mercoledì 30 gennaio 2013

Piazza, ampliamento cimitero Bellia un'incompiuta. I cittadini dai propri defunti dentro un cantiere, senza viali, acqua e luce, tra pozzanghere e rifiuti

Oltre il 90 per cento delle nuove tombe è stato realizzato da tempo e già utilizzato per tumulare i defunti, ma l’ampliamento del cimitero Bellia rimane un’incompiuta che costringe i cittadini ad andare a trovare i propri cari in un cantiere aperto e pieno zeppo di pericoli. Viali mancanti e percorsi sconnessi sui quali si rischia di cadere, fango e grandi pozzanghere dopo ogni pioggia, mancanza di luce, acqua e fontanelle, cumuli di spazzatura e immondizia depositata ovunque, anche diversi pneumatici, targhe di automobili e vecchie statue di gesso, centinaia di lumini sparsi a terra accanto alle cappelle. Basta fare un giro all’interno della nuova zona di ampliamento del cimitero per rendersi conto di quanto precaria sia la situazione. Ed anche rischiosa, poiché andare trovare i propri cari in un cantiere aperto e incompleto espone il Comune a gravi rischi nel caso in cui dovesse capitare un incidente al suo interno. L’assegnazione dei lotti del nuovo ampliamento aveva consentito al Comune di incassare 495.645 euro. Una somma vincolata, da utilizzare per il completamento delle opere di urbanizzazione della nuova fetta di cimitero. Nel lontano 2006 vennero assegnate ai cittadini richiedenti 150 cappelle e 170 monumenti e stipulati più di150 atti di concessione, con i contribuenti piazzesi che hanno messo mano alle proprie tasche per pagare gli oneri concessori alle casse comunali e far costruire alle imprese edili cappelle e monumenti. I cittadini protestano, il consiglio comunale batte i pugni... sui banchi di via Cavour e chiede spiegazioni. L’amministrazione comunale risponde attraverso il vicesindaco Teodoro Ribilotta: “L’area dell’ampliamento è ancora una zona di cantiere, le somme depositate non possono essere spese per le rigidità del Patto di Stabilità, quando l’ufficio di Ragioneria ci darà il via libera procederemo ai lavori di completamento”. Insomma i soldi ci sarebbero, ma non si possono spendere. E l’ampliamento rimane incompiuto. Cumuli di sabbia, detriti, scale, legname e secchi di plastica in ogni angolo. Il cancello d’ingresso a questa nuova sezione del Bellia naturalmente rimane quasi sempre chiuso, proprio per evitare ai veicoli di entrare in una zona di cantiere in cui il parcheggio ancora non esiste di fatto, se non uno spiazzo sterrato e sconnesso che si riempie di pozzanghere ad ogni temporale. Chi va a visitare i propri defunti, quindi, utilizza i tre ingressi attuali, dovendo percorrere una bella fetta di strada a piedi.
                                                  

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo