sabato 12 luglio 2014

Piazza. "Si revochino i pignoramenti o la casa di riposo chiuderà". Il commissario Di Noto lo chiede a lavoratori e sindacati

La casa di riposo San Giuseppe rischia
la chiusura
“Sindacati e lavoratori revochino i pignoramenti o sarà chiusura”. Il commissario della casa di riposo San Giuseppe, Giovanni Di Noto, lo chiede ai dipendenti per dare il tempo all’istituto per anziani di percorrere la strada dell’accoglienza ai migranti, l’unica in questo momento che potrebbe portare ad un piano di rientro dal debito. Ammontano a 700 mila euro i pignoramenti dei conti della casa di riposo, mentre altri 700 mila euro sono i decreti ingiuntivi. Tutti debiti relativi agli stipendi arretrati dovuti al personale. Il commissario Di Noto qualche giorno fa ha dato la disponibilità alla Prefettura, dopo un incontro a Enna, ad accogliere nella struttura di Piano Sant’Ippolito fino a 50 migranti per l’emergenza sbarchi, da sistemare in un’ala separata e autonoma dell’istituto. I rimborsi statali potrebbero costituire una boccata d’ossigeno ed un’entrata sicura su cui puntare per un piano di rientro dal debito. “Possiamo tentare la strada dell’accoglienza dei migranti, ma...

dobbiamo avere i soldi per comprare da mangiare agli anziani e per far partire la prima fase dell’accoglienza dei migranti, dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, sono consapevole delle necessità dei dipendenti, ma questa è la situazione”, sottolinea Di Noto. Il commissario regionale martedì spiegherà la situazione ai sindacati e lavoratori nel corso di un incontro. Il problema è che l’accoglienza dei richiedenti asilo, in ogni caso, è subordinata alla partecipazione ad un bando della Prefettura e all’assegnazione dei migranti. Potrebbero volerci altri mesi e la pazienza dei dipendenti senza stipendio è ormai al limite. La revoca dei pignoramenti potrebbe non trovare tutti concordi.
"L'Ipab rischia la morte, un altro baluardo dello stato sociale ci sta abbandonando nella totale indifferenza delle istituzioni, e delle forze politiche, sociali, culturali", sottolineano alcuni lavoratori di un comitato di lotta interno.
"Aiutateci a porre il problema coinvolgendo i cittadini e tutte le forze sociali , culturali e politiche della nostra città. Invitiamo tutti ad aderire al comitato di lotta", aggiunge.

 

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

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Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo