martedì 4 febbraio 2014

Piazza Armerina. L'albo pretorio come uno scolapasta

Dove si trovano le delibere del 2013 di giunta e consiglio comunale? Dove è possibile leggerle? Sono le domande che molti cittadini si sono fatte negli ultimi giorni, dopo che sul portale internet del Comune il vecchio link con l’albo pretorio è praticamente scomparso. Ad essere rimasto solo l’albo pretorio che si appoggia al sito di gazzettaamministrativa.it nel quale si possono consultare, però, soltanto alcune delle delibere del 2014 appena cominciato. In base all’articolo 32 della legge numero 69 del 18 giugno 2009, con riferimento all’eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea, a far data dal gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione degli atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale dovevano essere assolti dagli enti locali con la loro pubblicazione online nei propri siti informatici. Nel comune armerino l’albo on line veniva visualizzato sulla home page del sito web per la pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale, nel rispetto delle linee guida approvate dal Garante per la protezione dei dati personali. Ed invece da un paio di giorni il pacchetto di delibere del 2013 non si vede più. Alcune delibere di fine 2013 sono rimaste pubblicate solo per pochissimi giorni. Poi non sono state più visibili. Determine di dirigenti e sindaco e ordinanze del primo cittadino dell’anno scorso non sono visibili. Per non parlare delle convocazioni delle commissioni consiliari e dei verbali delle stesse commissioni che non vengono mai pubblicate, tranne rare eccezioni, già dalla legislatura precedente. Per non parlare della sezione Trasparenza nella quale non si trovano aggiornate da un paio di anni le indennità di sindaco, assessori e consiglieri comunali. Un dato che di recente aveva provocato qualche polemica da alcuni consiglieri comunali e negli stessi social network dove erano state pubblicate le indennità dei soli consiglieri comunali. (Giornale di Sicilia - 2 febbraio)

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo