lunedì 20 aprile 2009

Indagini geologiche e antisismiche all'ex Chiello condotte dalla Diocesi

Indagine geologica e carotaggi partiti a tappeto sull’ex ospedale Chiello, l’immobile acquistato dalla Diocesi per 1 milione e 200 mila euro e destinato a diventare la sede del vescovado e degli uffici amministrativi della Curia armerina. Trivella in azione, ieri mattina, a Piano Calarco, sia sulla parte più moderna dell’ex presidio sanitario che sull’ex convento di San Francesco. Le “carote” si stanno estraendo in diversi punti degli edifici, tanto all’esterno quanto all’interno, per testare il livello statico e fondazionale di tutte le strutture e la natura del sottosuolo. Un’indagine, quella geologica, destinata ad essere propedeutica ad una prima bozza di progetto preliminare di ristrutturazione degli immobili acquistati dalla Diocesi. Ingegneri e architetti incaricati dalla Curia sono già all’opera da giorni, con una serie di sopralluoghi, per predisporre le planimetrie. Il chiostro dell’ex convento di San Francesco, in particolare, è stato oggetto di un primo intervento di pulizia e bonifica interna, tanto dai detriti quanto dalla vegetazione presente. Gli immobili sono destinati ad ospitare l’episcopio, sede e casa del vescovo, ma anche gli uffici diocesani e gli appartamenti alloggio per gli impiegati ed il clero impegnato nell’attività amministrativa interna. E proprio per questo l’indagine geologica dovrà servire, insieme ad altre verifiche, a far capire quali e quanti interventi ipotizzare per rendere pienamente antisismica e sicura la struttura, la quale rappresenterà il cuore operativo dell’azione diocesana per l’intero territorio diocesano. “Il recupero del chiostro cinquecentesco dell’ex convento di San Francesco, distrutto dai ladri-vandali, sarà il primo a partire”. Il responsabile del settore Beni culturali della Diocesi, don Giuseppe Paci, ha effettuato negli ultimi giorni diversi sopralluoghi all’interno della struttura, adibita ad ospedale per circa 130 anni, a partire dal 1870. “Si tratterà di un progetto complesso di ristrutturazione degli immobili, ma il primo stralcio cercheremo di farlo partire subito per rimettere in sesto le colonne e i capitelli che erano stati fatti crollare e portati via dai ladri di opere d’arte”, assicura padre Paci. http://robertpalermo.blogspot.com/

venerdì 17 aprile 2009

Chiello. Mpa esca dall'equivoco e Pd presenti mozione di sfiducia a Iudica se non si fida di lui.

L'Mpa deve uscire da un equivoco di fondo sul quale non si può continuare a giocare. I vertici locali, provinciali e regionali, e il presidente Lombardo, vogliono il salvataggio del Chiello, come dicono a parole (il che significa avere un presidio sanitario nel quale vengano trattate le emergenze e gli acuti, senza se e senza ma), o in modo sotterraneo e costante si continua a fare uno strisciante terrorismo su Piazza Armerina, privando la città dell'ospedale e potenziando il presidio di Enna? Occorrono parole chiare e nette, e fatti conseguenti. Il centrosinistra piazzese, da parte sua, se non si fida del manager, come dice tra i corridoi comunali o nelle aule istituzionali "armerine", passi dalle parole ai fatti e presenti in modo ufficiale la mozione di sfiducia nei confronti di Iudica, chiedendo l'appoggio degli altri comuni della provincia (che puntualmente non ci sarà).

giovedì 16 aprile 2009

Piano delle Luci


"Di nazione siciliano, di patria piazzese". Fascicolo inedito scoperto su Intorcetta il Piazzese.

Un fitto carteggio con documentazione inedita autografa del gesuita piazzese Prospero Intorcetta, vissuto nel XVIII secolo, il primo occidentale a tradurre in latino l’opera di Confucio dopo decenni vissuti in Cina. La scoperta è stata fatta presso la biblioteca dell’università Gregoriana di Roma e la si deve ad una studiosa ennese, Venera Petralia, la quale da tempo lavora alla classificazione dell’archivio della Diocesi di Piazza Armerina. “Un eccezionale rinvenimento”, fanno sapere dalla Fondazione “Prospero Intorcetta”, l’ente che si occupa di far conoscere l’attività di Intorcetta, nato in città nel 1625. La studiosa aveva ricevuto dal vescovo Michele Pennisi e dalla Fondazione l’incarico di recarsi a Roma e reperire documenti relativi all’opera del missionario piazzese. Il materiale cartaceo ritrovato è stato classificato, scannerizzato e sarà presto pubblicato. “Si tratta di un carteggio con un centinaio di pagine, un fascicolo sull’attività del gesuita, naturalmente ci prefiggiamo anche l’obiettivo un giorno di poter avere questo materiale originario nella nostra città”, spiega monsignor Antonino Scarcione, direttore scientifico della “Prospero Intorcetta”. Tra i documenti rinvenuti anche una copia del “Sinarum Scientia Politico Moralis”, il libro più celebre scritto da Prospero Intorcetta. Tra i documenti romani classificati anche la relazione autografa consegnata dal gesuita siciliano al Papa al suo ritorno dalla missione cinese. Il missionario venne sepolto nella città cinese di Hangzhou. Sulla sua tomba, con un vezzo eccentrico, volle si scrivesse “di nazione siciliano, di patria piazzese”, e la trascrizione fonetica del suo nome cinese “Yn-to-Ce Kio-ssè”, cioè “Intorcetta il piazzese”. La Fondazione e la Diocesi hanno già programmato per il prossimo autunno un convegno di studi internazionale che registrerà la partecipazione di celebri sinologi e studiosi. Nel corso del seminario saranno esposti i documenti e le opere che attestano il lavoro del gesuita siciliano. La Fondazione “Propero Intorcetta” opera già da tre anni. A capo dell’organizzazione due siciliani che da anni operano in Cina, l’aidonese Nino La Spina, attuale direttore dell’Istituto per il Commercio Estero a Pechino, e Giuseppe Portogallo, manager e imprenditore armerino cha da quasi trenta anni opera in Cina. Presidente onorario della Fondazione è il vescovo Michele Pennisi. http://robertpalermo.blogspot.com/

lunedì 13 aprile 2009

Sanità. Centonze: "Iudica ha accettato il mio invito in conferenza dei capigruppo per giovedì". Rifiuti: "Situazione poco chiara". Quattro punti.

"Sulla questione dell'ospedale il direttoreFrancesco Iudica ha aderito al mio invito e parteciperà ad una conferenza dei capi gruppo convocata per giovedi dove esporrà le ragioni del suo piano e fornirà anche indicazioni nel caso in cui verrà emesso il decreto regionale che alza i numeri di posti letto assegnato alla provincia". A dichiararlo il presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze, il quale ritiene "utile ed indispensabile aprire un dialogo, viste anche le diverse disposizoni e direttive che vengono emanate in questi giorni, rischiando di danneggiare il funzionamento dell'ospedale Chiello". Naturalmente si spera anche in una successiva presenza del manager in consiglio comunale. Iudica, nonostante altri precedenti inviti, ha disertato il confronto al quale veniva invitato dalle nostre istituzioni locali.
Rifiuti
Situazione ancora poco chiara e confusa.
"All'assemblea dei sindaci di qualche giorno fa solo 4 comuni hanno deliberato il pano tariffario presentato dalla società d'ambito applicando degli "sconti"sui costi previsti dal piano", dice Centonze. I capigruppo consiliari, come riferisce e conferma il presidente, hanno deciso di:
1. contestare il piano inviato in quanto è impossibile ottenere un parere di regolarità tecnica e un approvazione da parte degli utc comunali, inoltre l'approvazioe di piano finanziario è atto gestionale e quindi di competenza del dirigente, non dell'organo esecutivo, ne tanto meno del consiglio comunale;
2. verificare se quanto deliberato nella scorsa assemblea è stato attuato dalla società (riduzione delle spese di personale eliminando minimi e super minimi);
3. contestare giuridicamente quanto prescritto nella proposta poichè avendo l'Arra sostenuta l'applicabilità immediata del decreto ambientale gli atti di determinaizone e/o deliberazione delle tariffe e/o aliquote non sono di competenza del comune;
4. condividere un percorso con altri sindaci per portarci fino al decreto di prossima emanazione per evitare l'instaturarsi di nuovo contenzioso con l'utenza.
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lunedì 6 aprile 2009

Trasparenza telematica "a singhiozzo". Bacchettate e repliche che non arrivano.

La pubblicazione incompleta e in ritardo degli atti amministrativi su internet provoca polemiche e tensioni interne alla macchina comunale. Al centro della polemica la trasparenza telematica “a singhiozzo”, cioè la mancata pubblicazione sul sito internet comunale di una parte degli allegati delle delibere. “Essendo già approvate e pubblicate, si prega di effettuare l’invio celermente tale da consentire la pubblicazione sul sito”, aveva chiesto ai funzionari il Ced, il centro elaborazioni dati. Al 28 marzo lo stato di aggiornamento delle delibere di giunta municipale dell’anno 2009, come ha riferito ad un blog locale Giuseppe Tomarchio, responsabile del sito internet comunale, è di 54 documenti presenti in archivio a fronte di 25 file mancanti. In pratica solo poco più del 50 per cento dei documenti pubblicati. Qualcuno allega le delibere, qualcuno no. Sulla vicenda sono state fatte due riunioni ed in una di queste è intervenuto anche il sindaco Carmelo Nigrelli. Il suo programma di governo prevedeva proprio la pubblicazione telematica degli atti amministrativi. È stata avanzata la necessità di collaborare. Lo stesso Tomarchio si è chiesto “perché almeno il 50 per cento dei signori dirigenti ancora oggi non fa ciò che gli viene gentilmente chiesto, considerando che non sottrae loro tempo alcuno”. Dai dirigenti, per ora, non sono arrivate repliche ufficiali.

Un ospedale senza emergenze non è un ospedale

Quattro vite salvate giovedì pomeriggio tra personale sott’organico, problemi tecnici in sala operatoria e un solo anestesista in servizio. E lo spettro di un futuro vicino in cui le emergenze di questo tipo non potranno essere più trattate all’ospedale Chiello. Un ottantenne colpito da infarto con il peace maker andato in palla, un parto gemellare con il secondo nascituro per il quale è stato necessario un “cesareo” d’urgenza, ed un’appendicite quasi andata in peritonite per una dodicenne. Ed una constatazione amara e sconsolata da parte della direzione sanitaria, dopo un giovedì pomeriggio di passione con l’accavallarsi di tre emergenze in poche ore. “Certo devo constatare e confermare che se al Chiello non si fossero potute trattare le emergenze, come previsto dal cosiddetto Soien, forse queste quattro vite sarebbero state molto più a rischio e forse non facevamo in tempo a salvarle”, spiega con amarezza il direttore sanitario del presidio sanitario, Loredana Di Simone. “Operare in queste condizioni di sott’organico non è facile, abbiamo avuto un’anestesista che è rimasta in servizio per ore nonostante avesse terminato il suo turno, se fosse già andata via prima dell’arrivo dei tre casi di emergenza ci saremmo trovati in gravi difficoltà”, aggiunge. I medici del Chiello lo denunciano da tempo. Se le emergenze non faranno più parte dei compiti dell’ospedale a qualche paziente finirà male. “Mi sono arrivati due pazienti, di 12 e 25 anni, avevano una torsione del testicolo, bisognava intervenire immediatamente”, spiega il primario di Urologia, Salvatore Rinaldi. “La donna incinta di due gemelli è arrivata in ospedale con le doglie in corso, non avrebbe avuto certo il tempo di arrivare in altre strutture ospedaliere, dopo il parto del primo dei due gemelli si sono verificate complicazioni perché occorreva intervenire chirurgicamente per il secondo nascituro”, racconta l’anestesista Enzo Grassia. Tutti casi in cui prima si interviene e prima si scongiurano fatti tragici. Giovedì pomeriggio, durante la fase di trattamento della dodicenne colpita da un’appendicite, ormai diventata quasi peritonite, si è aggiunto anche il malfunzionamento di una centralina della sala operatoria che ha impedito l’uso del ventilatore automatico. I medici hanno dovuto provvedere con quello manuale per tutta la durata dell’intervento chirurgico. E poi quella che i medici piazzesi considerano una beffa. I piani di riorganizzazione in corso prevedono il potenziamento delle strutture ospedaliere di Enna e Nicosia. Ma negli ultimi giorni, come confermano dal reparto di Urologia e dall’Ortopedia, sono arrivati al Chiello pazienti provenienti dall’ospedale di Nicosia.

giovedì 2 aprile 2009

Fondi 30 per cento Villa Romana. Verso scontro legale tra Comune e Regione

L’amministrazione comunale si rivolge ai propri avvocati contro il dipartimento regionale ai Beni culturali per contestare il blocco dei fondi del 30 per cento della Villa Romana del Casale, le somme per legge spettanti alle casse comunali con cadenza trimestrale. La giunta comunale da mesi non riesce ad ottenere l’autorizzazione di spesa delle somme. A mancare all’appello, nelle casse comunali, vi sarebbe un semestre del 2008, oltre all’attuale trimestre in corso nel 2009. “Qualche giorno fa è arrivato l’ennesimo diniego all’uso dei fondi e abbiamo deciso di procedere per vie legali, esiste una legge regionale che prevede la destinazione del 30 per cento ai Comuni e la sua applicazione non può essere condizionata”, ha spiegato il sindaco Carmelo Nigrelli ai consiglieri comunali, nel corso di un intervento nel quale ha risposto ad alcune richieste di chiarimenti arrivate dai banchi dell’opposizione. Si tratterebbe di una somma tra i 160 e i 200 mila euro. Il primo cittadino nelle scorse settimane si era recato all’interno del sito archeologico in occasione del sopralluogo effettuato tra i pavimenti musivi dall’assessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro. “Pur non avendo ricevuto alcun invito ufficiale da parte dell’assessorato in occasione della visita istituzionale, mi ero recato alla Villa Romana proprio per chiedere conto all’assessore Antinoro della situazione in atto”, ha riferito in aula Nigrelli. Ma l’incontro non è servito a sbloccare i fondi. “Stiamo trasferendo il fascicolo ad un legale comunale”, dice il primo cittadino. Il blocco dei fondi, il quale sembrerebbe legato a precedenti verifiche in corso sull’uso del 30 per cento e sulla rinnovata convenzione tra Comune e assessorato regionale, è stato criticato anche dal consigliere di centrodestra Carmelo Gagliano, capogruppo del Popolo delle Libertà. Anche perché senza la disponibilità delle somme rimarrebbero chiusi nel cassetto alcuni progetti di manutenzione a regia comunale in grado di poter dare lavoro a manovalanza locale. Il 30 per cento può essere utilizzato solo per specifici servizi elencati nella convenzione e con il doppio consenso del Comune e del museo regionale archeologico Villa Imperiale del Casale sulla base di progetti condivisi. Proprio sull’uso dei fondi era partita nei mesi scorsi un’indagine da parte delle Fiamme Gialle su delega della Procura della Repubblica del Tribunale di Enna, con l’audizione di alcuni esponenti politici che avevano presentato un esposto alla magistratura inquirente e alla Corte dei Conti di Palermo.

Tribunale per i diritti del malato del Chiello: "Due notizie che ci lasciano perplessi".

La lettera inviata dal responsabile del Tribunale per i diritti del malato, Rodolfo Carcione, al manager Iudica:

Abbiamo appreso dalla stampa due notizie che ci lasciano perplessi e che rifiutiamo di credere corrispondenti al vero.
La prima è il trasferimento di un dirigente medico del servizio di fisiatria dal P.O. di Piazza Armerina a quello di Leonforte.
Non ci sembra assolutamente possa avere fondamento dimezzare il personale medico di un unità operativa, che svolge un’attività apprezzata da tutti gli utenti e che nell’anno 2008 ha effettuato (di questo abbiamo notizie certe) quasi 20.000 (ventimila) visite e trattamenti riabilitativi a pazienti ricoverati presso il P.O. ed ad utenti esterni, con ecografie, infiltrazioni medicamentose, artrocentesi, bendaggi, terapie strumentali e rieducative funzionali.
L’organico del reparto consta di solo due dirigenti medici, due infermieri professionali e quattro fisioterapisti. E’ evidente che indebolendo una U.O. con il trasferimento di un dirigente medico, le prestazioni mediche (che peraltro ci sembra abbiano fatto incassare all’AUSL quasi 500.000 euro) nel corso dell’anno 2009 subiranno conseguentemente una rilevante flessione, arrecando grandissimo nocumento agli utenti.
Altra incredibile notizia è quella della soppressione del Centro Trasfusionale e della rimodulazione del qualificato Laboratorio Analisi, che dovrà ridurre la sua operatività fornendo prestazioni all’utenza solo per 9 ore per cinque giorni la settimana.
E’ noto che il Laboratorio Analisi del “Chiello” svolge una encomiabile ed apprezzata attività che dà sicurezza e conforto a tutta la cittadinanza ed ha avuto la certificazione di qualità ISO 9001:2000, che, peraltro, non ha potuto mantenere solo perche l’AUSL 4 di Enna non ha ritenuto fosse necessario e non ha provveduto a finanziare l’iniziativa pare per solo duemila euro.
Tenuto conto che l’Assessorato Regionale alla Sanità, con la nuova legge di riordino del servizio sanitario deliberata nei giorni scorsi, ha richiesto e previsto il potenziamento dei servizi, ci sembra che non possa rispondere al vero quanto, in definitiva, indebolisce, o quasi annulla, l’assistenza sanitaria dei settori all’utenza di Piazza Armerina.
Riteniamo dovrebbero essere infondate le accuse, che si alzano in diversi ambienti, di un accanimento dell’Azienda, per indebolire quanto più è possibile del P.O. M. Chiello a favore di altre strutture.
Le richiediamo, pertanto, di darci un cortese e sollecito riscontro, per conoscere lo stato effettivo dei fatti.

martedì 31 marzo 2009

Firmate da Nigrelli 10 ordinanze per il rientro degli evacuati di via D'Itria. "Non ricorrono condizioni di inagibilità"

“Non ricorrono condizioni di inagibilità”. Firmate dal sindaco Carmelo Nigrelli le dieci ordinanze di revoca dei provvedimenti di evacuazione delle abitazioni di via Itria, sgomberate nel gennaio 2008 in seguito al crollo di parte della chiesa di Santa Maria d’Itria. Una decisione con la quale si ordina di fatto all’ufficio Patrimonio di stralciare i contratti di affitto che hanno consentito in questi 13 mesi alle famiglie evacuate di poter avere un tetto a spese delle casse comunali. Via libera, quindi, al ritorno delle famiglie alle loro abitazioni. Ma proprio le famiglie annunciano la nomina di un loro perito di fiducia che possa fare luce sulla condizione dell’intero versante della discesa dell’Itria e delle abitazioni. L’unico vero crollo ha riguardato il valore commerciale dei loro immobili. In ogni caso il rientro avverrà in modo graduale in considerazione delle peculiarità ed esigenze dei vari nuclei familiari. Nelle ordinanze, stilate dalla Protezione civile, si legge come le indagine tecniche abbiano fatto emergere “una stabilità del versante ed una mancata e diretta correlazione tra il crollo del paramento murario della chiesa e le condizioni strutturali dei fabbricati interessati”. Le ordinanze di revoca sono state ufficialmente comunicate alle famiglie nel corso di un incontro, alla Sala delle Luci del palazzo comunale, tra i proprietari degli immobili e gli amministratori della città. Giornale di Sicilia - Edizione 28 marzo

lunedì 30 marzo 2009

Grillo scrive a Scoma: "Basta commissariamenti alla San Giuseppe". Sprecati 50 mila euro in meno di tre anni. "Si insedi il cda".

“Basta commissari straordinari regionali alla Casa di Riposo San Giuseppe, sono costati 50 mila euro negli ultimi 31 mesi alle casse dell’istituto, mentre il personale vanta crediti per 15 mensilità arretrate”. L’assessore comunale alle Politiche sociali, Lina Grillo, in una lettera inviata a Francesco Scoma, assessore regionale alle Autonomie locali, chiede l’immediata interruzione degli incarichi commissariali e l’insediamento del consiglio di amministrazione del centro. http://robertpalermo.blogspot.com

Riforma sanitaria. Osp: "La nostra città ha perso"

La “Legge di Riforma Sanitaria”, se così si può chiamare, è stata varata all’ARS, ma per il nostro ospedale nulla è cambiato, e chi si aspettava la restitutio ad integrum del Chiello, si sbagliava perché continua a subire il programma di Iudica pensato molti mesi fa e portato avanti con la caparbietà di sempre in nome di un presunto e mai dimostrato progetto di riorganizzazione della sanità ennese, dove avrebbe vinto il cittadino con i suoi bisogni e le sue speranze, ma in realtà, al cittadino si centuplicheranno le difficoltà. In questo senso abbiamo perso l’ultima battaglia di una guerra cominciata due anni addietro col piano Lagalla e appena conclusa con la sconfitta di Piazza Armerina col piano Russo. A nulla sono valsi i litigi tra i partiti politici della maggioranza, poiché, in nome di malcelati interessi elettoralistici e beghe da cortile, hanno ricompattato le forze sul filo di lana. Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur e Iudica ha sempre saputo che, comunque fossero andate le cose alla Regione, la sua opera poteva proseguire tranquilla a Piazza, così come è stato, deliberando cambiamenti nell’assetto organizzativo, comportandosi come se già fosse il direttore pure dell’Umberto I. Ha portato avanti, senza avere mai avuto il consenso dei sindacati, né quello dei comuni, il suo capolavoro SOIEN in ossequio a quei famosi allegati della prima “bozza Russo”, spalleggiato costantemente da quell’altra mente eccelsa della politica del momento Paolo Colianni (che continua blaterare, ai piazzesi che lo hanno votato, che nessun ospedale verrà chiuso, ma non spiega colpevolmente che il nosocomio di Piazza sarà ridotto a PTA e cioè a contenitore di ambulatori, cronicari e DH), ma pure garantito dal sommo parvenu vicerè di Sicilia.
In ogni caso, abbiamo perso! Ha perso la nostra città e il nostro bacino d’utenza che saranno costretti a ripiegare verso altri lidi per i bisogni di salute. Ha perso la conferenza dei sindaci, che, dopo un tentativo di sfiduciare Iudica, ha dovuto cedere ai giochi dei politici sempre più arroganti e incuranti dei bisogni delle rispettive cittadinanze. Ha perso la politica ennese che non ha saputo e potuto arginare la dilagante marea montante del potere del momento. Ha perso pure l’Osservatorio Sanitario Permanente, lisciato, ma pure osteggiato da forze non tanto occulte. Hanno perso i cittadini, nonostante i proclami scolpiti sugli architravi del palazzo dell’amministrazione Usl 4 di Enna: “Accogliamo sofferenze, costruiamo speranze”. Niente di più falso. Finora l’ospedale Chiello, pur con mille difficoltà di cui sono stati responsabili in primis i direttori di vario livello, ha, dignitosamente e per secoli, accolto sofferenze e costruito speranze, ma in risposta ha ricevuto solo noncuranza e misere rappresaglie. Da questo momento in poi, il glorioso Chiello, subirà l’onta del declassamento camuffato di innovazione, modernizzazione, razionalizzazione.
Questo è l’ultimo comunicato del nostro Osservatorio, poiché questi sono tempi di arroganza, di prepotenza e di sfrontatezza. Possiamo magramente consolarci con Seneca: Iniqua numquam regna perpetuo manent.

27 marzo 2009
Sebi Arena, Coordinatore

mercoledì 25 marzo 2009

Dissesto D'Itria/Canali. "Nelle nostre case non torniamo"

Le ordinanze comunali per il loro rientro a casa sono pronte da giorni sul tavolo del sindaco Carmelo Nigrelli. Ma di tornare nei propri appartamenti le famiglie un anno fa sgomberate dal quartiere Canali non vogliono sentirne parlare. Il prossimo 26 marzo gli abitanti delle vie Mendoza e d’Itria, costrette a lasciare le proprie case per ragioni di sicurezza e a tutela della loro incolumità nel gennaio 2008, in seguito al crollo di parte della chiesa di Santa Maria D’Itria, sono state convocate alla Sala delle Luci del palazzo comunale. L’amministrazione vuole spiegare loro cosa è cambiato in questo lasso di tempo. Ma in quindici mesi sul versante residenziale interessato dai rilievi tecnici e dallo sgombero non è stato effettuato alcun intervento di consolidamento e messa in sicurezza. “Devono spiegarci se in questi quindici mesi di tempo abbiamo solo scherzato, prima ci fanno lasciare le nostre case e viene chiesto lo stato di calamità, e adesso ci viene ordinato di tornare nelle stesse abitazioni senza che sia stato effettuato alcun intervento nella zona”, spiega Liborio Minolfi, portavoce del gruppo di dodici famiglie sgomberate nel 2008. “Ci presenteremo alla convocazione del primo cittadino, alla Sala delle Luci, con una posizione unitaria e compatta, quella di non voler tornare nelle nostre abitazioni, non ci sta bene”, aggiunge il signor Minolfi. Le dodici famiglie, dopo essere state sgomberate, da più di un anno vivono in altri appartamenti il cui canone di affitto è pagato dalle casse comunali con contratti di quattro anni. I cittadini del quartiere Canali da anni chiedono interventi di consolidamento statico del sottosuolo e la messa in sicurezza della zona. Gli uomini della Protezione civile e dell’ufficio Tecnico nelle settimane scorse avevano effettuato in ciascuna delle abitazioni una verifica dello stato di agibilità. Il controllo aveva dato esito positivo. I fessurimetri piazzati nelle crepe degli appartamenti sono tutti rimasti a “zero”, come si dice in gergo. In pratica le fessure non si sarebbero aggravate di un solo millimetro in 300 giorni. I tecnici hanno messo nero su bianco i rilievi effettuati e sono scattate le ordinanze per il rientro a casa. L’ufficio Patrimonio procederà alla presa d’atto della nuova situazione, attivando la rescissione dei contratti di affitto attualmente a carico delle casse comunali. Ma intanto in quindici mesi l’unico crollo vero è stato il valore commerciale degli appartamenti sgomberati nel quartiere. E c’è anche chi aveva acquistato casa poco tempo prima di subire lo sgombero. Dal Giornale di Sicilia - Edizione del 22 marzo 2009

sabato 21 marzo 2009

Concorso a Regioniere Capo. Nigrelli: "Il problema non esiste, si va avanti". Mattia: "Agiremo per vie legali"

"Il problema non esiste, il bando è legittimo e si va avanti". Questo in sintesi l'intervento in aula del sindaco Carmelo Nigrelli sulla richiesta di revoca in autotutela del bando di concorso avanzata da sette consiglieri del centrodestra. Il consigliere Falcone, lista Mattia Sindaco, nel suo intervento aveva parlato con riferimento alla procedura concorsuale di "operazione di dubbia moralità politica", di "macchia pesante" in chi ha preso parte a tutta la vicenda parlato di "silenzio colpevole o strategico da parte del sindaco Nigrelli". Duro l'attacco all'Mpa da parte del primo cittadino Nigrelli: "Non permetto a nessuno, soprattutto all'Mpa di parlare di moralità, l'Mpa è il primo partito in assoluto che ha raggiunto livelli mairaggiunti neanche nella prima Repubblica nell'occupazione dei posti". Venezia, capogruppo del Pd: "Non posso permettere che venga a parlare di moralità una parte politica con soggetti denunciati nel corso della campagna elettorale". Poi il voto con 10 voti contrari al ritiro del bando dal centrosinistra, 1 astensione e 6 voti favorevoli del centrodestra. Mattia, segretario dell'Mpa, tra i banchi dell'aula, a fine seduta commenta: "Ha prevalso la forza dei numeri, dell'arroganza e della presunzione, continueremo battaglia anche per vie legali sull'ingiustizia di questo concorso". Intanto in aula il consigliere Paternicò, Pdl, ha chiesto al presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze, di dimettersi dal suo incarico, e non solo per la vicenda del concorso. Centonze non ha replicato.

venerdì 20 marzo 2009

Italia Nostra Sicilia: "Riaprire Pasquasia. Economia, occupazione...e verità

Riaprire la miniera di Pasquasia e far ripartire l’attività di estrazione dei sali potassici. A chiederlo, con una provocatoria lettera inviata al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, il consiglio regionale di Italia Nostra, ma anche le sezioni di Piazza Armerina, Caltanissetta e Agrigento dell’associazione. Una posizione destinata ad aprire un nuovo dibattito sul futuro del sito chiuso nel lontano 1992. La miniera, infatti, a metà strada tra Enna e Caltanissetta, da anni è al centro di polemiche e proteste per la possibilità, puntualmente smentita, di poter diventare, o essere già stato in passato, un deposito di scorie nucleari. A spiegare la provocazione uno dei principali sostenitori dell’iniziativa assunta da Italia Nostra, il professor Giuseppe Anzaldi, presidente della sezione di Piazza Armerina. “Ci hanno sempre spiegato dalle istituzioni regionali e nazionali che non ci sono depositi di scorie radioattive e che per il futuro non ci sono programmi di questo genere, la presenza dei sali alcalini nel sottosuolo è abbondante, il mercato internazionale richiede questo tipo di produzione, e allora, se non ci sono problemi ambientali, si vada al riavvio dell’estrazione”, dice Anzaldi, il quale chiede un comportamento coerente alle istituzioni competenti. “Si creerebbe sviluppo economico e nuova occupazione, scongiurando l’utilizzo del sito per altri fini, pericolosi e dannosi per la popolazione, come quella di utilizzare la miniera come deposito dei fanghi industriali di Priolo”, aggiunge. “Ci chiediamo perché l’ipotesi della riapertura non entri nell’agenda politica dell’attuale giunta di governo regionale”, recita la lettera indirizzata al governatore Lombardo. E proprio su questo fronte Italia Nostra Sicilia sottolinea come “positivo” il recente interesse dei consigli provinciali di Enna, Agrigento e Caltanissetta, così come dell’assessore regionale all’Industria, Pippo Gianni, proprio verso un’eventuale ipotesi di riapertura. “Ovviamente con la riapertura della miniera, andrebbero poste in essere quelle misure di garanzia previste dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale, volte a tutelare l’integrità dell’ambiente”, spiega Leandro Janni, presidente del consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia, il quale, comunque, torna a sollecitare “le necessarie e dovute verifiche sulle attuali condizioni ambientali del sito” e appoggia anche l’altra ipotesi alternativa alla riapertura, quella del riuso a fini museali dell’ex miniera di sali potassici. Giornale di Sicilia - Edizione del 16 marzo http://robertpalermo.blogspot.com

Il dovere della memoria...e il diritto alla memoria

In questi giorni in Campania e in tanti Comuni d’ Italia si stanno svolgendo varie manifestazioni per celebrare la XIV Giornata della memoria, ideata e organizzata dall’Associazione Libera di don Ciotti, che culminerà il 21 marzo a Napoli, dove stanno si daranno appuntamento migliaia di persone, in gran parte giovani, provenienti dal territorio italiano ( solo 500 da Palermo), ma anche dall’estero. Segno che le mafie sono diventate un problema internazionale a cui bisogna dare risposte in termini globali senza dimenticare la specificità delle mafie nazionali e locali.
Una specificità che va attenzionata dalle istituzioni ma soprattutto da quella marea indistinta, confusa, disorientata spesso contraddittoria, di persone in carne ed ossa che si usa spesso chiamare “società civile”, nella quale convivono contemporaneamente mafiosi, complici di mafiosi,indifferenti, collusi e simile genia, accanto ad onesti ed integerrimi cittadini e fedeli servitori dello Stato. Tutti accumunati dalla stessa etichetta di “ società civile” che ha fatto da terreno di coltura agli ispiratori, ai mandanti e agli esecutori dei più efferati crimini mafiosi, ma nella quale in questi ultimi decenni, dopo Capaci e via d’Amelio, è cresciuta anche la più profonda indignazione nei confronti dei mafiosi e della cultura che la sostiene, con una partecipazione sempre crescente a tutte le manifestazioni per la difesa della legalità. Una cultura della legalità sicuramente trasversale e sempre più diffusa, ma che in ogni caso non riesce ad esprimersi come “maggioranza” in termini politici. Non nel senso di schieramento politico di partiti o sue coalizioni, ma nel senso di riferimento a valori democratici, costituzionalmente fondati, tali da essere considerati riferimento condiviso dalla maggior parte dei cittadini italiani. Cosa evidente a tutti, come possiamo constatare nelle infinite polemiche su problemi come la sicurezza, laicità dello Stato, bioetica, riforma della magistratura, ecc.
Sul contrasto alle mafie la divergenza è stata anche più profonda, nella società e nelle Istituzioni, anche perché solo tardivamente si è riconosciuta la commistione tra apparati dello Stato e mondo criminale, tra politica, economia e sistemi mafiosi . Tante stragi, tanti morti si sarebbero potuti evitare, se lo Stato e la politica avessero preso coscienza di ciò a tempo debito.
Il 21 marzo, anche per queste ragioni, non può diventare l’ennesima manifestazione, seppure di massa, per una passerella di politici ed esponenti istituzionali che vogliono rifarsi una verginità, nel semplice ricordo dei morti ammazzati, ma una occasione preziosa di riflessione per costruire, insieme, al di là degli schieramenti partitici, una società basata veramente sulla legalità, in tutte le sue accezioni.
Solo con questo spirito, il “ dovere della memoria” (che la nostra società sente come obbligo nei confronti delle centinaia di vittime innocenti che ricordiamo, leggendone il nome ad uno ad uno, il 21 marzo) , e il “ diritto alla memoria”( che ci è dovuto, come società degli onesti - parenti di vittime o semplici cittadini) , potranno trovare concreta ed efficace accoglienza in ciascuno di noi.
In questa direzione va la proposta di Legge per riconoscere anche sul piano legislativo il 21 marzo come Giornata nazionale della memoria, firmata congiuntamente da un esponente del centrodestra, l’on. Granata (del PdL) e un esponente del centrosinistra, l’on. Giulietti, di IDV.
Peccato che a distanza di oltre 4 mesi dalla sua presentazione, questa proposta è ferma in commissione.
La manifestazione di Napoli e le centinaia di altre iniziative analoghe, come quella che si svolge a Piazza Armerina, in Sicilia, serviranno a farle fare un passo avanti? Me lo auguro.
Salvatore Roccaverde
Presidente Associazione Culturale “Premio Rocco Chinnici “ di Piazza Armerina ( Enna)

martedì 17 marzo 2009

Prg. Quattro ex consiglieri ascoltati dalla Procura come persone informate sui fatti. Indagine su possibili incompatibilità e interessi privati?

Quattro ex consiglieri comunali ascoltati dalla Procura della Repubblica di Enna come persone informate sui fatti nell’ambito di un’indagine avviata in relazione all’adozione del nuovo Piano regolatore generale. Gli esponenti politici sono stati ascoltati solo per acquisire sommarie informazioni. Indiscrezioni danno come probabile l’audizione nelle prossime settimane anche di altri ex consiglieri comunali della precedente legislatura. Gli inquirenti starebbero verificando l’esistenza o meno di possibili interessi privati coinvolti nell’adozione del nuovo strumento urbanistico o l’esistenza di situazioni di incompatibilità. Non vi sarebbero per ora soggetti sottoposti ad indagine. L’intero iter di adozione del nuovo Prg è stato caratterizzato da accuse incrociate di presunte incompatibilità, con i verbali delle sedute consiliari puntualmente acquisite dal commissariato. E non è la prima volta che i consiglieri della precedente legislatura vengono chiamati a rendere sommarie informazioni alle forze dell’ordine sul nuovo Prg. Numerosi consiglieri comunali, nel gennaio del 2006, erano già stati sentiti dal commissariato, sempre come persone informate sui fatti. Agli esponenti dei vari gruppi consiliari ascoltati dalla polizia era stato chiesto se fossero a conoscenza di interessi politici ed economici dediti a rallentare o bloccare l’iter del Piano in modo sistematico. Ed il perché delle loro scelte in aula. Altri consiglieri dovettero anche spiegare nel dettaglio la propria incompatibilità dichiarata, motivandola in modo circostanziato. Politici chiamati poi a commentare alcune dichiarazioni fatte in aula da altri colleghi, in cui venivano mosse accuse di incompatibilità non dichiarate ad alcuni colleghi dell’aula consiliare. Quell’indagine era scattata nel 2005 a causa dei continui rinvii delle sedute sul nuovo strumento urbanistico, con la mancanza ripetuta del numero legale. Il nuovo Prg è stato adottato dal consiglio comunale e inviato alla Regione Siciliana. Si attende il via libera definitivo degli uffici regionali e la pubblicazione nella gazzetta ufficiale regionale. Giornale di Sicilia - Edizione del 13 marzo 2009 http://robertpalermo.blogspot.com

sabato 14 marzo 2009

Il sindaco Carmelo Nigrelli, quale rappresentante legale del Comune, condannato per "comportamento antisindacale" su ricorso della Cisl.

Il Comune, nella persona del sindaco Carmelo Nigrelli, condannato per “comportamento antisindacale” dal tribunale di Enna, sezione del Lavoro. Il giudice Pierpaolo Gori ha accolto il ricorso presentato dalla Cisl – Funzione Pubblica con il quale il sindacato lamentava la violazione delle norme di concertazione e informazione preventiva in occasione di alcuni provvedimenti organizzativi comunali. Pesante il dispositivo di condanna di sette pagine. Il tribunale del Lavoro ha ordinato al Comune e al sindaco Nigrelli, “la cessazione del comportamento antisindacale e la rimozione della delibera di giunta del 23 luglio 2008” con la quale l’ente aveva istituito due nuove posizioni organizzative: Protezione civile e Risorse umane. Il giudice Gori ha ordinato anche la consequenziale rimozione della determina del primo cittadino di pari data con la quale venivano individuati e nominati i responsabili delle due nuove posizioni organizzative, Walter Procaccianti e Maria Assunta Parlascino. E proprio di quest’ultimo atto non era stata data alcuna comunicazione ai sindacati. L’omessa informazione, concertazione e consultazione ha provocato una lesione per la credibilità del sindacato ai fini di un’effettiva capacità di tutela dei propri diritti e di quelli dei lavoratori rappresentati. Comune condannato anche a rifondere le spese giudiziarie alla Cisl, liquidate in 1200 euro. “Siamo soddisfatti perché la sentenza conferma che il ricorso della nostra organizzazione sindacale al giudice non è stato ne strumentale, ne mancanza di buona fede, così come ha dichiarato qualcuno in precedenza”, spiega Franco Arena, segretario generale della Cisl Fp. “Il ricorso al tribunale è sempre l’estrema ratio, dettato dalla necessità di vedere rispettate le norme contrattuali che danno dignità a tutti i lavoratori e al mondo sindacale, nei confronti di una controparte che si ostina a rimanere sorda”, aggiunge, augurandosi, adesso, “un nuovo percorso”. Giornale di Sicilia - Edizione del 14 marzo http://robertpalermo.blogspot.com

venerdì 13 marzo 2009

Incardona, Pd: "Entro marzo tornerò tra i banchi consiliari"

“Entro marzo tornerò a sedere in aula”. L’ex consigliere comunale Renato Incardona, esponente del partito Democratico, annuncia che “potrà fare ingresso in consiglio comunale al posto dell’attuale suo collega di partito Nuccio Catalano”. Il Tar di Catania, infatti, avrebbe accolto il ricorso amministrativo presentato da Incardona all’indomani delle elezioni comunali. “Avevo affermato fin dall’inizio, con molta serenità, ma anche con decisione, di aver subito un errore materiale che mi stava impedendo di fatto di poter svolgere la mia funzione di consigliere eletto e i giudici hanno accolto le mie ragioni”, spiega Incardona, assistito davanti alla magistratura etnea dall’avvocato Pietro Mela.

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo