giovedì 2 ottobre 2008
Chiello. Vertici, documenti da preparare, possibili ricorsi al Tar, battute infelici e precisazioni
PIAZZA ARMERINA. Vertice giovedì mattina alla sala riunioni del palazzo comunale tra l'amministrazione comunale, alcuni consiglieri comunali e i sindacati di categoria del comparto sanitario dell'ospedale Chiello. La linea sulla quale si è trovata un'intesa comune è quella di redigere un documento nel quale indicare una proposta politica e tecnica di salvataggio di tutti gli ospedali della provincia, partendo dai dati ufficiali forniti dalla stessa Ausl 4 di Enna. Tra le ipotesi emerse anche quella di valutare la strada di un ricorso al Tar contro l'imminente delibera di giunta regionale con la quale saranno prese le decisioni concrete sulla sanità ennese e regionale. (Delibera di giunta regionale che poi dovrà passare al vaglio dell'assemblea regionale). Unità di intenti in tutti gli interventi sulla necessità di opporsi in ogni modo ad ogni ipotesi di declassamento o chiusura del Chiello e delle altre strutture ospedaliere. Nel corso del vertice ha aleggiato più volte la recentissima polemica legate ad alcune dichiarazioni del deputato regionale dell'Mpa Paolo Colianni "Colianni ha detto che non verranno chiusi gli ospedali della provincia, ma ha detto chiaramente che per lui (lo sanno pure i bambini) se c’è un ospedale da chiudere è proprio quello di Piazza Armerina", aveva riferito il medico Sebastiano Arena, responsabile provinciale del sindacato medici Anaao con riferimento ad un incontro alla sede dell'Ordine dei medici. "Il Chiello non chiude, si stanno facendo delle speculazioni inopportune, faccio un richiamo all'unione tra i vari partiti a difesa della sanità ennese, ci saranno delle trasformazioni, ma posso garantire che tutti gli ospedali attuali continueranno a esistere", precisa lo stesso deputato Paolo Colianni. Una battuta infelice per la quale l'esponente politico ha ricevuto molte chiamate con richiesta di chiarimento. http://robertpalermo.blogspot.com/
mercoledì 1 ottobre 2008
Il Chiello, altri numeri ufficiali
Patologie per n. di ricovero
Indica in ordine decrescente per numero di ricovero le patologie che hanno determinato un
ricovero nella strutture.
Evidenziate in grassetto, le patologie ad alto rischio di inappropriatezza che, cioè, potrebbero
essere trattate anche in regime di non ricovero come, probabilmente, nel prossimo futuro verrà
imposto.
Tabella 10.A
AZIENDA OSPEDALIERA “UMBERTO I°” N. CASI
1 Chirurgia minore della pelle 683
2 Dermatologia 592
3 Neonato 505
4 Cataratta 479
5 Piccola chirurgia 470
6 Chemioterapia 451
7 Riabilitazione ortopedica 417
8 Oculistica 417
9 Aborto 350
10 Parto vaginale non complicato 340
Tabella 10.B
PRESIDIO OSPEDALIERO “F.B.C.” - LEONFORTE N. CASI
1 Patologie di tipo medico dell’apparato riproduttivo femminile 378
2 Piccola chirurgia 368
3 Bronchite e asma in età giovane 270
4 Complicazioni del pre-parto 234
5 Broncopatia cronica con insufficienza respiratoria 213
6 Disturbi della nutrizione e del metabolismo sotto i 18 anni 208
7 Parto vaginale non complicato 180
8 Chirurgia ginecologica eccetto tumori maligni 157
9 Edema polmonare e insufficienza respiratoria 150
10 Chirurgia ginecologica più complessa escluso tumori maligni 144
Tabella 10.C
PRESIDIO OSPEDALIERO “BASILOTTA” - NICOSIA N. CASI
1 Diabete mellito in età > di 35 aa 555
2 Patologie di tipo medico dell’apparato riproduttivo femminile 510
3 Patologie delle ghiandole endocrine non complicate 467
4 Malattie del fegato e del pancreas non tumorali 241
5 Insufficienza cardiaca 240
6 Malattie gastrointestinali non complicate 218
7 Malattie psichiatriche 191
8 Neonato 191
9 Parto vaginale non complicato 183
10 Ipertensione 171
Tabella 10.D
PRESIDIO OSPEDALIERO “CHIELLO” – P.ZA ARMERINA N. CASI
1 Patologie di tipo medico dell’apparato riproduttivo femminile 368
2 Patologia benigna della prostata 362
3 Insufficienza renale 302
4 Infezioni vie urinarie 245
5 Insufficienza cardiaca 242
6 Complicazioni del pre-parto 215
7 Otite in età < 18 aa 210
8 Neonato 200
9 Broncopatia cronica con insufficienza respiratoria 167
10 Minaccia di aborto 164
Come si nota l'ospedale Chiello è l'unico nel quale non vi sono patologie ad alto rischio di inappropriatezza, cioè l'unico nel quale si trattano patologie per le quali c'è sempre necessità di ricovero.
Indica in ordine decrescente per numero di ricovero le patologie che hanno determinato un
ricovero nella strutture.
Evidenziate in grassetto, le patologie ad alto rischio di inappropriatezza che, cioè, potrebbero
essere trattate anche in regime di non ricovero come, probabilmente, nel prossimo futuro verrà
imposto.
Tabella 10.A
AZIENDA OSPEDALIERA “UMBERTO I°” N. CASI
1 Chirurgia minore della pelle 683
2 Dermatologia 592
3 Neonato 505
4 Cataratta 479
5 Piccola chirurgia 470
6 Chemioterapia 451
7 Riabilitazione ortopedica 417
8 Oculistica 417
9 Aborto 350
10 Parto vaginale non complicato 340
Tabella 10.B
PRESIDIO OSPEDALIERO “F.B.C.” - LEONFORTE N. CASI
1 Patologie di tipo medico dell’apparato riproduttivo femminile 378
2 Piccola chirurgia 368
3 Bronchite e asma in età giovane 270
4 Complicazioni del pre-parto 234
5 Broncopatia cronica con insufficienza respiratoria 213
6 Disturbi della nutrizione e del metabolismo sotto i 18 anni 208
7 Parto vaginale non complicato 180
8 Chirurgia ginecologica eccetto tumori maligni 157
9 Edema polmonare e insufficienza respiratoria 150
10 Chirurgia ginecologica più complessa escluso tumori maligni 144
Tabella 10.C
PRESIDIO OSPEDALIERO “BASILOTTA” - NICOSIA N. CASI
1 Diabete mellito in età > di 35 aa 555
2 Patologie di tipo medico dell’apparato riproduttivo femminile 510
3 Patologie delle ghiandole endocrine non complicate 467
4 Malattie del fegato e del pancreas non tumorali 241
5 Insufficienza cardiaca 240
6 Malattie gastrointestinali non complicate 218
7 Malattie psichiatriche 191
8 Neonato 191
9 Parto vaginale non complicato 183
10 Ipertensione 171
Tabella 10.D
PRESIDIO OSPEDALIERO “CHIELLO” – P.ZA ARMERINA N. CASI
1 Patologie di tipo medico dell’apparato riproduttivo femminile 368
2 Patologia benigna della prostata 362
3 Insufficienza renale 302
4 Infezioni vie urinarie 245
5 Insufficienza cardiaca 242
6 Complicazioni del pre-parto 215
7 Otite in età < 18 aa 210
8 Neonato 200
9 Broncopatia cronica con insufficienza respiratoria 167
10 Minaccia di aborto 164
Come si nota l'ospedale Chiello è l'unico nel quale non vi sono patologie ad alto rischio di inappropriatezza, cioè l'unico nel quale si trattano patologie per le quali c'è sempre necessità di ricovero.
Difesa del Chiello. Idv: "Tutti uniti nella mobilitazione generale permanente". Fi: "Pronti ad ogni forma di azione". E si attende il consiglio.
“Nella qualità di coordinatore comunale di Forza Italia e assessore provinciale esprimo la mia forte opposizione ad ogni tentativo di ridimensionamento del presidio piazzese”, spiega, intanto, Fabrizio Tudisco. “L’infausto e irragionevole provvedimento penalizzerebbe ulteriormente il nostro territorio che conta un consistente bacino di utenza di assistenza sanitaria”, dice Tudisco, il quale confida nel fatto “che le autorità preposte rivedano le posizioni in materia”. “Sono pronto, unitamente ai consiglieri comunali e a tutto il movimento azzurro, ad intraprendere ogni forma di azione politica, popolare, civile e democratica, comune con tutte le altre forze politiche per la difesa dell’ospedale Chiello a tutela degli interessi della collettività piazzese e di tutto il territorio comprensoriale”, conclude Tudisco.
"Consapevoli che l’attacco sferrato al Michele Chiello di Piazza Armerina è senza precedenti la risposta dovrà essere pari e senza precedenti. Per questo invitiamo il sindaco, la giunta, il consiglio comunale, tutte le forze politiche della città, senza distinzione di schieramento sia di centro di destra e sinistra, le associazioni, i sindacati e tutti i cittadini per una mobilitazione generale permanente. La storia ci ha insegnato che uniti si vince, divisi si perde. L’ospedale non rappresenta solo l’offerta sanitaria per i cittadini ma anche l’economia che ruota intorno ad esso anche per questo è preciso dovere di tutti difenderlo e rilanciarlo", dichiara Aldo Murella, coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori. http://robertpalermo.blogspot.com
"Consapevoli che l’attacco sferrato al Michele Chiello di Piazza Armerina è senza precedenti la risposta dovrà essere pari e senza precedenti. Per questo invitiamo il sindaco, la giunta, il consiglio comunale, tutte le forze politiche della città, senza distinzione di schieramento sia di centro di destra e sinistra, le associazioni, i sindacati e tutti i cittadini per una mobilitazione generale permanente. La storia ci ha insegnato che uniti si vince, divisi si perde. L’ospedale non rappresenta solo l’offerta sanitaria per i cittadini ma anche l’economia che ruota intorno ad esso anche per questo è preciso dovere di tutti difenderlo e rilanciarlo", dichiara Aldo Murella, coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori. http://robertpalermo.blogspot.com
martedì 30 settembre 2008
Chiello, amaro destino segnato. "Ormai occorre la mobilitazione generale".
Partite da questo dato sotto:
Indice di attrazione
La tabella illustra l’andamento dell’indice di attrazione delle strutture sanitarie della Provincia di
Enna. E’ l’inverso dell’indice di fuga e rappresenta il rapporto tra i ricoverati che provengono da
fuori della Provincia rispetto al totale dei ricoveri effettuati nel Presidio considerato.
Struttura e Indice di Attrazione:
OSPEDALE “MICHELE CHIELLO” - PIAZZA ARMERINA 20.7 %
OSPEDALE “CARLO BASILOTTA” - NICOSIA 17.6 %
DATO MEDIO REGIONALE 14.6%
AZIENDA OSPEDALIERA UMBERTO I - ENNA 11.4 %
OSPEDALE “FERRO CAPRA BRANCIFORTE” - LEONFORTE 4.8 %
Fonte dati: "Note sulla sanità nell'ennese: i numeri, i problemi. E le soluzioni? - Ausl 4 di Enna"
Siamo l'ospedale che porta nei propri reparti più ricoverati provenienti da fuori provincia di ogni altro ospedale ennese e per questo vogliono farci fuori (Roberto Palermo)
Di seguito il resoconto del medico del Chiello Sebastiano Arena su un incontro di ieri pomeriggio:
PIAZZA ARMERINA. Stamane sono andato, in qualità di Coordinatore provinciale del sindacato medico ANAAO, all’Ordine dei Medici di Enna dove era stata indetta una riunione con molti addetti ai lavori della sanità ennese circa l’argomento del giorno “Rimodulazione della Rete Ospedaliera e riordino della Rete Territoriale”.
Erano presenti, oltre al promotore presidente dell’Ordine dei Medici Mancuso, il Direttore della USL 4 dott. Judica, il suo Direttore sanitario Calaciura, lo staff dell’Ufficio Controllo di Gestione, il Presidente della provincia Monaco, i Sindaci dei quattro distretti di Enna, Leonforte, Nicosia e Piazza Armerina (per Piazza l’assessore Innocenzo Di Carlo), svariati politici come Grimaldi, Colianni, Termine, Galvagno, ecc. ed inoltre una notevole presenza del mondo sindacale della sanità.
Il dott. La Tona dell’Ufficio Controllo di Gestione, per conto della USL 4, ha “fotografato” la situazione della sanità ennese dipanando una serie di dati numerici e statistici come i tassi di occupazione dei posti-letto, gl’indici di fuga, di mobilità attiva e passiva, gl’indici di attrazione, gl’indici di case mix, etc. In definitiva ha lasciato intendere quanto difficoltosa è la condizione della sanità pubblica ennese mettendo in evidenza che i posti-letto dei quattro ospedali della nostra provincia sono troppi e usati male con alti indici di inappropriatezza. Per dirla in breve, sembra che molti dei ricoveri effettuati nell’anno dai quattro ospedali ennesi siano marchiati da scarsa complessità, basso peso medio, scarso turnover e inappropriatezza. Inoltre molti cittadini preferiscono farsi curare fuori provincia e addirittura fuori regione specialmente in Lombardia, Toscana, Emilia e Lazio. Purtroppo, il dott. La Tona, si è limitato ad una sterile elencazione di dati senza approfondire (ma non era il suo compito) le motivazioni che stanno dietro a quei dati e cioè principalmente che una provincia come la nostra che è agli ultimi posti nazionali quasi su tutto ciò che rappresenta il benessere, pure in campo sanitario è più bisognevole di attenzioni rispetto alle altre e, invece, subisce il taglio della scure nella stessa misura delle altre. Con la differenza che, se in una provincia come Palermo vengono soppressi 1053 posti-letto, i cittadini non avranno da soffrire perché comunque sono fatti salvi tutti gli ospedali e le cliniche private, mentre la nostra provincia perderà il 40% dei posti-letto e cioè 353 posti, tali da far scomparire almeno due ospedali.
Altri personaggi dell’intellighentia politica hanno detto la loro a cominciare da Paolo Colianni, il quale si è profuso in discorsi di vacua retorica tendente a dimostrare che la miglior cosa da fare per il governo regionale è l’innovazione e dunque il taglio della spesa starebbe a significare la base di partenza per la medicina di domani. Ha detto che non verranno chiusi gli ospedali della provincia, ma ha detto chiaramente che per lui (lo sanno pure i bambini) se c’è un ospedale da chiudere è proprio quello di Piazza Armerina. L’ha detto candidamente, come una cosa lapalissiana, poiché nella sua visione di geografia sanitaria Piazza Armerina ha la ventura di trovarsi dentro un triangolo i cui vertici sono rappresentati da Gela Caltagirone ed Enna. Non lo turba minimamente che l’Ospedale di Piazza presenta il miglior indice di attrazione rispetto a tutti gli altri ospedali ennesi (Piazza 20,7%; Nicosia 17,6%; Enna 11,4; Leonforte 4,8%) e rispetto al dato medio regionale del 14.6% . Questo dato significherà qualcosa a tutti tranne che a lui. Ma il problema non è il perfetto allineamento di Colianni alla politica regionale del suo partito, quanto piuttosto il fatto che è stato assessore regionale alla famiglia e non si è minimante preoccupato di affrontare il problema dell’assistenza sanitaria proprio partendo dai bisogni della famiglia e della gente della provincia più disastrata e povera d’Italia e ha preferito sposare la semplice equazione riduzione della spesa = tagli indiscriminati. Quanto sarebbe più giusto, per rendere uguaglianza ai cittadini siciliani, operare tagli, ma pure aiutare e potenziare le condizioni più disagiate e disastrate!
Ad ogni buon conto la ricetta di Colianni per la provincia di Enna è: 1 ospedale per acuti, 2 luoghi di lungodegenza, 1 di fisioterapia. Dunque, sic stantibus rebus, la provincia avrà un ospedale a Enna e tre dèpendences a Leoforte, Nicosia, Piazza, che ope legis non potranno avere neppure la dignità di ospedali poiché non avranno il numero di posti-letto sufficienti per dirsi tali. Infatti secondo la bozza del decreto Russo, solo 356 posti-letto saranno previsti in provincia e vien da chiedersi quanti ospedali si potranno alimentare con un tal numero.
Fortunatamente tra le voci di pedissequo consenso (per la verità poche) al piano di rientro, ve ne sono state tante di aperto dissenso e, per giunta, bipartisan come quelle intelligenti e chiare dell’On. Grimaldi, dell’on. Galvagno tendenti a bocciare la modalità di governement delle cose sanitarie da parte dell’assessorato regionale che non ha tenuto minimamente conto della voce di tutte le parti sociali interessate al problema preferendo invece la blindatura delle decisioni calate dall’alto come una mannaia. In questo senso i due personaggi si sono detti disposti uno a parlamentare e collaborare a tutti i livelli per trovare soluzioni eque e l’altro addirittura, se ce ne fosse bisogno, perfino a erigere barricate affinché le iniquità nei confronti della nostra realtà abbiano a cadere.
Infine il Direttore Iudica con una filosofia fine, ma essenzialmente pragmatica ha difeso l’operato del governo ritenendolo la base di partenza per una sanità futura migliore, ma tuttavia poco convincente per un uditorio che ha conosciuto da decenni le varie riforme sanitarie tutte apparentemente innovative e tutte regolarmente fallimentari per credere che stavolta possa essere miracolosa.
Da parte nostra e cioè dalla parte di Piazza Armerina, ormai crediamo necessaria la mobilitazione generale per difendere, se non è già troppo tardi, quel che resta della struttura ospedaliera. Infatti crediamo fermamente che, poiché il territorio non dà alcuna garanzia diagnostica e terapeutica né alcuna valida risposta al bisogno sanitario e assistenziale della popolazione di un bacino che comprende Piazza, Barrafranca, Aidone, Valguarnera, Mirabella, Raddusa, S. Cono, ecc., l’ospedale eserciti una funzione essenziale. Per rendersene conto basta telefonare in questi giorni al centro di prenotazione e constatare come si sono allungate a dismisura le liste d’attesa in pressoché tutti i settori e come ormai sia al collasso l’assistenza dei medici di famiglia. Non credo che abbiamo bisogno di tagli, ma di potenziamento. Sebastiano Arena http://robertpalermo.blogspot.com/
Credo che il tempo delle parole sia finito, se il pericolo di annientamento della sanità ennese è così reale è necessario organizzare una dirompente e dura mobilitazione generale provinciale a Palermo, sotto l'assemblea generale siciliana e il palazzo del governo regionale.
Basterebbe prendere 20 pullman in provincia, riempirli di gente comune, medici, infermieri, politici, sindaci, consiglieri comunali, partire alla volta di Palermo e bloccare tutto, ponendo la questione a livello regionale
(Roberto Palermo)
Indice di attrazione
La tabella illustra l’andamento dell’indice di attrazione delle strutture sanitarie della Provincia di
Enna. E’ l’inverso dell’indice di fuga e rappresenta il rapporto tra i ricoverati che provengono da
fuori della Provincia rispetto al totale dei ricoveri effettuati nel Presidio considerato.
Struttura e Indice di Attrazione:
OSPEDALE “MICHELE CHIELLO” - PIAZZA ARMERINA 20.7 %
OSPEDALE “CARLO BASILOTTA” - NICOSIA 17.6 %
DATO MEDIO REGIONALE 14.6%
AZIENDA OSPEDALIERA UMBERTO I - ENNA 11.4 %
OSPEDALE “FERRO CAPRA BRANCIFORTE” - LEONFORTE 4.8 %
Fonte dati: "Note sulla sanità nell'ennese: i numeri, i problemi. E le soluzioni? - Ausl 4 di Enna"
Siamo l'ospedale che porta nei propri reparti più ricoverati provenienti da fuori provincia di ogni altro ospedale ennese e per questo vogliono farci fuori (Roberto Palermo)
Di seguito il resoconto del medico del Chiello Sebastiano Arena su un incontro di ieri pomeriggio:
PIAZZA ARMERINA. Stamane sono andato, in qualità di Coordinatore provinciale del sindacato medico ANAAO, all’Ordine dei Medici di Enna dove era stata indetta una riunione con molti addetti ai lavori della sanità ennese circa l’argomento del giorno “Rimodulazione della Rete Ospedaliera e riordino della Rete Territoriale”.
Erano presenti, oltre al promotore presidente dell’Ordine dei Medici Mancuso, il Direttore della USL 4 dott. Judica, il suo Direttore sanitario Calaciura, lo staff dell’Ufficio Controllo di Gestione, il Presidente della provincia Monaco, i Sindaci dei quattro distretti di Enna, Leonforte, Nicosia e Piazza Armerina (per Piazza l’assessore Innocenzo Di Carlo), svariati politici come Grimaldi, Colianni, Termine, Galvagno, ecc. ed inoltre una notevole presenza del mondo sindacale della sanità.
Il dott. La Tona dell’Ufficio Controllo di Gestione, per conto della USL 4, ha “fotografato” la situazione della sanità ennese dipanando una serie di dati numerici e statistici come i tassi di occupazione dei posti-letto, gl’indici di fuga, di mobilità attiva e passiva, gl’indici di attrazione, gl’indici di case mix, etc. In definitiva ha lasciato intendere quanto difficoltosa è la condizione della sanità pubblica ennese mettendo in evidenza che i posti-letto dei quattro ospedali della nostra provincia sono troppi e usati male con alti indici di inappropriatezza. Per dirla in breve, sembra che molti dei ricoveri effettuati nell’anno dai quattro ospedali ennesi siano marchiati da scarsa complessità, basso peso medio, scarso turnover e inappropriatezza. Inoltre molti cittadini preferiscono farsi curare fuori provincia e addirittura fuori regione specialmente in Lombardia, Toscana, Emilia e Lazio. Purtroppo, il dott. La Tona, si è limitato ad una sterile elencazione di dati senza approfondire (ma non era il suo compito) le motivazioni che stanno dietro a quei dati e cioè principalmente che una provincia come la nostra che è agli ultimi posti nazionali quasi su tutto ciò che rappresenta il benessere, pure in campo sanitario è più bisognevole di attenzioni rispetto alle altre e, invece, subisce il taglio della scure nella stessa misura delle altre. Con la differenza che, se in una provincia come Palermo vengono soppressi 1053 posti-letto, i cittadini non avranno da soffrire perché comunque sono fatti salvi tutti gli ospedali e le cliniche private, mentre la nostra provincia perderà il 40% dei posti-letto e cioè 353 posti, tali da far scomparire almeno due ospedali.
Altri personaggi dell’intellighentia politica hanno detto la loro a cominciare da Paolo Colianni, il quale si è profuso in discorsi di vacua retorica tendente a dimostrare che la miglior cosa da fare per il governo regionale è l’innovazione e dunque il taglio della spesa starebbe a significare la base di partenza per la medicina di domani. Ha detto che non verranno chiusi gli ospedali della provincia, ma ha detto chiaramente che per lui (lo sanno pure i bambini) se c’è un ospedale da chiudere è proprio quello di Piazza Armerina. L’ha detto candidamente, come una cosa lapalissiana, poiché nella sua visione di geografia sanitaria Piazza Armerina ha la ventura di trovarsi dentro un triangolo i cui vertici sono rappresentati da Gela Caltagirone ed Enna. Non lo turba minimamente che l’Ospedale di Piazza presenta il miglior indice di attrazione rispetto a tutti gli altri ospedali ennesi (Piazza 20,7%; Nicosia 17,6%; Enna 11,4; Leonforte 4,8%) e rispetto al dato medio regionale del 14.6% . Questo dato significherà qualcosa a tutti tranne che a lui. Ma il problema non è il perfetto allineamento di Colianni alla politica regionale del suo partito, quanto piuttosto il fatto che è stato assessore regionale alla famiglia e non si è minimante preoccupato di affrontare il problema dell’assistenza sanitaria proprio partendo dai bisogni della famiglia e della gente della provincia più disastrata e povera d’Italia e ha preferito sposare la semplice equazione riduzione della spesa = tagli indiscriminati. Quanto sarebbe più giusto, per rendere uguaglianza ai cittadini siciliani, operare tagli, ma pure aiutare e potenziare le condizioni più disagiate e disastrate!
Ad ogni buon conto la ricetta di Colianni per la provincia di Enna è: 1 ospedale per acuti, 2 luoghi di lungodegenza, 1 di fisioterapia. Dunque, sic stantibus rebus, la provincia avrà un ospedale a Enna e tre dèpendences a Leoforte, Nicosia, Piazza, che ope legis non potranno avere neppure la dignità di ospedali poiché non avranno il numero di posti-letto sufficienti per dirsi tali. Infatti secondo la bozza del decreto Russo, solo 356 posti-letto saranno previsti in provincia e vien da chiedersi quanti ospedali si potranno alimentare con un tal numero.
Fortunatamente tra le voci di pedissequo consenso (per la verità poche) al piano di rientro, ve ne sono state tante di aperto dissenso e, per giunta, bipartisan come quelle intelligenti e chiare dell’On. Grimaldi, dell’on. Galvagno tendenti a bocciare la modalità di governement delle cose sanitarie da parte dell’assessorato regionale che non ha tenuto minimamente conto della voce di tutte le parti sociali interessate al problema preferendo invece la blindatura delle decisioni calate dall’alto come una mannaia. In questo senso i due personaggi si sono detti disposti uno a parlamentare e collaborare a tutti i livelli per trovare soluzioni eque e l’altro addirittura, se ce ne fosse bisogno, perfino a erigere barricate affinché le iniquità nei confronti della nostra realtà abbiano a cadere.
Infine il Direttore Iudica con una filosofia fine, ma essenzialmente pragmatica ha difeso l’operato del governo ritenendolo la base di partenza per una sanità futura migliore, ma tuttavia poco convincente per un uditorio che ha conosciuto da decenni le varie riforme sanitarie tutte apparentemente innovative e tutte regolarmente fallimentari per credere che stavolta possa essere miracolosa.
Da parte nostra e cioè dalla parte di Piazza Armerina, ormai crediamo necessaria la mobilitazione generale per difendere, se non è già troppo tardi, quel che resta della struttura ospedaliera. Infatti crediamo fermamente che, poiché il territorio non dà alcuna garanzia diagnostica e terapeutica né alcuna valida risposta al bisogno sanitario e assistenziale della popolazione di un bacino che comprende Piazza, Barrafranca, Aidone, Valguarnera, Mirabella, Raddusa, S. Cono, ecc., l’ospedale eserciti una funzione essenziale. Per rendersene conto basta telefonare in questi giorni al centro di prenotazione e constatare come si sono allungate a dismisura le liste d’attesa in pressoché tutti i settori e come ormai sia al collasso l’assistenza dei medici di famiglia. Non credo che abbiamo bisogno di tagli, ma di potenziamento. Sebastiano Arena http://robertpalermo.blogspot.com/
Credo che il tempo delle parole sia finito, se il pericolo di annientamento della sanità ennese è così reale è necessario organizzare una dirompente e dura mobilitazione generale provinciale a Palermo, sotto l'assemblea generale siciliana e il palazzo del governo regionale.
Basterebbe prendere 20 pullman in provincia, riempirli di gente comune, medici, infermieri, politici, sindaci, consiglieri comunali, partire alla volta di Palermo e bloccare tutto, ponendo la questione a livello regionale
(Roberto Palermo)
sabato 27 settembre 2008
Nomine Asi. Lana, Cna: "Si è tenuto conto solo di parentele di politici, senza dare spazio agli imprenditori, non si fa così"
PIAZZA ARMERINA. "Si è tenuto conto solo di parentele di politici ed equilibri politici, non si è dato spazio agli imprenditori che, invece, hanno il giusto titolo per rappresentare la città. Non è così che si fa concertazione!". Salvatore Lana, segretario della C.N.A., associazione che raggruppa 350 imprenditori locali, critica il metodo di scelta utilizzato dal sindaco Carmelo Nigrelli sulla designazione dei rappresentanti all’Asi, il consorzio per l'area di sviluppo industriale di Dittaino. http://robertpalermo.blogspot.com/
L'Asi in breve
Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Enna
Il Consorzio ha sede legale in Enna piazza Garibaldi n. 8 presso la Provincia regionale di Enna.Gli uffici consortili hanno sede presso la sede operativa sita nel Centro Direzionale dell’agglomerato industriale di Dittaino (En).
Il servizio di tesoreria dell'Ente è svolto dal Banco di Sicilia - agenzia A - di Enna La riscossione crediti è svolta dalla società Serit Sicilia spa - Sezione di Enna
Il Consorzio ha lo scopo di promuovere l’insediamento di piccole e medie imprese nel comprensorio consortile , di cui alla planimetria allegata al presente Statuto cosi delimitato limiti amministrativi della Provincia di Enna
Sono organi del Consorzio:a) Il Consiglio Generale;b) Il Comitato Direttivo;c) Il Presidente;d) Il Collegio de Revisori.
Il Consiglio Generale è costituito: dai rappresentanti degli Enti o Associazioni consorziate e dalla Regione Siciliana nonché dai rappresentanti dei Comuni i cui territori cadono nel perimetro dei Consorzi delle Aree di Sviluppo Industriale.La Regione partecipa con due rappresentanti nominati dall’Assessore Regionale per l’ Industria.Al Consiglio Generale partecipano con voto deliberativo quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentativi in campo nazionale,tre rappresentanti delle associazioni degli industriali,di cui due designati dalle Associazioni provinciali degli industriali ed uno dall’Associazione delle piccole e medie industrie competenti per territorio, tre rappresentanti delle Associazioni Artigiane più rappresentative.I membri così nominati durano in carica cinque anni.
Spetta al Consiglio Generale:a) adottare lo statuto del Consorziob) adottare il piano regolatore dell’area del Consorzioc) approvare i programmi triennali di intervento di cui all’art. 22 della L.R. n1 del 1984;d) approvare entro e non oltre il 30 Aprile e non oltre il 30 Novembre,rispettivamente il conto consuntivo relativo all’esercizio precedente ed il bilancio preventivo relativo all’esercizio successivo, predisposti dal Comitato Direttivo e, in sede in sede di approvazione del bilancio,procede all’aggiornamento annuale dei programmi di intervento previsto dal quarto comma dell’art 22 della Legge sopra indicata.Decorsi infruttuosamente i termini suindicati, l’Assessore Regionale all’Industria provvede mediante la nomina di apposito commissario;e) ratificare le delibere del Comitato Direttivo sull’ammissione di altri Enti al Consorzio; la ratifica dovrà avvenire entro 60 giorni dalla trasmissione della delibera al Consiglio Generale; trascorso infruttuosamente tale termine ,la delibera diventa esecutiva;f) approvare i regolamenti che disciplinano i servizi espletati dall’Ente;g) approvare il regolamento organico del personale;h) dichiarare morosi gli Enti inadempienti e deliberarne la loro esclusione;i) deliberare circa le eventuali modifiche al presente statuto, salvo la approvazione secondo le modalità e le forme previste dalla legge vigente;l) determinare eventualmente gli altri casi di incompatibilità di cui al secondo comma dell’art.14 del presente statuto;m) deliberare, con la maggioranza dei due terzi dei componenti l’eventuale scioglimento anticipato del Consorzio e provvedere alla nomina del liquidatore
Fonte: Statuto del consorzio per l'area di sviluppo industriale della provincia di Enna
L'Asi in breve
Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale della Provincia di Enna
Il Consorzio ha sede legale in Enna piazza Garibaldi n. 8 presso la Provincia regionale di Enna.Gli uffici consortili hanno sede presso la sede operativa sita nel Centro Direzionale dell’agglomerato industriale di Dittaino (En).
Il servizio di tesoreria dell'Ente è svolto dal Banco di Sicilia - agenzia A - di Enna La riscossione crediti è svolta dalla società Serit Sicilia spa - Sezione di Enna
Il Consorzio ha lo scopo di promuovere l’insediamento di piccole e medie imprese nel comprensorio consortile , di cui alla planimetria allegata al presente Statuto cosi delimitato limiti amministrativi della Provincia di Enna
Sono organi del Consorzio:a) Il Consiglio Generale;b) Il Comitato Direttivo;c) Il Presidente;d) Il Collegio de Revisori.
Il Consiglio Generale è costituito: dai rappresentanti degli Enti o Associazioni consorziate e dalla Regione Siciliana nonché dai rappresentanti dei Comuni i cui territori cadono nel perimetro dei Consorzi delle Aree di Sviluppo Industriale.La Regione partecipa con due rappresentanti nominati dall’Assessore Regionale per l’ Industria.Al Consiglio Generale partecipano con voto deliberativo quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentativi in campo nazionale,tre rappresentanti delle associazioni degli industriali,di cui due designati dalle Associazioni provinciali degli industriali ed uno dall’Associazione delle piccole e medie industrie competenti per territorio, tre rappresentanti delle Associazioni Artigiane più rappresentative.I membri così nominati durano in carica cinque anni.
Spetta al Consiglio Generale:a) adottare lo statuto del Consorziob) adottare il piano regolatore dell’area del Consorzioc) approvare i programmi triennali di intervento di cui all’art. 22 della L.R. n1 del 1984;d) approvare entro e non oltre il 30 Aprile e non oltre il 30 Novembre,rispettivamente il conto consuntivo relativo all’esercizio precedente ed il bilancio preventivo relativo all’esercizio successivo, predisposti dal Comitato Direttivo e, in sede in sede di approvazione del bilancio,procede all’aggiornamento annuale dei programmi di intervento previsto dal quarto comma dell’art 22 della Legge sopra indicata.Decorsi infruttuosamente i termini suindicati, l’Assessore Regionale all’Industria provvede mediante la nomina di apposito commissario;e) ratificare le delibere del Comitato Direttivo sull’ammissione di altri Enti al Consorzio; la ratifica dovrà avvenire entro 60 giorni dalla trasmissione della delibera al Consiglio Generale; trascorso infruttuosamente tale termine ,la delibera diventa esecutiva;f) approvare i regolamenti che disciplinano i servizi espletati dall’Ente;g) approvare il regolamento organico del personale;h) dichiarare morosi gli Enti inadempienti e deliberarne la loro esclusione;i) deliberare circa le eventuali modifiche al presente statuto, salvo la approvazione secondo le modalità e le forme previste dalla legge vigente;l) determinare eventualmente gli altri casi di incompatibilità di cui al secondo comma dell’art.14 del presente statuto;m) deliberare, con la maggioranza dei due terzi dei componenti l’eventuale scioglimento anticipato del Consorzio e provvedere alla nomina del liquidatore
Fonte: Statuto del consorzio per l'area di sviluppo industriale della provincia di Enna
venerdì 26 settembre 2008
Cominciato il trasloco dei reperti archeologici di Palazzo Trigona alla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio
PIAZZA ARMERINA. Iniziato il trasloco dei reperti archeologici depositati fino ad ora nei magazzini di Palazzo Trigona, previsto nell’ambito del progetto di restauro dell’edificio storico di piazza Duomo,destinato a diventare museo della città. I reperti, contenuti in numerose cassette, in parte provenienti dagli scavi della Villa Romana, in parte dalle altre aree archeologiche del territorio provinciale, tra cui Montagna di Marzo, sarebbero stati già in parte trasferiti in un locale attiguo alla chiesa delle Anime Sante del Purgatorio di via Umberto, attraverso l’ingresso laterale. http://robertpalermo.blogspot.com/
mercoledì 24 settembre 2008
Protesta disabili per il centro diurno. Contenzioso Csr-Comune su trasporto: la giunta incarica l'avv. De Luca. Udienza di comparizione il 2 ottobre
PIAZZA ARMERINA.Disabili in prima linea al palazzo comunale, con cartelloni di protesta al seguito, per chiedere con forza all’amministrazione comunale uno “sforzo concreto” per scongiurare la chiusura del centro diurno gestito dal Csr Aias in contrada Bellia. A scatenare la rabbia dei responsabili del centro, così come delle famiglie dei disabili, era stato il no del governo guidato dal sindaco Carmelo Nigrelli a sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Provincia di Enna sul funzionamento ed il finanziamento della struttura.
Il contenzioso in corso davanti al tribunale civile. Il Csr chiede 68 mila euro per un trasporto mai commissionato dal Comune, ma al quale i portatori di handicap avevano diritto per legge. Udienza fissata per il 2 ottobre
A rendere tesi i rapporti tra amministrazione comunale e Csr, però, il contenzioso in corso per il trasporto dei disabili. La vicenda condiziona il confronto. Dal 2002 al 2005 il Csr ha assicurato il trasporto dei disabili verso il centro di riabilitazione di contrada Bellia. E adesso chiede di poter essere pagato. Il Csr, il consorzio di siciliano di riabilitazione con sede a Catania, mesi fa ha citato in giudizio il Comune davanti al tribunale civile di Enna. Il consorzio chiede il pagamento di fatture per 68.302 euro, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria, spese, compensi ed onorari di causa. Tutte fatture accumulate tra il 2002 e il 2005 per le spese di trasporto. Il Csr, convenzionato con il servizio sanitario nazionale, dedito alla fornitura di servizi socio terapeutici e riabilitativi, sostiene che, di fronte alla mancata attivazione del servizio da parte del Comune, ha comunque diritto a percepire le somme per aver svolto un servizio al quale l’utenza aveva diritto per legge. Un servizio indispensabile a tutela di esigenze molto rilevanti. Gli uffici comunali, invece, di fronte alla presentazione delle prime fatture affermarono di essere di fronte alla mancanza di un servizio autorizzato. La vicenda era arrivata anche in consiglio comunale, sotto forma di riconoscimento di debito fuori bilancio. Ma non trovò una soluzione positiva. Il Tar di Catania, su ricorso del Csr, ha dichiarato il proprio difetto di competenza. Da qui il ricorso al tribunale ordinario del centro siciliano, con il Comune che ha deciso di resistere in giudizio, nominando un proprio legale, Gaetana Palermo. http://robertpalermo.blogspot.com/
Ma vi è una novità ufficiale di queste ore. Mentre Nigrelli trattava all'ufficio Commercio con Naso, l'amministrazione comunale in questi giorni ha affiancato all'avvocato Gaetana Palermo l'avvocato Pietro De Luca, per la parte amministrativa, per difendere le casse comunali dal ricorso del Csr. La giunta ha dato incarico a De Luca proprio sul processo civile in corso con il Csr Aias davanti al tribunale civile di Enna. "Una pubblica amministrazione - si legge nell'atto deliberativo - non può erogare somme a qualsiasi titolo senza una preventiva autorizzazione, convenzione, impegno di spesa".
Il contenzioso in corso davanti al tribunale civile. Il Csr chiede 68 mila euro per un trasporto mai commissionato dal Comune, ma al quale i portatori di handicap avevano diritto per legge. Udienza fissata per il 2 ottobre
A rendere tesi i rapporti tra amministrazione comunale e Csr, però, il contenzioso in corso per il trasporto dei disabili. La vicenda condiziona il confronto. Dal 2002 al 2005 il Csr ha assicurato il trasporto dei disabili verso il centro di riabilitazione di contrada Bellia. E adesso chiede di poter essere pagato. Il Csr, il consorzio di siciliano di riabilitazione con sede a Catania, mesi fa ha citato in giudizio il Comune davanti al tribunale civile di Enna. Il consorzio chiede il pagamento di fatture per 68.302 euro, oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria, spese, compensi ed onorari di causa. Tutte fatture accumulate tra il 2002 e il 2005 per le spese di trasporto. Il Csr, convenzionato con il servizio sanitario nazionale, dedito alla fornitura di servizi socio terapeutici e riabilitativi, sostiene che, di fronte alla mancata attivazione del servizio da parte del Comune, ha comunque diritto a percepire le somme per aver svolto un servizio al quale l’utenza aveva diritto per legge. Un servizio indispensabile a tutela di esigenze molto rilevanti. Gli uffici comunali, invece, di fronte alla presentazione delle prime fatture affermarono di essere di fronte alla mancanza di un servizio autorizzato. La vicenda era arrivata anche in consiglio comunale, sotto forma di riconoscimento di debito fuori bilancio. Ma non trovò una soluzione positiva. Il Tar di Catania, su ricorso del Csr, ha dichiarato il proprio difetto di competenza. Da qui il ricorso al tribunale ordinario del centro siciliano, con il Comune che ha deciso di resistere in giudizio, nominando un proprio legale, Gaetana Palermo. http://robertpalermo.blogspot.com/
Ma vi è una novità ufficiale di queste ore. Mentre Nigrelli trattava all'ufficio Commercio con Naso, l'amministrazione comunale in questi giorni ha affiancato all'avvocato Gaetana Palermo l'avvocato Pietro De Luca, per la parte amministrativa, per difendere le casse comunali dal ricorso del Csr. La giunta ha dato incarico a De Luca proprio sul processo civile in corso con il Csr Aias davanti al tribunale civile di Enna. "Una pubblica amministrazione - si legge nell'atto deliberativo - non può erogare somme a qualsiasi titolo senza una preventiva autorizzazione, convenzione, impegno di spesa".
martedì 23 settembre 2008
Dimissioni di due rappresentanti comunali all'Asi. Nuova nomina da parte di Nigrelli. Incarichi di sottogoverno destinati a far discutere.
PIAZZA ARMERINA. Nuova nomina, a distanza di due settimane, dei tre rappresentanti del Comune in seno all’Asi, il consorzio per l’area di Sviluppo industriale. Il sindaco Carmelo Nigrelli ha revocato una precedente sua determina del 18 agosto, la numero 21, sostituendola con la numero 24, datata 2 settembre. Ad originare la nuova nomina la lettera di dimissioni lampo arrivata agli uffici comunali da parte di due dei tre rappresentanti nominati ad agosto dal primo cittadino. Ad agosto erano stati nominati: Fabrizio Di Bartolo, Arcangelo Costa e Alessio Alfonso Gagliano. I due rappresentanti Costa e Di Bartolo, però, si sono dimessi per motivazioni che al momento risultano sconosciute. Con la nuova determina, adesso, sono stati sostituiti i due dimissionari. I 3 rappresentanti del Comune in seno al Consiglio Generale dell’Asi della Provincia di Enna sono: Salvatore Danilo Scebba, 35 anni, Gianfilippo Salvatore Camerino, 27 anni, Alessio Alfonso Gagliano, 26 anni. Continua... http://robertpalermo.blogspot.com/
Se a far discutere era stata già ad agosto la nomina all'Asi, da parte del sindaco di centrosinistra Carmelo Nigrelli, esponente del partito Democratico, di Alessio Gagliano, figlio del capogruppo consiliare del Popolo delle Libertà, Carmelo Gagliano, la nomina di Camerino, nipote del capogruppo dell'Udc, Calogero Cursale, sembra destinata ad aggiungere nuovi malumori all'interno del centrodestra. Molti degli alleati di Udc e Pdl, così come all'interno dell'area del Pd, chiedono di conoscere secondo quali logiche, indicazioni ed eventuali accordi politici si sia arrivati a queste nomine di sottogoverno.
Le domande che si fanno tutti sono: perchè sono arrivate le due dimissioni "lampo"? E quali sono le motivazioni che hanno portato alla scelta di questi tre rappresentanti?
La determina firmata dal sindaco Nigrelli, testualmente, ha "dato atto della non disponibilità a ricoprire la carica in parola da parte dei signori Di Bartolo e Costa, manifestata per il tramite di lettera di dimissioni"
Se a far discutere era stata già ad agosto la nomina all'Asi, da parte del sindaco di centrosinistra Carmelo Nigrelli, esponente del partito Democratico, di Alessio Gagliano, figlio del capogruppo consiliare del Popolo delle Libertà, Carmelo Gagliano, la nomina di Camerino, nipote del capogruppo dell'Udc, Calogero Cursale, sembra destinata ad aggiungere nuovi malumori all'interno del centrodestra. Molti degli alleati di Udc e Pdl, così come all'interno dell'area del Pd, chiedono di conoscere secondo quali logiche, indicazioni ed eventuali accordi politici si sia arrivati a queste nomine di sottogoverno.
Le domande che si fanno tutti sono: perchè sono arrivate le due dimissioni "lampo"? E quali sono le motivazioni che hanno portato alla scelta di questi tre rappresentanti?
La determina firmata dal sindaco Nigrelli, testualmente, ha "dato atto della non disponibilità a ricoprire la carica in parola da parte dei signori Di Bartolo e Costa, manifestata per il tramite di lettera di dimissioni"
lunedì 22 settembre 2008
Commissione consiliare d'indagine sui pozzi ricadenti sul territorio comunale? Unica soluzione per approfondire il tema ed evitare solo proclami.
PIAZZA ARMERINA. Il consiglio comunale abbia il coraggio e la forza politica bipartisan di istituire una commissione consiliare d'indagine, così come prevista dall'articolo 32 bis dello statuto comunale, con al centro lo stato dei pozzi ricadenti su territorio comunale, per verificare in modo puntuale se e in che modo sia possibile ottenere una emancipazione totale dalla diga Ancipa in materia di approvigonamento idrico. Il consiglio comunale, infatti, secondo quanto recita lo statuto comunale, "a maggioranza assoluta dei suoi componenti (11 consiglieri su 20), per effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti e comportamenti su materie attinenti l'amministrazione comunale, può deliberare l'istituzione di una commissione d'indagine, definendo nel contempo l'oggetto, l'ambito e il termine per riferire all'assemblea consiliare". La proposta di istituzione della commissione può essere avanzata dal presidente del consiglio o da un quinto dei consiglieri. La commissione può disporre audizioni e accedere a tutti gli atti, anche di natura riservata, relativi all'oggetto dell'indagine, potendo convocare ogni terzo soggetto interessato alla vicenda. Ipotizzabili sopralluoghi in ciascuno dei pozzi comunali e degli altri pozzi ricadenti sul territorio comunale e utilizzati da comuni vicini, con l'assistenza alla commissione di tecnici di fiducia dell'amministrazione comunale esperti ed esperienti in materia, in modo da verificare quanti pozzi funzionano, quale la portata attuale, quale la portata potenziale, quali le attività di manutenzione necessarie per aumentare la portata attuale (come nel caso di pozzi insabbiati...), (consentendo l'emancipazione definitiva dall'Ancipa), quali i costi necessari, quali i motivi di un mancato eventuale ammodernamento del sistema di approvigionamento dagli stessi pozzi e così via. Il consiglio comunale, poi, prende atto della relazione finale, adottando i provvedimenti opportuni o rinviando tutto ad altri organi competenti. Si tratterebbe dell'unica seria attività di controllo politico sulla gestione del sistema idrico in città. Vota il sondaggio.
Il dibattito in aula di venerdì 19 settembre
Ricchissimi di acqua nel sottosuolo, ma incapaci di sfruttarne le risorse. Il paradosso della crisi idrica attuale è emerso in tutta la sua drammaticità, venerdì pomeriggio, nel corso del consiglio comunale con all’ordine del giorno la carenza di acqua vissuta dalla popolazione. Un dibattito molto teso, “movimentato” dalla protesta vibrata e vibrante di una parte del pubblico, con numerose interruzioni, richiami al mantenimento dell’ordine in aula avanzati ai vigili urbani dalla presidenza del consiglio comunale. Ed una mozione d’ordine finale, proposta dal consigliere comunale Carmelo Gagliano e votata all’unanimità dall’aula consiliare. Tre i punti chiesti dal consiglio comunale in materia di emergenza idrica: 1) manutenzione straordinaria dei pozzi comunali per aumentarne la portata e rendere la città progressivamente autonoma dalla diga Ancipa; 2) apertura nel centro storico di un ufficio dell’acquedotto, evitando i disagi alla popolazione di doversi recare in contrada Bellia; 3) riduzione della tariffa, le somme previste in bolletta per la depurazione non hanno motivo di continuare ad essere fatte pagare, vista la già compiuta realizzazione del depuratore. Assente in aula il presidente dell’Ato Idrico, Giuseppe Monaco. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione sulla sua partecipazione o meno”, ha spiegato ad inizio seduta il presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze. “Che fine hanno fatto i pozzi comunali, quale è la loro portata attuale e il loro stato?”, ha chiesto in aula Vincenzo Filetti, esponente dell’Udc. “C’è un fiume che scorre sotto la città”, interrompono dai banchi del pubblico. Un cittadino si rivolge, urlando, ai politici locali, sventola in una mano un foglio con alcuni dati. “Ad Enna e in provincia l’acqua costa più che a Milano, siamo al secondo posto tra le 10 città più costose d’Italia”, afferma. “Quanti pozzi si sono arenati?”, domanda Basilio Fioriglio, consigliere indipendente dell’Mpa. “Sappiamo che alcune pompe dei pozzi non funzionano, sono insabbiate”, gli fa eco Carmelo Gagliano, capogruppo del Pdl. “Ci sono sorgenti d’acqua dappertutto, come in via Piave o sotto la delegazione comunale di via Generale Ciancio, sotto i locali dell’Itis, poi, l’acqua viene gettata ogni giorno nella fognatura da una pompa di raccolta”, aggiunge il collega di partito Rosario Paternicò. “I cittadini vogliono sapere perché pagano tanto e non hanno l’acqua a casa”, interviene Giuseppe Venezia, capogruppo del partito Democratico. “I pozzi comunali ci danno 38/40 litri al secondo di acqua, con una rete idrica efficiente si tratterebbe di una quantità sufficiente alle esigenze della città, per questo stiamo rifacendo l’intera rete idrica”, risponde in aula Alessandro Dottore, responsabile dell’ufficio tecnico di Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico. A causa delle perdite, però, bisogna acquistare altri 45/48 litri al secondo di acqua da Siciliacque, attraverso l’invaso dell’Ancipa. Una quantità in questo periodo più che dimezzata per il livello basso della diga. In tutto 80 litri al secondo. L’acqua sufficiente a dissetare una città di 60 mila abitanti. Piazza conta 20 mila anime, soltanto che le perdite d’acqua, a causa della vecchia rete idrica colabrodo, sono pari al 50 per cento.
Gli sprechi emersi
Ha una popolazione di 20 mila anime, ma per soddisfare le sue esigenze idriche la città dei mosaici ha bisogno dell’acqua di una città di 60 mila abitanti. E questo non perché ogni cittadino armerino ha tre volte più sete di un qualsiasi altro cittadino siciliano. Ma perché nella vecchia rete idrica urbana si perde il 50 per cento dell’acqua proveniente dai pozzi comunali e dalla diga Ancipa. A questo si aggiunga come 80 cittadini sono stati denunciati negli ultimi anni per allacciamento abusivo d’acqua. I dati sono emersi nel corso del consiglio comunale straordinario di venerdì sera, convocato proprio per affrontare la grave crisi idrica in atto. E sono stati forniti pubblicamente, nel corso del dibattito, dall’ingegnere Alessandro Dottore, responsabile dell’ufficio tecnico di Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico integrato. In pratica i pozzi comunali forniscono una portata quotidiana di circa 38/40 litri al secondo. Con una rete idrica efficiente basterebbero. Ed invece, per soddisfare il fabbisogno locale, occorre acquistarne altri 45/48 litri al secondo da Siciliacque, attraverso la diga Ancipa, l’invaso a nord della provincia di Enna. In tutto 80 litri al secondo. “Una quantità sufficiente a coprire una città da 60 mila abitanti”, dice Dottore. Ma nei rubinetti arriva solo il 50 per cento dell’acqua. Da qualche mese sono iniziati i lavori di rifacimento della rete idrica. In questi giorni dall’Ancipa arrivano in città solo 21/24 litri al secondo. L’invaso ha solo 4 milioni di metri cubi di acqua a fronte della sua portata di 12 milioni e mezzo. Livello rosso. Anche perché sotto una certa soglia l’invaso non pesca più acqua. Se non piove entro il 31 ottobre potrebbe essere vera e propria emergenza idrica. Dal Giornale di Sicilia Edizione del 21 settembre
Il dibattito in aula di venerdì 19 settembre
Ricchissimi di acqua nel sottosuolo, ma incapaci di sfruttarne le risorse. Il paradosso della crisi idrica attuale è emerso in tutta la sua drammaticità, venerdì pomeriggio, nel corso del consiglio comunale con all’ordine del giorno la carenza di acqua vissuta dalla popolazione. Un dibattito molto teso, “movimentato” dalla protesta vibrata e vibrante di una parte del pubblico, con numerose interruzioni, richiami al mantenimento dell’ordine in aula avanzati ai vigili urbani dalla presidenza del consiglio comunale. Ed una mozione d’ordine finale, proposta dal consigliere comunale Carmelo Gagliano e votata all’unanimità dall’aula consiliare. Tre i punti chiesti dal consiglio comunale in materia di emergenza idrica: 1) manutenzione straordinaria dei pozzi comunali per aumentarne la portata e rendere la città progressivamente autonoma dalla diga Ancipa; 2) apertura nel centro storico di un ufficio dell’acquedotto, evitando i disagi alla popolazione di doversi recare in contrada Bellia; 3) riduzione della tariffa, le somme previste in bolletta per la depurazione non hanno motivo di continuare ad essere fatte pagare, vista la già compiuta realizzazione del depuratore. Assente in aula il presidente dell’Ato Idrico, Giuseppe Monaco. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione sulla sua partecipazione o meno”, ha spiegato ad inizio seduta il presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze. “Che fine hanno fatto i pozzi comunali, quale è la loro portata attuale e il loro stato?”, ha chiesto in aula Vincenzo Filetti, esponente dell’Udc. “C’è un fiume che scorre sotto la città”, interrompono dai banchi del pubblico. Un cittadino si rivolge, urlando, ai politici locali, sventola in una mano un foglio con alcuni dati. “Ad Enna e in provincia l’acqua costa più che a Milano, siamo al secondo posto tra le 10 città più costose d’Italia”, afferma. “Quanti pozzi si sono arenati?”, domanda Basilio Fioriglio, consigliere indipendente dell’Mpa. “Sappiamo che alcune pompe dei pozzi non funzionano, sono insabbiate”, gli fa eco Carmelo Gagliano, capogruppo del Pdl. “Ci sono sorgenti d’acqua dappertutto, come in via Piave o sotto la delegazione comunale di via Generale Ciancio, sotto i locali dell’Itis, poi, l’acqua viene gettata ogni giorno nella fognatura da una pompa di raccolta”, aggiunge il collega di partito Rosario Paternicò. “I cittadini vogliono sapere perché pagano tanto e non hanno l’acqua a casa”, interviene Giuseppe Venezia, capogruppo del partito Democratico. “I pozzi comunali ci danno 38/40 litri al secondo di acqua, con una rete idrica efficiente si tratterebbe di una quantità sufficiente alle esigenze della città, per questo stiamo rifacendo l’intera rete idrica”, risponde in aula Alessandro Dottore, responsabile dell’ufficio tecnico di Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico. A causa delle perdite, però, bisogna acquistare altri 45/48 litri al secondo di acqua da Siciliacque, attraverso l’invaso dell’Ancipa. Una quantità in questo periodo più che dimezzata per il livello basso della diga. In tutto 80 litri al secondo. L’acqua sufficiente a dissetare una città di 60 mila abitanti. Piazza conta 20 mila anime, soltanto che le perdite d’acqua, a causa della vecchia rete idrica colabrodo, sono pari al 50 per cento.
Gli sprechi emersi
Ha una popolazione di 20 mila anime, ma per soddisfare le sue esigenze idriche la città dei mosaici ha bisogno dell’acqua di una città di 60 mila abitanti. E questo non perché ogni cittadino armerino ha tre volte più sete di un qualsiasi altro cittadino siciliano. Ma perché nella vecchia rete idrica urbana si perde il 50 per cento dell’acqua proveniente dai pozzi comunali e dalla diga Ancipa. A questo si aggiunga come 80 cittadini sono stati denunciati negli ultimi anni per allacciamento abusivo d’acqua. I dati sono emersi nel corso del consiglio comunale straordinario di venerdì sera, convocato proprio per affrontare la grave crisi idrica in atto. E sono stati forniti pubblicamente, nel corso del dibattito, dall’ingegnere Alessandro Dottore, responsabile dell’ufficio tecnico di Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico integrato. In pratica i pozzi comunali forniscono una portata quotidiana di circa 38/40 litri al secondo. Con una rete idrica efficiente basterebbero. Ed invece, per soddisfare il fabbisogno locale, occorre acquistarne altri 45/48 litri al secondo da Siciliacque, attraverso la diga Ancipa, l’invaso a nord della provincia di Enna. In tutto 80 litri al secondo. “Una quantità sufficiente a coprire una città da 60 mila abitanti”, dice Dottore. Ma nei rubinetti arriva solo il 50 per cento dell’acqua. Da qualche mese sono iniziati i lavori di rifacimento della rete idrica. In questi giorni dall’Ancipa arrivano in città solo 21/24 litri al secondo. L’invaso ha solo 4 milioni di metri cubi di acqua a fronte della sua portata di 12 milioni e mezzo. Livello rosso. Anche perché sotto una certa soglia l’invaso non pesca più acqua. Se non piove entro il 31 ottobre potrebbe essere vera e propria emergenza idrica. Dal Giornale di Sicilia Edizione del 21 settembre
sabato 20 settembre 2008
Ospedale Chiello e Piano di Rientro. Assessore Di Carlo: "Consapevoli che dobbiamo indossare un abito nuovo, carte in regola per ruolo di rilievo"
PIAZZA ARMERINA. Sulle possibili iniziative da intraprendere per l'ospedale Chiello e il Piano di Rientro, l'assessore alla Sanità, Innocenzo Di Carlo, dopo la riunione del 18 settembre con i sindacati del comparto sanitario, dichiara: “E’ presto per trarre conclusioni. Siamo consapevoli che ci saranno delle difficoltà e che dobbiamo indossare un abito nuovo ma, sappiamo anche, di avere per prestazioni, tipologia di servizi e professionalità, le carte in regola per potere avere un ruolo di rilievo e contribuire al rilancio della sanità nella nostra provincia". "A breve presenteremo un documento articolato che parte proprio dalla lettura dei dati forniti dalla Direzione Generale”, aggiunge Di Carlo.Afferma l'Italia dei Valori:

"Nell’ottica del piano di rientro sulla sanità pubblica siciliana, l’ospedale Chiello di Piazza Armerina è nel mirino dell’assessorato regionale, che vuole ridurlo al rango di ambulatorio diurno aperto esclusivamente nei giorni feriali (il cosiddetto “Week Surgery”)".
Se dovesse realizzarsi l'ipotesi paventata da Aldo Murella, nell'aria da tempo, temuta da molti medici, già annunciata tanti mesi fa dal direttore generale Francesco Iudica, ma sulla quale oggi non c'è nessuna certezza ufficiale, ci troveremmo di fronte alla seguente situazione (ricordiamo che la week surgery non gestisce le emergenze):
un cittadino cade con la sua moto al bivio situato proprio sotto l'ospedale Chiello e si spacca la testa. A quel punto partirà un ambulanza del 118 (se non verrà soppressa anche questa) dal Chiello, preleverà il ferito, ma non farà retromarcia per tornare al Chiello, proseguirà per andare all'Umberto I di Enna, o per l'ospedale di Caltagirone. Magari i sanitari prenderanno una moneta e decideranno a sorte se andare a Caltagirone o a Enna.
Altra ipotesi, quella di sopprimere i reparti di cardiologia, ginecologia e pediatria. C'è una prima conseguenza romantica: nessuno potrà più dire di nascere a Piazza Armerina. Saremo tutti ennesi.
Ospedali riuniti?
Saremo la succursale dell'Umberto I e di Enna, così come già siamo succursale periferica di serie C per quanto riguarda l'università, succursale politica del capoluogo ennese, come avviene da anni, con i nostri politici sempre pronti con il cappello in mano a bussare ai caporioni di Enna, già succursale sul piano della gestione del potere giudiziario, con la vecchia Pretura soppressa. Aggiungiamo che rifiuti e acqua vengono gestiti da Enna da Ato Rifiuti e Ato Idrico. Ci chiameremo Piazza Armerenna
Consiglio comunale sull'emergenza idrica. Tensioni, urla, interruzioni della seduta, ma il dibattito si svolge e viene approvata una mozione d'ordine
Guarda sotto il dossier di Cittadinanzattiva
PIAZZA ARMERINA. Approvata all'unanimità, ieri sera, alle 21, al termine di un consiglio comunale molto teso, "movimentato" dalla protesta vibrata e vibrante di una parte del pubblico, una mozione d'ordine proposta dal consigliere comunale Carmelo Gagliano. Tre i punti chiesti dal consiglio comunale in materia di emergenza idrica: 1) Manutenzione straordinaria dei pozzi comunali per aumentarne la portata e rendere la città progressivamente autonoma dall'Ancipa; 2) Aprire in città, nel centro storico, un ufficio dell'Acquedotto comunale, evitando i disagi alla popolazione di doversi recare in contrada Bellia, fuori città; 3) Riduzione della tariffa Acqua in quanto le somme previste in bolletta per la depurazione non hanno motivo di continuare ad essere fatte pagare, vista la già compiuta realizzazione del depuratore e la sua imminente entrata in funzione. Segue... http://robertpalermo.blogspot.com/
Guarda uno stralcio del dossier di Cittadinanzattiva:
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2007
Considerando le singole componenti del servizio idrico integrato è stato riscontrato che la
tariffa più elevata per il servizio di acquedotto è applicata nella città di Enna, con una spesa
10 volte superiore a quella riscontrata nella città di Milano (che presenta invece la tariffa più
bassa); la depurazione costa di più a Firenze, Prato e Pistoia dove si paga per 3 volte e mezza
il costo sostenuto ad Imperia; la fognatura costa di più nell’Ato Medio Valdarno dove si spende 28 volte in più rispetto ad Isernia; infine, la quota fissa più elevata è quella di Gorizia 17 volte
superiore rispetto a quella di altre città quali: Campobasso, Caltanissetta, Varese, Frosinone,
Pescara, Trento e Verona.
Dove pago di più ogni singola voce (Anno 2006)
Dove pago di più per le singole voci (Spesa media annua per famiglia di tre persone)
Acquedotto Enna € 219
Depurazione Firenze, Prato, Pistoia € 100
Fognatura Firenze, Prato, Pistoia € 100
Quota fissa Gorizia € 55
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2007
…..e dove pago di meno (Anno 2006)
Dove pago di meno per le singole voci
Acquedotto Milano € 21
Depurazione Imperia € 27.5
Fognatura Isernia € 3.3
Quota fissa Cb, Cl, Va, Fr, Pe,Tn,Vr € 3.3
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2007
Villa Garibaldi portata litri al secondo 08
Contrada Bellia pozzo n. 1 lt/sec. 15
Contrada Bellia pozzo n. 2 lt/sec. 10
Contrada Bellia pozzo n. 3 lt/sec. 08
Contrada Bellia pozzo n. 4 lt/sec. 05
Contrada Bellia pozzo n. 5 lt/sec. 05
Contrada Ingarronato pozzo n. 1 lt/sec. 09
Contrada Ingarronato pozzo n. 1 Bis lt/sec. 03
Totale 8 pozzi comunali con una portata di lt/sec. 63
L'ingegnere Alessandro Dottore, responsabile dell'ufficio Tecnico di Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico integrato per conto dell'Ato Idrico, ha riferito in consiglio comunale, nel corso del dibattito, che le fonti del territorio comunale (i pozzi) danno in tutto 38/40 litri al secondo.
PIAZZA ARMERINA. Approvata all'unanimità, ieri sera, alle 21, al termine di un consiglio comunale molto teso, "movimentato" dalla protesta vibrata e vibrante di una parte del pubblico, una mozione d'ordine proposta dal consigliere comunale Carmelo Gagliano. Tre i punti chiesti dal consiglio comunale in materia di emergenza idrica: 1) Manutenzione straordinaria dei pozzi comunali per aumentarne la portata e rendere la città progressivamente autonoma dall'Ancipa; 2) Aprire in città, nel centro storico, un ufficio dell'Acquedotto comunale, evitando i disagi alla popolazione di doversi recare in contrada Bellia, fuori città; 3) Riduzione della tariffa Acqua in quanto le somme previste in bolletta per la depurazione non hanno motivo di continuare ad essere fatte pagare, vista la già compiuta realizzazione del depuratore e la sua imminente entrata in funzione. Segue... http://robertpalermo.blogspot.com/
Guarda uno stralcio del dossier di Cittadinanzattiva:
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2007
Considerando le singole componenti del servizio idrico integrato è stato riscontrato che la
tariffa più elevata per il servizio di acquedotto è applicata nella città di Enna, con una spesa
10 volte superiore a quella riscontrata nella città di Milano (che presenta invece la tariffa più
bassa); la depurazione costa di più a Firenze, Prato e Pistoia dove si paga per 3 volte e mezza
il costo sostenuto ad Imperia; la fognatura costa di più nell’Ato Medio Valdarno dove si spende 28 volte in più rispetto ad Isernia; infine, la quota fissa più elevata è quella di Gorizia 17 volte
superiore rispetto a quella di altre città quali: Campobasso, Caltanissetta, Varese, Frosinone,
Pescara, Trento e Verona.
Dove pago di più ogni singola voce (Anno 2006)
Dove pago di più per le singole voci (Spesa media annua per famiglia di tre persone)
Acquedotto Enna € 219
Depurazione Firenze, Prato, Pistoia € 100
Fognatura Firenze, Prato, Pistoia € 100
Quota fissa Gorizia € 55
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2007
…..e dove pago di meno (Anno 2006)
Dove pago di meno per le singole voci
Acquedotto Milano € 21
Depurazione Imperia € 27.5
Fognatura Isernia € 3.3
Quota fissa Cb, Cl, Va, Fr, Pe,Tn,Vr € 3.3
Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi e tariffe, 2007
Pe scaricare l'intero dossier dal sito di Cittadinanzattiva vai su http://www.cittadinanzattiva.it/content/view/659/134/
Pozzi Comunali:
Indicazione dei pozzi comunali e relativa portata (solo sulla carta, dati comunali risalenti a qualche anno fa e non coincidenti con quelli di Acquaenna):
Villa Garibaldi portata litri al secondo 08
Contrada Bellia pozzo n. 1 lt/sec. 15
Contrada Bellia pozzo n. 2 lt/sec. 10
Contrada Bellia pozzo n. 3 lt/sec. 08
Contrada Bellia pozzo n. 4 lt/sec. 05
Contrada Bellia pozzo n. 5 lt/sec. 05
Contrada Ingarronato pozzo n. 1 lt/sec. 09
Contrada Ingarronato pozzo n. 1 Bis lt/sec. 03
Totale 8 pozzi comunali con una portata di lt/sec. 63
L'ingegnere Alessandro Dottore, responsabile dell'ufficio Tecnico di Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico integrato per conto dell'Ato Idrico, ha riferito in consiglio comunale, nel corso del dibattito, che le fonti del territorio comunale (i pozzi) danno in tutto 38/40 litri al secondo.
giovedì 18 settembre 2008
Area ex Siace, riapertura rimandata, ora occorrono i visti...e nuove somme per adeguare l'ex cartiera
PIAZZA ARMERINA. Occorreranno i visti di Foreste Demaniali, Soprintendenza di Enna e Vigili del Fuoco sul progetto di adeguamento dell’area ex Siace, predisposto dall’amministrazione comunale per ottenere la riapertura della Fiera Zootecnica, chiusa ormai da un anno. Visti necessari anche in seguito alla decisione dell’assessorato al Commercio di realizzare alcune strutture interne all’area di contrada Bellia in ferro, e non più in legno, come si era ipotizzato, invece, in una prima fase. “Il Dipartimento di prevenzione dell’Ausl 4 di Enna ha ben valutato il progetto di interventi da noi sottoposto”, sottolinea, invece, Gioacchino Giunta, direttore della Fiera Zootecnica. I tempi, quindi, per ora si allungano rispetto alle iniziali previsioni di riapertura annunciate per il 28 settembre. La fiera potrà riaprire, forse, il 26 ottobre, ma solo se tutto andrà bene. http://robertpalermo.blogspot.com/
Mattia: "Situazione idrica drammatica, il sindaco Nigrelli si dia una mossa e batta i pugni sul tavolo dell'Ato Idrico"
PIAZZA ARMERINA. “Il sindaco Carmelo Nigrelli si deve dare subito una mossa e battere i pugni sui tavoli che contano all’Ato Idrico e nella società Acquaenna per farsi carico del grave problema della mancanza di acqua”. A dichiaralo Giuseppe Mattia, coordinatore dell’Mpa, il quale sottolinea come “la politica, e a maggior ragione il primo cittadino, devono prendere posizione, senza rimanere asettici”. “Ho l’impressione – insiste Mattia – che il sindaco sia distante dai problemi della gente”. “Comunque noi faremo un’opposizione dura, senza lasciarci incantare dalle molliche di qualche posto di sottogoverno”, conclude il coordinatore. Per questo pomeriggio, intanto, è stato convocato un consiglio comunale straordinario, su richiesta degli otto consiglieri dell’opposizione di centrodestra, proprio sul problema della carenza idrica. http://robertpalermo.blogspot.com/
"Ormai è tardi", il Chiello come in una canzone di Vasco Rossi. Vertice alla Sala delle Luci
PIAZZA ARMERINA. "Non ci sono più margini per intervenire", "ormai è troppo tardi", queste sono state le frasi più ripetute al vertice di questa sera, alla Sala delle Luci del palazzo comunale, tra i rappresentanti sindacali del comparto sanitario dell'ospedale Chiello e l'amministrazione comunale. Ma soprattutto non sembrerebbe esserci nessuna idea chiara su cosa potrà accadere all'ospedale armerino. Tra le ipotesi principali quella di una soppressione dei reparti di ginecologia, pediatria e cardiologia, quella della creazione di "ospedali riuniti" in provincia con l'Umberto I come ospedale capofila, o quella del Week Surgery. Nel corso di alcuni interventi è stato chiesto al sindaco Carmelo Nigrelli di far conoscere alla città e all'utenza le potenzialità del Chiello. http://robertpalermo.blogspot.com
mercoledì 17 settembre 2008
Il Chiello dimenticato da Dio e dagli uomini. Quale sarà il prezzo da pagare al Piano di Rientro? Iudica non si sbottona. E la politica locale tace.
PIAZZA ARMERINA. “Non è che non mi senta di sbottonarmi, soltanto non sono in grado di sapere cosa accadrà fra qualche giorno per il sistema sanitario provinciale, e quindi per l’ospedale Chiello, così come a livello regionale”. Il direttore generale dell’Ausl 4 di Enna, Francesco Iudica, raggiunto telefonicamente sull’attuazione del “Piano di Rientro” dal buco della sanità regionale, a giorni sul tavolo del governo nazionale, non si sbilancia. O non si vuole sbilanciare. Sul tavolo dell’assessorato regionale alla Sanità ci sono diverse ipotesi, da quella degli “ospedali riuniti” con capofila l’Umberto I di Enna a quella del cosiddetto Week Surgery, cioè della struttura per interventi chirurgici programmati, senza la gestione delle emergenze e con la chiusura nel fine settimana. “Non sono in grado di dire cosa succederà, l’ipotesi del Week Surgery io la proposi tempo fa in un momento in cui certe scelte avremmo potute farle noi, ma forse non fui troppo convincente, adesso aspetto anch’io di vedere cosa si deciderà”, spiega Iudica. Ma intanto medici, infermieri e cittadini attendono di conoscere il destino del presidio ospedaliero Chiello, in un’atmosfera generale di totale mancanza di trasparenza e silenzio. Ma anche di rassegnazione. Le proposte dell’assessorato regionale alla Sanità si stanno concertando con il governo nazionale. Dopo il 25 settembre potrebbe essere noto quale sorte toccherà al Chiello. Gli acuti e le emergenze rimarranno al Chiello? Amministrazione comunale e consiglio comunale, intanto, sembrano rimanere in una passiva attesa degli eventi. Dove è finito quel movimento politico-sanitario, con carattere permanente, il cui scopo era difendere l'ospedale. Il centrosinistra, quando era opposizione in questa città, aveva costituito un comitato a difesa del Chiello. Ora che è al governo sembra aver messo in garage il comitato. Il centrodestra, con il suo patchwork di posizioni, non vuole disturbare gli amici di Palermo. I camici bianchi non prendono posizione. Insomma un'atmosfera generale satura di cloroformio. L'ospedale e la città sono anestetizzati, stanno per entrare in sala operatoria, senza sapere se e quale parte verrà amputata, a quale intervento chirurgico stanno per essere sottoposti e a quale tipo di degenza vanno incontro. E non è escluso che fuori dalla sala operatoria si debba subito passare alla rianimazione. I familiari più stretti del paziente vadano a parlare con i chirurghi che devono operare, prima dell'intervento chirurgico, e poi riferiscano al resto della famiglia. Si fa così in genere.
L'ex assessore al Verde pubblico Farina attacca l'assessore Di Prima
Di seguito il pezzo di Guglielmo Bongiovanni sul sito http://www.enzograssia.it
"E’ sconcertante come, ad oltre un mese, l’assessore Di Prima non abbia sentito il bisogno di giustificare ai cittadini la scelta di tagliare le tuie della piazzetta del Teatro Garibaldi". Esordisce così Mauro Farina, ex assessore al verde dell’amministrazione Prestifilippo. "E’ stata una scelta tanto arrogante quanto inopportuna. Forse l’assessore Di Prima neanche sapeva della decisione di quel taglio che sembrerebbe essere stato architettato dall’assessore alle feste ed alle tradizioni Cimino per consentire ai cittadini ed ai clienti della pizzeria soprastante di ammirare il “suo” palio”". "Un gesto sconcertante -continua Mauro Farina - che ha provocato e continua a provocare incredulità tra i cittadini che hanno assistito al taglio degli alberi, soprattutto per l’arroganza e per la spregiudicatezza dell’atto. Un intervento che non trova spiegazioni logiche e che ha privato quell’angolo della città di un vialetto tra i più belli di Piazza Armerina. E sono inutili le patetiche spiegazioni mormorate sottovoce che parlano di un intervento resosi necessario perché le piante risultavano essere malate; per non parlare della questione dell’inestetismo, che sembra davvero una spiegazione al di fuori della logica".
Mauro Farina non perde occasione per esprimere tutto il suo disappunto: "Il primo gesto dell’amministrazione Nigrelli nei confronti del Verde pubblico mi lascia senza parole. Il taglio netto delle tuie è stato altamente invasivo e di difficile comprensione. Sarebbe bastato informarsi un po’ per rendersi conto che questa specie di cipresso non va potato e che certamente questo intervento ha pregiudicato per sempre la loro esistenza in vita. Il giovane assessore Di Prima ha esordito nel peggiore dei modi; mi auguro solo che si sia reso conto del grave danno arrecato alla comunità. Difficile riconoscere nelle azioni dell’assessore delegato quanto da lui stesso proclamato in campagna elettorale: dal palco il giovane rampante strillava pacatamente che era giunta l’ora che Piazza Armerina voltasse pagine e che anche nella cura del verde pubblico la volontà del fare avrebbe dato risultati esaltanti. Se questa è l’attenzione che vuole riservare al verde pubblico, è meglio che distolga la sua attenzione da questo campo. Curare e gestire il verde è un’impresa difficile e delicata: io con la cronica mancanza di risorse economiche, considerato che in quattro anni un consiglio comunale ostile ha sempre distolto le somme necessarie per la manutenzione, e con la mancanza di personale proporzionato alle reali esigenze dell’ampio spazio verde della città, ho sempre rispettato il nostro habitat e mi sono informato e documentato per curare e migliorare la qualità delle nostre aree verdi. Non è certo tagliando di netto delle piante che non necessitano nemmeno di potatura che si rende un buon servizio alla collettività e non è così che si gestisce il verde pubblico. Mi auguro solo che non si verifichino più episodi del genere, che passano quasi inosservati anche alla infida complicità di una stampa servile. Ricordo quando l’attuale sindaco Nigrelli si stracciava le vesti dal suo sito Piazza Grande sputando continui veleni sull’amministrazione Prestifilippo arrivando a definire la stampa locale “trombettieri dello zar”. Ebbene lui oggi ha al suo guinzaglio quei trombettieri che però sono rimasti senza fiato.”
"E’ sconcertante come, ad oltre un mese, l’assessore Di Prima non abbia sentito il bisogno di giustificare ai cittadini la scelta di tagliare le tuie della piazzetta del Teatro Garibaldi". Esordisce così Mauro Farina, ex assessore al verde dell’amministrazione Prestifilippo. "E’ stata una scelta tanto arrogante quanto inopportuna. Forse l’assessore Di Prima neanche sapeva della decisione di quel taglio che sembrerebbe essere stato architettato dall’assessore alle feste ed alle tradizioni Cimino per consentire ai cittadini ed ai clienti della pizzeria soprastante di ammirare il “suo” palio”". "Un gesto sconcertante -continua Mauro Farina - che ha provocato e continua a provocare incredulità tra i cittadini che hanno assistito al taglio degli alberi, soprattutto per l’arroganza e per la spregiudicatezza dell’atto. Un intervento che non trova spiegazioni logiche e che ha privato quell’angolo della città di un vialetto tra i più belli di Piazza Armerina. E sono inutili le patetiche spiegazioni mormorate sottovoce che parlano di un intervento resosi necessario perché le piante risultavano essere malate; per non parlare della questione dell’inestetismo, che sembra davvero una spiegazione al di fuori della logica".
Mauro Farina non perde occasione per esprimere tutto il suo disappunto: "Il primo gesto dell’amministrazione Nigrelli nei confronti del Verde pubblico mi lascia senza parole. Il taglio netto delle tuie è stato altamente invasivo e di difficile comprensione. Sarebbe bastato informarsi un po’ per rendersi conto che questa specie di cipresso non va potato e che certamente questo intervento ha pregiudicato per sempre la loro esistenza in vita. Il giovane assessore Di Prima ha esordito nel peggiore dei modi; mi auguro solo che si sia reso conto del grave danno arrecato alla comunità. Difficile riconoscere nelle azioni dell’assessore delegato quanto da lui stesso proclamato in campagna elettorale: dal palco il giovane rampante strillava pacatamente che era giunta l’ora che Piazza Armerina voltasse pagine e che anche nella cura del verde pubblico la volontà del fare avrebbe dato risultati esaltanti. Se questa è l’attenzione che vuole riservare al verde pubblico, è meglio che distolga la sua attenzione da questo campo. Curare e gestire il verde è un’impresa difficile e delicata: io con la cronica mancanza di risorse economiche, considerato che in quattro anni un consiglio comunale ostile ha sempre distolto le somme necessarie per la manutenzione, e con la mancanza di personale proporzionato alle reali esigenze dell’ampio spazio verde della città, ho sempre rispettato il nostro habitat e mi sono informato e documentato per curare e migliorare la qualità delle nostre aree verdi. Non è certo tagliando di netto delle piante che non necessitano nemmeno di potatura che si rende un buon servizio alla collettività e non è così che si gestisce il verde pubblico. Mi auguro solo che non si verifichino più episodi del genere, che passano quasi inosservati anche alla infida complicità di una stampa servile. Ricordo quando l’attuale sindaco Nigrelli si stracciava le vesti dal suo sito Piazza Grande sputando continui veleni sull’amministrazione Prestifilippo arrivando a definire la stampa locale “trombettieri dello zar”. Ebbene lui oggi ha al suo guinzaglio quei trombettieri che però sono rimasti senza fiato.”
Concetto Prestifilippo: "Dobbiamo passare dalla fase della conta delle schede elettorali al confronto delle idee"
Comunicato del Partito Democratico
"E’ venuto il momento di chiudere l’infinito confronto tra ex comunisti ed ex democristiani. La nuova sfida adesso sarà quella di dare voce ad una città altra, quella non organica ai partiti. Adesso abbiamo un dovere etico, quello di aggregare l’altra città che ci hanno consentito di vincere le elezioni".
Concetto Prestifilippo, 47 anni, segretario piazzese del Partito democratico, dopo la pausa estiva traccia la dorsale del primo congresso dei democratici armerini. L’assise congressuale autunnale chiude la fase di costituzione del partito veltroniano a Piazza Armerina.
"Martedì saremo ad Enna, convocati dal segretario provinciale Giuseppe Arena – precisa Prestifilippo - In quella sede riceveremo le linee guida che regoleranno il nostro congresso cittadino. Si chiude così la fase del confronto numerico e si apre quella del riscontro di idee. La èrima risoluzione sarà quella dell’apertura della campagna di tesseramento. La nuova scommessa politica sarà quella di cercare consensi non solo tra ex democristiani ed ex comunisti. Seguendo invece l’assunto di Veltroni, vorremo riuscire a coinvolgere una parte di città determinante, quella che non ha appartenenze partitiche tradizionali. La somma algebrica degli ex non corrisponde al risultato che ha fatto vincere Nigrelli. Solo coinvolgendo l’altra città riusciremo a compiere fino in fondo il percorso fondativo del Partito Democratico. Il Pd non deve rimanere un contenitore di “ex” e di nostalgici ma deve essere il lungo di aggregazione di “neo” e, soprattutto, di appassionati. Non dimentichiamo che un partito è un aggregato di passione. Senza la passione trionfano personalismi che non appassionano nessuno”.
Prestifilippo traccia il percorso che condurrà al confronto congressuale autunnale .
"Dobbiamo passare dalla fase della conta delle schede elettorali al confronto di idee. E’ necessario costruire insieme un’idea di progetto città. Una Piazza Armerina europea, eccentrica ma baricentrica. Mettiamo la parola fine anche la coda polemica estiva, quella legata alle nomine ed ai sottogoverni. Navigazione di piccolo cabotaggio alla quale vorremmo sostituire navigazioni coraggiose ed appassionanti. Il sindaco Nigrelli ha tutte le potenzialità, le capacità e la professionalità per concretizzare il sogno di una città europea. Una “leadership”, la sua, indiscussa e riconosciuta il cui compito sarà quello di aggregare tutte le energie vitali della città. Una città che a giugno a chiesto di poter volare alto". http://robertpalermo.blogspot.com
"E’ venuto il momento di chiudere l’infinito confronto tra ex comunisti ed ex democristiani. La nuova sfida adesso sarà quella di dare voce ad una città altra, quella non organica ai partiti. Adesso abbiamo un dovere etico, quello di aggregare l’altra città che ci hanno consentito di vincere le elezioni".
Concetto Prestifilippo, 47 anni, segretario piazzese del Partito democratico, dopo la pausa estiva traccia la dorsale del primo congresso dei democratici armerini. L’assise congressuale autunnale chiude la fase di costituzione del partito veltroniano a Piazza Armerina.
"Martedì saremo ad Enna, convocati dal segretario provinciale Giuseppe Arena – precisa Prestifilippo - In quella sede riceveremo le linee guida che regoleranno il nostro congresso cittadino. Si chiude così la fase del confronto numerico e si apre quella del riscontro di idee. La èrima risoluzione sarà quella dell’apertura della campagna di tesseramento. La nuova scommessa politica sarà quella di cercare consensi non solo tra ex democristiani ed ex comunisti. Seguendo invece l’assunto di Veltroni, vorremo riuscire a coinvolgere una parte di città determinante, quella che non ha appartenenze partitiche tradizionali. La somma algebrica degli ex non corrisponde al risultato che ha fatto vincere Nigrelli. Solo coinvolgendo l’altra città riusciremo a compiere fino in fondo il percorso fondativo del Partito Democratico. Il Pd non deve rimanere un contenitore di “ex” e di nostalgici ma deve essere il lungo di aggregazione di “neo” e, soprattutto, di appassionati. Non dimentichiamo che un partito è un aggregato di passione. Senza la passione trionfano personalismi che non appassionano nessuno”.
Prestifilippo traccia il percorso che condurrà al confronto congressuale autunnale .
"Dobbiamo passare dalla fase della conta delle schede elettorali al confronto di idee. E’ necessario costruire insieme un’idea di progetto città. Una Piazza Armerina europea, eccentrica ma baricentrica. Mettiamo la parola fine anche la coda polemica estiva, quella legata alle nomine ed ai sottogoverni. Navigazione di piccolo cabotaggio alla quale vorremmo sostituire navigazioni coraggiose ed appassionanti. Il sindaco Nigrelli ha tutte le potenzialità, le capacità e la professionalità per concretizzare il sogno di una città europea. Una “leadership”, la sua, indiscussa e riconosciuta il cui compito sarà quello di aggregare tutte le energie vitali della città. Una città che a giugno a chiesto di poter volare alto". http://robertpalermo.blogspot.com
martedì 16 settembre 2008
Palazzo Zuccarello doveva essere acquistato dal Comune. Vicenda nel porto delle nebbie?
PIAZZA ARMERINA. Che fine ha fatto l'acquisto da parte del Comune del palazzo Zuccarello, uno degli edifici facenti parte del progetto di riqualificazione urbana chiamato "I luoghi della Cultura"?
Ultim'ora: La trattativa sul palazzo sembra ormai essere arrivata ad un binario morto. L'edificio non sarà venduto al Comune. Al posto del restauro del palazzo, quindi, l'ufficio tecnico, di concerto con la ditta Kairos e con l'assessorato regionale ai Lavori pubblici, starebbe valutando la possibilità di sostituire nel progetto "I Luoghi dellaCultura" al restauro di Palazzo Zuccarello il restauro di un altro palazzo storico privato di via Garibaldi. Il proprietario sarebbe disponibile a vendere la struttura al Comune. (17 settembre 2008)
Ecco il 7 dicembre 2007 cosa pubblicava il Giornale di Sicilia:
Nessun accordo tra amministrazione comunale e privato sull’acquisto da parte del Comune di Palazzo Zuccarello, l’edificio storico di piazza Castello, nel quartiere Monte, già inserito da anni in un progetto di riqualificazione del centro storico, chiamato “I luoghi della cultura”, in avanzata fase di realizzazione. Edificio, però, non ancora acquisito dagli amministratori locali. Le trattative sul prezzo di vendita sono ancora in corso tra l’ufficio tecnico comunale e il proprietario. Già quasi del tutto eseguiti i lavori all’ex Collegio dei Gesuiti, sede della biblioteca comunale e della scuola media Capuana, dove sono stati tolti proprio in questi giorni i ponteggi alla facciata esterna, e alla pinacoteca comunale di via Monte, dove i lavori sono praticamente finiti e si attende, invece, solo un definitivo accordo tra ufficio tecnico e impresa su alcune prescrizioni. http://robertpalermo.blogspot.com/
L'aggiudicazione della gara nel settembre del 2005 da Giornale di Sicilia - Edizione 9 settembre:
Il consorzio Kairos di Siracusa vince il sorteggio e si aggiudica per 587 mila euro i lavori di riqualificazione del centro storico. L’impresa aveva presentato lo stesso ribasso della Co.an.to. di Partinico, pari al 24,19 per cento, per cui era stato necessario per l’ufficio Gare procedere al sorteggio fra le due offerte identiche. Si partiva da una base d’asta di 799 mila euro. In tutto 39 le offerte e 2 le ditte escluse in fase di gara. “Piazza Armerina, centro storico: i luoghi della cultura”, questo il nome del piano di rilancio del patrimonio architettonico presentato dall’ufficio Tecnico comunale e finanziato dalla Regione Siciliana. Tre le strutture coinvolte dalla ristrutturazione. L’ala settentrionale dell’ex convento di Trinità, risalente al XVII secolo, palazzo Starrabba, residenza nobiliare del XIX secolo, e l’ex collegio seicentesco dei Gesuiti, sede della biblioteca comunale. Saranno rispettivamente destinati a sede della pinacoteca comunale, palazzo della Cultura e biblioteca ed archivio comunale. Per l’ex collegio dei Gesuiti si procederà alla sistemazione del chiostro, dell’atrio e della piazzetta antistante l’ingresso principale. L’intervento su Palazzo Zuccarello, invece, prevede l’eliminazione del controsoffitto in canne e gesso, la sostituzione con solai in legno ed acciaio, il consolidamento dei muri perimetrali e la realizzazione dei pavimenti con mattoni in gres porcellanato. Sostituiti anche impianto elettrico, riscaldamento e corpi illuminanti. Per l’ex convento di Trinità, infine, nuovo sistema antintrusione, pavimenti da rifare e moderni corpi illuminanti. All’impresa vincitrice della gara dovranno bastare 15 mesi per portare a compimento la ristrutturazione dei tre siti.
Ed invece sono passati tre anni. Perchè tutto questo tempo e per responsabilità di chi? Adesso occorre rispolverare tutta la vicenda e capire cosa sia successo negli ultimi 10 mesi. Anche perchè sembrerebbero esserci novità di un certo rilievo.
Ad un certo punto sembrava che si stesse chiudendo l'accordo per 250 mila euro tra ente e privato.
L’amministrazione comunale alla data della stipula del contratto con la Kairos, infatti, non aveva ancora completato le procedure di acquisizione dell’immobile privato, costituito da tre piani e 534 metri quadri di superficie complessiva. L’impresa finora ha completato le altre due opere del progetto, quella della pinacoteca e quella della biblioteca comunale. Sul valore dell’immobile si erano incrociate tre diverse perizie di stime: quello del dicembre 2006 dell’Agenzia del Territorio per 169 mila euro, quello del privato del luglio 2007 per 310 mila euro e la perizia di stima dell’ufficio tecnico comunale che quantificava il valore di mercato in 280 mila euro. Alla somma concordata si è arrivati rispolverando una delibera del consiglio comunale del 1978 con la quale è stato applicato un incremento del 30 per cento ad una precedente stima di 202 mila euro.
Il palazzo non sarà acquistato, quindi, i lavori, forse, saranno completati, ma su un edificio diverso da quello originario.
Ultim'ora: La trattativa sul palazzo sembra ormai essere arrivata ad un binario morto. L'edificio non sarà venduto al Comune. Al posto del restauro del palazzo, quindi, l'ufficio tecnico, di concerto con la ditta Kairos e con l'assessorato regionale ai Lavori pubblici, starebbe valutando la possibilità di sostituire nel progetto "I Luoghi dellaCultura" al restauro di Palazzo Zuccarello il restauro di un altro palazzo storico privato di via Garibaldi. Il proprietario sarebbe disponibile a vendere la struttura al Comune. (17 settembre 2008)
Ecco il 7 dicembre 2007 cosa pubblicava il Giornale di Sicilia:
Nessun accordo tra amministrazione comunale e privato sull’acquisto da parte del Comune di Palazzo Zuccarello, l’edificio storico di piazza Castello, nel quartiere Monte, già inserito da anni in un progetto di riqualificazione del centro storico, chiamato “I luoghi della cultura”, in avanzata fase di realizzazione. Edificio, però, non ancora acquisito dagli amministratori locali. Le trattative sul prezzo di vendita sono ancora in corso tra l’ufficio tecnico comunale e il proprietario. Già quasi del tutto eseguiti i lavori all’ex Collegio dei Gesuiti, sede della biblioteca comunale e della scuola media Capuana, dove sono stati tolti proprio in questi giorni i ponteggi alla facciata esterna, e alla pinacoteca comunale di via Monte, dove i lavori sono praticamente finiti e si attende, invece, solo un definitivo accordo tra ufficio tecnico e impresa su alcune prescrizioni. http://robertpalermo.blogspot.com/
L'aggiudicazione della gara nel settembre del 2005 da Giornale di Sicilia - Edizione 9 settembre:
Il consorzio Kairos di Siracusa vince il sorteggio e si aggiudica per 587 mila euro i lavori di riqualificazione del centro storico. L’impresa aveva presentato lo stesso ribasso della Co.an.to. di Partinico, pari al 24,19 per cento, per cui era stato necessario per l’ufficio Gare procedere al sorteggio fra le due offerte identiche. Si partiva da una base d’asta di 799 mila euro. In tutto 39 le offerte e 2 le ditte escluse in fase di gara. “Piazza Armerina, centro storico: i luoghi della cultura”, questo il nome del piano di rilancio del patrimonio architettonico presentato dall’ufficio Tecnico comunale e finanziato dalla Regione Siciliana. Tre le strutture coinvolte dalla ristrutturazione. L’ala settentrionale dell’ex convento di Trinità, risalente al XVII secolo, palazzo Starrabba, residenza nobiliare del XIX secolo, e l’ex collegio seicentesco dei Gesuiti, sede della biblioteca comunale. Saranno rispettivamente destinati a sede della pinacoteca comunale, palazzo della Cultura e biblioteca ed archivio comunale. Per l’ex collegio dei Gesuiti si procederà alla sistemazione del chiostro, dell’atrio e della piazzetta antistante l’ingresso principale. L’intervento su Palazzo Zuccarello, invece, prevede l’eliminazione del controsoffitto in canne e gesso, la sostituzione con solai in legno ed acciaio, il consolidamento dei muri perimetrali e la realizzazione dei pavimenti con mattoni in gres porcellanato. Sostituiti anche impianto elettrico, riscaldamento e corpi illuminanti. Per l’ex convento di Trinità, infine, nuovo sistema antintrusione, pavimenti da rifare e moderni corpi illuminanti. All’impresa vincitrice della gara dovranno bastare 15 mesi per portare a compimento la ristrutturazione dei tre siti.
Ed invece sono passati tre anni. Perchè tutto questo tempo e per responsabilità di chi? Adesso occorre rispolverare tutta la vicenda e capire cosa sia successo negli ultimi 10 mesi. Anche perchè sembrerebbero esserci novità di un certo rilievo.
Ad un certo punto sembrava che si stesse chiudendo l'accordo per 250 mila euro tra ente e privato.
L’amministrazione comunale alla data della stipula del contratto con la Kairos, infatti, non aveva ancora completato le procedure di acquisizione dell’immobile privato, costituito da tre piani e 534 metri quadri di superficie complessiva. L’impresa finora ha completato le altre due opere del progetto, quella della pinacoteca e quella della biblioteca comunale. Sul valore dell’immobile si erano incrociate tre diverse perizie di stime: quello del dicembre 2006 dell’Agenzia del Territorio per 169 mila euro, quello del privato del luglio 2007 per 310 mila euro e la perizia di stima dell’ufficio tecnico comunale che quantificava il valore di mercato in 280 mila euro. Alla somma concordata si è arrivati rispolverando una delibera del consiglio comunale del 1978 con la quale è stato applicato un incremento del 30 per cento ad una precedente stima di 202 mila euro.
Il palazzo non sarà acquistato, quindi, i lavori, forse, saranno completati, ma su un edificio diverso da quello originario.
Grave crisi idrica in atto. "Dai pozzi comunali solo 32 litri al secondo", spiegano da Acquaenna
PIAZZA ARMERINA. Grave crisi idrica in atto in città, con Siciliacque che sta inviando dalla diga Ancipa alla città dei mosaici solo 14 litri di acqua al secondo da diversi giorni. Uno dei minimi storici mai raggiunti da anni. Dato confermato da Acquaenna, la società che gestisce il servizio idrico integrato. Gli otto pozzi comunali, invece, come riferiscono dalla stessa società, pur essendo in funzione non portano più di 32 litri al secondo di acqua. In tutto, quindi, circa 46 litri al secondo contro i 75 litri al secondo che sarebbero necessari in questo periodo.
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Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.
Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.
"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.
Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello
"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo