sabato 7 agosto 2010

Piazza Armerina. Nota riservata agli uffici comunali con le motivazioni dell'uscita di scena del comandante Viola.Cimino fa finta di non sapere nulla?

Il commissario dei vigili urbani Alfredo Sapone è il nuovo comandante della Polizia municipale piazzese. La nomina è arrivata con provvedimento del sindaco Carmelo Nigrelli dopo la misteriosa fuoriuscita dal Comando del precedente comandante Piero Viola. La giunta, infatti, nei giorni scorsi aveva preso atto con una propria delibera di una “nota riservata” con la quale la Provincia di Catania, ente al quale appartiene Viola, decideva di “revocare” il comando al proprio dipendente presso il comune armerino. Ma per quale motivo? L’assessore con delega alla Polizia municipale, Lillo Cimino, afferma di non conoscere le motivazioni della revoca. “Non mi è dato sapere per quale motivo la Provincia di Catania ha revocato il nulla osta all’ormai ex comandante Viola, non ci viene spiegato”, dice Cimino. In una nota riservata del 28 giugno, però, pervenuta agli uffici comunali lo scorso 5 luglio, la Provincia comunica la revoca “per le motivazioni in essa contenuta”. Quindi le motivazioni dovrebbero essere in realtà a conoscenza degli uffici e degli amministratori. Ma sembrano rimanere top secret. Credo sia un atto di civiltà e correttezza far sapere ai cittadini cosa sia successo veramente, anizhè trincerarsi dietro "una nota riservata".

Piazza Armerina. Il sindaco Nigrelli replica a Capizzi: "Solo pretesti che nulla hanno a che fare con gli interessi della città"

Il sindaco Nigrelli: "Non intendo entrare nel merito delle affermazioni politiche di Capizzi, tuttavia osservo che il compito del Sindaco è quello di dare attuazione al programma elettorale votato dai cittadini e io intendo mantenere fede a questo impegno preferibilmente con chi dichiarò nel 2008, magari strumentalmente, di condividere il mio programma, ma, in ogni caso, con chiunque, dentro le istituzioni e non, voglia impegnarsi per continuare a perseguire e raggiungere gli scopi stabiliti. Il resto, come ho già affermato, sono solo pretesti che nulla hanno a che fare con gli interessi della Città". Segue...

venerdì 6 agosto 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd: "Le domande imbarazzanti di Capizzi e autonomisti all'establishment "democratico".


Giuseppe Capizzi nella qualità di portavoce del gruppo dei consiglieri comunali del PD Monasteri, Azzolina, Failla e Centonze:
Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto.
Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato.
Sarebbe stato opportuno e politicamente corretto invece che sia il consigliere comunale in questione che pure il giornalista che lo ha intervistato, Agostino Sella, ponessero l’accento sul grave atto politico che è stato consumato nel momento in cui il bilancio è stato approvato con voti trasversali e grazie alla presenza determinante dei consiglieri del centro destra.
Il gruppo dei cinque consiglieri comunali il giorno 13 luglio aveva sottolineato che il bilancio proposto dall’amministrazione comunale era indifendibile ed improponibile, ribadendo tra l’altro che questa posizione era stata condivisa dal gruppo del PD compreso dal consigliere Venezia a tal punto che era stato presentato apposito documento all’amministrazione comunale per attenzionare alcune problematiche.
Lo stesso consigliere dovrebbe pertanto spiegare il cambiamento di rotta sulla valutazione della proposta di bilancio poi approvata in consiglio comunale, bilancio come più volte ribadito che assolutamente non affronta i problemi evidenziati dal gruppo dei cinque consiglieri e da tutti prima condivisi come quello dell’aumento di spesa spropositata sui servizi sociali, della mancanza di risorse per lo sviluppo economico e turistico, la assenza di programmazione sul personale.
Noi abbiamo solo posto problemi di natura politica e nessuno ancora politicamente ci ha dato risposte e continua ad attaccarci personalmente diffondendo solo falsità.
Sinteticamente dobbiamo evidenziare le centinaia di problematiche da noi sempre evidenziate?
Che risposte sono state date sulla programmazione e sull’espletamento dei servizi sociali? Sulla garanzia di rispetto del programma del mandato sugli stessi servizi? Sul fatto che i servizi sociali, da noi giustamente elargiti, per pagare prebende e fare clientele costano per dieci volte di quanto costano ad Enna e Caltagirone con qualità offerta peggiore? Che dire che i ricovero minori ad Enna sono pari a 5 a Caltagirone a 15 e a Piazza Armerina magicamente pari a 70? Che dire che la spesa dei servizi sociali sul servizio minori dall’amministrazione Prestifilippo all’amministrazione Nigrelli è cresciuta di ben 200.000,00 euro e che pertanto paghiamo rette di ricoveri per 700.00,00 (settecentomila badate bene) annu? E’ giusto porsi qualche interrogativo?
Diciamo qualcosa sul personale? Cosa dire sul fatto che vengono dati pareri discutibili agli emendamenti dai responsabili di servizio che guarda caso il giorno dopo l’approvazione del bilancio vengono nominati dirigenti dal nostro Sindaco? Che sul personale in maniera illegittima sono state fatte le progressioni di carriera del personale comunale facendo un esercito di generali, ripeto illecitamente, non avendo fatto nessun concorso esterno, se pur obbligati?
Dobbiamo Continuare? Che fine hanno fatto i lavori sulle strade cittadine il cui mutuo è stato approvato dal consiglio comunale un anno fa?
E’ che dire sullo splendido successo delle striscie blu? Incassi previsti primo anno 800.00,00 euro incassati 40.000,00?
Le risposte demagogiche e inapplicabili sono sempre le stesse “noi siamo con tutti e per tutti” poi vedremo come reperire le risorse eventualmente aumentiamo le tasse ai cittadini per garantire qualcosa o qualcuno.
Davanti ai problemi gravi della città è doveroso avere un atteggiamento responsabile per la difesa dell’interesse generale non essere asserviti a logiche di parte a danno dell’intera collettività. E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio.
E’ una questione di dignità politica.

giovedì 5 agosto 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd. Fioriglio: "Non capisco perchè anche io sono stato tirato in causa dai cinque autonomisti, pensino al centrosinistra"

Di seguito pubblichiamo la replica integrale del consigliere indipendente Basilio Fioriglio al documento degli "autonomisti" (che troverete alla fine dell'intervento di Fioriglio) pubblicato sull’edizione numero 30 di Report e su questo blog:

E’ d’obbligo inserirmi, perché chiamato in causa, nella pretestuosa ed inopportuna dichiarazione del portavoce degli Autonomisti del P.D., rilasciate in coda al comunicato di domenica 25 Luglio, relativamente all’astensione dell’opposizione nel voto del Bilancio di Previsione. Ricordo agli autonomisti di raccontare gli antefatti al max emendamento presentato in Aula “ in gran segreto” dagli autonomisti, superando quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo, di tutte le forze politiche presenti, che ci si doveva incontrare per condividere un percorso comune sul reperimento dei fondi necessari per avviare la stabilizzazione dei precari. E’ grave nel volere ricordare “l’appoggio” per l’approvazione degli emendamenti. Il mio emendamento sulla trasmissione indiretta con radio o tv dei Consigli Comunali. Credo che era un atto doveroso nei confronti dei Cittadini di portare nelle loro case ciò che accade nell’Aula Consiliare. Quanto alla pretesa di abbandono dell’Aula, ricordo che mai, dico mai, lo scrivente ha abbandonato l’Aula quando si è trattato di problematiche che hanno avuto l’oggettivo interesse per la Città, come il Bilancio atto più importante di competenza del C.C. In quale occasione gli
Autonomisti avevano comunicato la loro intenzione di abbandonare l’Aula ?. In politica nulla avviene per caso, tutto deve essere concordato e non con segnali di fumo, ma parlando; In democrazia ciò si chiama responsabilità politica. Ricordo che con l’abbandono dell’Aula la maggioranza avrebbe approvare l’atto con solo 7 Consiglieri, trattandosi di Consiglio in prosecuzione, a parte la presenza di altri consiglieri
dell’opposizione, nel caso specifico funzionale alla maggioranza. Farebbe bene il gruppo degli autonomisti di occuparsi del centrosinistra e dare più peso alla concertazione non a parole
ma con i fatti, ed avviare un nuovo processo per dare alla Città un governo stabile e che abbia rispetto del programma presentato agli elettori. Quello che è accaduto in C.C. alcuni giorni fa , sancisce la spaccatura all’interno del centrosinistra che deteneva la maggioranza anche in C.C.. Spiegano l’azione intrapresa, e spiegano cosa vuole dire il Sindaco quando replica: “ I cinque autonomisti ?. Dietro , le loro dichiarazioni altre motivazioni molto meno nobili”. Di già hanno dimenticato il mio voto favorevole al loro max emendamento, l’unico fuori dal loro gruppo. E’ la richiesta politica, solo dal sottoscritto rivolta al Sindaco invitandolo a prendere atto della nuova situazione politica ed in particolare che la sua stessa parte politica gli vota contro chiedendogli di venire a riferire in Consiglio Comunale sui fatti in argomento soprattutto sulle dimissioni dell’Assessore Restivo.
Ciò premesso la dovuta replica non impedisce ognuno per la propria parte un percorso politico consiliare per riportare chiarezza nell’azione amm/va che consenta alla Città di riappropriarsi del proprio ruolo, come nel passato. Invito, pertanto, i consiglieri di avere il coraggio politico di future azioni adeguatamente forti per un cambiamento radicale dell’attuale ristagno socio – politico – amministrativo - economico e culturale di una politica oggi asservita a disegni esterni che soffocano la speranza della Città di rivivere tempi migliori che i nostri avi e padri hanno costruito.

Basilio Fioriglio

Ecco cosa aveva scritto Giuseppe Capizzi, in qualità di porta voce del gruppo degli autonomisti:
Polemizzare a mezzo stampa è già il segno della nostra sconfitta politica. Una sconfitta politica che investe in prima persona il sindaco. Un sindaco che piuttosto che stemperare gli animi e cercare adeguate soluzioni rilancia sul piano della polemica e degli attacchi personali. Ma noi piuttosto che ribadire e puntualizzare quando affermato dal nostro primo cittadino, ci teniamo ad affermare con forza alcuni aspetti politici di rilievo. In primo luogo i cinque consiglieri che vengono additati come impertinenti sobillatori, sono tra i pochi che hanno rinnovato la loro iscrizione al Pd. Per quanto riguarda le accuse esplicite di movimenti finalizzati a logiche congressuali, le accuse vanno riferite ad altri. A coloro che, con tatticismi da Prima Repubblica, non hanno ancora rinnovato la loro adesione al Partito Democratico in attesa degli eventi.
Per quanto riguarda la nostra presa di posizione sul bilancio ribadiamo che avevamo avvertito per tempo che il bilancio che ci era stato sottoposto non rispondeva alle nostre aspettative. Un vizio non solo di forma ma anche di sostanza visto l’eccessivo costo dei servizi sociali e tenuto conto che nella programmazione non si proponeva nessuna innovazione sulla gestione degli stessi da noi fortemente voluta e base del nuovo regolamento sui servizi che noi abbiamo presentato in consiglio e che verrà discusso.
Noi riteniamo che debba passare la logica degli accreditamenti, così come tra l’altro inserito nel programma di mandato elettorale, che considera perno del sistema chi usufruisce del servizio e non chi lo effettua eliminando così tutti i condizionamenti su chi gestisce.
Questo problema lo avevamo sollevato già in fase di stesura del documento programmatico. Dunque nessuno può accusarci di imboscate, è questo un criterio legittimo di condivisione politica. Nessuno di noi è più disposto a sopportare e subire logiche piramidali e impositive. Nessuno si sogni di continuare a classificarci come dipendenti che con solerzia aziendale approvano e subiscono. Avevamo segnalato delle direttive di intervento che riteniamo vitali per l’economia cittadina. Il riferimento è al turismo, alla viabilità, al verde pubblico e soprattutto alla risoluzione del problema del personale precario che non ha trovato nessuna attenzione in sede di predisposizione della programmazione pluriennale.
Politicamente vorremmo chiedere al primo cittadino Cosa dire adesso di un governo che si fa votare dall’opposizione il suo bilancio di previsione? Cosa dire dell’opposizione che prima ha avuto l’appoggio per l’approvazione di emendamenti , che in riunioni di gruppo erano stati etichettati come demagogici, e poi rimane in aula per dare sostegno alla “presunta” maggioranza astenendosi?
Ma il nostro intento non è quello di affollare le cronache dei giornali estivi. La nostra proposta politica, solo politica, non personale, è quella di operare un giusto correttivo di dare ampio spazio al dibattito politico nelle giuste sedi e aprire un confronto anche se duro democratico e leale.
Al sindaco chiediamo di procedere ad un’attenta analisi della situazione politica. Migliaia di concittadini ci hanno dato il loro consenso operando una sorta di investimento politico. La città ci ha conferito un mandato esplicito, quello di operare fuori dalle vecchie logiche di spartizione, che purtroppo hanno guidato la scelta degli assessori, e quello di agire secondo legalità correttezza e trasparenza.

mercoledì 4 agosto 2010

Piazza Armerina. Autonomisti del Pd: "Penoso assistere a Venezia elemosinare l'appoggio dell'opposizione per il bilancio"

Ancora acque agitate in casa Pd. I cinque consiglieri "autonomisti", Giuseppe Capizzi, Fabio Monasteri, Franco Azzolina, Luca Failla e Calogero Centonze, non hanno digerito la "sfrontatezza", come la definiscono, del capometàgruppo Giuseppe Venezia, di recente pubblicate sulla stampa. Facciamo qualche breve anticipazione delle parole delportavoce Capizzi:
"... Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto. Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato..."

Ed ancora:
"...E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio..."

Segue...

martedì 27 luglio 2010

Piazza Armerina. Crocetta: "Il sindaco Nigrelli va aiutato a riprendere la retta via"

“Politicamente credo che il sindaco Carmelo Nigrelli vada sostenuto ed aiutato a riprendere la retta via”. Il deputato europeo Rosario Crocetta, esponente del partito Democratico, incontrando in città i soci e simpatizzanti del circolo “Legalità & Sviluppo”, costola culturale del partito fondata dall’imprenditore Francesco Ferrara, lancia la sua ricetta per affrontare la crisi politica interna al partito nella città dei mosaici. La frattura interna al gruppo “democratico”, con il nuovo cartello dei cinque consiglieri “autonomisti”, ma rimasti dentro il Pd, è stata seguita dalle dimissioni dell’assessore al Bilancio Francesco Restivo. “Da osservatore esterno non posso fare alcuna considerazione, non conoscendo i fatti, credo però, che il circolo debba essere un forte pungolo di legalità per il primo cittadino, debba invitare i cinque consiglieri comunali dichiaratisi autonomi a spiegare le loro ragioni, nel dovere di ricomporre la frattura, per fare trionfare la buona politica”, aggiunge. “Sono disponibile in questa direzione, per aiutare questa amministrazione a funzionare, alzando a dismisura l’asticella della legalità”, conclude Crocetta.

domenica 25 luglio 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd. Nuovo documento degli autonomisti: "Cosa dire di un governo che si fa votare dall’opposizione il bilancio di previsione?

Giuseppe Capizzi, portavoce degli autonomisti del Pd:

Polemizzare a mezzo stampa è già il segno della nostra sconfitta politica. Una sconfitta politica che investe in prima persona il sindaco. Un sindaco che piuttosto che stemperare gli animi e cercare adeguate soluzioni rilancia sul piano della polemica e degli attacchi personali. Ma noi piuttosto che ribadire e puntualizzare quando affermato dal nostro primo cittadino, ci teniamo ad affermare con forza alcuni aspetti politici di rilievo. In primo luogo i cinque consiglieri che vengono additati come impertinenti sobillatori, sono tra i pochi che hanno rinnovato la loro iscrizione al Pd. Per quanto riguarda le accuse esplicite di movimenti finalizzati a logiche congressuali, le accuse vanno riferite ad altri. A coloro che, con tatticismi da Prima Repubblica, non hanno ancora rinnovato la loro adesione al Partito Democratico in attesa degli eventi.
Per quanto riguarda la nostra presa di posizione sul bilancio ribadiamo che avevamo avvertito per tempo che il bilancio che ci era stato sottoposto non rispondeva alle nostre aspettative. Un vizio non solo di forma ma anche di sostanza visto l’eccessivo costo dei servizi sociali e tenuto conto che nella programmazione non si proponeva nessuna innovazione sulla gestione degli stessi da noi fortemente voluta e base del nuovo regolamento sui servizi che noi abbiamo presentato in consiglio e che verrà discusso.
Noi riteniamo che debba passare la logica degli accreditamenti, così come tra l’altro inserito nel programma di mandato elettorale, che considera perno del sistema chi usufruisce del servizio e non chi lo effettua eliminando così tutti i condizionamenti su chi gestisce.
Questo problema lo avevamo sollevato già in fase di stesura del documento programmatico. Dunque nessuno può accusarci di imboscate, è questo un criterio legittimo di condivisione politica. Nessuno di noi è più disposto a sopportare e subire logiche piramidali e impositive. Nessuno si sogni di continuare a classificarci come dipendenti che con solerzia aziendale approvano e subiscono. Avevamo segnalato delle direttive di intervento che riteniamo vitali per l’economia cittadina. Il riferimento è al turismo, alla viabilità, al verde pubblico e soprattutto alla risoluzione del problema del personale precario che non ha trovato nessuna attenzione in sede di predisposizione della programmazione pluriennale.
Politicamente vorremmo chiedere al primo cittadino Cosa dire adesso di un governo che si fa votare dall’opposizione il suo bilancio di previsione? Cosa dire dell’opposizione che prima ha avuto l’appoggio per l’approvazione di emendamenti , che in riunioni di gruppo erano stati etichettati come demagogici, e poi rimane in aula per dare sostegno alla “presunta” maggioranza astenendosi?
Ma il nostro intento non è quello di affollare le cronache dei giornali estivi. La nostra proposta politica, solo politica, non personale, è quella di operare un giusto correttivo di dare ampio spazio al dibattito politico nelle giuste sedi e aprire un confronto anche se duro democratico e leale.
Al sindaco chiediamo di procedere ad un’attenta analisi della situazione politica. Migliaia di concittadini ci hanno dato il loro consenso operando una sorta di investimento politico. La città ci ha conferito un mandato esplicito, quello di operare fuori dalle vecchie logiche di spartizione, che purtroppo hanno guidato la scelta degli assessori, e quello di agire secondo legalità correttezza e trasparenza.

sabato 24 luglio 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd. Capizzi, autonomisti: "Sconfitta politica per il sindaco". Documento dei cinque. Al centro i "nodi" politici.


"Polemizzare a mezzo stampa è già il segno della nostra sconfitta politica. Una sconfitta politica che investe in prima persona il sindaco. Un sindaco che piuttosto che stemperare gli animi e cercare adeguate soluzioni rilancia sul piano della polemica e degli attacchi personali. Ma noi piuttosto che ribadire e puntualizzare quando affermato dal nostro primo cittadino, ci teniamo ad affermare con forza alcuni aspetti politici di rilievo".

Nelle prossime ore nuovi stralci del documento degli "autonomisti" (Luca Failla, Calogero Centonze, Giuseppe Capizzi, Fabio Monasteri e Franco Azzolina) con le dichiarazioni del portavoce Giuseppe Capizzi.

Continua il documento: "Noi impertinenti sobillatori? Ma se siamo tra i pochi che hanno rinnovato la loro iscrizione al Pd".

"Per quanto riguarda le accuse esplicite di movimenti finalizzati a logiche congressuali, le accuse vanno riferite ad altri. A coloro che, con tatticismi da Prima Repubblica, non hanno ancora rinnovato la loro adesione al Partito Democratico in attesa degli eventi".

Il documento, poi, passa subito in rassegna il nodo del bilancio e dei costi dei servizi sociali, due vicende sulle quali si è consumata la rottura politica in aula, con l'abbandono del consiglio da parte del gruppo "autonomista", il venir meno della maggioranza e la stampella determinante dell'opposizione, con il voto favorevole di Cursale (Udc) e le astensioni determinanti di altri consiglieri del centrodestra. Senza gli autonomisti l'altra parte del Pd (5 lealisti + l'indipendente Vitali) non sarebbe riuscita da sola a mantenere il numero legale di terza convocazione (occorrevano almeno sette consiglieri in aula). Tra l'altro quando un governo non ha la maggioranza sul documento fondamentale della propria programmazione politica deve seguire un momento di nuovo confronto politico e apertura ai rilievi di chi pone questioni di merito.

"Per quanto riguarda la nostra presa di posizione sul bilancio ribadiamo che avevamo avvertito per tempo che il bilancio che ci era stato sottoposto non rispondeva alle nostre aspettative. Un vizio non solo di forma ma anche di sostanza visto l’eccessivo costo dei servizi sociali e tenuto conto che nella programmazione non si proponeva nessuna innovazione sulla gestione degli stessi da noi fortemente voluta e base del nuovo regolamento sui servizi che noi abbiamo presentato in consiglio e che verrà discusso". Continua...

mercoledì 21 luglio 2010

Piazza Armerina. Crisi del Pd e bilancio. Nigrelli: "Dichiarazioni dei cinque pretestuose, servono solo a nascondere motivazioni molto meno nobili"


"Questi consiglieri stanno nascondendo dietro affermazioni come quelle che hanno enunciato, altre motivazioni, forse legate a equilibri interni al Pd, in attesa del congresso o forse legate ad altre forme di pressione che ricordano un vecchio modo di fare politica che non appartiene a me nè all'amministrazione comunale". Così il sindaco Carmelo Nigrelli con riferimento ai cinque consiglieri del Pd (gli autonomisti) che hanno abbandonato l'aula lunedì sera prima del voto sul bilancio.

martedì 20 luglio 2010

Piazza Armerina. Crisi nel Pd. Bilancio approvato. I 5 autonomisti del Pd abbandonano l'aula prima del voto. La spaccatura è più profonda.

Il Bilancio approvato senza il voto dei 5 consiglieri "autonomisti" del Pd che hanno abbandonato l'aula prima del voto. Diventa più profonda, quindi, la spaccatura interna al partito, il quale è ormai, almeno in aula, un doppio partito, con un doppio gruppo e di fatto due capigruppo. "Amministrare secondo noi vuol dire confrontarsi sia con il gruppo consiliare che con gli appartenenti al partito, anche se esprimono opinioni diverse, sia con l'intera città, cercando di ottenere il massimo della condivisione nelle scelte", spiegano i cinque in un nuovo documento letto in aula.

venerdì 16 luglio 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd. Restivo a Nigrelli: "Totale impossibilità di continuare a svolgere l'incarico"


Dice Restivo a Nigrelli nella lettera di dimissioni: "Impossibilità di continuare a svolgere l'incarico ricevuto in virtù di quei principi ispiratori votati all'innovazione, al riformismo, alla trasparenza degli atti amministrativi, alla modernizzazione della politica locale...".

Nel messaggio ai cinque fratelli "autonomisti" di via Cavour, contenuto sul finire del documento: "...vi auguro di percorrere, liberi e determinati, il sentiero della libertà di pensiero, autonomia di parola e coerenza delle proprie opere a tutela della nostra gente".

Piazza Armerina. Nuova tegola sulla giunta Nigrelli. L'assessore al Bilancio Francesco Restivo si dimette. "Il mio ruolo svilito"

Lascia il suo ufficio e toglie il disturbo. Si è dimesso meno di mezz'ora fa dall'incarico l'assessore al Bilancio Francesco Restivo. "Il mio ruolo politico svuotato, svilito e mortificato senza alcuna concordia", dice. Fulmine a ciel sereno per il sindaco Nigrelli, il quale sembra non si aspettasse le dimissioni. "Metodologia gestionale di stampo autarchico", dice. E plaude alla scelta "autonomistica" dei cinque consiglieri del Pd che appena martedì scorso si erano dichiarati "autonomi", pur rimanendo dentro il Pd. "A loro è rivolto il mio sostegno e la mia solidarietà", aggiunge.

Sembra che i malumori nella testa dell'assessore si siano presentati fin dai primi mesi del governo Nigrelli e l'intenzione di dimettersi in questi due anni sarebbe stata accarezzata più volte.
I bene informati: "Si sarebbe voluto dimettere già dopo il primo mese...".

Le parole della crisi
Le parole della grave crisi politica dentro il Pd sono sempre le stesse: "Ci volevano fare fare gli yes man, siamo stati sviliti, mortificati, gliamministratori ci trattano come soggetti insignificanti, gruppo consiliare considerato come supporto a comando...e così via". L'analisi psicologica e antropologica, ma soprattutto politica, è chiarissima: nel partito sembrerebbe esserci una componente "vecchia", "volpona" e "conservatrice" la quale vuole farla da padre padrone rispetto alla classe dirigente più giovane. Questa crisi dentro il Pd è la ribellione dei figli verso i padri in qualche modo, dei giovani verso i vecchi, di chi vuole avere più spazio e non lo ottiene.

Un puzzle che perderà altri pezzi?
Un altro assessore starebbe valutando l'ipotesi di lasciare Sala delle Luci?

Piazza Armerina. Mercato. Petizione per farlo tornare all'ex piazza Europa a quota 1.500

Salvatore Cimino, Anva Confesercenti: "Per riportare il mercato in piazza Falcone Borsellino raccoglieremo una firma in più dei voti presi dal sindaco Carmelo Nigrelli alle elezioni del 2008". Raggiunta quota 1.500 firme. I parcheggi seminterrati di piazza Falcone Borsellino sono una "boiata" unica. Chi dice di puntare sulla cultura non può permettersi di "tappare" l'ex piazza Europa con il cemento.

mercoledì 14 luglio 2010

Piazza Armerina. Crisi Pd. I cinque "autonomisti": "Non siamo gli Yes Man di Nigrelli e dei suoi assessori"


L'odore acre del dissenso
Vi anticipiamo alcuni passaggi del documento degli "autonomisti": “Non si era compreso fino in fondo che si era data delega alla gestione della città ad infallibili, unti dal Signore, che ritengono di dover trattare di volta in volta il singolo o il gruppo di consiglieri alla stregua di soggetti insignificanti, il cui ruolo andava assimilato a quello di obbedienti soldatini agli ordini di illuminati strateghi”. In un documento i cinque non le mandano a dire, parlando di bilancio "piegato al servizio dell'orticello di qualche assessore", definendo gli uomini di Sala delle Luci come "eroici amministratori che nel frattempo procedono imperterriti, ispirati alla logica antidemocratica dell'autoreferenzialità e autosufficienza".

Piazza Armerina. "Yes, we can"? No, grazie. "Yes, we go". Cinque "democratici" si dichiarano "autonomi".


Sala delle Luci "fulminate".
Da oggi Nigrelli, quando entrerà alla Sala delle Luci, pigiando l’interruttore, noterà cinque lampadine rimanere spente. Cinque dissidenti del Pd hanno deciso martedì pomeriggio in aula di passare dalla logica dello “Yes, we can” a quella dello “Yes, we go”. Dove andranno è ancora presto per dirlo. Di sicuro si sono allontanati da Sala delle Luci. La stanza del sindaco, adesso, è sicuramente più buia. Democratici si, ma “autonomi”. Così si sono dichiarati, infatti, Luca Failla, Giuseppe Capizzi, Franco Azzolina, Fabio Monasteri e il presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze.
Il “Calcio a cinque”
Il capogruppo degli “autonomisti” sarà Giuseppe Capizzi. In realtà si tratta di un portavoce, ma la nascita della corrente di fatto trasforma il capogruppo consiliare ufficiale del partito, Giuseppe Venezia, in un mezzo capogruppo. Fino ad oggi, infatti, il gruppo consiliare “democratico”, dopo le posizioni defilate di Incardona (uscito da Pd e centrosinistra) e Vitali (uscito dal Pd ma non dal centrosinistra), poteva contare su 10 elementi. Da oggi in aula vi saranno i “lealisti” capeggiati da Venezia, e gli “autonomisti” capeggiati da Capizzi. E di fatto spesso finirà che ognuna delle due correnti farà da opposizione all’altra, in un gioco reciproco delle parti in cui la “riconoscibilità” politica sarà inevitabile. In pratica sempre più spesso la via Cavour si trasformerà in un campetto di Calcio a cinque in cui la squadra degli “autonomisti”, guidata dal capitano Capizzi, si scontrerà con quella dei “lealisti”, capitanata da mister Venezia.
“Yes, we can”, ma quando?
Sul bilancio Monasteri, Capizzi e company sono stati in aula molto espliciti. Lo slogan “Yes, we can” assomiglia ad una vecchia insegna arrugginita finita nel sottoscala. Almeno per i cinque “autonomisti”. Nella sostanza hanno detto al primo cittadino: il “possiamo”, di fronte alle nostre proposte, è rimasto sempre da parte dell’amministrazione un “non possiamo”. E dopo due anni di continui “No, we can not” si sono stancati ed hanno deciso di presentare un megaemendamento da 400 mila euro con il quale si assumono la responsabilità di decidere a modo proprio su precariato, servizi sociali e verde pubblico. Ma l’emendamento non è stato ancora approvato. Tutto è in discussione. Si deciderà lunedì sera. Nel frattempo nel Pd rimane solo un triste “Yes, we…”.

martedì 13 luglio 2010

Piazza Armerina. Duro sfogo del capogruppo Venezia (Pd) con alcuni intimi colleghi di partito. "Così non si può andare avanti", avrebbe sussurrato.

Duro sfogo del capogruppo Giuseppe Venezia ad alcuni intimi colleghi di partito. "Così non si può andare avanti", avrebbe confidato ad alcuni amici secondo indiscrezioni. Il leader del gruppo consiliare lunedì pomeriggio in piazza Garibaldi era nero dalla rabbia dopo la ribellione di sei esponenti del gruppo consiliare usciti dall'aula per essere stati snobbati dalla giunta Nigrelli in sede di stesura del nuovo Bilancio di Previsione.

Piazza Armerina. Rottura tra Nigrelli e consiglieri del Pd. Dialogo e concertazione assenti. E adesso squillano i telefoni...


Non esiste dialogo, confronto politico e rapporto di concertazione tra la giunta Nigrelli e il gruppo consiliare. Appare evidente dalla rottura di lunedì pomeriggio, con la corrente dei sei delusi che ha lasciato l'aula. Ma in realtà, come emerge dall'intervento di Fabio Monasteri dai banchi del Pd, era stato tutto il partito e il gruppo a chiedere compatto un mese fa, in funzione dell'approvando bilancio, un diverso e maggiore impegno finanziario in alcuni settori specifici. "Dopo le nostre richieste non c'è stata alcuna concertazione", spiega fuori dall'aula Monasteri, subito dopo aver aver abbandonato i banchi del Pd con altri cinque colleghi di partito. E adesso sembra comincino a squillare i telefoni...

lunedì 12 luglio 2010

Piazza Armerina. Bilancio. In consiglio duro strappo in seno alla maggioranza del Pd. In sei abbandonano l'aula.


Duro strappo all’interno della maggioranza del partito Democratico e nei rapporti con la giunta guidata dal sindaco Carmelo Nigrelli, lunedì pomeriggio, durante la seduta consiliare sul Bilancio di Previsione. In prima convocazione sei consiglieri “democratici”, Failla, Calamaio, Azzolina, Centonze, Capizzi e Monasteri hanno abbandonato l’aula a causa di un emendamento di circa 400 mila euro “snobbato” dall’amministrazione comunale con il quale l’intero gruppo consiliare un mese prima aveva chiesto di attenzionare meglio alcuni settori, tra cui verde pubblico, arredo urbano, politiche minorili e precariato. In seguito all’uscita dall’aula è mancato il numero legale e la seduta è stata sciolta. Si tratta del momento peggiore da due anni a questa parte nei rapporti tra la giunta Nigrelli e la propria maggioranza consiliare, uno strappo che si consuma sul documento programmatico, politico e previsionale più importante, il bilancio di Previsione. Infuriato il capogruppo Giuseppe Venezia. Imbarazzo tra gli amministratori presenti in aula, tra cui il primo cittadino.

Piazza Armerina. Villa Romana del Casale. Lavori. Sgarbi: "Nessuno scandalo se arriveranno altri piccoli ritardi"

“I lavori alla Villa Romana del Casale finiranno nella primavera 2011, ma non mi scandalizzerei di qualche ulteriore piccolo ritardo”. Ad affermarlo l’Alto Commissario per la Villa Romana del Casale, Vittorio Sgarbi.

Dai rovi al museo

Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali

Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens

"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.

Corrado Augias e Vito Mancuso

Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins

"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo