230 mila presenze. Nel 2007 a varcare l’ingresso del sito Unesco, invece, erano stati 415 mila turisti. Nel 2008 si era già manifestato un pesante primo crollo dei flussi turistici, con 315 mila presenze e 100 mila turisti in meno. Calo continuato anche l’anno scorso, quando la biglietteria fece registrare, tra gratuiti e paganti, 298 mila ingressi. Il 2010, quindi, si chiuderà con altri 50/60 mila visitatori in meno. Il calo a picco delle visite è legato al cantiere in corso da alcuni anni all’interno dell’area archeologica. Mesi di chiusura, riaperture parziali, poi nuove chiusure, polemiche, proteste e soprattutto una inevitabile fruibilità parziale e incompleta dei pavimenti musivi, hanno portato in parte i tour operator a mettere in “stand by” il sito Unesco, in attesa del completamento della nuova Villa progettata dall’architetto Guido Meli. Un cantiere complicato e inedito, su un patrimonio delicato e di inestimabile valore, il quale spesso ha fatto segnare il passo per via di imprevisti e nuovi calcoli. I primi 9 mesi del 2009 avevano fatto registrare 277 mila turisti, nonostante la chiusura nei due mesi di gennaio e febbraio. I primi nove mesi di quest’anno, compresi gennaio e febbraio, fanno registrare solo 200 mila visitatori. A crollare in modo netto il turismo scolastico concentrato nel bimestre aprile-maggio. Si è passati dai 75.543 e 75.733 turisti dell’aprile e maggio del 2007, ai 25 mila e 53 mila degli stessi due mesi di quest’anno. La riapertura di una parte del sito archeologico nel 2011, probabilmente a partire da aprile, insieme all’arrivo della Venere di Morgantina, fa sperare in una prima inversione della tendenza degli ultimi anni. (Giornale di Sicilia - Edizione del 5 novembre)

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

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In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo