sabato 30 ottobre 2010
Piazza Armerina. Caos Pd. Una soap opera in cui se ti perdi un paio di puntate non ci capisci più nulla...
Ore decisive per la futura tenuta del governo monocolore del Pd, guidato dal sindaco Carmelo Nigrelli. L’incontro e confronto tra il nuovo segretario del partito Democratico, l’imprenditore Ranieri Ferrara, appoggiato solo da una parte del Pd, e il primo cittadino, servirà a capire se si andrà ad una fase di scontro fratricida dentro i “democratici” armerini o di rilancio del dialogo fra le varie componenti del partito. “Disposto a dialogare in modo approfondito, a confrontarmi su tutto, e se necessario, a raddrizzare la mira sull’attuazione di alcuni punti del programma, ma non ad essere ricattato dal partito”, spiega il primo cittadino. Ogni rimpasto o azzeramento dettato dal partito secondo vecchie logiche, insomma, sarà rispedito al mittente. Nigrelli pone al centro di tutta la sua azione il programma elettorale del 2008. “Per la sua attuazione, in ultima istanza, sono anche disposto a lavorare politicamente con chiunque se sarà necessario”, spiega. In pratica un vero e proprio monito: se il dialogo con una componente del partito e del gruppo consiliare del Pd dovesse fallire l’amministrazione non esiterebbe a trattare politicamente con chi è disposto ad attuare il programma di governo. “Sono fermamente intenzionato ad imprimere una svolta al nostro partito, affinché torni ad essere protagonista delle scelte del territorio e faccia sentire la propria voce anche a livello provinciale e regionale”, sottolinea il neo segretario Ferrara. “Amo questa città e nutro profondo rispetto per quei cittadini che ci hanno votato due anni e mezzo or sono, scegliendo il sindaco Nigrelli, perché convinti della bontà del nostro progetto amministrativo, senza attendersi alcun miracolo, ma soltanto il governo buono, condiviso ed equilibrato della nostra comunità e che oggi manifestano un diffuso risentimento”, aggiunge il nuovo leader del partito Democratico. “Sulle vicende più scottanti perseguirò l’unità del partito e la sua tenuta sul territorio, ascoltando la voce della gente, con in tasca una carta d’identità politica marchiata con il timbro della trasparenza, della legalità unita allo sviluppo della nostra comunità, senza fare sconti a nessuno, allargando l’orizzonte del dialogo a quei partiti cittadini che vorranno condividere con noi idee e progetti per la città”, dice Ferrara. “Pronto ad assumermi la responsabilità di costruire una classe dirigente concorde, virtuosa e responsabile per rilanciare la speranza e l’entusiasmo dei cittadini, soprattutto dei più giovani e lanciare loro un messaggio di fiducia per il futuro”, conclude. Diretto il messaggio lanciato, però, dagli esponenti di punta del partito vicini al sindaco. “Nigrelli è stato eletto dal popolo per attuare un programma, un sindaco non può essere ostaggio del partito, per essere molto chiari”, commenta il capogruppo in aula del partito, il consigliere Giuseppe Venezia, secondo il quale la relazione congressuale del segretario Ferrara si è collocata “in controtendenza al progetto iniziale del Pd”.
Intanto ecco l'estratto di un comunicato Area Democratica, componente del Pd della quale fanno parte nella città dei mosaici il consigliere Riccardo Calamaio e l'assessore alla Sanità Innocenzo Di Carlo:
Ma è del tutto evidente che, a questo punto, per rilanciare quel programma elettorale che Nigrelli giustamente rivendica ed al quale abbiamo aderito convintamente, è necessaria da parte di tutti un'assunzione di responsabilità per verificare la tenuta di una maggioranza che esce lacerata all'indomani di questa vicenda.
Per questo facciamo appello a tutti i componenti della giunta di fare un passo indietro e di rimettere le proprie deleghe nelle mani del sindaco se questo può essere utile ad agevolare il percorso di rilancio del dialogo, e noi, non essendo mai stati legati a ruoli e poltrone, siamo pronti a farlo insieme agli altri, affinchè il primo cittadino possa lavorare serenamente per avviare una verifica di maggioranza non più rinviabile, che gli consenta di rilanciare il lavoro che è già in programma per la seconda metà della legislatura.
Gli "Autonomisti":
I Consiglieri Comunali, Capizzi, Failla, Azzolina, Monasteri e Centone nell’esprimere il compiacimento per l’elezione di Ranieri Ferrara a segretario del Circolo di Piazza Armerina auspicano che, dopo tanto vuoto politico ed organizzativo, lo stesso possa divenire protagonista di una nuova fase.
Lo impongono le necessità e le urgenze della Città, le quali richiedono una unità di intenti e di sforzi, che vanno profusi nell’interesse della comunità.
La grave crisi che colpisce tante fasce di cittadini e tanti settori produttivi impone
all’Amministrazione, che deve aprirsi al confronto, ed alla classe dirigente del PD di agire in sinergia per affrontare con unità e rinnovato slancio i problemi della nostra comunità – Il confronto dialettico non puo’ e non deve essere foriero di divisioni che i cittadini non comprenderebbero,
ma strumento per pervenire ad una sintesi intelligente e responsabile.
L’azione del Partito e dell’Amministrazione deve essere trasparente ed improntata a legalità, profusa al servizio dei cittadini, che vanno coinvolti, allorquando bisogna operare scelte importanti per la città.
Siano consapevoli che a Ranieri Ferrara è stato affidato un compito difficile, ma si ritiene che le sue capacità consentiranno, unitamente alla collaborazione di tutti, di aprire una nuova stagione politica, connotata da impegno serio, responsabile e mirato allo sviluppo della città, anche attraverso un confronto costruttivo con le altre forze politiche.
mercoledì 20 ottobre 2010
Piazza Armerina. A nessuno importa l'orrore di piazza Martiri d'Ungheria. Al sindaco va bene così, nonostante un consigliere abbia denunciato la cosa.
Pubblico di seguito l'articolo apparso sul Giornale di Sicilia, edizione del 9 ottobre, quando il consigliere Fioriglio ha lanciato l'appello al sindaco a fermare questa bruttura. La foto pubblicata allora è da aggiornare perchè nel frattempo si sta utilizzando altro materiale per realizzare il muretto, ma il risultato rimane sempre un'offesa al buon gusto estetico.
L'articolo:
Colonnine in pietra eliminate e da sostituire con i più moderni “blocchi di sabugina”? Il consigliere comunale indipendente Basilio Fioriglio lancia l’allarme impatto architettonico nel centro storico e scrive d’urgenza al sindaco Carmelo Nigrelli per chiedere la sospensione di una parte dei lavori in piazza Martiri d’Ungheria, dove è in corso il progetto di riqualificazione urbana chiamato “Il Gioco della Storia”. “Mi riferisco alla sostituzione delle pregiate colonnine di pietra ed alla inferriata di ferro battuto ed altro che verrebbero a modificare l’originario assetto architettonico della piazza dove, peraltro, insiste la bella chiesa di Santa Chiara, con le statue dei compatroni della città e la torre del Padre Santo”, dice Fioriglio, il quale ha invitato Sala delle Luci con “l’urgenza dovuta al caso” a sospendere i lavori, in attesa di verificare la corrispondenza del progetto alla esec
La lettera inviata dal consigliere Basilio Fioriglio al sindaco Carmelo Nigrelli il 7 ottobre scorso:
ILL.MO SIG. SINDACO COMUNE DI
PIAZZA ARMERINA
OGGETTO: PROGETTO “ IL GIOCO DELLA STORIA DI P.ZZA MARTIRI
D’UNGHERIA ETC.
La invito, con l’urgenza dovuta al caso in esame, di sospendere i lavori in oggetto in attesa di verificare la corrispondenza del progetto alla esecuzione in atto.
Ciò per l’incomprensibile eliminazione di impareggiabili elementi architettonici in fase di sostituzione con prodotti moderni ( blocchi di sabugino ), completamente disarmonici artisticamente e storicamente nel contesto della Piazza.
Specificatamente mi riferisco alla sostituzione delle pregiate colonnine di pietra ed alla inferriata di ferro battuto ed altro che verrebbero a modificare l’originario assetto architettonico della Piazza dove, peraltro, insiste la bella Chiesa S. Chiara, con le statue dei Compatroni della Città e la Torre Santa.
Non posso, prima dei dovuti accertamenti, ipotizzare altri motivi che inducono ad un simile scempio ma se ciò rispondesse ad un assurdo progettuale è opportuno concordare la necessità di interventi atti a salvaguardare il patrimonio artistico – storico che è vanto ed onore della Città.
Ritenuta l’urgenza rimango in attesa, anche telefonica, di quanto utile allo scopo richiamato, evitando complicazioni che la natura dell’episodio potrebbe richiedere.
Cordiali saluti
Piazza Armerina, 07.10.2010
Basilio Fioriglio
martedì 19 ottobre 2010
Piazza Armerina. La mozione congressuale di Ranieri Ferrara
La mozione congressuale di Ranieri Ferrara
La linea politica che dobbiamo seguire deve essere caratterizzata da scelte strategiche forti e nette, punti focali di una innovativa concezione del modus operandi nella quotidiana gestione della cosa pubblica della nostra città. Piazza Armerina ha bisogno di lasciarsi alle spalle quella cattiva politica che in quest’ultimo scorcio di tempo, ha prodotto danni incalcolabili, spezzando la condivisione di idee e progetti comuni che hanno contribuito alla vittoria del Partito Democratico alle ultime elezioni cittadine.
Vogliamo creare una frattura dirompente nella società piazzese.
Partire dalla politica vera ed autentica, quella che si occupa dei problemi reali dei nostri concittadini.
Stella cometa nella rotta di un’azione amministrativa trasparente e legale, che deve:
Liberare la macchina amministrativa comunale dalla burocrazia per esaltare il merito. Bisogna capovolgere lo status quo del nostro comune. Dirigenti che hanno accumulato un potere arbitrario e vantaggi economici senza precedenti. Occorre rimettere il merito al primo posto ed i più competenti e onesti devono guidare i servizi della Pubblica Amministrazione. La politica deve evitare di alimentare quel girone infernale che dai bisogni dei cittadini, anche i più elementari, sposta tutto sui privilegi e dai privilegi dell’amico, del parente e del cittadino in stato di necessità o bisogno impone lo scambio burocratico, clientelare, affaristico e potenzialmente, anche mafioso.
Programmazione, verifica dei risultati e degli obiettivi, controllo di gestione, standard di qualità, professionalità d’eccellenza ai posti di comando e controllo, sono le parole chiave che devono orientare una moderna politica riformista nella nostra comunità.
Con coraggio bisogna liberare la nostra comunità ed il nostro modo di agire amministrativo di ogni giorno dai privilegi della politica e promuovere una classe dirigente capace, colta e popolare, figlia della migliore selezione democratica e non dei circuiti della cooptazione e della collusione. Cancellare i costi pletorici di una spesa pubblica cresciuta a dismisura, limitare la presa sociale della spesa clientelare, liberare le nostre istituzioni dai molti consulenti senza professionalità, sfrattare il principio consolidato ed asfissiante di una politica invasiva che condiziona la gestione e le scelte amministrative, al di fuori di ogni criterio di merito e competenza.
La pubblica Amministrazione locale, deve subire un profondo cambiamento nei modelli organizzativi, nel rigore gestionale, nel controllo della spesa e nell’analisi dei bisogni, con un’attenta programmazione e verifica dei risultati raggiunti.
Legalità & Sviluppo sono le coordinate dentro le quali deve scorrere un concreto e progettuale impegno politico e di buon governo che sappia farla finita contro tutti i vecchi metodi della gestione nepotistica, familistica, clientelare e spesso illegale che caratterizzano e inquinano le relazioni amministrative locali. Un coordinamento del Partito Democratico autorevole può a testa alta e con credibilità istituzionale, forte e libera, imporre una moderna strategia di governo e buona prassi pubblica, misurando l’azione dei consiglieri e degli amministratori lungo questo percorso virtuoso.
A tal proposito suggeriamo l’istituzione di una delega assessoriale ad hoc denominata “ Sviluppo nella Legalità ” che sovrintenda alle relazione collettive ed alle competenze proprie e comuni di ogni singola branca dell’amministrazione municipale, affinché ogni processo decisionale sia ricondotto ai principi sistemici di legalità, buona amministrazione e trasparenza nella gestione della pubbliche risorse, con l’elaborazione condivisa di un Codice etico di buon governo e di autodisciplina al quale dovrà attenersi ogni amministratore, consigliere e dirigente comunale.
L’identità del Partito Democratico di Piazza Armerina sarà la funzione democratica che saprà esercitare nella nostra società, nel rapporto con le donne e gli uomini liberi, antagonisti del sistema di potere che umilia e mortifica da decenni la nostra provincia, uomini e donne liberi, protagonisti di un’alternativa reale all’esistente, ad un sistema bloccato e depresso che impedisce di pensare, agire e sognare. Perché nella nostra città per troppo tempo, la politica ha galleggiato su una zattera alla deriva, senza meta e senza rotta.
Vive tra tutti noi la speranza, mai doma, di un cambiamento, tra i nostri giovani ed i nostri anziani, tra le donne e gli uomini, vive nelle nostre scuole e nelle nostre imprese, nel commercio e nell’artigianato, nell’arte e nel turismo, nello sport e nel volontariato, nell’agricoltura e nell’impresa sociale, e soprattutto in ognuno di noi.
Dobbiamo sapere cogliere la sfida che il riformismo ci richiede, gettiamo le basi per un ampio consenso e una cultura di governo adeguata, attualizzata alle rinnovate richieste ed esigenze della gente, superando con estrema chiarezza le vecchie appartenenze DS e Margherita e costruendo la nuova identità del PD, scevra dai condizionamenti, dalle logiche arcaiche, dalle prevenzioni mentali del passato, con uno sguardo rivolto al futuro.
Innovazione strutturale e nuove alleanze, serie e credibili, fondate sulle priorità del programma di governo, rivedute e corrette, secondo la cultura dei valori e dei criteri generali improntati all’unità del partito, alla sua tenuta sul territorio, alla credibilità del progetto politico, alla reale vicinanza ai bisogni reali della gente e, ultimo ma non per questo meno importante, al canone generale della Legalità e della Trasparenza dell’azione amministrativa. Anche all’interno del partito sarà necessaria una presa di posizione netta su tutti quei modi di fare politica che in questi anni hanno appannato e compromesso la credibilità e la forza del centrosinistra e dello stesso PD. Dobbiamo lottare contro le collusioni clientelari e criminali, promuovendo una vasta condivisione ed un largo consenso sul nostro progetto di partito, al di là dei confini della nostra città, assurgendo a punto di riferimento democratico provinciale e regionale, attorno al binomio Legalità & Sviluppo. Bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità e faccia una scelta di appartenenza chiara e limpida per costruire una classe dirigente onesta, concorde, prudente, virtuosa, responsabile, attenta partecipazione reale dei cittadini. Le alleanze dovranno forgiarsi sul fuoco dell’innovazione, contro ogni consociativismo e trasformismo.
Nessuna contrapposizione tra l’esigenza di un partito forte e organizzato con la necessità di aprirsi alla discussione con la società. Nella nostra città dobbiamo rilanciare la speranza e l’entusiasmo dei giovani, lanciare loro un messaggio diretto, d’impegno e fiducia in un futuro con prospettive più rosee. Riacciuffarli, conquistarli, solleticare la loro curiosità, dimostrare con gesti semplici e quotidiani che questa città è il loro patrimonio, che qui hanno chance concrete di mettere sù le loro famiglie.
E’ vero che bisogna ricominciare daccapo. Testimoniare che il nostro Partito può assurgere al ruolo di protagonista delle scelte future per la nostra comunità, disarticolando le energie negative che per decenni hanno condizionato in peggio, le strategie di sviluppo comunali.
Lealtà, prudenza, onestà, rispetto, lungimiranza, coraggio, innovazione, sono alcune tra le parole d’ordine da utilizzare per questa nuova avventura politica. Forma e sostanza per un processo di rinnovamento vero e sincero, che deve essere portato avanti fino in fondo. Un partito federato, espressione autentica del nostro territorio, ove deve nascere, crescere e prosperare, a tutela e vantaggio della comunità che rappresenta, con processi decisionali virtuosi che prendano vita dal basso, senza schemi clientelari, senza istrionismi, senza alleanze sotterranee, tutto alla luce del sole. Spezzando i richiami ideologici, quando questi divengono paraventi comodi per non fare e non cambiare, alimentando lo status esistente.
Altresì solenne e formale deve essere l’impegno di chi governa a chiudere i rubinetti della spesa pubblica corrente, spesso e volentieri discrezionale e personalistica, in assenza di idonei ed opportuni controlli preventivi di merito e metodo, sulla qualità, necessità e bontà dei provvedimenti di spesa. Un segnale di trasparenza e legalità nella gestione delle pubbliche risorse che reputiamo indifferibile all’interno della piattaforma politica e programmatica che i circoli del PD sono chiamati ad allestire sul territorio.
Vogliamo anche un partito dinamico, snello, flessibile, che spalanca le porte a quelle persone che non appartenenze precedenti e che hanno scelto di cominciare il loro impegno politico con il PD. Quelli che vorrebbero entrare e spesso non sanno neppure a quale porta bussare. Un partito che spenda ed investa nella formazione politica, per spazzare via l’idea superficiale e demagogica della politica quel stipendificio pubblico, un partito composto da dirigenti preparati e pronti al sacrificio rispettosi dell’opportunità che viene loro concessa di far parte di un moderno strumento di rappresentanza popolare dei bisogni e degli interessi legittimi di una comunità democraticamente organizzata.
Mi pare e credo che tutti noi abbiamo la forza, la credibilità personale e sociale, la dirittura morale e le capacità culturali, i riferimenti autentici per rilanciare questo progetto politico. Da questa esperienza di oggi devono nascere gli eletti di domani e così via, senza isterismi e tornaconti personali, convinti che la politica sia la chiave per costruire il domani che viene.
La via giusta, secondo noi del PD, è quella di riflettere sugli errori, con una profonda auto analisi, assumendoci le nostre responsabilità, ognuno per la propria parte, adottando buone e sane abitudini, pronti a correggere la rotta e tenere dritta la barra della politica del nostro Partito Democratico.
lunedì 18 ottobre 2010
Piazza Armerina. Ranieri Ferrara è il nuovo segretario del Pd. A sostenerlo i cinque autonomisti del gruppo consiliare.
Lo impongono le necessità e le urgenze della Città, le quali richiedono una unità di intenti e di sforzi, che vanno profusi nell’interesse della comunità.
La grave crisi che colpisce tante fasce di cittadini e tanti settori produttivi impone
all’Amministrazione, che deve aprirsi al confronto, ed alla classe dirigente del PD di agire in sinergia per affrontare con unità e rinnovato slancio i problemi della nostra comunità – Il confronto dialettico non puo’ e non deve essere foriero di divisioni che i cittadini non comprenderebbero,
ma strumento per pervenire ad una sintesi intelligente e responsabile.
L’azione del Partito e dell’Amministrazione deve essere trasparente ed improntata a legalità, profusa al servizio dei cittadini, che vanno coinvolti, allorquando bisogna operare scelte importanti per la città.
Siano consapevoli che a Ranieri Ferrara è stato affidato un compito difficile, ma si ritiene che le sue capacità consentiranno, unitamente alla collaborazione di tutti, di aprire una nuova stagione politica, connotata da impegno serio, responsabile e mirato allo sviluppo della città, anche attraverso un confronto costruttivo con le altre forze politiche. (Comunicato dei cinque autonomisti del Pd)
sabato 16 ottobre 2010
Piazza Armerina. Gli autonomisti: "I quattro pilastri del Pd"
Questo il comunicato stampa emesso, congiuntamente, dai cinque consiglieri comunali del Partito Democratico Giuseppe Capizzi, Francesco Azzolina, Luca Failla, Calogero Centonze e Fabio Monasteri , in vista dell’imminente congresso di circolo di sabato e domenica prossima in città.
"Ciascuno di noi con responsabilità, nell'interesse del partito e del nostro territorio, ha inteso scongiurare gli scontri personali e le sterili polemiche di circostanza, per voltare pagina con la volontà suprema di contribuire con idee e proposte a riqualificare il progetto politico del Partito Democratico piazzese. Abbiamo le risorse umane, politiche, progettuali e la credibilità istituzionale e sociale per costruire una classe dirigente che elevi più in alto la città di Piazza Armerina, verso un futuro prossimo migliore e più consono al rango della seconda città della provincia ennese.”
"Siamo convinti – spiegano gli estensori del documento - che si debba uscire da questa fase congressuale con una proposta politica qualificata, credibile, innovativa, che riformi dalle fondamenta il modo di procedere e agire della classe dirigente cittadina.”
Quattro sono i pilastri portanti sui quali poggiare il Partito Democratico :
Un'efficiente organizzazione del partito.
Una combattività quotidiana per affermare sani principi di trasparenza, legalità e sviluppo..
La vicinanza concreta ai bisogni veri dei cittadini.
L’unitarietà delle scelte improntate al rispetto, alla fiducia, ed alla lealtà reciproca.
Per rispondere ai bisogni di modernità della società piazzese, amplificati dalle sfide del mondo globalizzato, è necessario avviare un dibattito permanente sia all'interno del partito che all'esterno. Con un confronto serrato con il mondo produttivo, del lavoro e della scuola, del terzo settore, dello sport e del volontariato sui temi prioritari del supporto alle imprese locali e della riduzione dell'impatto sociale della crisi sui lavoratori e sui non occupati, della riduzione del precariato giovanile, dello sviluppo di un'economia eco-compatibile, del sostegno ai consumi delle famiglie, della rimessa in discussione delle poco soddisfacenti scelte amministrative sinora fatte, in spregio ai criteri dapprima elencati.
mercoledì 13 ottobre 2010
Piazza Armerina. Addio università? La città dei mosaici già da quest'anno potrebbbe perdere i due corsi esistenti.
martedì 12 ottobre 2010
Piazza Armerina. Centonze replica a Venezia: "Mai violato le norme regolamentari, nella passata legislatura si abusava dell'attività ispettiva"
domenica 10 ottobre 2010
Piazza Armerina. Venezia, capogruppo Pd: "Sul rispetto del regolamento delle sedute Centonze fa orecchie da mercante"

Più volte ho chiesto espressamente al presidente del consiglio comunale di far rispettare il regolamento ed evitare che le discussioni possano degenerare in un inutile “pour parler”, ma ha sempre fatto orecchie da mercante. Per cui la discussione sulle interrogazioni così come articolata non fa altro ché essere un inutile doppione dell’ attività ispettiva , altro aspetto che va sottolineato, e non è di poco conto e che siamo sempre gli stessi consiglieri a rimanere in aula sino alla fine del consiglio, per evitare che venga a mancare il numero legale, aspetto che poco interessa ai più
che abbandonano il consiglio dopo la registrazione della presenza senza mai dare una motivazione .
P.S allego copia degli articoli citati
DELL’INTERROGAZIONE E DELL’INTERPELLANZA
ART. 23
Il Consigliere Comunale può rivolgere al Sindaco interrogazioni e interpellanze.
Il Consigliere che intenda rivolgere una interrogazione ne fa domanda per iscritto senza motivazione, presentandola al Sindaco e in copia al Presidente del Consiglio che ne dà lettura al Consiglio nella adunanza successiva alla data di presentazione se richiesto espressamente nell’interrogazione.
ART. 24
L’interrogazione consiste in una semplice domanda fatta al Sindaco o alla Giunta per sapere se un fatto o una circostanza siano veri o comunque per sollecitare informazioni e spiegazioni sull’attività dell’Amministrazione. Nella interrogazione deve essere specificato se la risposta deve essere data per iscritto o in sede di Consiglio Comunale in
entrambi i modi.
ART. 25
L’interrogazione è posta all’ordine del giorno della seduta successiva a meno che il Sindaco o l’Assessore del ramo non siano in grado di rispondere immediatamente.
ART. 26
L’interpellanza consiste nella domanda fatta all’Amministrazione circa i motivi e gli intendimenti nella sua condotta in un determinato affare.
L’interpellanza deve essere presentata per iscritto e per essa si applica il contenuto dell’articolo precedente.
Pino Venezia
giovedì 7 ottobre 2010
Piazza Armerina. Ringhiera divelta da 9 giorni e senza protezione. I residenti gridano: "Vergogna!!!"
mercoledì 6 ottobre 2010
Piazza Armerina. Bonanno, Anva Confesercenti: "Il mercato torni dove era prima, è tecnicamente possibile, non decide l'assessore, ma il consiglio"
Piazza Armerina. Bonus bebè. Salta discussione in aula.
Piazza Armerina. La commissione dimenticata. Il consiglio così fallisce.
Dai rovi al museo

Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.
Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.
"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.
Corrado Augias e Vito Mancuso

Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello
"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo