Mentre alcuni lavoratori hanno appena finito la loro protesta sul tetto della casa di riposo San Giuseppe, trascorrendo una notte al freddo nella speranza di smuovere le istituzioni e vedere riconosciuto il proprio diritto alla retribuzione, continua il braccio di ferro giudiziario tra il Comune e la
stessa casa di riposo sulle cosiddette rette integrative degli anziani. A decidere
saranno ora i giudici di appello. L’istituto di Piano Sant’Ippolito insiste per
chiedere quasi 1 milione di euro per decreto ingiuntivo per le prestazioni
sanitarie che sarebbero state rese agli anziani del centro nel periodo antecedente il 2010.
Il Comune si era opposto alla richiesta e aveva vinto il giudizio di
opposizione al decreto ingiuntivo con cui la San Giuseppe dichiarava di vantare
crediti per 920 mila euro nei confronti delle casse comunali. Nelle scorse settimane i legali
dell’Opera Pia hanno presentato ricorso in appello, insistendo per vedere
riconosciuta la somma, mentre l’amministrazione comunale, con delibera, ha dato
il via libera all’avvocato... Harald Bonura di costituirsi in giudizio a difesa
della legittimità dell’azione comunale. Una vicenda giudiziaria già iniziata
nel 2010, quando a Sala delle Luci c’era l’allora sindaco Carmelo Nigrelli. Se
i giudici d’appello dovessero riconoscere il credito reclamato dalla San
Giuseppe si aprirebbe una fase positiva e favorevole per il personale del
centro, il quale vanta decine e decine di stipendi arretrati e sta protestando
con un comitato di lotta per avviare un piano di rientro. Ma si aprirebbe una
voragine per le casse comunali che potrebbero rischiare in questo modo il
dissesto finanziario. Una situazione delicata e imbarazzante tra i due enti
pubblici in una fase nella quale si tenta una collaborazione per aumentare il
numero degli assistiti a carico delle casse comunali, con l’obiettivo di venire
incontro ai problemi debitori dell’istituto che sarebbe a rischio chiusura.
Insomma da una parte si dialoga, dall’altra si va dai giudici, l'amministrazione comunale assicura il massimo appoggio ai dipendenti per la loro protesta, ma senza dimenticare di tutelare i conti comunali. Intanto proprio
la vicenda giudiziaria in corso (l'udienza in appello pare sia stata fissata al 3 marzo), comunque finirà, costerà caro al bilancio
comunale, visto che le spese legali previste per il Comune ammontano a 9.389
euro, così come indicato nella delibera della giunta con cui viene autorizzata
la costituzione in giudizio. sabato 22 febbraio 2014
Piazza. Comune-San Giuseppe, il decreto ingiuntivo da quasi 1 milione di euro approda in appello
Mentre alcuni lavoratori hanno appena finito la loro protesta sul tetto della casa di riposo San Giuseppe, trascorrendo una notte al freddo nella speranza di smuovere le istituzioni e vedere riconosciuto il proprio diritto alla retribuzione, continua il braccio di ferro giudiziario tra il Comune e la
stessa casa di riposo sulle cosiddette rette integrative degli anziani. A decidere
saranno ora i giudici di appello. L’istituto di Piano Sant’Ippolito insiste per
chiedere quasi 1 milione di euro per decreto ingiuntivo per le prestazioni
sanitarie che sarebbero state rese agli anziani del centro nel periodo antecedente il 2010.
Il Comune si era opposto alla richiesta e aveva vinto il giudizio di
opposizione al decreto ingiuntivo con cui la San Giuseppe dichiarava di vantare
crediti per 920 mila euro nei confronti delle casse comunali. Nelle scorse settimane i legali
dell’Opera Pia hanno presentato ricorso in appello, insistendo per vedere
riconosciuta la somma, mentre l’amministrazione comunale, con delibera, ha dato
il via libera all’avvocato... Harald Bonura di costituirsi in giudizio a difesa
della legittimità dell’azione comunale. Una vicenda giudiziaria già iniziata
nel 2010, quando a Sala delle Luci c’era l’allora sindaco Carmelo Nigrelli. Se
i giudici d’appello dovessero riconoscere il credito reclamato dalla San
Giuseppe si aprirebbe una fase positiva e favorevole per il personale del
centro, il quale vanta decine e decine di stipendi arretrati e sta protestando
con un comitato di lotta per avviare un piano di rientro. Ma si aprirebbe una
voragine per le casse comunali che potrebbero rischiare in questo modo il
dissesto finanziario. Una situazione delicata e imbarazzante tra i due enti
pubblici in una fase nella quale si tenta una collaborazione per aumentare il
numero degli assistiti a carico delle casse comunali, con l’obiettivo di venire
incontro ai problemi debitori dell’istituto che sarebbe a rischio chiusura.
Insomma da una parte si dialoga, dall’altra si va dai giudici, l'amministrazione comunale assicura il massimo appoggio ai dipendenti per la loro protesta, ma senza dimenticare di tutelare i conti comunali. Intanto proprio
la vicenda giudiziaria in corso (l'udienza in appello pare sia stata fissata al 3 marzo), comunque finirà, costerà caro al bilancio
comunale, visto che le spese legali previste per il Comune ammontano a 9.389
euro, così come indicato nella delibera della giunta con cui viene autorizzata
la costituzione in giudizio. Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.
Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.
"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.
Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello
"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo