sabato 20 giugno 2009

Nella città dei mosaici 1 vedovo ogni 6,3 vedove. In Italia 1 ogni 5.

Nella città dei mosaici vi è un vedovo ogni sei vedove, più di quanto succede a livello nazionale dove il rapporto è di uno a cinque. I dati 2008, forniti da Guglielmo Chiello, responsabile dei servizi Demografici comunali, parlano chiaro. In città vivono 1.246 vedove e solo 196 vedovi. Per ogni marito rimasto senza moglie ci sono 6.3 mogli rimaste senza marito. In pratica nella città dei mosaici gli sposi rischierebbero qualcosa in più che nel resto d’Italia dove per ogni vedovo ci sono cinque vedove. I più scaramantici sono già pronti a toccare ferro... Giornale di Sicilia - Edizione del 16 giugno

giovedì 18 giugno 2009

Nigrelli a Sgarbi e Meli: "Lavori a rilento alla Villa". Fine lavori per l'aprile 2010? A rischio.

“L’andamento dei lavori alla Villa Romana del Casale procede a rilento”. E il sindaco Carmelo Nigrelli prende carta e penna e chiede spiegazioni all’alto Commissario Vittorio Sgarbi e al direttore dei lavori, l’architetto Guido Meli. La programmata fine dei lavori per l’aprile 2010 sarebbe a rischio.

Palio. I cinque cavalieri del Monte dell'edizione 2008 squalificati per un anno dalla Giostra del Saraceno

I cinque cavalieri del quartiere Monte sono stati squalificati e non potranno prendere parte alla prossima edizione del Palio dei Normanni. La sanzione è scattata nei confronti dei cinque partecipanti alla Giostra del Saraceno del 2008 per non aver preso parte alla quarta prova di abilità.

mercoledì 17 giugno 2009

Palio. In 47 gli aspiranti cavalieri candidati a 24 posti (5 a quartiere + 4 riserve) per la Giostra del Saraceno del 14 agosto. Selezioni a luglio.

COMITATO QUARTIERE CASALOTTO

Cavalieri iscritti 54^ edizione Palio dei Normanni

1. ABATI MASSIMILIANO
2. ABATI RICCARDO
3. ARENA CRISTIAN
4. ARENA GAETANO
5. ARENA MARIO
6. CAMPAGNA FRANCESCO
7. CAMPAGNA MARIO
8. DIANA FILIPPO
9. PATERNICO’ ROSARIO
10. PILOTTA VINCENZO
11. VITALI GIUSEPPE

Piazza Armerina, 12 giugno 2009

Il Capitano
Aldo Galleria


COMITATO QUARTIERE CASTELLINA

Cavalieri iscritti 54^ edizione Palio dei Normanni

1. ARANCIO GIUSEPPE
2. ARENA BENEDETTO
3. BONINCONTRO GIUSEPPE
4. BONINCONTRO ROBERTO
5. BONINCONTRO SALVATORE
6. CALI’ MICHELANGELO
7. CALCAGNO VINCENZO
8. GIUNTA ANGELO
9. PARLASCINO MARIO
10. PARLASCINO SALVATORE
11. SANALITRO PAOLO


Piazza Armerina, 12 giugno 2009


Il Capitano
Massimo Di Seri

COMITATO NOBILE
QUARTIERE MONTE

Cavalieri iscritti 54^ edizione Palio dei Normanni


1. ABATE ALFREDO
2. BILARDO CARMELO
3. BONINCONTRO ANGELO
4. CARBONE YARIN
5. CIFALU’ SALVATORE
6. CONTRAFATTO FRANCESCO
7. CUORE GIUSEPPE
8. FURIERE SALVATORE
9. GAGLIANO LORENZO
10. LA PORTA FILIPPO
11. LA ROSA VALENTINO
12. MARINO GAETANO
13. ORLANDI ANTONIO
14. ORTO ANGELO
15. PILOTTA DAVIDE
16. REALE SANTI
17. TAGLIERINO IVAN


Piazza Armerina, lì 12 giugno 2009

Il Capitano
Filippo Purrazza

COMITATO QUARTIERE CANALI

Cavalieri iscritti 54^ edizione Palio dei Normanni

1. ARENA SALVATORE
2. CAPIZZI ANGELO
3. DI SERI DARIO
4. LEGNOSECCO MAURIZIO
5. LO TENERO SALVATORE
6. MARINO ELVIS
7. PROFETA COSIMO
8. ZUMIA SALVATORE

Piazza Armerina, 12 giugno 2009

Il Capitano
Antonio Florio

martedì 16 giugno 2009

"Il fantasma dell'atrio Fundrò"

di Filippo Andrea Di Giorgio

Ad un anno di distanza dalla elezione di Nigrelli, al termine della campagna elettorale più falsata e velenosa di sempre, credo che sia operazione indispensabile al pubblico dibattito la definizione chiara ed organica delle modalità di azione amministrativa dell’attuale Giunta in carica.
Premetto subito che faccio questo genere di riflessioni non per il puro gusto della polemica, come qualche avventato avversario sarà portato a pensare, ma conservando la sottile speranza che i restanti tre anni e mezzo di governo segnino un’inversione di rotta di questo trend decisamente negativo, e magari il recupero di strumenti di amministrazione diretta più efficaci e più corretti.
Sono tuttavia molto pessimista sul fatto che un cambiamento del genere possa avvenire, proprio alla luce della oggettiva considerazione della figura dell’attuale Sindaco, il cui ruolo finora è stato la chiara e disarmante espressione di una profondissima debolezza umana e politica.
Credo, infatti, che non sia sfuggito a nessuno che in questo primo anno di mandato la funzione di Nigrelli è stata semplicemente quella di ratificare decisioni già prese da altri, svolgendo un’attività di controllo quasi notarile rispetto alla altrui manifestazione di volontà.
In realtà, come è noto a tutti coloro che correttamente hanno inquadrato la dinamica dei rapporti fra le parti, le decisioni di Nigrelli sono la risultante delle determinazioni assunte da altri tre operatori politici, che coesistono senza grossi attriti semplicemente perché agiscono in ambiti amministrativi differenti. Questi tre soggetti sono, come è ormai assodato, l’Assessore Ribilotta, l’Assessore Grillo e, non vi sembri esagerato, una dipendente comunale non molto nota al grande pubblico. Gli altri Assessori hanno una inesistente o scarsa incidenza sulle dinamiche delle scelte pubbliche, e perciò non li nomineremo neppure.
Il primo di questi tre soggetti è naturalmente l’Assessore Teodoro Ribilotta (che d’ora in poi ribattezziamo l’ammazzacommercio), il referente Crisafulliano più forte all’interno della Giunta, che sta gestendo la propria delega con tanti onesti propositi e con altrettanti risultati fallimentari.
Il buon Teodoro, malgrado l’insuccesso della lista “Cittadini per la città” e malgrado l’insuccesso personale (appena 120 preferenze, pochissime per un uomo con il suo passato e con diversi incarichi alle spalle), grazie alla sua straordinaria astuzia politica, è riuscito nella incredibile impresa di farsi nominare Vicesindaco e di ritagliarsi una nicchia di controllo assoluto per tutte le attività inerenti la sua delega.
Nel ratificare le decisioni dell’ammazzacommercio in questo delicato Settore, Nigrelli probabilmente non si è nemmeno reso conto degli ingenti danni economici provocati agli operatori commerciali ed alla stessa città, oltre che della continua mortificazione di tutti i sindacati del settore, esclusi dalla concertazione ed umiliati da scelte terrificanti.
Di questi insuccessi amministrativi si sono rivelate emblematiche le vicende legate alla recente istituzione della fiera dell’Artigianato in Piazza Generale Cascino, con scarse o nulle ricadute sull’economia e locale, e, di contro, pesanti ripercussioni sulla viabilità e sulla fruibilità delle arterie principali della città; la concessione, nel mese passato, dell’occupazione del suolo pubblico alle giostre malgrado la mancata richiesta del parere alla commissione provinciale, con ingenti danni agli operatori del Settore; la tassazione esorbitante degli operatori e dei visitatori della Fiera del bestiame di Piazza, ecc..
Accanto all’Assessore ammazzacommercio, esiste tuttavia un’altra figura di completamento e di garanzia di equilibri che è rappresentata dall’Assessore Lina Grillo, un politico sicuramente di maggior spessore che si propone e si impone con autorità all’interno della compagne amministrativa.
Questo Assessore, che ricordiamo è il naturale garante del gruppo politico che faceva parte della defunta margherita (i cui petali si sono persi in mille propaggini), ha probabilmente nei rapporti di forza con il Sindaco il ruolo più importante, anche perché cura gli incerti legami con l’autorità ecclesiale tanto indigesta all’attuale primo cittadino (come dimenticare il post-it al vetriolo di Nigrelli dal titolo “Eguaglianza e solidarietà: quando la Chiesta si occupa d’altro”?).
In cambio, riceve un appoggio incondizionato alle sue politiche di mantenimento dei consensi, come prova l’aumento in bilancio delle poste destinate alla solidarietà sociale, fatto che ci farebbe enorme piacere, se non fosse che gli scopi di quelle somme sono non del tutto riconducibili al fine primario di assicurare agli indigenti una esistenza libera e decorosa.
In realtà, il feroce presenzialismo dell’Assessore Grillo nelle attività compiute dal suo assessorato è la prova del subliminale messaggio di condizionamento politico-elettorale che nei prossimi anni sarà perseguito a dispetto della manzoniana concezione della solidarietà, secondo cui le attività benefiche andavano compiute senza ostentare apertamente ogni forma di carità e di misericordia.
Completa questo trio delle meraviglie una dipendente comunale che, malgrado il ruolo ricoperto e la scarsa visibilità, è parte fondamentale di questo equilibrio politico-amministrativo.
Questa dipendente (che nella vita di tutti i giorni ha delle movenze che la fanno assomigliare a Greta Garbo, e che perciò d’ora in poi chiameremo la DIVINA) è l’esempio più aberrante di come il vuoto di contenuti della politica possa essere riempito da altre categorie di operatori.
Sono sue tutte le scelte in materia di personale ratificate da Nigrelli al termine di un percorso politico non privo di atti abnormi giuridicamente e riprovevoli moralmente. Si pensi al concorso di ragioniere capo, alla istituzione di due nuove ed inutili posizioni organizzative (una delle quali assegnata proprio alla DIVINA), alla vicenda dei ritardi nelle progressioni orizzontali, e così via. Ci sarà pure motivo se nove dipendenti comunali su dieci sono apertamente contro di lei!
La DIVINA è parte di questo equilibrio politico non solo perché si propone e suggerisce le scelte da compiere, ma perché gestisce con logica ferrea anche la stessa rete delle relazioni sindacali, per il tramite dei suoi delfini e con una serie di ripugnanti accordi sotterranei con alcune sigle presenti nella locale delegazione trattante.
La DIVINA, tuttavia, anche negli anni futuri, assolverà un ruolo che và aldilà della sua stessa funzione politica nell’ente, divenendo agli occhi dell’opinione pubblica una cartina tornasole dell’indice di capacità amministrativa dei Sindaci che saranno eletti.
In altri termini, diciamo fin da ora che riconosceremo un Sindaco capace solo in colui che avrà il coraggio di defenestrarla da tutte le decisioni che riguardano il delicato settore delle politiche del personale. Fino a quel momento, se mai arriverà (e ne dubitiamo profondamente), la città saprà di avere come Sindaci dei fantasmi, proprio come quello attuale. Un Sindaco assente, il cui concetto di assenza si sostanzia però nel vuoto della sua presenza politica, e non solo della sua latitanza fisica. Un Sindaco di cui finora conserviamo unicamente il ricordo dei roboanti e fallaci slogan da campagna elettorale. Come quando promise al termine del quinquennio 150 posti di lavoro nell’area artigianale, una viabilità migliore, un’amministrazione più efficiente, ecc.
Staremo a vedere.
Siccome però siamo stati tante volte buoni profeti, viste le deludenti premesse, al termine di questo mandato sarà già tanto se il Comune non sarà sull’orlo del baratro, a meno di imprese eccezionali da realizzare in corso di mandato. Di miracoli compiuti da Nigrelli parlava con molta enfasi il suo portavoce Agostino Sella, secondo cui a questa figura gli unici eventi prodigiosi non riusciti sarebbero stati unicamente la guarigione dei sordi e dei ciechi, mentre gli altri li avrebbe realizzati tutti, trattandosi (come egli lo definì), di un vero “fuoriclasse”.
A noi in effetti fin dalle prime ore della sua attività amministrativa Nigrelli è sembrato un fuoriclasse, nello stesso senso in cui lo era Zavarov prima di arrivare alla Juventus.
Buon anniversario, Nigrelli.

sabato 13 giugno 2009

Piazza, non è un paese per bambini. Viaggio nei parchi dell'abbandono. I cinque esistenti presentano giochi mancanti o rotti.

Quasi tutti con parti mancanti, rotti ed in alcuni casi anche pericolosi per i più piccoli. Così si presentano i parco giochi per bambini della città dei mosaici. Abbiamo effettuato ieri mattina un breve sopralluogo sui cinque spazi per bambini esistenti in città. Tutti e cinque presentano giochi mancanti e in parte rotti. Passiamo a descriverli uno per uno. Quello della Villa Garibaldi è forse il peggiore in termini di conservazione. Lo scivolo con la scala di legno rotta e una parte del corrimano mancante, un fatto pericoloso per eventuali bambini che decidessero ugualmente di utilizzarlo. Le due altalene sono del tutto mancanti, mentre l’attrezzo per le “mini scalate” su rete è rimasto solo con lo scheletro, senza le reti. Per finire panchina con la spalliera rotta e un punto fontanella con il solo tubo, senza rubinetto. Nel parco giochi della piazza Boris Giuliano, comunemente conosciuta come villetta, a mancare ed essere in parte incompleti sono i cavalli a molla. Un gioco mancante anche nel piccolo spazio per i piccoli all’angolo tra via Torquato Tasso e via Ammiraglio La Marca, accanto alla scuola media Cascino. Nel quartiere Monte, all’interno del giardino Floresta, su quattro altalene esistenti due sono rotte e inutilizzabili, mentre non esiste più una parte dello scivolo. È rimasta, infatti, solo la scala di legno, mentre la parte metallica “scivolosa” è mancante, rimanendo di fatto un potenziale pericolo per i più piccoli. Dondolo tranciato a metà, sedie girevoli mancanti e scivolo in cattive condizioni, infine, nella piazzetta Trigona, sopra la via Carducci. Nel luglio del 2008 la giunta con la delibera numero 1, la cosiddetta “tagliastipendi”, si era decurtata la propria indennità del 30 per cento, con risparmio annuale dai 40 ai 50 mila euro. Scopo del taglio proprio quello di utilizzare i risparmi di spesa per realizzare parchi gioco nei quartieri e sottoporre a manutenzione quelli esistenti. Ma la situazione è rimasta la stessa. Nessun parco giochi nuovo, mentre quelli attualmente esistenti sono bisognosi di investimenti. L’assessore alle Politiche giovanili Giuseppe Di Prima: “In questo anno non abbiamo ancora speso alcuna somma nel settore, ma dopo l'approvazione del bilancio ho in programma di acquistare nuovi giochi per rimpiazzare quelli mancanti, ma anche per portarne di nuovi in altre zone della città”. “Voglio creare un nuovo parco giochi dentro la Villa Roma, ad esempio”, spiega Di Prima, il quale sottolinea come vi sia un capitolo con 30 mila euro che possono essere destinati a questo tipo di investimenti. Giornale di Sicilia - Edizione dell'11 giugno http://robertpalermo.blogspot.com/

venerdì 12 giugno 2009

Accordo Diocesi-Comune per garantire apertura chiese?

“Il tempo delle discussioni si è esaurito, bisogna che le istituzioni si presentino a un tavolo decisionale per permettere l’apertura delle più importanti chiese, almeno nel periodo aprile-ottobre, consentendone la visita ai turisti”. Con queste parole il responsabile comunale del settore Promozione turistica, Francesco Galati, ha scritto al vescovo Michele Pennisi, all’indomani di un nuovo caso di “città d’arte chiusa a chiave”. Quello di una scolaresca giunta nel centro storico per visitare la cattedrale e trovatasi di fronte al portone chiuso per circa un’ora, tanto da dover rinunciare alla fruizione della chiesa più importante della diocesi. “Il giorno dopo questi uffici hanno avuto contezza che la scolaresca proveniva da Palermo e attraverso telefonate hanno mostrato la loro profonda delusione e il loro disappunto, significando molto probabilmente che non sarebbero più tornati a visitare la nostra città”, scrive Galati, secondo il quale “occorre dire basta” ad episodi simili. Il dirigente comunale lancia a monsignor Pennisi una proposta. “Una convenzione stipulata tra le parti per garantire l’apertura dei principali siti, la quale, oltretutto, permetterebbe a tanti giovani di poter espletare in modo stagionale un’attività lavorativa con una ricaduta d’immagine e d economica per tutta la città”. La Diocesi, attraverso ad esempio alcune proprie associazioni di riferimento, garantirebbe mattina e pomeriggio, per almeno sei mesi, l’apertura delle più importanti chiese della città dei mosaici, mentre le casse comunali si impegnerebbero a tirare fuori un sostanzioso contributo annuale a favore dell’iniziativa. Consentendo di fatto anche la creazione di alcuni posti di lavoro stagionali. Non senza escludere la possibilità anche di introdurre dei tickets simbolici e molto modici da far pagare ai turisti. Non è la prima volta che gruppi turistici si trovano costretti a non poter visitare la cattedrale. Il settore Promozione turistica, tra l’altro, conferma come episodi simili a quelli capitati alla scolaresca di Palermo “si ripetono frequentemente, viste le continue lamentele e rimostranze che giungono a questi uffici”. Anche le guide turistiche hanno affermato di essersi trovate più di una volta in difficoltà ed imbarazzo proprio per la mancata apertura si alcuni siti culturali del centro storico. “Il fatto grave è che i piccoli studenti della scolaresca serberanno un momento di anticultura e sfiducia nei confronti di chi ha l’obbligo morale di far conoscere loro ciò che artisti di grande valore hanno realizzato per i posteri”, aggiunge il settore Promozione turistica. Nei giorni scorsi l’ufficio si era messo in contatto con padre Giuseppe Paci, responsabile del settore Beni culturali della Curia piazzese, proprio per metterlo a corrente dell’episodio e della proposta da inviare a monsignor Pennisi. Tra l’altro proprio don Paci era stato raggiunto dalla telefonata di una guida turistica che gli aveva manifestato tutto il proprio disagio per la cattedrale trovata chiusa all’arrivo della scolaresca. La nota del dirigente comunale Galati è stata inviata per conoscenza, oltre che al sindaco Carmelo Nigrelli, anche al presidente della commissione consiliare Beni culturali, Riccardo Calamaio, il quale porterà la vicenda in discussione in seno all’organo consultivo consiliare. La commissione potrebbe votare una proposta da presentare in consiglio comunale, con la quale invitare il sindaco Carmelo Nigrelli, il vescovo Michele Pennisi ed alcune associazioni di volontariato a sedersi attorno ad un tavolo per definire un percorso comune di messa in rete dei beni culturali ed ecclesiastici locali. Insomma per fare entrare finalmente i gruppi turistici nelle chiese più importanti della città ed evitare ulteriori danni d’immagine.

martedì 9 giugno 2009

Vitali si dichiara indipendente, ma non spiega il perchè. Chi ricopre il suo ruolo dovrebbe sempre spiegare i motivi di ogni scelta.

Si è dichiarato indipendente il consigliere comunale Filippo Vitali, fino ad ora appartenente al gruppo consiliare del partito Democratico. Il consigliere ha preso la parola in aula, venerdì pomeriggio, ad inizio seduta, manifestando la propria decisione. Ma senza dare alcuna motivazione ai gruppi politici presenti in via Cavour in quel momento. Una decisione a sorpresa. Tanto che il capogruppo del Pd, Giuseppe Venezia, ha preso subito la parola chiedendo di poter rinviare i lavori consiliari di un’ora. E subito riunione politica al palazzo comunale, all’Atrio Fundrò. Perché si è dichiarato indipendente? “Non c’è un motivo, ho deciso così”, ha risposto appena fuori l’ingresso laterale del Comune lo stesso Vitali, il quale non ha voluto fornire alcuna spiegazione alla sua scelta. L’esponente politico, 63 anni, eletto nel giugno 2008 con 88 voti nelle file della lista “Piazza Democratica”, in appoggio al candidato sindaco Carmelo Nigrelli, era poi transitato nel gruppone consiliare da 12 componenti del Pd, maggioranza nel consiglio comunale composto da venti consiglieri. Il gruppo consiliare del partito Democratico, adesso, conta non più 12, ma 10 consiglieri. Prima di Vitali, infatti, era stato il consigliere Renato Incardona, eletto nel Pd, a dichiararsi indipendente, ricoprendo, inoltre l’incarico di capogruppo di se stesso. Il gruppo del Pd, quindi, dopo aver perso due pezzi in meno di un anno, non è più maggioranza in aula, anche se il sindaco Nigrelli può ancora contare su una maggioranza di centrosinistra in consiglio. Sia Vitali che Incardona, infatti, assicurano il loro appoggio all’attuale amministrazione. Ma la loro scelta di dichiararsi indipendenti, a meno di un anno dalla vittoria elettorale, va in direzione opposta all’attività di aggregazione politica che aveva portato i consiglieri delle tre liste pro Nigrelli a fare gruppo unico in aula. Giornale di Sicilia - Edizione 7 giugno

Il consigliere Vitali ha il dovere civico e politico di spiegare pubblicamente perchè ha deciso di dichiararsi indipendente. La scelta del "mutismo politico", sia pur legittima, è istituzionalmente scorretta e poco trasparente.

lunedì 8 giugno 2009

Lantieri a Piazza prende più voti di Crocetta, ma il partito Democratico è il più votato

Dati Prefettura di Enna
Provincia : ENNA Comune : PIAZZA ARMERINA
Circoscrizione : V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Lista : PARTITO DEMOCRATICO
Cognome Nome Preferenze
CROCETTA ROSARIO 1.743
BORSELLINO RITA DETTA RITA 505
BARBAGALLO GIOVANNI 308
TRIPI ITALO OVIDIO ENRICO 204
BARRACCIU FRANCESCA 43
TIMBRO MARIA FLAVIA 31
BONO MARIOLINA 7
DETTORI BRUNO 3
Lista : UNIONE DI CENTRO
Cognome Nome Preferenze
LANTIERI ANNUNZIATA LUISA DETTA LUISA 1.927
ROMANO FRANCESCO SAVERIO DETTO SAVERIO 415
GIANNI GIUSEPPE DETTO PIPPO 264
ANTINORO ANTONIO DETTO ANTONELLO 50
NARO GIUSEPPE 25
MELIS GIAN BENEDETTO 2
BRANDARA MARIA GRAZIA ELENA DETTA MARIA GRAZIA 1
VINDIGNI CONCETTA 1
Lista : IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Cognome Nome Preferenze
BERLUSCONI SILVIO 578
LA VIA GIOVANNI DETTO LAVIA 391
IACOLINO SALVATORE 198
STRANO ANTONINO DETTO NINO 145
CIMINO MICHELE 65
SANZARELLO SEBASTIANO 11
CALIA MADDALENA 4
MASCI FRANCESCA 3
Lista : LA DESTRA-MPA- PENSIONATI -ALL.DI CENTRO
Cognome Nome Preferenze
LOMBARDO RAFFAELE 808
DI MAURO GIOVANNI DETTO ROBERTO 299
MUSUMECI SEBASTIANO DETTO NELLO 163
SGARBI VITTORIO 154
LO MONTE CARMELO 72
LO CURTO ELEONORA 39
MUSOTTO FRANCESCO 7
CUCCUREDDU ANGELO FRANCESCO DETTO FRANCO -
ELEZIONE EUROPEE DEL 7 GIUGNO 2009
PREFERENZE AL CANDIDATO PER COMUNE
08/06/2009 04:16.41 Pagina 40 di 60
Provincia : ENNA Comune : PIAZZA ARMERINA
Circoscrizione : V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Lista : DI PIETRO ITALIA DEI VALORI
Cognome Nome Preferenze
DI PIETRO ANTONIO 116
DE MAGISTRIS LUIGI 78
ALFANO SONIA 54
ORLANDO LEOLUCA 53
MESSANA SALVATORE ANTONIO GIUSEPPE 15
ARCURI EMILIO 2
CALORENNE PAOLA 1
UGGIAS GIOMMARIA 1
Lista : RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI
Cognome Nome Preferenze
HACK MARGHERITA 27
CATANIA GIUSTO 19
MONTALTO PIERPAOLO PLACIDO SALVATORE 10
RUSSO GAETANA DETTA LINA 7
BUNETTO ANNA MARIA 3
CORONA ALESSANDRO 3
GOVERNALI RENATA 3
STOCHINO LAURA 1
Lista : SINISTRA E LIBERTA'
Cognome Nome Preferenze
FAVA GIOVANNI GIUSEPPE CLAUDIO 28
VENDOLA NICOLA DETTO NICHI 22
RELLA MAURIZIO 8
GALLO ROSARIO GIORGIO 7
BORGHERO ANGELA 5
COGODI LUIGI 3
ERICE MARIA DETTA MARIA PIA 2
GAROFALO ARCANGELA INTESA MARIELLA 2
Lista : LISTA MARCO PANNELLA - EMMA BONINO
Cognome Nome Preferenze
BONINO EMMA 29
PANNELLA GIACINTO DETTO MARCO 15
CORLEO DONATELLA 3
CASU ANTONELLA 1
CICCARELLI GIANMARCO 1
ROSSI ALDO LORIS -
PUGGIONI MARIA ISABELLA -
CICCIOMESSERE ROBERTO -
ELEZIONE EUROPEE DEL 7 GIUGNO 2009
PREFERENZE AL CANDIDATO PER COMUNE
08/06/2009 04:16.41 Pagina 41 di 60
Provincia : ENNA Comune : PIAZZA ARMERINA
Circoscrizione : V CIRCOSCRIZIONE: ITALIA INSULARE
Lista : FIAMMA TRICOLORE
Cognome Nome Preferenze
BARONE SALVATRICE 1
CONDORELLI CAFF FRANCESCO NICOLA -
ETZI IGNAZIO -
SCUTO ALFIO GIUSEPPE DETTO PIPPO -
FABRIZIO MARIA LUDOVICA -
CANTALI ANTONINO SALVATORE DETTO NINO -
BASONE GASPARE -
BARRACO EUGENIO -
Lista : LIBERAL DEMOCRATICI - MAIE
Cognome Nome Preferenze
MAIOLINO PAOLINO DETTO PAOLO MAJOLINO 4
MELCHIORRE DANIELA 1
CAPASSO MARIO GIUSEPPE 1
MANCUSO GIUSEPPE 1
PORCHEDDU GIOVANNI PIETRO -
CARRUS GIUSEPPE -
CORPINO FRANCO PAOLO ROBERTO -
PAPARELLA BEATRICE -
Lista : LEGA NORD
Cognome Nome Preferenze
BOSSI UMBERTO 2
BRIGANDI' MATTEO -
MARAVENTANO ANGELA -
MORLE' MAURO -
PIU MASSIMILIANO -
PORRETTO ORSOLA DETTA LILLI -
FLORIS MARIA GRAZIA -
MENDOLIA CATERINA -
ELEZIONE EUROPEE DEL 7 GIUGNO 2009
PREFERENZE AL CANDIDATO PER COMUNE
08/06/2009 04:16.41 Pagina 42 di 60

venerdì 5 giugno 2009

Botta e risposta in aula tra Falcone e Di Prima sulla potatura delle piante e sull'affidamento del servizio di manutenzione

“La potatura delle piante in piazza Generale Cascino fa schifo, se fossi un amministratore di questa città chiederei i danni”. A sottolinearlo in aula il consigliere Giuseppe Falcone, rivolgendosi all’assessore al Verde pubblico, Giuseppe Di Prima, nel corso della discussione su una specifica interrogazione presentata dallo stesso Falcone sull’argomento. “In alcuni casi non è stato possibile effettuare bene la potatura perché alcuni automobilisti piazzesi sono stati indisciplinati, parcheggiando l’auto in zona in cui ha dato fastidio ai lavori”, ha replicato in aula Di Prima. Un botta e risposta di alcuni minuti fra i due esponenti politici. “Per gli automobilisti indisciplinati ci sono i vigili urbani”, dice Falcone. “Ed infatti se va a guardare le multe di quei giorni dimostrano proprio il loro intervento nella piazza”, spiega l’assessore al Verde pubblico. “Se davano fastidio ai lavori servivano, allora, le rimozioni con il carro attrezzi”, insiste Falcone, secondo il quale quando una ditta che lavora per conto del Comune non fa bene il proprio lavoro “l’amministrazione deve chiederne conto, non pagare senza verificare prima la qualità dei lavori eseguiti”. “Non si fa così”, ha detto il consigliere, il quale, poi, ha invitato l’assessore “ad interpellare anche altre associazioni onlus in futuro, per verificare chi offre lo stesso servizio di manutenzione del verde pubblico a condizioni economiche migliori”.

Mostra della civiltà mineraria a rischio chiusura. Bollette per mille euro pagate dai soci. "Così non possiamo andare avanti, il Comune non paga".

A pochi mesi dalla sua inaugurazione rischia di chiudere per la mancanza di fondi sufficienti a coprire le spese di gestione. La Mostra permanente della Civiltà mineraria, allestita all’interno della sede di via Garibaldi della Lega Zolfatai e inaugurata appena lo scorso agosto, a meno di un anno dalla sua apertura rischia di entrare in crisi a causa delle bollette acqua e luce. “Abbiamo già anticipato circa mille euro di bollette, non possiamo certo andare avanti così, se le casse comunali e l’amministrazione non ci pagano annualmente almeno questi costi minimi, siamo costretti a chiudere”. A confermarlo Francesco Lo Monaco, ex minatore, uno dei responsabili della Lega Zolfatai, e insieme ai soci Mario La Mattina e Gaetano La Versa, protagonista per mesi della ristrutturazione dei locali, adibiti poi a museo grazie ad un protocollo d’intesa siglato con il Comune e l’Ente Parco minerario Grottacalda Floristella. I soci della Lega Zolfatai confidano nel bilancio in fase di approvazione per poter ricevere il contributo necessario a poter tirare avanti. “Siamo profondamente delusi”, dice Lo Monaco. Anche perché i soci sono ormai pochissimi e da soli non sarebbero in grado di provvedere alle spese ordinarie della mostra. Insomma l’unica esposizione permanente della città rischia di essere messa in crisi da pochi spiccioli mancanti, proprio mentre si parla del futuro grande museo Trigona. Cristalli di zolfo delle collezioni private, riproduzioni in miniatura dei calcheroni, forni e argani realizzati da alcuni soci ed una rassegna fotografica che raffigura le fasi estrattive e di trasformazione dello zolfo potrebbero rimanere chiuse a chiave.

lunedì 1 giugno 2009

Fiume Nocciara. Guardate cosa succede a pochi metri dalla città.


Al centro il torrente, ai due lati e dentro il letto del fiume diverse tonnellate di rifiuti. Una vera e propria discarica abusiva scaricata sul letto del fiume Nocciara, proprio dietro il depuratore comunale di contrada Indirizzo, all’esterno della recinzione dell’impianto. Per circa un centinaio di metri l’alveo del fiume, nascosto tra canneti e boscaglia, al riparo da occhi indiscreti, a pochi passi dalla città, nasconde di tutto. Quintali di mattonelle bituminose, frigoriferi, mattoni di cemento, forati, calcinacci di varia natura, calce bianca, vasche da bagno, bidoni di ferro e plastica, lattine, lamiere, resti di televisori e tanti altri rifiuti disseminati a ridosso del torrente e al suo interno. Un brutto spettacolo per l’ambiente, ma anche per i turisti che poco distante dagli autobus possono assistere allo spettacolo. E nessuno interviene da mesi, mentre di settimana in settimana i cumuli di rifiuti continuano ad essere depositati sotto il naso della città. Grave il potenziale rischio di inquinamento per il corso d’acqua. Occorrerebbe un’immediata e urgente bonifica dei luoghi per evitare danni maggiori. Il tratto del torrente di fatto è stato trasformato in una discarica a cielo aperto. L’area è raggiungibile da un pezzo di strada collegato alla strada statale poco prima dei cancelli d’ingresso all’impianto del depuratore comunale. Giornale di Sicilia - Edizione del 30 maggio
Aspettiamo che Corpo Forestale, assessorato comunale all'Ambiente, ufficio Tutela ambientale e associazioni ambientaliste facciano qualcosa.

venerdì 29 maggio 2009

"Siracusa e Agrigento ridateci i nostri reperti". Il consiglio comunale vota ordine del giorno su museo Trigona

Recuperare i beni archeologici provenienti dagli scavi del territorio armerino ed attualmente esposti nei musei siciliani. Ed esporli al museo Trigona. Lo ha chiesto all’unanimità, con un ordine del giorno, il consiglio comunale, rivolgendo all’amministrazione comunale l’esplicita richiesta di attivare le procedure per la restituzione dei tesori piazzesi in vetrina nei musei di Agrigento e Siracusa. L’aula ha anche chiesto di poter prevedere nell’esposizione museale in fase di progettazione “previo restauro, altri reperti che ad oggi sono conservati nei depositi gestiti dalla soprintendenza ai Beni culturali di Enna”.
Biglietto unico Trigona-Villa
Una seduta, quella di martedì sera, nella quale si è discusso di tempi, modalità e gestione del futuro museo. Con una proposta messa nero su bianco dai vari gruppi consiliari, quella di chiedere a Sala delle Luci di lavorare con la Regione Siciliana “per istituire il biglietto unico Villa Romana – Museo Trigona”, e di avviare il “percorso burocratico” che possa portare all’apertura del museo entro la primavera del 2010, quando dovrebbe verificarsi la congiuntura temporale dell’arrivo della Venere di Morgantina e della fine dei lavori alla Villa Romana del Casale, con la nuova copertura e i mosaici restaurati. L’aula ha approvato il documento proposto dalla commissione Beni culturali, integrato con i punti proposti dal consigliere Basilio Fioriglio e condivisi da entrambi gli schieramenti politici. “L’azione unanime dell’aula dimostra come palazzo Trigona ha sempre unito tutti gli schieramenti”, afferma Riccardo Calamaio, presidente della commissione Beni culturali. “La fine dei lavori di restauro in corso, prevista a metà luglio, lo sappiamo, non determinerà l’immediata apertura del museo, ma il consiglio deve avere una parte attiva nel percorso che porterà al museo e alla sua gestione”, aggiunge Calamaio. La soprintendenza di Enna ha già predisposto un progetto definitivo di allestimento museale, finanziato con circa 380 mila euro. Il tema della restituzione dei reperti, però, sottoposto all’aula da una specifica interrogazione del consigliere Fioriglio, ha catalizzato una parte del dibattito. “Si tratta di una questione fondamentale, quei beni archeologici che si trovano ad Agrigento e Siracusa o in altre parti dell’isola devono esserci restituiti, dobbiamo batterci tutti insieme”, ha spiegato in aula Fioriglio. “Non è possibile che la Venere può arrivare in Sicilia dagli Stati Uniti e noi non riusciamo a convincere i musei siciliani a restituirci ciò che ci appartiene”, insiste in aula l’autore dell’interrogazione. “Dissuasori a scomparsa automatici già previsti da progetto in corso dell’ufficio tecnico”, ha spiegato in aula l’assessore Lina Grillo, leggendo una nota del sindaco Carmelo Nigrelli in risposta all’interrogazione di Fioriglio. “Si risponde solo ad uno dei cinque punti che avevo posto, mi dispiace che il sindaco, il quale ha la delega ai Beni culturali, non sia presente in aula, ponevo precise domande sulla questione dei reperti archeologici armerini che si trovano in altri musei siciliani”, replica Fioriglio. “Sul museo e la restituzione dei reperti disposti a poter fare ogni tipo di battaglia in tutte le sedi opportune”, ha spiegato nel suo intervento il capogruppo del partito Democratico, Giuseppe Venezia. Nell’ordine del giorno approvato in aula, inoltre, è stato chiesto all’ufficio tecnico comunale di provvedere, insieme alla soprintendenza ennese, ad uno studio per una illuminazione artistica esterna dell’edificio, allo studio e messa in posa di dissuasori per impedire il parcheggio delle auto lungo il prospetto del palazzo storico, e l’impegno in bilancio delle relative somme. Insomma una sorta di vademecum su come procedere in vista dell’allestimento museale che dovrebbe partire nei prossimi mesi.
L'achitetto Rosa Oliva, soprintendenza di Enna.
“La restituzione dei reperti, quando un pezzo è entrato a far parte di un ordinamento scientifico e museale, non è impossibile in linea di principio, ma è molto difficile”. A spiegarlo è l’architetto Rosa Oliva, responsabile della sezione Architettonica e paesistica della Soprintendenza di Enna, presente in aula per confrontarsi con i vari gruppi consiliari. “In realtà, per quanto mi risulta, tutti i soprintendenti di Enna che si sono succeduti negli anni hanno sempre attivato la procedura di restituzione dei reperti archeologici provenienti dal nostro territorio”, ricorda. E precisa: “Il problema è che quando un reperto archeologico viene esposto in un museo, ciò non avviene in modo casuale, ma entra a far parte di una sequenza scientifica e logica ben precisa, toglierlo significa mettere in discussione quell’ordinamento scientifico museale, e difficilmente questo accade”, spiega il dirigente. “Ma se riusciamo a far ritornare altri reperti, abbiamo lo spazio per poi collocarli nell’allestimento museale che state predisponendo?”, chiede Ilenia Adamo, consigliere del Pd. “Si, in ogni caso abbiamo una grande sala libera prevista per le attività museali temporanee”, risponde l’architetto della Soprintendenza ennese, il quale chiarisce anche altri aspetti. “Il 30 per cento degli incassi spetterebbe sempre alle casse comunali, come avviene per la Villa Romana, mentre per quanto riguarda il costo del biglietto la decisione sarebbe di competenza della Regione”, aggiunge. “Allo stato attuale, se non interviene una legge che stabilisce cosa diversa, il museo verrebbe gestito dalla stessa soprintendenza di Enna, così come avviene per il museo di Aidone e per quello di Enna”, dice. Giornale di Sicilia - Edizione 28 maggio

Il documento approvato dall'aula all'unanimità

Consiglio comunale del 26 maggio 2009
O.d.G. Problematica Palazzo Trigona: “Museo della Città e del Territorio”

La richiesta di convocazione di questo Consiglio Comunale, presentata dalla V Commissione, è legata alla volontà di rendere partecipe il Civico Consesso delle risultanze di un sopralluogo, svoltosi il 21 aprile 2009 presso il cantiere di restauro di Palazzo Trigona nel contesto dell’iniziativa “cantieri aperti” promossa dalla Soprintendenza di Enna in occasione della Settimana Nazionale della Cultura. Di tale sopralluogo è stato redatto verbale, che costituisce parte integrante del presente documento e di cui si da lettura e che si deposita agli atti dell'odierna seduta di C.C.
(segue lettura del verbale).

CONSIDERATO

Che il completamento dei lavori di restauro del Palazzo Trigona riempie di soddisfazione ed orgoglio quanti (istituzioni, associazioni, cittadini) hanno cooperato per la definizione di un caso che è stata ritenuto per 50 anni una classica "incompiuta" di Sicilia, e che solo dal 2004 ad oggi ha registrato una accelerazione positiva;

che il restauro del Palazzo Trigona da destinare a Museo della Città e del Territorio debba essere un argomento che, oltre ad appassionare la cittadinanza e le associazioni portatrici di interessi culturali sul territorio, debba essere oggetto di conoscenza e di condivisone di tutto il Consiglio Comunale senza distinzione di appartenenze politiche specifiche al fine di unire tutti i consiglieri e le forze politiche del territorio su un obbiettivo comune rivolto all’apertura del Museo in tempi brevi.

che la seduta odierna è un’ulteriore occasione che si aggiunge alle numerose iniziative intraprese negli anni precedenti dal Consiglio Comunale, per rimarcare il ruolo decisivo dell’organo Consiliare per l’apertura e la Musealizzazione del Palazzo Trigona;

che il restauro del Palazzo ci consente di raggiungere un duplice obiettivo costituito dal recupero di un Monumento simbolo ed emblema della storia della Città, e dalla possibilità di caratterizzare il nostro centro storico con la presenza di un contenitore museale che, in diretta simbiosi con il sito archeologico della Villa del Casale possa rappresentare la coniugazione del rapporto città-territorio, istituendo un asse museale tra la Villa e la Città;

che il restauro del Trigona in coincidenza con il restauro della Villa Romana sottolinea la valenza strategica, per lo sviluppo del territorio, di questi due vertici per un unico asse che si allarga a comprendere ed interpretare l'intero territorio;

che l’asse museale Villa Romana – Città potrà vantare della cornice del notevole patrimonio artistico ed architettonico per cui la città antica è nota ed apprezzata;

che l’imminente completamento dei lavori pone già da diversi mesi interrogativi e preoccupazioni non più procrastinabili;

che il restauro del Palazzo costituisce solo la prima tappa di quel percorso che trasformerà il Trigona in Museo della Città e del territorio, così come fu sancito dal C.C. il 5 maggio del 2002, e che pertanto la chiusura del cantiere non coinciderà con l'apertura del Museo.

PRESO ATTO

Che la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Enna utilizzando alcune economie provenienti dall'appalto in corso procederà all'acquisto di alcuni arredi;
che è stata istituita dalla Soprintendenza una commissione di studio che si sta occupando della caratterizzazione storica di quello che sarà il vero e proprio aspetto museale del palazzo;
che è disponibile un ulteriore piccolo finanziamento, da utilizzare esclusivamente per la musealizzazione del palazzo,

SI RITIENE

che tutto ciò non sia sufficiente per la definizione dell’iter di apertura del Museo.

che il Consiglio Comunale debba continuare ad avere un ruolo decisivo per l’apertura del Museo, così come fu determinante il 5 maggio 2002 quando il Civico Consesso si riunì all’interno del Palazzo votando un ordine del giorno fornendo un indirizzo specifico per il restauro e la musealizzazione del Palazzo, chiedendo alla Regione l’istituzione del “Museo della Città e del Territorio”. Continuando inoltre ad avere un ruolo decisivo con l’adunanza del 7 dicembre del 2004 ed altre adunanze di pari oggetto svolte successivamente anche all’interno del Palazzo;

che oggi più che mai è necessaria la partecipazione attiva del Consiglio Comunale affinchè possano essere intraprese tutte le azioni necessarie per l’apertura del Museo;

che la Soprintendenza debba definire, E RENDERE CONDIVISIBILI, gli aspetti specifici dell'allestimento museale possibilmente in conformità al documento votato dal C.C. del 5 maggio 2002 di cui ne ha avuto copia lo scorso 23 aprile, unitamente alla delibera di Consiglio Comunale di riferimento (si allega lettera di trasmissione e delibera); e che soprattutto definisca un modello di gestione per quello che sarà il Museo al fine di quantificare somme e risorse necessarie per l'apertura e per la gestione;

che occorre definire il percorso amministrativo che possa garantire il museo attraverso l’interlocuzione con tutte le istituzioni preposte e l’attiva partecipazione di tutte le forze politiche del territorio;

che occorre, sin da adesso, definire il ruolo del museo Trigona in relazione al territorio ed agli eventi che nella primavera del 2010 avranno luogo: completamento del restauro della Villa Romana del Casale e arrivo della Venere di Morgantina.

che occorre istituire un biglietto unico di ingresso Villa Romana – Museo Trigona (come richiesto anche da Legambiente all’Assessorato Regionale ai Beni Culturali a far data dal 1 febbraio 2002, e ultimamente proposto dal prof. Vittorio Sgarbi durante il C.C. del 30 aprile 2009) per assicurare al Museo Trigona un ruolo strategico perché possa diventare veramente il secondo vertice di un asse culturale che sarebbe percorso da un numero crescente di turisti e viaggiatori, la cui presenza nella nostra città metterebbe in moto un'economia positiva basata sulla valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali di cui il nostro territorio è scrigno.

Per questo

CHIEDIAMO

- che l'Amministrazione Comunale si attivi, di concerto con le altre istituzioni preposte, per l'istituzione del biglietto unico Villa Romana - Museo Trigona;

- che l'Amministrazione Comunale si attivi, quale principale portatore d'interesse, nei confronti delle istituzioni preposte per definire il percorso burocratico per l'apertura e la gestione del Museo affinchè possa avvenire in tempi brevi e comunque in coincidenza dei grandi eventi previsti per la primavera del 2010;

- che il Consiglio Comunale abbia una partecipazione attiva in seno alla commissione di studio e all’iter procedurale che porterà all’apertura ed alla gestione del Museo;

- che l’UTC congiuntamente alla Soprintendenza di Enna effettui lo studio per una illuminazione artistica esterna dell’intero edificio;

- che l’UTC provveda allo studio e alla messa in posa dei dissuasori al fine di impedire il parcheggio delle auto lungo il prospetto del Palazzo;

- che siano impegnate nel bilancio comunale le somme necessarie per l’acquisto e l’installazione dei dissuasori;

- di recuperare i beni archeologici provenienti dagli scavi del nostro territorio che oggi sono esposti presso altri musei;

- di esporre i beni di cui sopra nel Museo Trigona;

- di esporre, previo restauro, altri reperti che ad oggi sono conservati nei depositi gestiti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna.

martedì 26 maggio 2009

Platia Servizi. Il Tribunale di Enna rigetta istanza di fallimento. Si va verso liquidazione davanti a notaio.

Il Tribunale di Enna ha rigettato la richiesta di fallimento depositata nei mesi scorsi per la Platia Servizi, la società mista al 51 per cento a partecipazione comunale. A presentare l’istanza di apertura della procedura fallimentare era stato l’avvocato Ermanno Trebastoni, presidente del consiglio di amministrazione della società. “Ho già scritto al sindaco carmelo nigrelli e al socio privato della Platia Servizi per informarli e per chiedere l’avvio della procedura di liquidazione o di ricapitalizzazione”, afferma l’avvocato Trebastoni. Per la liquidazione societaria, adesso, ritenuta l’unica via percorribile, non è escluso possa essere nominato quale liquidatore lo stesso presidente del cda. La procedura in ogni caso va avviata davanti ad un notaio. La richiesta di fallimento pare sia stata respinta perchè sarebbe stato sforato un solo parametro nel 2005 richiesto per avviare la procedura davanti ai giudici. La società fino a qualche anno fa gestiva alcuni servizi per conto del Comune, come la manutenzione degli edifici comunali e delle strade.

Cane randagio aggredisce una persona in città. Sauli, Lav: "Se il fenomeno non è controllato casi del genere sono destinati a ripetersi"

Aggredito da un cane randagio e ferito lievemente un assistente tecnico scolastico in piazza Senatore Marescalchi. L’uomo ha dovuto fare ricorso al Pronto Soccorso dell’ospedale Chiello. Nessuna segnalazione a carabinieri e commissariato. Ma l’episodio fa discutere. “Se il fenomeno del randagismo non viene subito affrontato con l’avvio delle sterilizzazioni casi come questi sono destinati, purtroppo, a ripetersi nel tempo”, spiega Lorena Sauli, responsabile provinciale della Lav, la lega antivivisezione. “La stessa sterilizzazione annulla fortemente l’aggressività dei randagi che spesso è legata solo al periodo dell’accoppiamento”, aggiunge l’animalista.

giovedì 21 maggio 2009

Strisce gialle per i disabili "occupate". "Primi dati non degni di un Paese civile".

Prime “multe morali” scattate nei confronti degli automobilisti indisciplinati che hanno parcheggiato le loro auto sulle strisce gialle riservate ai disabili. Portatori di handicap e volontari dell’Aias, l’associazione italiana assistenza spastici, hanno “contravvenzionato” i trasgressori con primi talloncini collocati tra il parabrezza e il tergicristallo delle auto in sosta vietata. I primissimi dati statistici non sarebbero confortanti. “I primi numeri ci danno un quadro non certo degno di un popolo che si può definire proprio civile e democratico”, spiega il presidente dell’Aias, Lorenzo Naso, il quale con i volontari della sua associazione ha lanciato la campagna di sensibilizzazione a tutela del posto auto riservato ai portatori di handicap. E anche la reazione dei “multati” non sembra incoraggiante. “Tanti automobilisti sono stupiti, altri insofferenti, alcuni anche intolleranti, ma tutti pronti a giustificare il comportamento scorretto”, riferisce Naso. Disabili e volontari avranno a disposizione un certo numero di talloncini con la dicitura “multa morale” e la frase “hai parcheggiato in un posto riservato ad una persona disabile”. Ad ogni sosta abusiva sulle strisce gialle scatterà la sanzione morale. E girando il talloncino verrà ricordato all’automobilista “multato” come “i parcheggi riservati alle persone disabili non sono un privilegio, sono una necessità”. “Forse non lo sapevi, ora lo sai, parcheggia da un’altra parte”, l’invito garbato, ma perentorio, rivolto a chi non rispetta le strisce gialle. I dati statistici verranno poi trasmessi agli uffici comunali e resi pubblici dall’associazione. “Noi vogliamo solo trasmettere un messaggio di civiltà”, spiegano dall’Aias.

Un Luna Park rimasto chiuso a chiave per i cittadini

Un’intera piazza riempita dalle giostre, ma il Luna Park costretto a smontare perché sprovvisto del parere della commissione provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Scoppia la polemica e si minacciano richieste di risarcimento danni da parte dei giostrai arrivati tra il 15 e 16 maggio nella città dei mosaici per montare il Luna Park. Il commissariato ha chiesto ai titolari del Luna Park il parere della commissione provinciale, essendo presenti in piazza Falcone Borsellino delle tipologie di giostre che comportano una certa sollecitazione fisica, così come previsto dalla legge. “Abbiamo fatto il nostro collaudo con il nostro tecnico, avevamo l’autorizzazione comunale al suolo pubblico, adesso ci troviamo con questa richiesta di parere provinciale, e dobbiamo smontare tutto senza aver potuto lavorare”, spiegano le ditte dei giostrai. Tonnellate di macchinari e giostre montate, mai entrate in funzione e smontate di nuovo per un intoppo burocratico. Ieri mattina incredulità da parte di bambini, giovani ed adulti. Tutti si aspettavano di poter utilizzare il Luna Park, lo avevano visto interamente montato, pronto all’uso. Ed invece non solo tutto è rimasto fermo, ma gli operai hanno cominciato a smontare tutto, tra le domande e la sorpresa dei cittadini. Una situazione surreale e inaspettata. “Noi abbiamo concesso l’autorizzazione all’uso del suolo pubblico, ma il commissariato ha avanzato la richiesta del parere provinciale, noi non possiamo farci niente”, sottolinea il vice sindaco Teodoro Ribilotta. “Per quella tipologia di giostre per legge è obbligatorio il parere della commissione provinciale”, ha confermato il commissario Giancarlo Consoli, raggiunto telefonicamente. Atteso l’intervento del sindacato di categoria dei giostranti. Già la scorsa estate il sindacato era stato molto polemico e duro per il diniego a poter montare il Luna Park in piazza Falcone Borsellino.

venerdì 15 maggio 2009

Il Comune per fare cassa mette all'asta 12 edifici pubblici. Ricavo stimato in almeno 1 milione e 500 mila euro. Serve via libera dell'aula.

La giunta approva il Piano vendita di un gruppo di immobili comunali da mettere all’asta per fare cassa. In tutto si tratta di 12 immobili per un ricavato a base d’asta di circa 1 milione e 500 mila euro. L’amministrazione ha dato il proprio via libera al piano di dismissione degli edifici, il quale, adesso, dovrà passare al vaglio del consiglio comunale per l’approvazione definitiva e l’avvio delle procedure d’asta pubblica. Nell’elenco figura l’ex scuola Agraria di contrada Bellia, con il fabbricato e la pertinenza, costituito dal capannone “Sicilia Soccorso” con una base d’asta di vendita di 205 mila euro, e l’immobile “Cra” con base d’asta di vendita di 500 mila euro. Nel piano di vendita è presente anche l’ex stazione ferroviaria di piazza Senatore Marescalchi, con quattro distinte parti e la relativa base d’asta indicata: una prima parte al piano terra per 156 mila euro, l’ex locale officina con base d’asta da 120 mila euro, i locali con le due biglietterie per gli autobus del trasporto extraurbano per 80 mila euro, e gli uffici per autonoleggio per 80 mila euro. Quattro gli immobili di via Santa Chiara inseriti nell’elenco, compresi i locali dell’ex consultorio familiare, con prezzi di vendita a base d’asta inferiori ai 50 mila euro. Altri due immobili di proprietà comunale da alienare sono presenti in via Marconi e altri due rispettivamente in via Vittorio Emanuele e in via Cagni, ed infine un altro immobile al piano terra in Largo San Giovanni. Solo nel caso dell’ex stazione ferroviaria, trattandosi di un immobile considerato “bene culturale”, varranno alcuni vincoli per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e per un eventuale restauro conservativo. Gli eventuali proventi ricavati dalla vendita potranno essere utilizzati per finanziare "scopi pubblici". Tutti i prezzi di vendita vengono indicati come basa d’asta, quindi nel corso delle procedure pubbliche di vendita la presenza di eventuali offerte al rialzo da parte di diversi potenziali acquirenti, potrebbe far alzare l’incasso totale realizzabile dall’alienazione di tutti gli immobili compresi nel piano di dismissione appena varato. Il Piano nelle prossime settimane dovrebbe approdare prima nelle commissioni consiliari e poi in aula, con la possibilità per i gruppi consiliari di apportare eventuali modifiche o anche di accantonare, bocciandola, la proposta di Sala delle Luci.

Concorso a Ragioniere Capo. Ricorso al presidente della Regione. Il Comune da incarico ad un legale per difendere il bando di gara.

Si sposta sul piano politico-giudiziario la battaglia sul contestato concorso comunale a Ragioniere Capo. L’amministrazione comunale con propria delibera ha dato incarico all’avvocato Harald Bonura per opporsi al ricorso straordinario al Presidente della Regione Sicilia con il quale è stato chiesto l’annullamento della procedura concorsuale. Ad aver firmato il ricorso erano stati l’associazione antimafia “Emanuele e Leopoldo Notarbartolo”, il sindacato unitario dei lavoratori della Polizia municipale, il consigliere comunale Giuseppe Falcone, capogruppo della lista Mattia Sindaco, e il coordinatore comunale dell’Mpa, Giuseppe Mattia. Ricorso presentato al Presidente della Regione Sicilia contro il Comune, nella persona del sindaco Carmelo Nigrelli, e contro Calogero Centonze, Alfonso Catalano e Angelo Bruno nella qualità di controinteressati partecipanti alla procedura concorsuale. Gli autori del ricorso contestano la presenza di forti profili di illegittimità nel bando di concorso, primo fra tutti il requisito dei tre anni di esperienza alla guida di un servizio economico finanziario in un’amministrazione pubblica, e la violazione di alcuni principi previsti dalla giurisprudenza amministrativa. “Il ricorso è da ritenere infondato, il requisito della specifica esperienza professionale scaturisce dall’autonomia regolamentare ampiamente riconosciuta agli enti locali”, si legge nella delibera con cui la giunta si difende, dando incarico ad un proprio legale di fiducia. La vicenda era finita alcuni mesi fa tra le polemiche anche in consiglio comunale. In aula, però, non era passata la linea proposta dalla coalizione di centrodestra. L’opposizione, infatti, aveva fatto mettere ai voti la richiesta alla giunta Nigrelli di revoca in autotutela della procedura concorsuale. Ma al momento del voto era andata sotto per il voto compatto del gruppo consiliare del partito Democratico, maggioranza in aula.

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo