Sospeso il servizio di assistenza ai minori illegittimi riconosciuti dalla sola madre. Gli Affari sociali hanno dovuto interrompere l’erogazione del contributo mensile a 21 ragazze madri della città dei mosaici per carenza delle risorse finanziarie stanziate nel capitolo di bilancio previsto ad hoc. Fino ad agosto a percepire l’assistenza erano 21 mamme e 22 figli. Ad ogni madre andavano 219 euro mensili in cambio di 35/40 ore di lavoro prestato a supporto delle attività socio-assistenziali fornite dagli uffici comunali per altri servizi. Un piccolo contributo economico, ma sufficiente a poter dare una minima boccata d’ossigeno a nuclei familiari in grave difficoltà. Per questo tipo di assistenza in bilancio sono stati inseriti 40 mila euro, ma ne sarebbero serviti 58 mila, 18 mila in più, per poter coprire il servizio fino alla fine dell’anno.
“L’amministrazione comunale per far ripartire l’assistenza a queste 21 madri utilizzi subito gli 11 mila euro prelevati dal fondo di riserva per finanziare la partecipazione del Comune al Tti, il Travel Trade Italia, appuntamento del settore turistico in programma a Rimini ad ottobre”. A proporlo il responsabile provinciale dell’Anva Confesercenti, Salvatore Bonanno, il quale esprime solidarietà al gruppo di donne rimaste senza l’assegno mensile e reputa “inopportuna e senza utilità” le somme impegnate per Rimini . “Metto i locali sede del nostro sindacato a disposizione di queste mamme per ogni loro iniziativa”, aggiunge Bonanno.
lunedì 27 settembre 2010
Piazza Armerina. procedimenti disciplinari nei confronti di due commissari di Polizia municipale. Possibili ricorsi al Giudice del lavoro e Procura
Rapporti tesissimi tra l’amministrazione comunale ed alcuni commissari della Polizia municipale. Sarebbero due i procedimenti disciplinari scattati nei confronti di altrettanti ufficiali dei vigili urbani. Adesso le vicende rischiano di finire davanti al giudice del lavoro e alla procura...
giovedì 23 settembre 2010
Piazza Armerina. Vicepresidenza. Paternicò: "Fallimento delle segreterie politiche del centrodestra". L'autolesionismo del Pd.
Rosario Paternicò e la sua schiettezza sulla vicenda della vicepresidenza: "Fallimento politico dei segretari del centrodestra, di Mpa, Udc e di chi si presenta per conto personale come segretario del Pdl". Ma il Pd dimostra ancora una volta un autolesionismo pari a poche realtà politiche. Di fronte alla mancanza di un candidato unitario da parte del centrodestra (Venezia aveva proposto la scorsa settimana ai partiti dell'opposizione di esprimere un proprio candidato al quale sarebbero andati i voti del centrosinistra) i democratici si sono divisi, adottando due strategie diverse, con punzecchiature politiche evidenti al seguito. Il capogruppo Venezia (Pd), mercoledì sera, di fronte a due candidati di centrodestra frutto di divisioni e ripicche, per sbrogliare la matassa provocata dalle continue votazioni andate a vuoto, ha annunciato che il suo gruppo avrebbe a quel punto votato un proprio uomo di centrosinistra per rimettere in sesto l'ufficio di Presidenza e far ripartire la macchina consiliare. Il sottogruppo del Pd, però, facente capo agli autonomisti, ha deciso di continuare a puntare su un uomo di centrodestra, come scelta di metodo ritenuta più coerente. Il risultato? I cinque autonomisti, come emergerebbe da una interpretazione dello scrutinio e delle dichiarazioni degli altri gruppi, avrebbero votato per Trebastoni, i cinque più uno del Pd avrebbero votato per Ilenia Adamo. "Non c'è ufficialmente un candidato del Pd", ha detto in aula Monasteri. Poi i due colpi di scena tutti interni al Pd, degni di una partita a scacchi del tutto inutile e incomprensibile per l'immagine complessiva del partito. I sei pro Ilenia Adamo escono dall'aula (il numero legale rimane) prima dell'ennesima votazione per far emergere meglio il voto a Trebastoni proveniente dagli "autonomisti". Ma subito dopo l'uscita dal consiglio il presidente Centonze (uno degli autonomisti del Pd) abbandona l'aula e scioglie il consiglio (senza la vicepresidenza, infatti, se il presidente va via non ci sono sostituti). Esito politico finale della vicenda vicepresidenza? Il centrodestra è in palese difficoltà, fortemente diviso e senza un candidato unitario, ma le divisioni del centrodestra diventano terreno di scontro interno al Pd. Gli autonomisti, di fronte alla chiara e ripetuta incapacità del centrodestra di esprimere una sintesi unitaria su un nome, di fronte a diverse votazioni andate a vuoto e alla necessità di restituire l'assemblea alle sue funzioni piene, avrebbe forse fatto meglio a seguire questa volta la pista indicata da Venezia? Ma Capizzi, a sua volta, portavoce degli "autonomisti", in aula ha sottolineato come il suo gruppo sulla linea Venezia e sulla presunta indicazione di un uomo di sinistra non sia stato interpellato.
Piazza Armerina. Rifiuti e ordinanze a ripetizione sul conferimento. Ma i controlli non sono mai partiti.
Dall’estate del 2009 i rifiuti vanno gettati nei cassonetti solo nelle ore pomeridiane. In pochi, però, rispettano le ordinanze emesse dal Comune. Ma soprattutto in quindici mesi non è stata elevata una sola sanzione amministrativa a carico di chi viola le nuove disposizioni. Non è mai stato organizzato, infatti, un solo servizio di pattugliamento da parte della Polizia municipale, con tanto di appostamento in borghese da parte degli agenti. A confermare il dato amaro, in pratica la mancanza di controlli per far rispettare le ordinanze emesse dal sindaco Carmelo Nigrelli, lo stesso comandante dei Vigili urbani, Alfredo Sapone. “Finora non è stata emessa una sola sanzione e non è stato organizzato un solo appostamento per multare chi viola gli orari di conferimento stabiliti nei provvedimenti firmati dal primo cittadino”, ammette Sapone, il quale solo da poco si è insediato alla guida dei fischietti armerini. Sono quattro le ordinanze che dall’estate del 2009 si sono succedute per regolamentare gli orari di conferimento dei rifiuti. L’ultima risale al luglio scorso: i rifiuti solidi vanno gettati tutti i giorni solo dalle 17 alle 24, escluso il sabato. Per chi getta un sacco della spazzatura la mattina, ad esempio, sono previste sanzioni salatissime che vanno da 25 a 500 euro. Ma di multe nemmeno l’ombra. “Credo sia opportuno lanciare una campagna di comunicazione, facendo sapere a tutti i cittadini gli orari stabiliti per il conferimento dei rifiuti con degli avvisi adesivi sugli stessi cassonetti e poi effettuare i controlli”, dice il comandante Sapone. Ma intanto l’ordinanza è in vigore e lo stesso sindaco Nigrelli ha previsto la trasmissione del provvedimento alla Polizia municipale “affinché provveda alla vigilanza e all’esecuzione della medesima, nonché l’adozione di ogni provvedimento gestionale per la sua massima diffusione negli esercizi commerciali e i pubblici esercizi del territorio comunale”. All’origine dei conferimenti limitati ad alcune fasce orarie le notorie carenze del sistema di raccolta dei rifiuti. La ratio delle ordinanze era quello di “eliminare il potenziale stato di emergenza igienico-sanitaria” derivante dal diffondersi in città di un conferimento indiscriminato dei rifiuti solidi urbani ad ogni ora del giorno. Evitando, come si legge nei provvedimenti d’urgenza, “un’immagine poco decorosa della città”. (Giornale di Sicilia - Edizione del 21 settembre)
lunedì 20 settembre 2010
Piazza Armerina. Randagismo. Sterilizzazioni entro settembre? Aspettiamo i fatti...
"Condivido la sua preoccupazione per un fenomeno che per le proporzioni che ha assunto non può che destare un giustificato allarmismo”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Innocenzo Di Carlo, messe nero su bianco in una nota inviata al Difensore civico Giuseppe Aloi che nei giorni scorsi aveva scritto proprio a Di Carlo per richiamarlo ai suoi doveri in materia di randagismo.
“Continuano a non partire le sterilizzazioni, siamo di fronte al disastroso fallimento da parte delle nostre istituzioni, forse non ci si rende conto di come la situazione sia destinata a diventare sempre più esplosiva, prima o poi in queste condizioni succederà qualche tragedia”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma le dichiarazioni del presidente provinciale della Lav, Lorena Sauli, pubblicate sul Giornale di Sicilia del 5 agosto 2009.
“Per evitare tragedie come quelle del ragusano quest’ufficio sollecita gli organi preposti e competenti affinché si prodighino a mettere in pratica le leggi vigenti e nel frattempo si attivino a controlli specifici e oculati”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma del Difensore civico Aloi in una nota di appena qualche settimana fa indirizzata al sindaco Carmelo Nigrelli.
Non siamo di fronte ad un “giustificato allarmismo”, ma ad un giustificato allarme. Ma questi rischiano di essere solo giochi di parole. Aspettiamo i fatti. (Settimanale Report - Numero 33)
Non sono le parole di certa stampa locale, ma le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità, Innocenzo Di Carlo, messe nero su bianco in una nota inviata al Difensore civico Giuseppe Aloi che nei giorni scorsi aveva scritto proprio a Di Carlo per richiamarlo ai suoi doveri in materia di randagismo.
“Continuano a non partire le sterilizzazioni, siamo di fronte al disastroso fallimento da parte delle nostre istituzioni, forse non ci si rende conto di come la situazione sia destinata a diventare sempre più esplosiva, prima o poi in queste condizioni succederà qualche tragedia”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma le dichiarazioni del presidente provinciale della Lav, Lorena Sauli, pubblicate sul Giornale di Sicilia del 5 agosto 2009.
“Per evitare tragedie come quelle del ragusano quest’ufficio sollecita gli organi preposti e competenti affinché si prodighino a mettere in pratica le leggi vigenti e nel frattempo si attivino a controlli specifici e oculati”.
Non sono le parole di certa stampa locale, ma del Difensore civico Aloi in una nota di appena qualche settimana fa indirizzata al sindaco Carmelo Nigrelli.
Non siamo di fronte ad un “giustificato allarmismo”, ma ad un giustificato allarme. Ma questi rischiano di essere solo giochi di parole. Aspettiamo i fatti. (Settimanale Report - Numero 33)
Piazza Armerina. Il dubbio? Un sano esercizio mentale. Ma se si trasforma in ossessivo sospetto diventa solo inutile masturbante altalena di malignità
La morbosa e ossessionante curiosità della gente, scoppiata in città in seguito al possibile falso mito della sposa “violata” dal testimone nel giorno delle nozze, diventa essa stessa notizia sulla quale non è possibile non soffermarsi. Mentre da un mese la domanda più ricorrente continua ad essere “Chi sono i due protagonisti della vicenda?”, quella che più mi intriga è “Perché l’illazione, il gossip e la maldicenza riescano dopo secoli ad affascinare con tanto successo l’immaginario collettivo?”. Ci sono tre ingredienti in questa storia estiva (non importa a questo punto se i fatti siano veri o meno) ai quali va attribuita la paternità del successo dell’ormai leggendario e romanzato amplesso di nozze. Il primo è il sesso: raccontare storie a sfondo sessuale continua a rimanere uno dei passatempi meno noiosi per chiunque. Su questo non ci sono dubbi. Il secondo è il colpo di scena: spezzare la rituale routine di un avvenimento, percepito ancora come sacro nella sua solennità, con un evento improvviso, inaspettato e dirompente provoca uno shock di suggestioni e incredulità tale da provocare immedesimazione nei protagonisti. Il terzo è l’incertezza: quando un colpo di scena a sfondo sessuale è anche incerto, allora c’è spazio per la fantasia di tutti. A mio parere, però, manca un ingrediente fondamentale, senza il quale credo tanta curiosità rischia di offendere l’intelligenza di un uomo di media diligenza: la verosimiglianza della storia. Per quanto mi riguarda la storia, a prescindere dal fatto che possa essere vera o falsa, è inverosimile in quanto tale. Forse finora non vi siete concentrati tecnicamente sulla “scena del delitto”, presi come siete dal voler conoscerne i protagonisti. Immaginate 200/300 invitati nella sala di un ristorante, immaginate il via vai naturale in casi del genere dai bagni del locale da parte degli invitati, immaginate la ingombrante complessità di un abito da sposa di cui svestirsi, immaginate tutti i matrimoni a cui siete dovuti andare e al fatto che la sposa, quando decide di andare in bagno, non ci va mai da sola, accompagnata dalla sorella, la madre, la suocera, la testimone o da un amica ancella (anche perché sfido chiunque ad eseguire da sola e in modo perfetto un rendez-vous tra una sposa e la tavola di un water). Dopo aver immaginato tutto questo, siete ancora pronti a considerare verosimile la trombata delle trombate estive? Non correte, forse, il rischio di esservi fatti trombare il cervello dal superdotato vezzo della maldicenza? Naturalmente il dubbio è un sano esercizio mentale. Ma se si trasforma in ossessivo sospetto diventa solo un’inutile masturbante altalena di malignità. (Settimanale Arai)
Piazza Armerina. Rebus vicepresidenza/2 Venezia: "Il centrosinistra è maggioranza, deve adottare comunque una scelta che risolva il problema"
Sarà il centrosinistra ad eleggere un proprio candidato alla vice presidenza del consiglio comunale di fronte alla mancanza di un candidato unitario nel centrodestra. Mercoledì sera sarà in programma la terza seduta dell’aula e si voterà per ben la quarta volta dopo tre tentativi andati a vuoto. Occorre ricomporre l’ufficio di Presidenza, con l’elezione del vice, senza la quale l’assemblea non può affrontare alcun ordine del giorno. “Il centro sinistra finora ha fatto di tutto per ricomporre l’ufficio di presidenza, condizione vincolante per il prosieguo dell’attività del consiglio comunale che in queste condizioni rischia la paralisi, bloccando l’azione di governo a discapito dei cittadini”, spiega il capogruppo del partito Democratico, Giuseppe Venezia, il quale nel corso della prima seduta sulla vice presidenza aveva proposto al centrodestra di indicare un candidato unitario da votare. “In questo contesto il centrosinistra, essendo maggioranza, ha il dovere di adottare comunque una scelta che risolva il problema, anche nelle more di una eventuale indicazione del centrodestra”, afferma Venezia. L’empasse istituzionale è scattata in seguito alle dimissioni dalla carica del consigliere Vincenzo Filetti, esponente dell’Udc. Il centrodestra non riesce a proporre un nominativo da eleggere, il centrosinistra sembra rimanere in attesa. “Per scelta politica e per il rispetto che bisogna avere nei confronti delle minoranze, affinché abbiano la giusta rappresentatività, il Pd ritiene che la vicepresidenza del consiglio vada al centro destra, pertanto indicate un vostro candidato e noi partito di maggioranza lo voteremo”, ha proposto il Pd. “L’elezione della presidenza e della vicepresidenza nel 2008 furono frutto di un accordo trasversale e segreto tra Udc e Pd, quell’anomalia va sanata, e c’è un solo modo, le dimissioni anche del presidente dell’aula Calogero Centonze., poi ne potremo parlare”, afferma Carmelo Gagliano, capogruppo del Popolo delle Libertà. Centonze, però, alle dimissioni non ci pensa nemmeno: “Non è all’ordine del giorno del consiglio”. “Abbiamo celebrato due sedute di consiglio tra sospensioni e rinvii, ma l’indicazione non è arrivata per via dei veti incrociati che stanno caratterizzando l’azione del centro destra”, spiega una nota del Pd. “Va ricordato che le dimissioni del consigliere Filetti da vicepresidente sono state chieste a gran voce più volte dal consigliere Paternicò (Pdl), ed il consigliere Trebastoni (Mpa) più volte ha chiesto chiarimenti in merito alle dimissioni verbali che lo stesso Filetti aveva dichiarato durante una seduta consiliare”, aggiunge Venezia. “Cerchiamo di elevare il nostro agire politico e trovare unanime concertazione nella indicazione di quanto il consiglio viene chiamato a deliberare e ciò nell’esclusivo bene della nostra città che rappresentiamo”, afferma, invece, il consigliere indipendente Basilio Fioriglio.
Piazza Armerina. Rebus vicepresidenza. Fioriglio: "Manca concertazione". Intanto in fumo già 3 mila euro.
Consiglio comunale bloccato e senza possibilità di discutere nessun ordine del giorno. Si sono risolte in un nulla di fatto, infatti, la seconda e terza votazione per l’elezione del nuovo vice presidente del consiglio comunale, dopo le dimissioni dalla carica del consigliere Vincenzo Filetti. Mercoledì prossimo alle 18.30 si andrà alla quarta votazione a scrutinio segreto. Venerdì sera ci sono state le ultime due votazioni, con la gran parte delle schede bianche o nulle. Il centrodestra non ha un candidato unitario, il centrosinistra, il quale ha offerto la carica all’opposizione, non sembra compatto sul da farsi, diviso tra il fronte degli “autonomisti” e quello dei “lealisti”. La seconda votazione si è conclusa con 9 schede bianche, 2 nulle, 2 voti a Michelangelo Trebastoni, 1 a Vincenzo Filetti ed 1 a Calogero Centonze; la terza votazione con 8 schede bianche, 2 nulle, 1 a Centonze, 2 a Trebastoni e 1 a Filetti. Il primo voto a scrutinio segreto, invece, si era svolto lo scorso giovedì sera, sempre senza alcun esito. “Il fatto costituisce l’assenza di una politica di concertazione tra la maggioranza ed il resto del consiglio comunale”, sostiene il consigliere Basilio Fioriglio. “La elezione del vice presidente dovrebbe garantire la rappresentanza dell’altra parte del consiglio per dare forza alle voci della minoranza”, aggiunge. E intanto cominciano a montare le polemiche per i costi affrontati dalle casse comunali per l’elezione del numero due di via Cavour. Quello di mercoledì prossimo sarà il terzo consiglio comunale convocato sulla vicenda e questo significherà, sulla base dei gettoni di presenza percepiti dai 19 consiglieri (il presidente dell’aula è l’unico a percepire un’indennità fissa mensile), quasi 3 mila euro spesi finora solo per le tre votazioni a colpi di schede bianche e nulle. “Non è possibile che accadano queste cose, non voglio essere tacciato nei mezzi di comunicazione locale di contribuire a sprecare i soldi della collettività, propongo che i consiglieri non percepiscano nessun gettone”, afferma il capogruppo dell’Udc, Calogero Cursale.
martedì 14 settembre 2010
Piazza Armerina. Elezione vice presidenza. Trasparenza o "inciucio room"?
Cari consiglieri comunali, se avete coraggio politico, questa volta la seconda carica di via Cavour, per favore, cercate di sceglierla alla luce del sole, in modo trasparente, intervenendo in aula, avanzando proposte pubbliche di candidature, motivandole, segnando percorsi politici possibili o semplicemente indicando colleghi in grado di ricoprire la vice presidenza. Per favore, niente “inciucio room”, la saletta “privata” del potere dove spesso finiscono i nostri uomini politici a discutere e decidere quasi in segreto. Niente silenzi. Il voto è segreto, ma la politica non deve essere tabù. Se il 16 settembre vi presenterete al voto senza dire nulla, tentando (senza riuscirci, poi) di non far capire nulla, allora rifarete l’errore di due anni fa, quando la cappa di silenzio in aula dei vincitori e dei vinti non impedì a stampa e opinione pubblica di capire che il presidente di centrosinistra era stato eletto con i voti del centrodestra e il vice di centrodestra con i voti del centrosinistra. (Report - 11 setembre)
giovedì 9 settembre 2010
Piazza Armerina. Politica. Resa dei conti nel centrodestra. Tregua nel centrosinistra. Sindaco vola alto? Fioriglio lo fa riatterrare.
Ieri sera consiglio comunale in terza convocazione con al centro l'attività ispettiva. Sintesi brutale: resa dei conti nel centrodestra che se prima era poca cosa adesso rischia di diventare un puzzle di pugili in guerra tra loro; nel centrosinistra clima da "rifiuti sotto il tappeto", sembra che tutti i distinguo e i dissensi siano improvvisamente scomparsi, clima apparentemente "idilliaco" (Si sta vedendo oggi, vi stanno chiamando con il fischietto a uno a uno vero?, ha detto in aula Paternicò (Pdl) in uno scontro duro con alcuni consiglieri "autonomisti" del Pd). Il sindaco Nigrelli ha tentato di volare alto: "Siamo tutti, a destra e a sinistra, senza punti di riferimento, momento sfortunato, no al teatrino delle reciproche posizioni politiche, ma facciamo tutti l'interesse concreto della città". Poi il consigliere Fioriglio l'ha riportato sulla Terra: "Non c'è un solo punto delle cose che avevo chiesto su cui ha risposto sindaco".
mercoledì 8 settembre 2010
Piazza Armerina. Si è dimesso il vice presidente del consiglio comunale Vincenzo Filetti
Si è dimesso il vice presidente del consiglio comunale, Vincenzo Filetti, ieri pomeriggio, presentando per iscritto la sua decisione in aula.
mercoledì 1 settembre 2010
Piazza Armerina. screzi tra Ribilotta e Bonanno su manifestazione all'area ex Siace
“Abbiamo fornito l’uso gratuito dell’area ex Siace e assicurato supporto logistico, ma non abbiamo concesso alcun contributo ed aiuto economico agli organizzatori del Motor Show Sicilia”. Così l’assessore al Commercio, Teodoro Ribilotta, replica alla richiesta avanzata dalla Confesercenti agli uffici comunali di voler ottenere copia di tutte le carte relative alla manifestazione dello scorso inizio agosto. L’amministratore, poi, tiene a sottolineare un fatto: “Abbiamo ricevuto una nota della Confesercenti in cui non c’è alcun riferimento all’Anva, l’associazione nazionale venditori ambulanti, e senza la presenza di alcuna firma”. “Di fatto non sappiamo con chi dobbiamo interloquire, se non fosse per alcuni articoli di stampa da cui si evincerebbe da chi parte la richiesta di chiarimenti”, dice Ribilotta. Era stato Salvatore Bonanno, responsabile provinciale dell’Anva Confesercenti, ad avanzare la richiesta degli atti al Comune. Replica il sindacalista: "A Ribilotta non deve interessare l'albero genealogico di chi scrive, è la Confesercenti che ha fatto una richiesta come sindacato"
Piazza Armerina. Consiglio. Attività ispettiva. L'amministrazione non si presenta in aula. Seduta rinviata.
Doveva essere il giorno dell’attività ispettiva in consiglio comunale, lunedì pomeriggio, ordine del giorno con il quale qualsiasi problema della città può essere affrontato. Ma il sindaco Carmelo Nigrelli e la sua squadra di assessori non si sono presentati in aula e il consiglio comunale è stato rinviato. “Nella mia carpetta non è pervenuta alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione comunale”, ha spiegato il presidente del consiglio comunale, Calogero Centonze, rispondendo ad alcuni consiglieri che chiedevano di conoscere le motivazioni dell’assenza.
mercoledì 11 agosto 2010
Piazza Armerina. Mpa: "Il sindaco lasci se non è in grado di governare la città e il suo partito"
L'Mpa sul sindaco e il Pd:
"Gli ultimi avvenimenti che agitano la maggioranza di governo ci impongono alcune riflessioni di carattere sociale e politico. E’ noto come, in occasione della presentazione in Consiglio Comunale del Bilancio di previsione, si siano registrati comportamenti insoliti e inadatti a un pubblico consesso: oltre alle dimissioni dell’Assessore Restivo e del tecnico Costa, cinque consiglieri di maggioranza si sono dichiarati “autonomi” rispetto all’azione del governo cittadino, dagli stessi dichiarata fallimentare e non rispettosa delle promesse elettorali. In nome dei concetti di legalità, correttezza e trasparenza, i cinque consiglieri si sono ufficialmente staccati dalla maggioranza che, a questo punto, non è più tale. Vogliamo fare finta di niente? Come risposta, invece, il primo cittadino ha bacchettato gli “autonomisti”, facendo un discorso fuori luogo, arrogante, con riferimenti personali, discorso che avrebbe trovato miglior palco presso la sede del suo partito. Ma eravamo nell’Aula Consiliare, e il Sindaco poteva risparmiarci questa ignobile sceneggiata!
Non si può negare come il problema sia interno al PD piazzese e che tali avvenimenti, che confermano il completo fallimento politico e amministrativo dell’attuale maggioranza, dovrebbero essere affrontati politicamente prima che civicamente. La città di Piazza Armerina non può pagare dazio per le beghe di un partito! Le strade percorribili, è evidente, sono due, una antitetica all’altra: o il partito di maggioranza si ricompone, o il Sindaco sarà costretto a trarre le dovute conclusioni e presentarsi quanto prima in Consiglio Comunale per prendere atto delle inevitabili conseguenze. Non può illudersi di poter continuare sulla strada finora percorsa con atteggiamenti irresponsabili. A tutt’oggi il Sindaco ha di fatto allontanato le problematiche cittadine, trincerandosi dietro una frase ricorrente: “non sono atti miei”, salvo attribuirsi in qualche caso meriti che non gli spettano. La Città sta morendo, sul piano economico e sociale, e non ha bisogno di un Sindaco che, anziché affrontare i problemi anche delle precedenti amministrazioni, apportando le dovute modifiche, vive fuori dalla realtà, inseguendo solo le proprie fantasie. La Città esige che il proprio Sindaco la governi, e non le interessa questa continua ingerenza negli affari di un partito, il PD, che le sta succhiando ogni prospettiva di futuro, trascinando perdipiù nell’Aula consiliare problemi tutti interni a una compagine politica. Il PD risolva i suoi problemi, governi col suo Sindaco, e la smetta di fare un giorno la maggioranza e un giorno l’opposizione. O abbia il coraggio di sfiduciare pubblicamente un primo cittadino che non rispetta la volontà del suo partito e nel quale il suo partito non si riconosce più.
L’MPA piazzese abbraccia l’iniziativa dei cinque consiglieri “autonomi”, ma non può prescindere dal fatto che politicamente sia un problema del partito di maggioranza. I consiglieri MPA, infatti, svolgono il proprio lavoro in Aula, sempre nel rispetto del proprio mandato, disponibili al dialogo, ma senza l’obbligo di avere un rappresentante unico, così come non è accaduto in campagna elettorale. Le accuse ai consiglieri d’opposizione, di non aver saputo cogliere il momento propizio per sfiduciare l’attuale amministrazione, risultano dunque pretestuose. La nostra opposizione è costruttiva, come sempre dovrebbe essere: non si vota un emendamento solo perché presentato da una fazione avversa al Sindaco. Se parte della maggioranza si pronuncia contro la stessa maggioranza, siamo pronti ad accogliere le sue istanze, ma la soluzione deve essere trovata nelle decisioni della compagine politica di appartenenza. Se il Sindaco non è capace di governare il suo partito, come la sua Città, si faccia da parte, per il bene di tutti".
"Gli ultimi avvenimenti che agitano la maggioranza di governo ci impongono alcune riflessioni di carattere sociale e politico. E’ noto come, in occasione della presentazione in Consiglio Comunale del Bilancio di previsione, si siano registrati comportamenti insoliti e inadatti a un pubblico consesso: oltre alle dimissioni dell’Assessore Restivo e del tecnico Costa, cinque consiglieri di maggioranza si sono dichiarati “autonomi” rispetto all’azione del governo cittadino, dagli stessi dichiarata fallimentare e non rispettosa delle promesse elettorali. In nome dei concetti di legalità, correttezza e trasparenza, i cinque consiglieri si sono ufficialmente staccati dalla maggioranza che, a questo punto, non è più tale. Vogliamo fare finta di niente? Come risposta, invece, il primo cittadino ha bacchettato gli “autonomisti”, facendo un discorso fuori luogo, arrogante, con riferimenti personali, discorso che avrebbe trovato miglior palco presso la sede del suo partito. Ma eravamo nell’Aula Consiliare, e il Sindaco poteva risparmiarci questa ignobile sceneggiata!
Non si può negare come il problema sia interno al PD piazzese e che tali avvenimenti, che confermano il completo fallimento politico e amministrativo dell’attuale maggioranza, dovrebbero essere affrontati politicamente prima che civicamente. La città di Piazza Armerina non può pagare dazio per le beghe di un partito! Le strade percorribili, è evidente, sono due, una antitetica all’altra: o il partito di maggioranza si ricompone, o il Sindaco sarà costretto a trarre le dovute conclusioni e presentarsi quanto prima in Consiglio Comunale per prendere atto delle inevitabili conseguenze. Non può illudersi di poter continuare sulla strada finora percorsa con atteggiamenti irresponsabili. A tutt’oggi il Sindaco ha di fatto allontanato le problematiche cittadine, trincerandosi dietro una frase ricorrente: “non sono atti miei”, salvo attribuirsi in qualche caso meriti che non gli spettano. La Città sta morendo, sul piano economico e sociale, e non ha bisogno di un Sindaco che, anziché affrontare i problemi anche delle precedenti amministrazioni, apportando le dovute modifiche, vive fuori dalla realtà, inseguendo solo le proprie fantasie. La Città esige che il proprio Sindaco la governi, e non le interessa questa continua ingerenza negli affari di un partito, il PD, che le sta succhiando ogni prospettiva di futuro, trascinando perdipiù nell’Aula consiliare problemi tutti interni a una compagine politica. Il PD risolva i suoi problemi, governi col suo Sindaco, e la smetta di fare un giorno la maggioranza e un giorno l’opposizione. O abbia il coraggio di sfiduciare pubblicamente un primo cittadino che non rispetta la volontà del suo partito e nel quale il suo partito non si riconosce più.
L’MPA piazzese abbraccia l’iniziativa dei cinque consiglieri “autonomi”, ma non può prescindere dal fatto che politicamente sia un problema del partito di maggioranza. I consiglieri MPA, infatti, svolgono il proprio lavoro in Aula, sempre nel rispetto del proprio mandato, disponibili al dialogo, ma senza l’obbligo di avere un rappresentante unico, così come non è accaduto in campagna elettorale. Le accuse ai consiglieri d’opposizione, di non aver saputo cogliere il momento propizio per sfiduciare l’attuale amministrazione, risultano dunque pretestuose. La nostra opposizione è costruttiva, come sempre dovrebbe essere: non si vota un emendamento solo perché presentato da una fazione avversa al Sindaco. Se parte della maggioranza si pronuncia contro la stessa maggioranza, siamo pronti ad accogliere le sue istanze, ma la soluzione deve essere trovata nelle decisioni della compagine politica di appartenenza. Se il Sindaco non è capace di governare il suo partito, come la sua Città, si faccia da parte, per il bene di tutti".
sabato 7 agosto 2010
Piazza Armerina. Nota riservata agli uffici comunali con le motivazioni dell'uscita di scena del comandante Viola.Cimino fa finta di non sapere nulla?
Il commissario dei vigili urbani Alfredo Sapone è il nuovo comandante della Polizia municipale piazzese. La nomina è arrivata con provvedimento del sindaco Carmelo Nigrelli dopo la misteriosa fuoriuscita dal Comando del precedente comandante Piero Viola. La giunta, infatti, nei giorni scorsi aveva preso atto con una propria delibera di una “nota riservata” con la quale la Provincia di Catania, ente al quale appartiene Viola, decideva di “revocare” il comando al proprio dipendente presso il comune armerino. Ma per quale motivo? L’assessore con delega alla Polizia municipale, Lillo Cimino, afferma di non conoscere le motivazioni della revoca. “Non mi è dato sapere per quale motivo la Provincia di Catania ha revocato il nulla osta all’ormai ex comandante Viola, non ci viene spiegato”, dice Cimino. In una nota riservata del 28 giugno, però, pervenuta agli uffici comunali lo scorso 5 luglio, la Provincia comunica la revoca “per le motivazioni in essa contenuta”. Quindi le motivazioni dovrebbero essere in realtà a conoscenza degli uffici e degli amministratori. Ma sembrano rimanere top secret. Credo sia un atto di civiltà e correttezza far sapere ai cittadini cosa sia successo veramente, anizhè trincerarsi dietro "una nota riservata".
Piazza Armerina. Il sindaco Nigrelli replica a Capizzi: "Solo pretesti che nulla hanno a che fare con gli interessi della città"
Il sindaco Nigrelli: "Non intendo entrare nel merito delle affermazioni politiche di Capizzi, tuttavia osservo che il compito del Sindaco è quello di dare attuazione al programma elettorale votato dai cittadini e io intendo mantenere fede a questo impegno preferibilmente con chi dichiarò nel 2008, magari strumentalmente, di condividere il mio programma, ma, in ogni caso, con chiunque, dentro le istituzioni e non, voglia impegnarsi per continuare a perseguire e raggiungere gli scopi stabiliti. Il resto, come ho già affermato, sono solo pretesti che nulla hanno a che fare con gli interessi della Città". Segue...
venerdì 6 agosto 2010
Piazza Armerina. Crisi Pd: "Le domande imbarazzanti di Capizzi e autonomisti all'establishment "democratico".
Giuseppe Capizzi nella qualità di portavoce del gruppo dei consiglieri comunali del PD Monasteri, Azzolina, Failla e Centonze:
Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto.
Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato.
Sarebbe stato opportuno e politicamente corretto invece che sia il consigliere comunale in questione che pure il giornalista che lo ha intervistato, Agostino Sella, ponessero l’accento sul grave atto politico che è stato consumato nel momento in cui il bilancio è stato approvato con voti trasversali e grazie alla presenza determinante dei consiglieri del centro destra.
Il gruppo dei cinque consiglieri comunali il giorno 13 luglio aveva sottolineato che il bilancio proposto dall’amministrazione comunale era indifendibile ed improponibile, ribadendo tra l’altro che questa posizione era stata condivisa dal gruppo del PD compreso dal consigliere Venezia a tal punto che era stato presentato apposito documento all’amministrazione comunale per attenzionare alcune problematiche.
Lo stesso consigliere dovrebbe pertanto spiegare il cambiamento di rotta sulla valutazione della proposta di bilancio poi approvata in consiglio comunale, bilancio come più volte ribadito che assolutamente non affronta i problemi evidenziati dal gruppo dei cinque consiglieri e da tutti prima condivisi come quello dell’aumento di spesa spropositata sui servizi sociali, della mancanza di risorse per lo sviluppo economico e turistico, la assenza di programmazione sul personale.
Noi abbiamo solo posto problemi di natura politica e nessuno ancora politicamente ci ha dato risposte e continua ad attaccarci personalmente diffondendo solo falsità.
Sinteticamente dobbiamo evidenziare le centinaia di problematiche da noi sempre evidenziate?
Che risposte sono state date sulla programmazione e sull’espletamento dei servizi sociali? Sulla garanzia di rispetto del programma del mandato sugli stessi servizi? Sul fatto che i servizi sociali, da noi giustamente elargiti, per pagare prebende e fare clientele costano per dieci volte di quanto costano ad Enna e Caltagirone con qualità offerta peggiore? Che dire che i ricovero minori ad Enna sono pari a 5 a Caltagirone a 15 e a Piazza Armerina magicamente pari a 70? Che dire che la spesa dei servizi sociali sul servizio minori dall’amministrazione Prestifilippo all’amministrazione Nigrelli è cresciuta di ben 200.000,00 euro e che pertanto paghiamo rette di ricoveri per 700.00,00 (settecentomila badate bene) annu? E’ giusto porsi qualche interrogativo?
Diciamo qualcosa sul personale? Cosa dire sul fatto che vengono dati pareri discutibili agli emendamenti dai responsabili di servizio che guarda caso il giorno dopo l’approvazione del bilancio vengono nominati dirigenti dal nostro Sindaco? Che sul personale in maniera illegittima sono state fatte le progressioni di carriera del personale comunale facendo un esercito di generali, ripeto illecitamente, non avendo fatto nessun concorso esterno, se pur obbligati?
Dobbiamo Continuare? Che fine hanno fatto i lavori sulle strade cittadine il cui mutuo è stato approvato dal consiglio comunale un anno fa?
E’ che dire sullo splendido successo delle striscie blu? Incassi previsti primo anno 800.00,00 euro incassati 40.000,00?
Le risposte demagogiche e inapplicabili sono sempre le stesse “noi siamo con tutti e per tutti” poi vedremo come reperire le risorse eventualmente aumentiamo le tasse ai cittadini per garantire qualcosa o qualcuno.
Davanti ai problemi gravi della città è doveroso avere un atteggiamento responsabile per la difesa dell’interesse generale non essere asserviti a logiche di parte a danno dell’intera collettività. E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio.
E’ una questione di dignità politica.
Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto.
Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato.
Sarebbe stato opportuno e politicamente corretto invece che sia il consigliere comunale in questione che pure il giornalista che lo ha intervistato, Agostino Sella, ponessero l’accento sul grave atto politico che è stato consumato nel momento in cui il bilancio è stato approvato con voti trasversali e grazie alla presenza determinante dei consiglieri del centro destra.
Il gruppo dei cinque consiglieri comunali il giorno 13 luglio aveva sottolineato che il bilancio proposto dall’amministrazione comunale era indifendibile ed improponibile, ribadendo tra l’altro che questa posizione era stata condivisa dal gruppo del PD compreso dal consigliere Venezia a tal punto che era stato presentato apposito documento all’amministrazione comunale per attenzionare alcune problematiche.
Lo stesso consigliere dovrebbe pertanto spiegare il cambiamento di rotta sulla valutazione della proposta di bilancio poi approvata in consiglio comunale, bilancio come più volte ribadito che assolutamente non affronta i problemi evidenziati dal gruppo dei cinque consiglieri e da tutti prima condivisi come quello dell’aumento di spesa spropositata sui servizi sociali, della mancanza di risorse per lo sviluppo economico e turistico, la assenza di programmazione sul personale.
Noi abbiamo solo posto problemi di natura politica e nessuno ancora politicamente ci ha dato risposte e continua ad attaccarci personalmente diffondendo solo falsità.
Sinteticamente dobbiamo evidenziare le centinaia di problematiche da noi sempre evidenziate?
Che risposte sono state date sulla programmazione e sull’espletamento dei servizi sociali? Sulla garanzia di rispetto del programma del mandato sugli stessi servizi? Sul fatto che i servizi sociali, da noi giustamente elargiti, per pagare prebende e fare clientele costano per dieci volte di quanto costano ad Enna e Caltagirone con qualità offerta peggiore? Che dire che i ricovero minori ad Enna sono pari a 5 a Caltagirone a 15 e a Piazza Armerina magicamente pari a 70? Che dire che la spesa dei servizi sociali sul servizio minori dall’amministrazione Prestifilippo all’amministrazione Nigrelli è cresciuta di ben 200.000,00 euro e che pertanto paghiamo rette di ricoveri per 700.00,00 (settecentomila badate bene) annu? E’ giusto porsi qualche interrogativo?
Diciamo qualcosa sul personale? Cosa dire sul fatto che vengono dati pareri discutibili agli emendamenti dai responsabili di servizio che guarda caso il giorno dopo l’approvazione del bilancio vengono nominati dirigenti dal nostro Sindaco? Che sul personale in maniera illegittima sono state fatte le progressioni di carriera del personale comunale facendo un esercito di generali, ripeto illecitamente, non avendo fatto nessun concorso esterno, se pur obbligati?
Dobbiamo Continuare? Che fine hanno fatto i lavori sulle strade cittadine il cui mutuo è stato approvato dal consiglio comunale un anno fa?
E’ che dire sullo splendido successo delle striscie blu? Incassi previsti primo anno 800.00,00 euro incassati 40.000,00?
Le risposte demagogiche e inapplicabili sono sempre le stesse “noi siamo con tutti e per tutti” poi vedremo come reperire le risorse eventualmente aumentiamo le tasse ai cittadini per garantire qualcosa o qualcuno.
Davanti ai problemi gravi della città è doveroso avere un atteggiamento responsabile per la difesa dell’interesse generale non essere asserviti a logiche di parte a danno dell’intera collettività. E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio.
E’ una questione di dignità politica.
giovedì 5 agosto 2010
Piazza Armerina. Crisi Pd. Fioriglio: "Non capisco perchè anche io sono stato tirato in causa dai cinque autonomisti, pensino al centrosinistra"
Di seguito pubblichiamo la replica integrale del consigliere indipendente Basilio Fioriglio al documento degli "autonomisti" (che troverete alla fine dell'intervento di Fioriglio) pubblicato sull’edizione numero 30 di Report e su questo blog:
E’ d’obbligo inserirmi, perché chiamato in causa, nella pretestuosa ed inopportuna dichiarazione del portavoce degli Autonomisti del P.D., rilasciate in coda al comunicato di domenica 25 Luglio, relativamente all’astensione dell’opposizione nel voto del Bilancio di Previsione. Ricordo agli autonomisti di raccontare gli antefatti al max emendamento presentato in Aula “ in gran segreto” dagli autonomisti, superando quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo, di tutte le forze politiche presenti, che ci si doveva incontrare per condividere un percorso comune sul reperimento dei fondi necessari per avviare la stabilizzazione dei precari. E’ grave nel volere ricordare “l’appoggio” per l’approvazione degli emendamenti. Il mio emendamento sulla trasmissione indiretta con radio o tv dei Consigli Comunali. Credo che era un atto doveroso nei confronti dei Cittadini di portare nelle loro case ciò che accade nell’Aula Consiliare. Quanto alla pretesa di abbandono dell’Aula, ricordo che mai, dico mai, lo scrivente ha abbandonato l’Aula quando si è trattato di problematiche che hanno avuto l’oggettivo interesse per la Città, come il Bilancio atto più importante di competenza del C.C. In quale occasione gli
Autonomisti avevano comunicato la loro intenzione di abbandonare l’Aula ?. In politica nulla avviene per caso, tutto deve essere concordato e non con segnali di fumo, ma parlando; In democrazia ciò si chiama responsabilità politica. Ricordo che con l’abbandono dell’Aula la maggioranza avrebbe approvare l’atto con solo 7 Consiglieri, trattandosi di Consiglio in prosecuzione, a parte la presenza di altri consiglieri
dell’opposizione, nel caso specifico funzionale alla maggioranza. Farebbe bene il gruppo degli autonomisti di occuparsi del centrosinistra e dare più peso alla concertazione non a parole
ma con i fatti, ed avviare un nuovo processo per dare alla Città un governo stabile e che abbia rispetto del programma presentato agli elettori. Quello che è accaduto in C.C. alcuni giorni fa , sancisce la spaccatura all’interno del centrosinistra che deteneva la maggioranza anche in C.C.. Spiegano l’azione intrapresa, e spiegano cosa vuole dire il Sindaco quando replica: “ I cinque autonomisti ?. Dietro , le loro dichiarazioni altre motivazioni molto meno nobili”. Di già hanno dimenticato il mio voto favorevole al loro max emendamento, l’unico fuori dal loro gruppo. E’ la richiesta politica, solo dal sottoscritto rivolta al Sindaco invitandolo a prendere atto della nuova situazione politica ed in particolare che la sua stessa parte politica gli vota contro chiedendogli di venire a riferire in Consiglio Comunale sui fatti in argomento soprattutto sulle dimissioni dell’Assessore Restivo.
Ciò premesso la dovuta replica non impedisce ognuno per la propria parte un percorso politico consiliare per riportare chiarezza nell’azione amm/va che consenta alla Città di riappropriarsi del proprio ruolo, come nel passato. Invito, pertanto, i consiglieri di avere il coraggio politico di future azioni adeguatamente forti per un cambiamento radicale dell’attuale ristagno socio – politico – amministrativo - economico e culturale di una politica oggi asservita a disegni esterni che soffocano la speranza della Città di rivivere tempi migliori che i nostri avi e padri hanno costruito.
Basilio Fioriglio
Ecco cosa aveva scritto Giuseppe Capizzi, in qualità di porta voce del gruppo degli autonomisti:
Polemizzare a mezzo stampa è già il segno della nostra sconfitta politica. Una sconfitta politica che investe in prima persona il sindaco. Un sindaco che piuttosto che stemperare gli animi e cercare adeguate soluzioni rilancia sul piano della polemica e degli attacchi personali. Ma noi piuttosto che ribadire e puntualizzare quando affermato dal nostro primo cittadino, ci teniamo ad affermare con forza alcuni aspetti politici di rilievo. In primo luogo i cinque consiglieri che vengono additati come impertinenti sobillatori, sono tra i pochi che hanno rinnovato la loro iscrizione al Pd. Per quanto riguarda le accuse esplicite di movimenti finalizzati a logiche congressuali, le accuse vanno riferite ad altri. A coloro che, con tatticismi da Prima Repubblica, non hanno ancora rinnovato la loro adesione al Partito Democratico in attesa degli eventi.
Per quanto riguarda la nostra presa di posizione sul bilancio ribadiamo che avevamo avvertito per tempo che il bilancio che ci era stato sottoposto non rispondeva alle nostre aspettative. Un vizio non solo di forma ma anche di sostanza visto l’eccessivo costo dei servizi sociali e tenuto conto che nella programmazione non si proponeva nessuna innovazione sulla gestione degli stessi da noi fortemente voluta e base del nuovo regolamento sui servizi che noi abbiamo presentato in consiglio e che verrà discusso.
Noi riteniamo che debba passare la logica degli accreditamenti, così come tra l’altro inserito nel programma di mandato elettorale, che considera perno del sistema chi usufruisce del servizio e non chi lo effettua eliminando così tutti i condizionamenti su chi gestisce.
Questo problema lo avevamo sollevato già in fase di stesura del documento programmatico. Dunque nessuno può accusarci di imboscate, è questo un criterio legittimo di condivisione politica. Nessuno di noi è più disposto a sopportare e subire logiche piramidali e impositive. Nessuno si sogni di continuare a classificarci come dipendenti che con solerzia aziendale approvano e subiscono. Avevamo segnalato delle direttive di intervento che riteniamo vitali per l’economia cittadina. Il riferimento è al turismo, alla viabilità, al verde pubblico e soprattutto alla risoluzione del problema del personale precario che non ha trovato nessuna attenzione in sede di predisposizione della programmazione pluriennale.
Politicamente vorremmo chiedere al primo cittadino Cosa dire adesso di un governo che si fa votare dall’opposizione il suo bilancio di previsione? Cosa dire dell’opposizione che prima ha avuto l’appoggio per l’approvazione di emendamenti , che in riunioni di gruppo erano stati etichettati come demagogici, e poi rimane in aula per dare sostegno alla “presunta” maggioranza astenendosi?
Ma il nostro intento non è quello di affollare le cronache dei giornali estivi. La nostra proposta politica, solo politica, non personale, è quella di operare un giusto correttivo di dare ampio spazio al dibattito politico nelle giuste sedi e aprire un confronto anche se duro democratico e leale.
Al sindaco chiediamo di procedere ad un’attenta analisi della situazione politica. Migliaia di concittadini ci hanno dato il loro consenso operando una sorta di investimento politico. La città ci ha conferito un mandato esplicito, quello di operare fuori dalle vecchie logiche di spartizione, che purtroppo hanno guidato la scelta degli assessori, e quello di agire secondo legalità correttezza e trasparenza.
E’ d’obbligo inserirmi, perché chiamato in causa, nella pretestuosa ed inopportuna dichiarazione del portavoce degli Autonomisti del P.D., rilasciate in coda al comunicato di domenica 25 Luglio, relativamente all’astensione dell’opposizione nel voto del Bilancio di Previsione. Ricordo agli autonomisti di raccontare gli antefatti al max emendamento presentato in Aula “ in gran segreto” dagli autonomisti, superando quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo, di tutte le forze politiche presenti, che ci si doveva incontrare per condividere un percorso comune sul reperimento dei fondi necessari per avviare la stabilizzazione dei precari. E’ grave nel volere ricordare “l’appoggio” per l’approvazione degli emendamenti. Il mio emendamento sulla trasmissione indiretta con radio o tv dei Consigli Comunali. Credo che era un atto doveroso nei confronti dei Cittadini di portare nelle loro case ciò che accade nell’Aula Consiliare. Quanto alla pretesa di abbandono dell’Aula, ricordo che mai, dico mai, lo scrivente ha abbandonato l’Aula quando si è trattato di problematiche che hanno avuto l’oggettivo interesse per la Città, come il Bilancio atto più importante di competenza del C.C. In quale occasione gli
Autonomisti avevano comunicato la loro intenzione di abbandonare l’Aula ?. In politica nulla avviene per caso, tutto deve essere concordato e non con segnali di fumo, ma parlando; In democrazia ciò si chiama responsabilità politica. Ricordo che con l’abbandono dell’Aula la maggioranza avrebbe approvare l’atto con solo 7 Consiglieri, trattandosi di Consiglio in prosecuzione, a parte la presenza di altri consiglieri
dell’opposizione, nel caso specifico funzionale alla maggioranza. Farebbe bene il gruppo degli autonomisti di occuparsi del centrosinistra e dare più peso alla concertazione non a parole
ma con i fatti, ed avviare un nuovo processo per dare alla Città un governo stabile e che abbia rispetto del programma presentato agli elettori. Quello che è accaduto in C.C. alcuni giorni fa , sancisce la spaccatura all’interno del centrosinistra che deteneva la maggioranza anche in C.C.. Spiegano l’azione intrapresa, e spiegano cosa vuole dire il Sindaco quando replica: “ I cinque autonomisti ?. Dietro , le loro dichiarazioni altre motivazioni molto meno nobili”. Di già hanno dimenticato il mio voto favorevole al loro max emendamento, l’unico fuori dal loro gruppo. E’ la richiesta politica, solo dal sottoscritto rivolta al Sindaco invitandolo a prendere atto della nuova situazione politica ed in particolare che la sua stessa parte politica gli vota contro chiedendogli di venire a riferire in Consiglio Comunale sui fatti in argomento soprattutto sulle dimissioni dell’Assessore Restivo.
Ciò premesso la dovuta replica non impedisce ognuno per la propria parte un percorso politico consiliare per riportare chiarezza nell’azione amm/va che consenta alla Città di riappropriarsi del proprio ruolo, come nel passato. Invito, pertanto, i consiglieri di avere il coraggio politico di future azioni adeguatamente forti per un cambiamento radicale dell’attuale ristagno socio – politico – amministrativo - economico e culturale di una politica oggi asservita a disegni esterni che soffocano la speranza della Città di rivivere tempi migliori che i nostri avi e padri hanno costruito.
Basilio Fioriglio
Ecco cosa aveva scritto Giuseppe Capizzi, in qualità di porta voce del gruppo degli autonomisti:
Polemizzare a mezzo stampa è già il segno della nostra sconfitta politica. Una sconfitta politica che investe in prima persona il sindaco. Un sindaco che piuttosto che stemperare gli animi e cercare adeguate soluzioni rilancia sul piano della polemica e degli attacchi personali. Ma noi piuttosto che ribadire e puntualizzare quando affermato dal nostro primo cittadino, ci teniamo ad affermare con forza alcuni aspetti politici di rilievo. In primo luogo i cinque consiglieri che vengono additati come impertinenti sobillatori, sono tra i pochi che hanno rinnovato la loro iscrizione al Pd. Per quanto riguarda le accuse esplicite di movimenti finalizzati a logiche congressuali, le accuse vanno riferite ad altri. A coloro che, con tatticismi da Prima Repubblica, non hanno ancora rinnovato la loro adesione al Partito Democratico in attesa degli eventi.
Per quanto riguarda la nostra presa di posizione sul bilancio ribadiamo che avevamo avvertito per tempo che il bilancio che ci era stato sottoposto non rispondeva alle nostre aspettative. Un vizio non solo di forma ma anche di sostanza visto l’eccessivo costo dei servizi sociali e tenuto conto che nella programmazione non si proponeva nessuna innovazione sulla gestione degli stessi da noi fortemente voluta e base del nuovo regolamento sui servizi che noi abbiamo presentato in consiglio e che verrà discusso.
Noi riteniamo che debba passare la logica degli accreditamenti, così come tra l’altro inserito nel programma di mandato elettorale, che considera perno del sistema chi usufruisce del servizio e non chi lo effettua eliminando così tutti i condizionamenti su chi gestisce.
Questo problema lo avevamo sollevato già in fase di stesura del documento programmatico. Dunque nessuno può accusarci di imboscate, è questo un criterio legittimo di condivisione politica. Nessuno di noi è più disposto a sopportare e subire logiche piramidali e impositive. Nessuno si sogni di continuare a classificarci come dipendenti che con solerzia aziendale approvano e subiscono. Avevamo segnalato delle direttive di intervento che riteniamo vitali per l’economia cittadina. Il riferimento è al turismo, alla viabilità, al verde pubblico e soprattutto alla risoluzione del problema del personale precario che non ha trovato nessuna attenzione in sede di predisposizione della programmazione pluriennale.
Politicamente vorremmo chiedere al primo cittadino Cosa dire adesso di un governo che si fa votare dall’opposizione il suo bilancio di previsione? Cosa dire dell’opposizione che prima ha avuto l’appoggio per l’approvazione di emendamenti , che in riunioni di gruppo erano stati etichettati come demagogici, e poi rimane in aula per dare sostegno alla “presunta” maggioranza astenendosi?
Ma il nostro intento non è quello di affollare le cronache dei giornali estivi. La nostra proposta politica, solo politica, non personale, è quella di operare un giusto correttivo di dare ampio spazio al dibattito politico nelle giuste sedi e aprire un confronto anche se duro democratico e leale.
Al sindaco chiediamo di procedere ad un’attenta analisi della situazione politica. Migliaia di concittadini ci hanno dato il loro consenso operando una sorta di investimento politico. La città ci ha conferito un mandato esplicito, quello di operare fuori dalle vecchie logiche di spartizione, che purtroppo hanno guidato la scelta degli assessori, e quello di agire secondo legalità correttezza e trasparenza.
mercoledì 4 agosto 2010
Piazza Armerina. Autonomisti del Pd: "Penoso assistere a Venezia elemosinare l'appoggio dell'opposizione per il bilancio"
Ancora acque agitate in casa Pd. I cinque consiglieri "autonomisti", Giuseppe Capizzi, Fabio Monasteri, Franco Azzolina, Luca Failla e Calogero Centonze, non hanno digerito la "sfrontatezza", come la definiscono, del capometàgruppo Giuseppe Venezia, di recente pubblicate sulla stampa. Facciamo qualche breve anticipazione delle parole delportavoce Capizzi:
"... Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto. Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato..."
Ed ancora:
"...E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio..."
Segue...
"... Sorprende la sfrontatezza con la quale il consigliere comunale Giuseppe Venezia afferma il falso a proposito dell’approvazione del bilancio di previsione. Non è assolutamente vero che in caso di mancata approvazione del bilancio di previsione il consiglio comunale sarebbe stato sciolto. Probabilmente il consigliere, legato come è alla poltrona, per ignoranza tecnico giuridica temeva di dover andare a casa. E’ opportuno e necessario ribadire che la mancata approvazione del bilancio avrebbe comportato il commissariamento del consiglio soltanto rispetto all’atto non approvato..."
Ed ancora:
"...E’ penoso politicamente aver dovuto assistere alla scena del consigliere Venezia che andava ad elemosinare l’appoggio della pseudo opposizione per garantire i voti necessari all’approvazione del bilancio..."
Segue...
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