venerdì 29 luglio 2011

Piazza Armerina. Il giovane rimasto coinvolto nell'incidente al Palio nomina un legale per tutelarsi

Il giovane rimasto ferito nell'incidente avrebbe nominato un avvocato, Francesco Alberghina del foro di Catania, per tutelarlo in tutte le sedi  opportune da questo momento in avanti. E il legale sottolinea che le condizioni  del suo assistito sono lievemente migliorate. “Valuteremo attentamente la situazione – spiega l’avvocato Alberghina – per accertare eventuali  responsabilità, qualora dovessero emergere”. Alla domanda se abbia intenzione o  meno di presentare una denuncia, l’avvocato ha risposto: “Valuteremo nei termini  previsti dalla legge, per il momento al riguardo non posso dire niente”.

giovedì 28 luglio 2011

Incidente al Palio. L'immagine drammatica che si è presentata al pubblico, per fortuna senza conseguenze gravi

Il cavaliere Giunta steso a terra mentre viene raggiunto dagli organizzatori sull'arena del Sant'Ippolito. Paura tra gli spalti in quei momenti.
Foto di Nino Di Catania - Tutti i diritti riservati

Piazza. Palio. Nulla di grave per il cavaliere rimasto ferito mercoledì sera

Le selezioni, pero', sono state sospese. Gli organizzatori,ora, devono pensare per il futuro all'obbligatorietà dell'elmetto.

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mercoledì 27 luglio 2011

Piazza Armerina. Incidente al Palio dei Normanni, cavaliere rimane ferito durante prova della lancia

Foto di Nino Di Catania - Tutti i diritti riservati
Il cavaliere subito dopo l'impatto nel momento in cui il capo dopo la botta si china indietro

Piazza Armerina. Forse l'8 agosto l'esame delle due addizionali in aula

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Cade dal cavalcavia della A19 con il camion e si salva

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Lampioni non funzionanti da un mese all'ingresso sud

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Punteggi



PUNTEGGI CAVALIERI GIOSTRANTI
1^ GIORNATA


MONTE

1. TAGLIERINO SALVATORE___52,5__ 
2. BILARDO CARMELO ___45 __ 
3. CALABRESE GIUSEPPE ___45__
4. CIFALU' SALV.TORE ___30__ 
5. STIVALA DENNY ___30__
6. LA PORTA FILIPPO __25__ 
7. TAGLIERINO IVAN ___20__
8. REALE SANTI ___15__ 
9. ABATE ALFREDO___assente__
10. MARINO GAETANO___assente__

CASALOTTO

1. ARENA CHRISTIAN __45_ 
2. DIANA FILIPPO __42,5 __ 
3. CAMPAGNA MARIO __40__
4. CAMPAGNA LUIGI  __35__
5. SEGGIO SALVATORE __30__ 
6. ARENA GAETANO __15__ 
7. PAFUMI LAURETTA FILIPPO __15__ 
8. VITALI GIUSEPPE __10__ 
9. SPITALE ANDREA __10__ 
10. CARBONE YARIN___5__
11. ABATI CALOGERO __0__ 
12. SORRENTINO EMANUEL__0__ 
13. ALBERTI MARIO__assente__
14. CAMPAGNA ANTONINO__assente__
15. SPITALE MARIO___assente__



Inviato da iPhone



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Palio 2011

Selezioni di martedi




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sabato 23 luglio 2011

Piazza Armerina. Pd ancora senza capogruppo. Failla: "Non vengo convocato, perchè?" Capizzi attacca Venezia

Il partito Democratico da un mese e mezzo rimane senza capogruppo in aula. Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Venezia, infatti, esponente di punta del Pd, sembra intenzionato a non riconoscere come temporaneo capogruppo Luca Failla, al quale ad inizio legislatura era andata la carica di vice responsabile del gruppo consiliare. La guida del gruppo del Pd era rimasta vacante ai primi di giugno, dopo l’elezione alla presidenza del consiglio comunale proprio di Venezia, fino a quel momento capogruppo consiliare.
 “Ad inizio legislatura fui nominato vice capogruppo e visto che il posto di capogruppo per ora è vacante dovrei essere convocato in sede di conferenza dei capigruppo, vorrei capire perché questo non avviene e non vengo convocato”, ha chiesto Failla in aula al suo compagno di partito e presidente Venezia. “Cinque consiglieri del Pd il 13 luglio 2010 si dichiararono autonomi nominando il consigliere Giuseppe Capizzi come portavoce, se qualcosa è cambiato da punto di vista politico ditelo”, ha risposto Venezia.
 “Noi ci dichiarammo autonomi, ma sempre all’interno del partito, lei aveva detto che sarebbe stato un presidente superpartes, oggi non lo dimostra e si comporta in modo scorretto”, spiega Capizzi, altro esponente del Pd. “Non è un argomento da trattare in consiglio comunale”, ha poi concluso il presidente Venezia, volendo chiudere la questione. “E se non ne discutiamo in aula dove dovremmo parlarne?”, sbuffa Failla. Il gruppo più numeroso dell’assemblea rimane senza un responsabile.

martedì 19 luglio 2011

Piazza Armerina. Le due mini tasse comunali? Per il servizio Economico finanziario "senza le due addizionali l'impalcatura del bilancio non è sostenibile"

PIAZZA ARMERINA. Senza le due addizionali che gravano sulle tasche dei cittadini piazzesi “l’impalcatura del bilancio non è sostenibile e bisogna imperativamente ridurre le spese anche di servizi fondamentali”. Così la relazione Previsionale e programmatica per il triennio 2011-2013, allegato fondamentale al Bilancio di previsione 2011, messa nero su bianco dal settore Economico finanziario comunale. Insomma le due mini tasse vanno pagate o saltano i servizi sociali fondamentali. Ma il rischio mozione di sfiducia sarebbe dietro l’angolo.
 Le due addizionali introdotte dalla giunta, quella sui redditi Irpef e quella sull’Accisa per l’energia elettrica prevedono un gettito complessivo in più per le casse comunali di 575 mila euro. Ma senza il via libera del consiglio comunale non passeranno. Arriveranno in aula fra alcuni giorni, dopo l’approvazione del rendiconto consuntivo. Ma rischiano di innescare il meccanismo della mozione di sfiducia al sindaco, con minacce molto esplicite provenienti tanto dall’opposizione quanto dallo stesso partito Democratico, il partito del sindaco Carmelo Nigrelli.
 “Il nostro partito non solo è contrario a questo aumento delle tasse, ma annuncia che se il sindaco non farà un passo indietro su questo presenteremo la mozione di sfiducia, i soldi devono trovarli eliminando le sacche di clientelismo esistenti”, sottolinea Giuseppe Mattia, segretario dell’Mpa. “Nessuna nuova tassa ai cittadini o sarà mozione di sfiducia”, ha sottolineato lo stesso Ranieri Ferrara, segretario del partito Democratico, compagno di partito di Nigrelli. E minacce politiche identiche erano arrivate dall’Udc, mentre il Pdl ha già manifestato la propria contrarietà. In parole povere i due mini balzelli non piacciono a nessuno. Nella relazione Previsionale, fra qualche giorno in arrivo sui banchi dell’aula, si fanno quattro conti sulle tasche dei cittadini.
 Recita la Relazione con riferimento all’addizionale Irpef, pari allo 0.2 per cento dei redditi superiori a 10 mila euro: “Per un contribuente che ha 20 mila euro di reddito l’addizionale è di 40 euro l’anno, pari a 3,3 euro al mese, cioè una colazione al bar o un pacchetto di sigarette non troppo caro”. Ma a creare rabbia nelle opposizioni è il principio che esce fuori dall’addizionale sulla bolletta elettrica. La Relazione spiega che il maggior gettito di 250 mila euro “è destinato a compensare i minori incassi della Tia derivanti dal mancato pagamento da parte di tutti i cittadini”. In pratica a causa di alcuni cittadini che non pagano la tariffa sui rifiuti viene imposta una mini tassa sulle tasche di tutti, anche di chi la Tia l’ha pagata. Occorre mettere le mani in tasca e pagare anche per quelli che non pagano. Un aspetto che ha portato maggioranza e opposizione a storcere il naso.
 Il sindaco Nigrelli e l’ufficio Economico finanziario, però, insistono, parlano di “imposta di solidarietà” con cui i cittadini più ricchi finanziano alcuni servizi, come l’assistenza domiciliare agli anziani, a quelli più poveri. (Giornale di Sicilia - Edizione del 19 luglio 2011)

sabato 16 luglio 2011

Piazza Armerina. Poti un albero e bruci la ramaglia? Rischi fino a un anno di reclusione e 26 mila euro di multa

Potare i propri alberi di ulivo in campagna, accatastarli e bruciarli, oppure tagliare l’erbaccia secca sul proprio terreno e poi dargli fuoco potrebbe costare carissimo, da 3 mesi a un anno di reclusione ed una multa salatissima da 2 mila a 26 mila euro. Questo è quanto può accadere ad un comune cittadino che vive in campagna o ha un fondo agricolo dopo le modifiche introdotte al quadro normativo da un recente decreto legislativo. Il Corpo Forestale, dopo diverse riunioni in Prefettura, invita tutti a rispettare la nuova normativa che a molti sembrerà un eccesso di zelo. In pratica i rami tagliati da un albero in seguito ad una potatura, ad esempio, vengono equiparati a rifiuti e come tali devono essere smaltiti.
 La loro combustione comporta un illecito penale a tutti gli effetti. “Raccomandiamo a tutti massimo scrupolo nell’osservanza di questa legge, noi saremo vigili e attenti a far rispettare la nuova normativa, collaboriamo insieme per prevenire il rischio incendi”, sottolinea Roberto Franchino, comandante del distaccamento del Corpo Forestale. Ed allora cosa deve fare il privato che vuole manutentare gli alberi del proprio fondo agricolo? Prefettura di Enna e Corpo Forestale in un depliant informativo spiegano le tre alternative da seguire per “smaltire i rifiuti” senza avere problemi con le legge: depositarli nei comuni cassonetti dell’immondizia se in piccole quantità, conferirli negli impianti di smaltimento, come quello esistente a Dittaino, o mettere le mani in tasca, acquistare un trituratore di scarti vegetali e spargere sul terreno i rami triturati come composto organico concimante.
 E bisogna non scherzarci sopra, perché nelle nostre zone sono numerose le torrette di avvistamento utilizzate soprattutto nel periodo estivo dalle squadre antincendio del Corpo Forestale. Se viene avvistata una piccola colonna di fumo le squadre potrebbero subito partire e il privato proprietario di una piccola campagna si potrebbe ritrovare con le auto del Corpo Forestale dietro il cancello della propria casa di villeggiatura. Insomma un giro di vite pesante per gli agricoltori titolari di aziende e anche per il comune cittadino alle prese con la ordinaria manutenzione del proprio piccolo pezzo di terra. Roberto Palermo (Giornale di Sicilia - Edizione del 14 luglio 2011)

venerdì 1 luglio 2011

Marina stai tranquilla e vai avanti con serenità

Condanno senza se e senza ma l'episodio capitato alla collega Marina Chiaramonte, direttore di Startnews, alla quale è stato impedito e limitato di fatto l'esercizio del diritto di cronaca in via Monsignor La Vaccara mentre tentava di fotografare e poi raccontare l'ennesimo episodio di avvelenamento di randagi. Piena solidarietà alla collega Marina e al collega Lo Iacono che invito a continuare ad occuparsi di randagismo come hanno sempre fatto, in autonomia come hanno sempre fatto, come meglio credono e ritengono, essendo la libertà il solo e unico padrone al quale rendere conto. Marina e Nicola, come qualsiasi giornalista, non devono prendere lezioni di giornalismo da nessuno. Minacciare la collega, una giornalista iscritta all'ordine, per quanto mi riguarda, significa minacciare l'intera categoria dei giornalisti. Non lo accetto. A coloro che hanno a cuore le sorti degli animali mi permetto con molta umiltà di suggerire una cosa: non permettete a chi uccide i randagi di uccidere anche la vostra grande capacità di stimolo al dibattito pubblico, ricerca del confronto e individuazione delle soluzioni ai problemi. Tutti i giornalisti piazzesi hanno sempre garantito ampio e articolato spazio a tutti i problemi che ruotano attorno al randagismo e al punto di vista delle associazioni animaliste. Se poi fare buon giornalismo significa parlare solo di un punto di vista, mi dispiace, ma questo, si, sarebbe anomalo. I problemi di carattere igienico-sanitario, sicurezza pubblica, tutela dell'incolumità pubblica, gli innumerevoli disagi (sacchi di spazzatura disseminati sui marciapiedi, bisogni nelle aiuole e davanti agli ingressi delle abitazioni, latrati che disturbano la quiete diurna e notturna e il nervosismo del branco in alcuni periodi nei confronti di pedoni, ciclomotori e auto) vanno raccontati, così come vanno raccontati gli incivili gesti dei delinquenti che gettano le polpette, premono il grilletto contro i quattrozampe o insaccano i poveri e incolpevoli randagi. I mass media e i giornalisti naturalmente possono e devono essere criticati liberamente, perchè a nessuno è concesso sottrarsi al confronto con la libera manifestazione del pensiero degli altri. Ma la civiltà dei gesti e delle parole vale per tutti, nessuno ne è escluso, fuori e dentro i blog, i siti di informazione online e la carta stampata. E siccome il movimento animalista armerino è sano e pieno di straordinarie persone e quello dei giornalisti lo stesso, credo inopportuno delegare alla rabbia il compito di governare il confronto.

mercoledì 29 giugno 2011

Piazza Armerina. La Guardia di Finanza per due ore acquisisce gli atti relativi alle strisce blu, su delega della Procura di Perugia

Hanno acquisito per due ore consecutive atti amministrativi relativi alla gara d’appalto sulle strisce blu, la sosta a pagamento. Due agenti della Guardia di Finanza, ieri mattina, si sono presentati al secondo piano del palazzo comunale dell’atrio Fundrò, chiedendo agli uffici comunali di poter visionare ed avere copia di centinaia di pagine di documenti cartacei. I due investigatori delle Fiamme Gialle si sono seduti all’interno di uno degli uffici comunali e su un tavolo hanno cominciato a sfogliare decine di atti. Secondo le indiscrezioni trapelate in mattinata sotto la lente di ingrandimento sarebbero finiti atti relativi al bando di gara, appalto e contratto sulle strisce blu.
 L’acquisizione dei documenti rientrerebbe in un’indagine ben più ampia che riguarderebbe diverse gare d’appalto in tutta Italia, sulla base di un’inchiesta che sarebbe scattata nei mesi scorsi a cura della Procura della Repubblica del tribunale di Perugia. I finanzieri, con la collaborazione di alcuni impiegati e dirigenti comunali, hanno letto con attenzione diverse delibere approvate dalla giunta, determine dei dirigenti d’ufficio e non è escluso anche i verbali delle gare d’appalto in materia di sosta a pagamento, alla ricerca di eventuali riscontri utili per l’indagine in corso. Secondo quanto trapelato dagli uffici sarebbero stati richiesti tutti gli atti sulle strisce blu degli ultimi otto anni. Gli accertamenti quindi potrebbero riguardare più di una gara d’appalto. Poco chiaro, inoltre, se la lente di ingrandimento dei magistrati sia indirizzata verso la fase preliminare di predisposizione del servizio della sosta a pagamento o se riguardi le fasi successive.
 Non viene escluso che in un secondo momento possano essere ascoltati alcuni funzionari o amministratori come persone informate sui fatti. Un’inchiesta diversa, quindi, da quella che nell’aprile dell’anno scorso portò la magistratura ennese ad ascoltare quattro amministratori locali, ma solo come persone informate sui fatti. Quattro politici vennero allora ascoltati dalla polizia giudiziaria in un’inchiesta partita da un esposto inviato alla Procura della Repubblica. Le sommarie informazioni in quel caso vennero acquisite dalla polizia giudiziaria della Procura ennese presso gli uffici del Comando Compagnia dei carabinieri di via Gabriele D’Annunzio. (Giornale di Sicilia - Edizione del 28 giugno 2011)

domenica 26 giugno 2011

Piazza Armerina. Giudice di Pace. Imputato con handicap, udienza penale nel sottoscala. Avvocato Impellizzeri: "Fatto indecoroso"

Uno degli imputati è portatore di handicap, ma manca un ascensore per accedere all’aula del tribunale ed il processo penale si tiene nell’androne condominiale, a piano terra. Udienza in un sottoscala quella di ieri mattina all’ufficio del Giudice di Pace di via Mazzini. Alle spalle del giudice Canino, alle 12.15, non campeggia la nota espressione “La legge è uguale per tutti”, ma un serbatoio di plastica condominiale con un motorino elettrico per aspirare l’acqua. Il pianerottolo del piano terra, tra il portone d’ingresso e le scale, si è trasformata per un paio d’ore in un’aula di tribunale con un giudice, un pubblico ministero, due avvocati, un cancelliere, un usciere, i due imputati, la parte offesa, tre testimoni e la moglie di uno dei due imputati. In pratica ben tredici persone in circa dieci metri quadri di sottoscala.
 Al centro dell’udienza un piccolo caso di querela penale come tanti, risalente all’aprile del 2009, con due imputati accusati di presunte lesioni verso un altro soggetto a causa di malintesi sulle condizioni in cui era stato lasciato un locale in affitto. Uno dei due imputati, però, è affetto da sclerosi multipla, una malattia degenerativa. Si era presentato poco prima al piano terra, nell’androne del palazzo di via Mazzini, con una stampella. L’ufficio del Giudice di Pace si trova al secondo piano e bisogna salire un paio di rampe di scala. Manca un ascensore e l’imputato non può accedere all’aula in cui dovrebbe cominciare il processo. Il giudice Canino decide che l’udienza va fatta ugualmente, ma dovendo assicurare l’accesso e la presenza dell’imputato. Insomma se l’imputato non può materialmente andare dal giudice è il giudice che va dall’imputato. E così alle 12 giudici, pubblico ministero, cancelliere e usciere scendono al piano terra, nel sottoscala, e su un piccolo tavolo aprono il processo.
 Tra il rombo di una moto in uscita, parcheggiata accanto all’androne, e i clacson delle auto in via Mazzini, si  esaminano i primi testimoni. Ad un certo punto il giudice di Pace, mentre è in corso l’esame della parte offesa, deve anche ordinare all’usciere di chiudere il portone d’ingresso per attutire i rumori molesti. Non è la prima volta che il personale si trova a dover fare il processo quasi su strada in presenza di portatori di handicap. “In 23 anni di professione non mi era mai capitato di dover partecipare ad un’udienza in un sottoscala, un fatto gravissimo e indecoroso”, spiega l’avvocato Antonio Impellizzeri, noto penalista, il quale difendeva i due imputati.
 “Un fatto di gravissima mancanza di sensibilità verso un portatore di handicap al quale non viene data la possibilità di poter presenziare ad un processo nel quale è imputato in modo decoroso e dignitoso, non è possibile operare in una struttura inadeguata”, aggiunge il legale, non senza sottolineare, invece, la professionalità di tutti gli operatori di giustizia dell’ufficio del Giudice di Pace armerino. Presente per la parte offesa anche l’avvocato Egidio la Malfa. (Giornale di Sicilia - Edizione 21 giugno 2011)

giovedì 23 giugno 2011

Piazza Armerina. Infilata viva dentro un sacco nero della spazzatura e gettata in un cassonetto. La disavventura di Frida, randagia incinta salvata dai passanti

PIAZZA ARMERINA. Si chiama Frida, è incinta e fra una settimana darà alla luce i suoi cuccioli. Ieri mattina ha rischiato di fare una fine tragica, infilata dentro un sacco nero della spazzatura chiuso con un nodo e scaraventata dentro un cassonetto, sotto altri sacchetti di immondizia e fogliame. Ha rischiato la morte per soffocamento ieri mattina un randagio meticcio in piazza Boris Giuliano. L’animale è stato salvato in extremis dalla generosità di alcuni passanti. Erano le 11 quando un volontario della Protezione civile, Liborio Nicotra, ha sentito dei guaiti soffocati provenire da uno dei cassonetti della “villetta”. “Pensavo si trattasse dell’ennesimo caso di cuccioli abbandonati, ho subito chiamato i vigili del fuoco e nel frattempo ho provato a guardare dentro al cassonetto stracolmo di rifiuti”, racconta l’uomo. Poi vede un agente in borghese che sta passando in zona, lo ferma e gli chiede aiuto. L’assistente capo della Polizia di Stato, Silvio Chiello, raggiunge Nicotra e insieme, con l’aiuto di un’altra giovane, Rosalba Barresi, cominciano a svuotare il cassonetto, fino a quando riescono a scorgere un sacco nero che si muove. Tirano fuori la busta di plastica, la aprono e con grande sorpresa vi trovano l’animale, tutto bagnato dal sudore, disidratato, esausto e visibilmente traumatizzato. Altre persone portano all’animale da bere, una signora a proprie spese fa fare una puntura al randagio. Sul posto, nel frattempo, si è già portata una pattuglia della Polizia municipale ed un veterinario dell’Asp. Adesso Frida riceve assistenza da un veterinario. Le sue condizioni sembrerebbero buone. Lanciato un appello perché Frida e i suoi futuri cuccioli siano adottati. “Abbiamo elementi per affermare che il cane sia stato avvelenato e poi, morente, gettato nel cassonetto ancora vivo, in casi di questo genere l’animale non va toccato, bisogna chiamare vigili urbani e Asp”, dice Lorena Sauli, presidente provinciale della Lav, chiedendo “la bonifica immediata dei luoghi al Comune”.  

martedì 3 maggio 2011

Piazza Armerina. Presidenza. Venezia e lo sgambetto a Capizzi.

Indiscrezioni danno l’amministrazione comunale molto attiva nei giorni scorsi nel raccattare voti per il capogruppo del Pd, Giuseppe Venezia, candidato alla carica di presidente del consiglio comunale. Un assessore comunale nei giorni scorsi avrebbe contattato un indipendente, un berlusconiano e un lombardiano. Obiettivo convincerli a votare per lo stesso Venezia. L’operazione sarebbe quasi riuscita il 28 aprile scorso, quando il capogruppo del Pd, contando sugli otto voti di partenza dei suoi fedelissimi del partito Democratico, tra cui anche alcuni autonomisti fino a qualche tempo fa a lui più ostili, riportò dieci voti in aula, mancando l’elezione per un voto. E quel voto dovrebbe essere quello dell’indipendente che a quanto pare non ha finora ceduto alle lusinghe dei diplomatici di Sala delle Luci. I due franchi tiratori che tanto starebbero facendo incazzare i vertici del Pdl e l’entourage di Giuseppe Capizzi, l’altro candidato del Pd sostenuto da Mpa, Udc e pezzi del Pd di Ranieri Ferrara, sarebbero secondo il berlusconiano e il lombardiano. Il secondo in aula, a microfoni spenti, avrebbe smentito seccamente. Voci danno il coordinatore del Popolo della Libertà, Fabrizio Tudisco, deluso e critico per il comportamento di Paternicò (il quale a sua volta sembra parlare di accordi rimangiati dagli stessi suoi amici di partito), pronto a proporre la candidatura di Basilio Fioriglio, indipendente, il quale per la sua esperienza e per aver già rivestito la carica, sembrerebbe adatto allo scranno più alto di via Cavour. La proposta non sarebbe piaciuta per niente a Strazzanti e Ferrara che non vogliono rinunciare al progetto della triade (Udc-Mpa-Pd) nata attorno alla candidatura di Capizzi, votato dallo stesso Fioriglio. E intanto domani sera, 4 maggio, alle 20, contro la “francotiratorite”, la triade avrebbe intenzione di proporre e studiare un voto pilotato, in modo da non consentire a nessuno di promettere Capizzi e votare sottobanco Venezia. Potremmo assistere a votazioni del tipo: “Giuseppe Capizzi”, “Capizzi Giuseppe”, “Consigliere Capizzi”, “Consigliere Capizzi Giuseppe”, “Consigliere Giuseppe Capizzi” “Capizzi” e così via? La cordata pro Capizzi, del resto, dopo l’episodio del franco tiratore, ha barcollato con evidente imbarazzo. Tanto da autoregolamentarsi nell’ultima votazione del 28 aprile, quella successiva all’episodio del franco tiratore, con un ordine di servizio interno: “Ognuno di noi voti per se stesso!”. E così è stato, con il franco tiratore rientrato ed un cerotto momentaneo appiccicato sulla falla della triade. Lo sgambetto di Venezia a Capizzi per ora non è riuscito. Riunioni, telefonate e incontri si susseguono da tutte le parti. La politica non la fanno più i partiti, ma i cellulari. Il popolo, il caricabatteria della politica, di tutto questo farebbe a meno. Ma non ha gli strumenti per tirare via la spina.

mercoledì 20 aprile 2011

Piazza Armerina. Deroga alle aperture dei negozi da maggio. Confcommercio insorge: "Ribilotta fa prevalere le sue personali ragioni"

Confcommercio insorge contro la decisione adottata dall’amministrazione comunale di Piazza Armerina di derogare le chiusure domenicali e festive delle attività commerciali a partire da maggio e fino a settembre.
Nonostante il parere negativo espresso con determinazione dalla delegazione della Confcommercio, l’assessore al Commercio Teodoro Ribilotta si è irrigidito sulle sue posizioni ed ha deciso di ignorare le ragioni espresse dalla maggioranza dei commercianti della Città dei Mosaici che avevano ribadito, più volte, la volontà di osservare la giornata di riposo domenicale almeno fino a giugno.
Confcommercio aveva ribadito, nel corso dell’incontro fissato dall’assessore lo scorso 13 aprile, che rispetto a quanto concordato nel corso degli incontri precedenti, non risultavano esserci elementi di novità tali da giustificare la decisione di derogare le chiusure delle attività commerciali fin dal mese di maggio.
Noncurante però delle esigenze espresse dai commercianti, Ribilotta ha firmato ugualmente l’ordinanza, suscitando l’ira del Presidente della delegazione comunale di Piazza Armerina Arcangelo Costa: «Ancora una volta l’assessore Ribilotta ha preferito far prevalere le sue personali ragioni, in barba alle necessità della categoria dei commercianti – dichiara Costa - L’assessore ha rifiutato la nostra proposta delle turnazioni, ci ha fatto esprimere le nostre articolate ragioni per poi comunicarci, con il suo caratteristico piglio arrogante e tracotante, che aveva già deciso e che le deroghe sarebbero partite da subito. È un atteggiamento che non gradiamo e che condanniamo senza mezzi termini. Il mondo del commercio a Piazza Armerina sta vivendo un periodo tragico per colpa di una gestione egoistica e priva di contenuti. Confusione e sopruso sono i fili conduttori dell’azione amministrativa dell’assessore Ribilotta e stanno provocando danni inenarrabili al comparto commerciale – conclude il Presidente Arcangelo Costa - Confcommercio prende atto con amarezza che non è possibile intavolare alcun dialogo con chi si dimostra sordo alle legittime richieste».

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo