Se la Casa di Riposo San Giuseppe dovesse
chiudere in modo formale con “l’estinzione”, per usare il termine burocratico,
il Comune rischierebbe il dissesto economico-finanziario. Secondo quanto
previsto dalla legge regionale 22 del 1986, infatti, in caso di estinzione “i
beni patrimoniali sono devoluti al Comune che assorbe anche il personale
dipendente, facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato
economico…”. E siccome tra questi diritti acquisiti ci sarebbero naturalmente
gli stipendi non pagati ai dipendenti di ruolo e precari dell’istituto
assistenziale, si parla di oltre un milione di euro per decine e decine di
retribuzioni rimaste inevase, è facile immaginare come le casse comunali
potrebbero cadere in rovina. L’amministrazione comunale lo ha anche fatto
presente a chiare lettere al consiglio comunale: “Il Comune rischierebbe un
sicuro default economico-finanziario, con gravissime ripercussioni sulla
collettività amministrata”. Tanto da aver chiesto alla Regione Siciliana di
promuovere “ulteriori soluzioni finalizzate al risanamento” della Casa di
Riposo, “senza alcun onere a carico del Comune”. La linea dell’amministrazione
comunale è stata condivisa all’unanimità dallo stesso consiglio comunale che ha
espresso con un voto parere contrario proprio al decreto di estinzione. La
procedura di estinzione era partita mesi fa, quando il commissario
straordinario dell’istituto per anziani Giovanni Di Noto, di fronte alla
difficile situazione debitoria, aveva deliberato la proposta di estinzione,
innescando la procedura regionale che potrebbe concludersi proprio con il
decreto di estinzione. All’interno della Casa di Riposo, intanto, non c’è
rimasto un solo anziano.(Giornale di Sicilia - 19 giugno 2015)domenica 21 giugno 2015
Piazza Armerina. Comune in dissesto se la San Giuseppe si "estingue"? Giunta e consiglio sulle stesse posizioni
Se la Casa di Riposo San Giuseppe dovesse
chiudere in modo formale con “l’estinzione”, per usare il termine burocratico,
il Comune rischierebbe il dissesto economico-finanziario. Secondo quanto
previsto dalla legge regionale 22 del 1986, infatti, in caso di estinzione “i
beni patrimoniali sono devoluti al Comune che assorbe anche il personale
dipendente, facendone salvi i diritti acquisiti in rapporto al maturato
economico…”. E siccome tra questi diritti acquisiti ci sarebbero naturalmente
gli stipendi non pagati ai dipendenti di ruolo e precari dell’istituto
assistenziale, si parla di oltre un milione di euro per decine e decine di
retribuzioni rimaste inevase, è facile immaginare come le casse comunali
potrebbero cadere in rovina. L’amministrazione comunale lo ha anche fatto
presente a chiare lettere al consiglio comunale: “Il Comune rischierebbe un
sicuro default economico-finanziario, con gravissime ripercussioni sulla
collettività amministrata”. Tanto da aver chiesto alla Regione Siciliana di
promuovere “ulteriori soluzioni finalizzate al risanamento” della Casa di
Riposo, “senza alcun onere a carico del Comune”. La linea dell’amministrazione
comunale è stata condivisa all’unanimità dallo stesso consiglio comunale che ha
espresso con un voto parere contrario proprio al decreto di estinzione. La
procedura di estinzione era partita mesi fa, quando il commissario
straordinario dell’istituto per anziani Giovanni Di Noto, di fronte alla
difficile situazione debitoria, aveva deliberato la proposta di estinzione,
innescando la procedura regionale che potrebbe concludersi proprio con il
decreto di estinzione. All’interno della Casa di Riposo, intanto, non c’è
rimasto un solo anziano.(Giornale di Sicilia - 19 giugno 2015)
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Dai rovi al museo
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Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello
"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
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