lunedì 24 agosto 2009
Piazza Armerina. Pulita la "Villetta". "Obiettivo è la pulizia quotidiana", dice l'assessore al verde pubblico.
Intervento di pulizia della piazza Boris Giuliano dagli escrementi dei cani randagi e padronali che ormai invadevano da tempo tutte le aiuole. L’assessorato al Verde pubblico, in seguito all’esposto presentato da cinquanta famiglie e la presa di posizione del Difensore civico, Pino Aloi, ha effettuato una prima bonifica dell’area. “L’impegno è quello di tenere sotto controllo i luoghi con una pulizia quotidiana tale da rendere i posti puliti e fruibili”, spiega l’assessore Giuseppe Di Prima. “Inoltre di concerto con l’ufficio Ambiente si sta elaborando un intervento di disinfestazione antizecche”, aggiunge. I disagi vissuti dalla popolazione residente erano ormai sotto gli occhi di tutti. Le cinquanta famiglie si erano rivolte anche all’Ausl 4 di Enna, chiedendo di “accertare la sussistenza dei requisiti minimi igienico-sanitari per impedire il diffondersi di epidemie e tutelare la salute pubblica”.
mercoledì 19 agosto 2009
Esposto di 50 famiglie, piazza Boris Giuliano "un letamaio".
Aiuole pienissime di feci dei cani randagi e padronali, spazzatura trascinata dagli animali sui vialetti e tra il verde, mancanza di pulizia e controlli e la piazza Boris Giuliano trasformata di fatto in un “letamaio”. Duro esposto di cinquanta famiglie inviato all’amministrazione comunale, al comando della Polizia municipale, all’ufficio del Difensore civico e al servizio di Igiene pubblica dell’Ausl 4 di Enna. I cani padronali e i randagi, numerosi nella piazza, lasciano i loro bisogni fisiologici dentro le aiuole e i viali. “Il risultato è visibile agli occhi di tutti, aiuole trasformate in letamai con emanazione di fetori nauseabondi, insetti e parassiti, proprio in prossimità del parco giochi dei bambini”, scrivono i firmatari delle quattro pagine di denuncia. Ed in effetti basta fare un rapido giro tra i viali della piazza per rendersi conto di come lo spettacolo sia incredibile. Le feci degli animali si contano a centinaia e centinaia, mentre i randagi sostano sotto gli scivoli utilizzati dai bambini. “A ciò, come se non bastasse, si deve aggiungere la vergognosa mancanza della raccolta domenicale per i rifiuti solidi urbani”, ricordano, affermando di essere stanchi di essere trattati come cittadini di serie B. I firmatari dell’esposto chiedono al sindaco Carmelo Nigrelli di ordinare a Siciliambiente la pulizia straordinaria e la disinfezione di aiuole, marciapiedi e strade adiacenti alla piazza dai rifiuti di ogni tipo, comprese “le deiezioni” degli animali, la raccolta domenicale e la pulizia giornaliera, la lotta al randagismo ed un più efficiente servizio di Polizia municipale a fini preventivi. “Non abbiamo mai avuto il piacere di vedere anche un solo vigile urbano in servizio, ne di giorno ne di notte”, scrivono. Le cinquanta famiglie si rivolgono anche all’Ausl 4 di Enna, chiedendo di “accertare la sussistenza dei requisiti minimi igienico-sanitari per impedire il diffondersi di epidemie e tutelare la salute pubblica”. “Rimaniamo in attesa di un urgente riscontro, in mancanza del quale ci riserviamo di informare la Prefettura di Enna e l’autorità giudiziaria”, conclude l’esposto. La piazza, inoltre, d’estate, e soprattutto nel fine settimana, fa registrare la presenza di 2 mila giovani, protagonisti della “movida” piazzese. “I giovani abbandonano sistematicamente bottiglie, lattine, bicchieri e cartacce nelle aiuole, lungo i viali e nelle strade e vicoli adiacenti”, recita l’esposto. Giornale di Sicilia - Edizione del 14 agosto 2009
lunedì 17 agosto 2009
Il manager Iudica smentisce il sindaco Nigrelli: "Nessuna chiusura del Pronto Soccorso, una bufala ferragostana del sindaco"
Il manager Iudica smentisce il sindaco Nigrelli: "Nessuna chiusura del Pronto Soccorso, una bufala ferragostana del sindaco"
"Comincio ad avere l’impressione che la mancanza di argomenti e il desiderio smodato di facile protagonismo spinga nuovi don Chisciotti, di cui il Sindaco evidentemente si fida, ad inventarsi mulini a vento contro cui combattere per potere fregiarsi del titolo di cavalieri al merito del niente", dice Francesco Iudica
Il comunicato precedente del sindaco Nigrelli:
"Nei giorni scorsi il direttore generale dell’Ausl dott. Iudica, in un incontro con i dirigenti medici dell’ospedale Chiello alla presenza del Vescovo mons. Michele Pennisi, ha affermato che presto chiuderà il Pronto soccorso dell’ospedale piazzese e che lo stesso servizio sarà garantito solo dalle 8.00 alle 20.00 nei giorni lavorativi.Più volte nei mesi scorsi, ho fatto presente al Direttore generale che se la chiusura di qualche reparto può essere dolorosa, ma accettabile in un quadro di riduzione delle spese, la chiusura del Pronto soccorso o anche la semplice riduzione di tale servizio non è neppure da prendere in considerazione.L’ospedale Chiello può e deve essere messo in grado di affrontare urgenze ed emergenze e, pertanto, devono essere mantenuti e potenziati i reparti e i servizi legati al Pronto soccorso: chirurgia, ortopedia e traumatologia, cardiologia, nefrologia, con il necessario potenziamento di anestesia, radiologia e del laboratorio analisi.Se poi è necessario istituire una Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) per potere avere una cardiologia e un pronto soccorso pienamente efficienti, il Comune di Piazza Armerina è disponibile da subito ad acquistare le apparecchiature necessarie come i letti monitorizzati. All’Ausl non resta che richiamare i bravi cardiologi che erano in servizio a Piazza e che si sono fatti scappare verso altre strutture sanitarie.La difesa del pronto soccorso rappresenta una linea irrinuciabile perché i cittadini del bacino dell’ospedale di Piazza devono avere garantito lo stesso diritto alla salute e alle opportunità di salvezza che hanno avuto finora e, semmai, devono vedere potenziati i servizi di urgenza ed emergenza.Su questa linea Amministrazione e Consiglio comunale sono sicuramente unanimi e adotteranno ogni azione necessaria per raggiungere lo scopo e, se necessario, chiameranno a raccolta l’intera popolazione e quella dei comuni vicini a difesa dell’ospedale Chiello e del suo pronto soccorso".Il sindaco Carmelo Nigrelli - 15 agosto 2009
"Comincio ad avere l’impressione che la mancanza di argomenti e il desiderio smodato di facile protagonismo spinga nuovi don Chisciotti, di cui il Sindaco evidentemente si fida, ad inventarsi mulini a vento contro cui combattere per potere fregiarsi del titolo di cavalieri al merito del niente", dice Francesco Iudica
Il comunicato precedente del sindaco Nigrelli:
"Nei giorni scorsi il direttore generale dell’Ausl dott. Iudica, in un incontro con i dirigenti medici dell’ospedale Chiello alla presenza del Vescovo mons. Michele Pennisi, ha affermato che presto chiuderà il Pronto soccorso dell’ospedale piazzese e che lo stesso servizio sarà garantito solo dalle 8.00 alle 20.00 nei giorni lavorativi.Più volte nei mesi scorsi, ho fatto presente al Direttore generale che se la chiusura di qualche reparto può essere dolorosa, ma accettabile in un quadro di riduzione delle spese, la chiusura del Pronto soccorso o anche la semplice riduzione di tale servizio non è neppure da prendere in considerazione.L’ospedale Chiello può e deve essere messo in grado di affrontare urgenze ed emergenze e, pertanto, devono essere mantenuti e potenziati i reparti e i servizi legati al Pronto soccorso: chirurgia, ortopedia e traumatologia, cardiologia, nefrologia, con il necessario potenziamento di anestesia, radiologia e del laboratorio analisi.Se poi è necessario istituire una Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC) per potere avere una cardiologia e un pronto soccorso pienamente efficienti, il Comune di Piazza Armerina è disponibile da subito ad acquistare le apparecchiature necessarie come i letti monitorizzati. All’Ausl non resta che richiamare i bravi cardiologi che erano in servizio a Piazza e che si sono fatti scappare verso altre strutture sanitarie.La difesa del pronto soccorso rappresenta una linea irrinuciabile perché i cittadini del bacino dell’ospedale di Piazza devono avere garantito lo stesso diritto alla salute e alle opportunità di salvezza che hanno avuto finora e, semmai, devono vedere potenziati i servizi di urgenza ed emergenza.Su questa linea Amministrazione e Consiglio comunale sono sicuramente unanimi e adotteranno ogni azione necessaria per raggiungere lo scopo e, se necessario, chiameranno a raccolta l’intera popolazione e quella dei comuni vicini a difesa dell’ospedale Chiello e del suo pronto soccorso".Il sindaco Carmelo Nigrelli - 15 agosto 2009
domenica 16 agosto 2009
Piazza Armerina. Il 26 agosto al Tribunale di Enna udienza con al centro il concorso a Ragioniere Capo su ricorso del Diccap-Sulpm
Il concorso comunale a Ragioniere Capo finisce davanti al Tribunale di Enna. Fissata al 26 agosto, davanti alla sezione del Giudice del Lavoro, l’udienza di comparizione del sindacato Diccap-Sulpm e del Comune, con al centro il requisito di accesso al concorso dei tre anni di esperienza alla guida di un servizio economico-finanziario in un’amministrazione pubblica. L’organizzazione sindacale, guidata dal segretario provinciale Filippo Andrea Di Giorgio e difesa dall’avvocato Roberto Sardella, ha presentato un ricorso nel quale chiede il riconoscimento dell’antisindacalità della condotta del Comune per aver omesso la procedura di preventiva informazione e concertazione proprio in occasione della individuazione dei requisiti di accesso ai bandi di concorso pubblici. E di conseguenza si chiede l’annullamento del bando di concorso. L’amministrazione comunale ha appena votato una delibera con la quale da incarico agli avvocati Harald Bonura e Filippo Basile di difendere le ragioni dell’ente. Per il Diccap-Sulpm non era competenza del servizio Gestione e risorse umane specificare nel bando il requisito dei tre anni di esperienza, avendo i dirigenti solo “compiti attuativi”. “Della modifica al regolamento degli uffici è stata data informazione preventiva a tutti i sindacati, tra cui il Diccap, e nessuna richiesta di attivazione della preventiva concertazione è arrivata a questo ente da quel sindacato”, spiega, invece, la relazione del servizio Gestione risorse umane. Giornale di Sicilia - Edizione del 15 agosto 2009
mercoledì 12 agosto 2009
Piazza Armerina. Incardona-Nigrelli addio. "Menzogne, menzogne". "Fatti una flebo di camomilla". Il centrosinistra perde un pezzo. Un altro in bilico.
Il futuro di due posti di lavoro nell’area commerciale della Villa Romana del Casale fa perdere un pezzo alla maggioranza consiliare di centrosinistra. Divorzio politico e umano quello tra il sindaco Carmelo Nigrelli e il consigliere indipendente Renato Incardona, giovedì sera, nel corso di un vivace consiglio comunale. “Se un sindaco non è in grado di tutelare due posti di lavoro se ne deve andare a casa, si deve dimettere, il primo cittadino è un uomo di cultura, un uomo di sinistra, però quando ci sono delle persone che perdono il posto di lavoro se ne frega, lo vedo insensibile”, ha spiegato Incardona nel suo intervento, ricostruendo la vicenda di due commercianti che da settimane non lavorano più all’esterno dell’area archeologica per un’intricata vicenda burocratica. Incardona ha rimproverato all’amministrazione di non aver fatto quanto era nel suo potere per difendere i due posti di lavoro nei confronti di altre istituzioni. “Il lavoro è lavoro, il pane è pane, chiedo che vengano sospesi i lavori consiliari a tutela dei due lavoratori”, ha aggiunto. Quindi l’annuncio di non far parte più del Pd, della coalizione di centrosinistra e di non sostenere più il governo piazzese. Stizzita la replica del sindaco Nigrelli in aula. “Nella sua confusa e agitata ricostruzione dei fatti una cosa ha detto bene il consigliere Incardona, ci stiamo muovendo secondo un principio di legalità”, ha spiegato il primo cittadino, ricordando più volte l’esistenza di un protocollo d’intesa che deve essere rispettato. “Abbiamo attuato subito per i due operatori un percorso di rientro alla legalità con l’interessamento di tutti gli altri enti coinvolti”, spiega Nigrelli. “Menzogne, menzogne”, ha interrotto ad un certo punto Incardona, il quale nel frattempo era andato a sedersi tra i banchi del centrodestra. “Fatti una flebo di camomilla”, la risposta di Nigrelli. “Non ci siamo mai tirati indietro come consiglio ogni qualvolta abbiamo dovuto trattare vicende legate a posti di lavoro”, ha affermato il consigliere indipendente Basilio Fioriglio. “Occorre conoscere gli atti, sospendere ad oltranza i lavori consiliari è eccessivo”, ha spiegato Giuseppe Venezia, capogruppo del Pd. Quindi la sospensione della seduta ed un vertice dei capigruppo nella sala attigua all’aula. Un’ora di discussioni tese, tensioni, accuse e la lettura delle carte. Poi i consiglieri sono tornati in aula. A prendere la parola il consigliere Carmelo Gagliano, il quale ha letto un atto di indirizzo alla giunta, poi approvato all’unanimità dal consiglio. In pratica si invita il sindaco a rispettare il protocollo d’intesa e a continuare a far lavorare le 30 ditte firmatarie di quel protocollo, tra le quali anche le ditte oggetto dell’infuocato dibattito politico. Giornale di Sicilia - Edizione 8 agosto
Piazza Armerina.Biglietto Tellaro-Casale.Nigrelli:"Nessuna mia proposta". Gagliano: "Non permetteremo che qualcuno approfitti della forza della Villa"
Biglietto unico Villa Romana del Casale e Villa Romana del Tellaro di Noto? Se ne è discusso in consiglio comunale, in seguito all’ordine del giorno voluto dall’opposizione nei giorni scorsi, dopo le indiscrezioni delle settimane precedenti. Nulla di concreto, almeno finora. “Non ho preso alcuna iniziativa, è successo solo che alla scorsa Bit, la borsa internazionale del turismo di Milano, il sindaco di Noto ha lanciato una proposta su un possibile itinerario delle ville romane in Sicilia, nell’ambito del dibattito che è emerso nell’associazione italiana dei siti Unesco”, spiega in aula il sindaco Carmelo Nigrelli. “La nostra preoccupazione, in un momento in cui dobbiamo raccogliere i frutti di anni di lavori pubblici che hanno coinvolto il nostro centro storico e il patrimonio archeologico, compreso la Villa, è quella di poter assistere in modo passivo ad eventuali tentativi di approfittare della spinta turistica data dai nostri mosaici, a scapito della nostra città e della nostra economia”, ha sottolineato nel suo intervento il consigliere Carmelo Gagliano, capogruppo del Popolo delle Libertà, il quale ritiene più consono al nostro territorio un biglietto unico con l’area archeologica vicina di Morgantina. “Non esiste una proposta ed iniziativa del sindaco in materia, i colleghi del centrodestra sono stati superficiali nel voler discutere questo ordine del giorno”, afferma Giuseppe Venezia, capogruppo del partito Democratico. “Il consigliere Venezia pensi al suo gruppo, ci pensiamo noi come deve muoversi il centrodestra”, ha replicato Gagliano. Secondo il consigliere indipendente Fioriglio vicende come queste “è bene che vengano discusse nella sede naturale degli interessi della città, il consiglio comunale appunto”. “Più che a un biglietto unico penso sia meglio discutere di un percorso unico delle ville romane siciliane, lasciando ai tour operator la gestione dei biglietti all’interno dei pacchetti”, aggiunge Enzo Filetti, esponente dell’Udc e vice presidente del consiglio comunale. “Qualsiasi proposta in ogni caso deve essere migliorativa per la città dei mosaici, e comunque occorrerebbe un meccanismo a garanzia del 30 per cento degli incassi della nostra Villa Romana spettanti alle casse comunali”, dice Nigrelli. Giornale di Sicilia - Edizione del 10 agosto
Palio. Lav: "Cavalle gravide alla gara, sospendiamo il Palio". Cimino:"Gli animalisti non possono dire queste cose, controlli rigorosi dei veterinari"
Piazza Armerina
Il comunicato della Lav
Con una documento inviato al Prefetto di Enna, al Sindaco di Piazza Armerina, alla AUSL n°4 e per conoscenza all’Assessorato regionale alla Sanità ed al Sottosegretario alla Salute On. Martini, la LAV chiede che, per la tutela del benessere degli animali, sia vietata ogni competizione che comporti l’utilizzo di cavalli nel corso del Palio dei Normanni, in programma dal 12 al 14 agosto a Piazza Armerina. Secondo l’Associazione, infatti, le condizioni ambientali e le caratteristiche del Palio, ed in particolare della Giostra del Saraceno, risultano inconciliabili con le esigenze e le caratteristiche ecologiche ed etologiche degli animali e quindi l’incolumità di quest’ultimi ne sarebbe gravemente minacciata.
Già nelle scorse edizioni del Palio numerosi sono stati gli incidenti, persino mortali. Ma ad aggravare le già precarie condizioni di sicurezza degli animali, nell’imminente edizione sarebbero stati iscritte anche cavalle gravide e cavalli d’età inferiore ai quattro anni, in aperta e palese violazione dell’Ordinanza contingibile ed urgente del Ministero della Salute del 22 luglio u.s. “concernente la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati”.
Inoltre, per gli aspetti agonistici, risulta assolutamente inadeguato l’uso di cavalli purosangue che hanno una struttura scheletrica fragile agli arti, rigidi nell’adeguamento alle curve e troppo veloci per circuiti improvvisati.
“Manifestazioni di stampo medievale che coinvolgono cavalli in competizioni agonistiche come il Palio dei Normanni – dichiara Marcella Porpora, Coordinatrice regionale della LAV – costituiscono un gravissimo pericolo per l’incolumità degli animali coinvolti. Lo stress e il terreno inidoneo sono spesso causa di infortuni gravi quando non provocano addirittura la morte degli animali. Ecco perché chiediamo al Sindaco di Piazza Armerina di impedire la competizione e inoltre rivolgiamo un appello al Prefetto di Enna che come i Prefetti di Palermo, Trapani, Ragusa e Agrigento vieti definitivamente i palii in tutta la provincia.”
La LAV ricorda che la Legge 189/2004 sul maltrattamento d’animali punisce chi si rende responsabile dello sfruttamento di animali in spettacoli o manifestazioni che possano causarne “sevizie o strazio” con la reclusione da quattro mesi a due anni e la multa da 3mila a 15mila euro; analoghe pene si applicano anche agli organizzatori di tali spettacoli (pubblici amministratori, ecc.); la pena è aumentata di un terzo se ne deriva la morte dell’animale.
L’associazione, dunque, qualora si verifichino fatti od eventi che possano integrare il reato di maltrattamento di animali ex L. 189/2004, si riserva di adire le più opportune azioni legali.
La replica di Cimino, assessore alle Feste e tradizioni
“Non possono dire queste cose gli animalisti, abbiamo effettuato attraverso i nostri due veterinari controlli meticolosi e molto rigidi, escludo in maniera categoria casi come quelli denunciati dalla Lav”, replica Lillo Cimino, assessore comunale alle Feste e tradizioni.
Il comunicato della Lav
Con una documento inviato al Prefetto di Enna, al Sindaco di Piazza Armerina, alla AUSL n°4 e per conoscenza all’Assessorato regionale alla Sanità ed al Sottosegretario alla Salute On. Martini, la LAV chiede che, per la tutela del benessere degli animali, sia vietata ogni competizione che comporti l’utilizzo di cavalli nel corso del Palio dei Normanni, in programma dal 12 al 14 agosto a Piazza Armerina. Secondo l’Associazione, infatti, le condizioni ambientali e le caratteristiche del Palio, ed in particolare della Giostra del Saraceno, risultano inconciliabili con le esigenze e le caratteristiche ecologiche ed etologiche degli animali e quindi l’incolumità di quest’ultimi ne sarebbe gravemente minacciata.
Già nelle scorse edizioni del Palio numerosi sono stati gli incidenti, persino mortali. Ma ad aggravare le già precarie condizioni di sicurezza degli animali, nell’imminente edizione sarebbero stati iscritte anche cavalle gravide e cavalli d’età inferiore ai quattro anni, in aperta e palese violazione dell’Ordinanza contingibile ed urgente del Ministero della Salute del 22 luglio u.s. “concernente la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati”.
Inoltre, per gli aspetti agonistici, risulta assolutamente inadeguato l’uso di cavalli purosangue che hanno una struttura scheletrica fragile agli arti, rigidi nell’adeguamento alle curve e troppo veloci per circuiti improvvisati.
“Manifestazioni di stampo medievale che coinvolgono cavalli in competizioni agonistiche come il Palio dei Normanni – dichiara Marcella Porpora, Coordinatrice regionale della LAV – costituiscono un gravissimo pericolo per l’incolumità degli animali coinvolti. Lo stress e il terreno inidoneo sono spesso causa di infortuni gravi quando non provocano addirittura la morte degli animali. Ecco perché chiediamo al Sindaco di Piazza Armerina di impedire la competizione e inoltre rivolgiamo un appello al Prefetto di Enna che come i Prefetti di Palermo, Trapani, Ragusa e Agrigento vieti definitivamente i palii in tutta la provincia.”
La LAV ricorda che la Legge 189/2004 sul maltrattamento d’animali punisce chi si rende responsabile dello sfruttamento di animali in spettacoli o manifestazioni che possano causarne “sevizie o strazio” con la reclusione da quattro mesi a due anni e la multa da 3mila a 15mila euro; analoghe pene si applicano anche agli organizzatori di tali spettacoli (pubblici amministratori, ecc.); la pena è aumentata di un terzo se ne deriva la morte dell’animale.
L’associazione, dunque, qualora si verifichino fatti od eventi che possano integrare il reato di maltrattamento di animali ex L. 189/2004, si riserva di adire le più opportune azioni legali.
La replica di Cimino, assessore alle Feste e tradizioni
“Non possono dire queste cose gli animalisti, abbiamo effettuato attraverso i nostri due veterinari controlli meticolosi e molto rigidi, escludo in maniera categoria casi come quelli denunciati dalla Lav”, replica Lillo Cimino, assessore comunale alle Feste e tradizioni.
Piazza Armerina. Bascetta, Cobas: "Facciamo un comitato arrabbiato e non da passerella per salavare il Chiello"
Il sottoscritto Bascetta Luigi, coordinatore provinciale dell'O.S. COBAS, in relazione alle mortificanti ristrutturazioni e alle limitazioni gestionali subite dalla struttura ospedaliera "M. Chiello" di Piazza Armerina, lancia un appello a tutte le forze sociali, ai partiti, alle istituzioni, alla Chiesa, al Sindaco, all'amministrazione e ai consiglieri di buona volontà per potere fare fronte, tramite la costituzione di un comitato di cittadino "arrabbiato" e non "da passerella", alle vergognose decisioni che ci vengono da un assessorato regionale che di umano e di sensato penso abbia ben poco...quante cose si sacrificano sull'altare degli interessi della sanità privata e degli interessi personali velati da speculazioni lobbiste!...ma con il nostro ospedale non ci riusciranno se noi programmiamo una vera e propria offensiva sociale e popolare, come nella migliore tradizione civile italiana....nei momenti difficili si vede e si tasta la consistenza dello spirito di solidarietà della società, e questo è proprio uno di quelli...dobbiamo reagire, non possiamo permettere che un "ragioniere" e non "ragionevole"assessore si permetta, con l'avallo di un presidente della Regione che sta tradendo, ad uno ad uno, tutti gli impegni presi in termini di assistenza e di spirito meridionalista, di chiudere o di "ridimensionare" al lumicino una struttura che è invidiata dai tanti potentati ( diconsi e leggasi baroni") della sanità siciliana...si vuole "uccidere" il Chiello per colpire la sanità ennese già di per sè perniciosamente defedata e indebolita dai tanti colpi di mano operati sulle guardie mediche e sulla sanità pubblica con la scusa miserabile e poco credibile del "RISPARMIO"....Per questo è ora venuto il momento di dire basta! con tutte le nostre forze di cittadini e di persone per bene che utilizzeranno le civilissime e democraticissime armi della partecipazione popolare e del coinvolgimento istituzionale per "picchettare" il nostro preziosissimo ospedale che deve essere considerato la nostra "linea del Piave" oltre la quale non si può e non si deve indietreggiare...per questo da domani dalle ore 07.30 alle ore 21.00, instancabilmente e inderogabilmente, la mia autovettura, fermo restando gli impegni imprescindibili di lavoro, sarà a disposizione della cittadinanza per "gridare" tutta la rabbia cge abbiamo noi persone per bene e per annunciare a tutta la gente nostra che giorno 17 agosto alle ore 16.00 in piazza Garibaldi si terrà un'assemblea cittadina per formare un vero e proprio "comitato di salute pubblica" di persone decise a dire basta a questo ulteriore sorpruso!
domenica 9 agosto 2009
Per l'Estate Piazzese, il Palio e la Patrona finora l'impegno di spesa ammonta a 443 mila euro. Ecco l'elenco. Troppi, pochi o giusti? Dite la vostra.
Variazione di bilancio da 67 mila euro per l'Estate Armerina (delibera di G. M. numero 166 del 10/07/09) (approvata poi dal consiglio comunale):
15 mila euro per i giochi pirotecnici;
15 mila euro per l’illuminazione artistica;
10 mila euro per spettacoli teatrali;
17 mila euro per band locali;
10 mila euro patrocio lungometraggio su Giorgio Boris Giuliano.
La giunta aveva già impegnato 79 mila euro (delibera di G. M. numero 138 del 22/06/09):
4 mila euro per uno spettacolo pirotecnico e musicale;
5.800 euro per lo spettacolo di Litterio;
6.900 euro per affrontare spese varie, dai manifesti ai costi Siae, passando per la vigilanza;
63 mila euro per un pacchetto di tre cantanti.
Il I programma finanziario dell’assessorato comunale ai Beni culturali da 52 mila euro (delibera di G. M. numero 176 del 22/07/09):
7.000 euro al compagnia teatrale “il Sipario” per due spettacoli comprensivi di Iva e Siae;
5.000 euro alla manifestazione Miss Italia;
4.000 euro alla compagnia teatrale Aquarius per due spettacoli compresivi di Iva e Siae;
3.600 per il Festival della canzone armerina;
2.500 euro per la Festa Medievale;
1.900 euro per lo spettacolo per animazione bambini;
1.700 euro per lo spettacolo "Cantiamo per essere solidali";
1.500 euro per lo spettacolo "Campo Avvelenato";
1.500 euro per lo spettacolo di Concetto Arancio un tributo ai Pooh;
1.200 euro per la serata premio Start News;
1.000 euro per la Festa del Palio;
1.000 euro per lo spettacolo di Mario Altabella;
700 euro per Ilaria Lucerna;
2.995 euro per le spese varie;
12 mila e 800 euro per l’illuminazione;
5.000 euro per i punti luce.
Ulteriore programma finanziario da 38 mila euro dell’assessorato comunale ai Beni culturali per l’estate piazzese (delibera di G. M. numero 184 del 30/07/09):
300 euro a Cinemadamare;
5.720 euro alla “Festa del Libro”;
6.500 euro alla manifestazione “In attesa della Villa”;
4 mila euro ai “Romano Bros”;
3.200 ai “Taverna Umberto I”;
1.495 euro all’associazione Koinè;
3.200 euro per la festa del Palio;
1560 euro per “Italia Ensemble”;
8 mila euro alla Info Service per montaggio e smontaggio palchi;
3800 euro per varie e imprevisti
Sovvenzione di 20 mila euro dalle casse comunali alla Basilica Cattedrale per l’organizzazione dei festeggiamenti in onore di Maria SS. delle Vittorie (delibera di G. M. numero 185 del 31/07/09):
2 mila euro per gli addobbi di piazza Garibaldi e della cattedrale;
1.500 euro per l’amplificazione durante la processione;
2.500 euro per stampe e sussidi per i fedeli;
14 mila euro per gli spettacoli pirotecnici.
Palio dei Normanni
Ammonta a 74.300 euro il programma finanziario del Palio (delibera di G. M. numero 155 del 1/07/09):
17.500 euro alla ditta Pipi per il noleggio dei costumi;
15 mila euro alla ditta Pompei per il noleggio delle calzature;
19.200 euro alla ditta Rancati per l’affitto degli attrezzi;
4.700 euro alla ditta Cascino per il trasporto del materiale, prelievo e riconsegna alle ditte che effettuano il noleggio;
3.000 euro alla ditta Infoservice per palchi;
3.400 euro per assicurazioni dei figuranti;
3.000 servizio antincendio, attraverso i vigili del fuoco;
4.500 euro predisposizione del campo sportivo Sant’Ippolito per la Quintana del Saraceno, l’assistenza tecnica continua, il rastrellamento e l’annaffiamento del campo, tutti compiti affidati alla ditta Rizzo;
1.100 euro come assicurazioni per il furto;
2.900 euro come spese varie per punti luce, ospitalità ed altre piccole spese
Ai 74 mila euro si aggiunge il contributo della Provincia di Enna al Comune di Piazza Armerina per il Palio di 52 mila euro. (delibera di G. M. numero 178 del 28/07/09)
Quindi per l'Estate Piazzese ed il Palio finora l'impegno di spesa è nel totale di 443 mila euro
Tutti i dati sono stati estrapolati dalle delibere della giunta municipale pubblicate all'albo pretorio.
Vota il sondaggio in alto a sinistra
15 mila euro per i giochi pirotecnici;
15 mila euro per l’illuminazione artistica;
10 mila euro per spettacoli teatrali;
17 mila euro per band locali;
10 mila euro patrocio lungometraggio su Giorgio Boris Giuliano.
La giunta aveva già impegnato 79 mila euro (delibera di G. M. numero 138 del 22/06/09):
4 mila euro per uno spettacolo pirotecnico e musicale;
5.800 euro per lo spettacolo di Litterio;
6.900 euro per affrontare spese varie, dai manifesti ai costi Siae, passando per la vigilanza;
63 mila euro per un pacchetto di tre cantanti.
Il I programma finanziario dell’assessorato comunale ai Beni culturali da 52 mila euro (delibera di G. M. numero 176 del 22/07/09):
15 mila euro per “Piazza Jazz 2009”;
15 mila euro per la rassegna “teatri di Pietra”;
9.500 euro per una serie di mostre al centro espositivo Monte Prestami;
7 mila euro per il cantiere didattico al museo diocesano;
1.000 euro per il “Cinemadamare”;
4.800 euro per il piano di comunicazione. .
Programma finanziario (II°) Piazza d’Estate 2009 del 30 luglio” da 61 mila euro (delibera di G. M. numero 183 del 30/07/09):
7.800 euro per tributo a Michel Jackson;7.000 euro al compagnia teatrale “il Sipario” per due spettacoli comprensivi di Iva e Siae;
5.000 euro alla manifestazione Miss Italia;
4.000 euro alla compagnia teatrale Aquarius per due spettacoli compresivi di Iva e Siae;
3.600 per il Festival della canzone armerina;
2.500 euro per la Festa Medievale;
1.900 euro per lo spettacolo per animazione bambini;
1.700 euro per lo spettacolo "Cantiamo per essere solidali";
1.500 euro per lo spettacolo "Campo Avvelenato";
1.500 euro per lo spettacolo di Concetto Arancio un tributo ai Pooh;
1.200 euro per la serata premio Start News;
1.000 euro per la Festa del Palio;
1.000 euro per lo spettacolo di Mario Altabella;
700 euro per Ilaria Lucerna;
2.995 euro per le spese varie;
12 mila e 800 euro per l’illuminazione;
5.000 euro per i punti luce.
Ulteriore programma finanziario da 38 mila euro dell’assessorato comunale ai Beni culturali per l’estate piazzese (delibera di G. M. numero 184 del 30/07/09):
300 euro a Cinemadamare;
5.720 euro alla “Festa del Libro”;
6.500 euro alla manifestazione “In attesa della Villa”;
4 mila euro ai “Romano Bros”;
3.200 ai “Taverna Umberto I”;
1.495 euro all’associazione Koinè;
3.200 euro per la festa del Palio;
1560 euro per “Italia Ensemble”;
8 mila euro alla Info Service per montaggio e smontaggio palchi;
3800 euro per varie e imprevisti
Sovvenzione di 20 mila euro dalle casse comunali alla Basilica Cattedrale per l’organizzazione dei festeggiamenti in onore di Maria SS. delle Vittorie (delibera di G. M. numero 185 del 31/07/09):
2 mila euro per gli addobbi di piazza Garibaldi e della cattedrale;
1.500 euro per l’amplificazione durante la processione;
2.500 euro per stampe e sussidi per i fedeli;
14 mila euro per gli spettacoli pirotecnici.
Palio dei Normanni
Ammonta a 74.300 euro il programma finanziario del Palio (delibera di G. M. numero 155 del 1/07/09):
17.500 euro alla ditta Pipi per il noleggio dei costumi;
15 mila euro alla ditta Pompei per il noleggio delle calzature;
19.200 euro alla ditta Rancati per l’affitto degli attrezzi;
4.700 euro alla ditta Cascino per il trasporto del materiale, prelievo e riconsegna alle ditte che effettuano il noleggio;
3.000 euro alla ditta Infoservice per palchi;
3.400 euro per assicurazioni dei figuranti;
3.000 servizio antincendio, attraverso i vigili del fuoco;
4.500 euro predisposizione del campo sportivo Sant’Ippolito per la Quintana del Saraceno, l’assistenza tecnica continua, il rastrellamento e l’annaffiamento del campo, tutti compiti affidati alla ditta Rizzo;
1.100 euro come assicurazioni per il furto;
2.900 euro come spese varie per punti luce, ospitalità ed altre piccole spese
Ai 74 mila euro si aggiunge il contributo della Provincia di Enna al Comune di Piazza Armerina per il Palio di 52 mila euro. (delibera di G. M. numero 178 del 28/07/09)
Quindi per l'Estate Piazzese ed il Palio finora l'impegno di spesa è nel totale di 443 mila euro
Tutti i dati sono stati estrapolati dalle delibere della giunta municipale pubblicate all'albo pretorio.
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giovedì 6 agosto 2009
Piazza Armerina. Palio: ecco i 24 cavalieri che si sono qualificati alla Giostra del 14 agosto
Ecco nominativi, punteggi e posizione in classifica: Quartiere Castellina, Mario Parlascino 220 punti, Paolo Sanalitro 205, Giuseppe Arancio 195, Benedetto Arena 195, Michelangelo Calì 180 e Salvatore Bonincontro 165 (cavaliere di riserva); Quartiere Casalotto: Marco Campagna 172,5 punti, Massimiliano Abate 155, Filippo Diana 155, Rosario Paternicò 155, Riccardo Abate 137,5 e Francesco Campagna 137,5 (cavaliere di riserva che ha deciso di non disputare lo spareggio e di cedere il quinto posto al collega Abate); Quartiere Canali, Dario Di Seri 225 punti, Elvis Marino 205, Salvatore Zumia 185, Angelo Capizzi 147,5, Salvatore Arena 145 e Cosimo Profeta 145 (cavaliere di riserva dopo lo spareggio con Arena); Quartiere Monte, Valentino La Rosa 190 punti, Filippo La Porta 185, Carmelo Bilardo 177,5, Ivan Taglierino 160, Gaetano Marino 160, Salvatore Cifalù 155 (riserva).
mercoledì 5 agosto 2009
PIAZZA ARMERINA. Monsignor Pennisi: "Auspico convenzione per tenere aperti cattedrale e altri siti ecclesiastici". Per ora nulla di concreto.
“Sono d’accordo nella stipula di una convenzione per tra Diocesi e Comune per assicurare l’apertura per fini turistici della cattedrale e di altri edifici di culto della diocesi”. Monsignor Michele Pennisi, vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, non ha dubbi sull’obiettivo comune tanto alla Curia quanto agli enti locali. “Auspico che ciò avvenga al più presto, tenere aperti questi siti è nell’interesse di tutti”, aggiunge. “Stiamo parlando di edifici di culto, è chiaro che se Comune e Provincia hanno l’interesse a tenerli aperti per favorirne la visita da parte dei turisti siamo assolutamente favorevoli, l’ufficio diocesano per l’Arte sacra e i beni culturali si sta occupando di questo tema”, spiega monsignor Pennisi.
martedì 4 agosto 2009
Copertura Villa. Calamaio: "Problemi strutturali". Meli: "Non ci sono problemi tecnici".
“La copertura della Villa Romana del Casale non è stata ancora allestita perché vi sono problemi strutturali, vi sono già dei segnali di cedimento e quindi vi è dispersione del carico strutturale”. A sostenerlo è il presidente della commissione Beni culturali, Riccardo Calamaio, così come riportato dal verbale dell’attività ispettiva inserita all’ordine del giorno del consiglio comunale. L’intervento in aula dell’esponente istituzionale non ha mancato di provocare qualche mal di pancia, cogliendo di sorpresa quanti chiedevano lumi sui ritmi blandi dei lavori in corso. A proferire parole più rassicuranti, però, è lo stesso direttore dei lavori della Villa Romana del Casale, l’architetto Guido Meli, autore del progetto della nuova copertura del sito archeologico. “Non ci sono problemi tecnici, nelle prossime settimane i lavori saranno molto più veloci”, ha smentito in modo secco Meli, raggiunto al telefono.
domenica 2 agosto 2009
Testa scomparsa? Soprintendenza: "Si trova ad Agrigento". "Rimango perplessa per come si possano diffondere certe notizie", dice Basile in una nota
L‘Ercole Fanciullo trovato mezzo secolo fa all‘interno dell‘area archeologica della Villa Romana non è andato perduto, ma si trova regolarmente catalogato ad Agrigento. Ad assicurarlo la soprintendenza ai beni culturali di Enna. Si dice perplessa la soprintendente Beatrice Basile in relazione all’allarmismo di recente sollevato proprio sulla testa di marmo. “In relazione all’allarme recentemente diffuso in merito alla presunta scomparsa della testa dell'Ercole Fanciullo dai depositi di Palazzo Trigona- afferma il soprintendente - si informa che il reperto in questione è in atto al museo archeologico di Agrigento, presso cui è stato trasferito, a suo tempo, dalla Soprintendenza di Siracusa, nel periodo di passaggio della competenza territoriale fra le due Soprintendenze”. “La testa, pertanto, non è mai stata a Palazzo Trigona”, aggiunge Basile. E se non c’è mai stata non poteva mai sparire dagli scaffali. “Tali circostanze – continua il soprintendente- sono state accertate anche dal Comando Carabinieri di Piazza Armerina”. Ma c’è una novità importante che viene resa nota dalla stessa soprintendenza di Enna. La richiesta di restituzione del reperto, come di tutti i materiali pervenuti dalla Villa del Casale e non esposti, era stata avanzata dalla direzione del museo archeologico Villa Imperiale del Casale agli inizi del 2006. “Ed è stata confortata dal parere favorevole del consiglio regionale Beni Culturali e Ambientali”, annunciano gli uffici ennesi. In pratica qualche pezzo potrebbe cominciare a tornare, anche in vista del futuro, anche se ancora lontano, museo di Palazzo Trigona. E non manca una puntatina polemica del soprintendente Basile. “Lascia perplessi l’inopportunità della diffusione di notizie non sorrette dalla necessaria informazione, che sarebbe stato agevole attingere presso gli enti competenti”. Di recente il tema del patrimonio archeologico piazzese, distribuito tra i magazzini e i musei archeologici di mezza Sicilia, e della possibilità di poterne ottenere la restituzione dalle soprintendenze di Siracusa e Agrigento, era stato al centro di un dibattito in consiglio comunale, alla presenza di dirigenti della stessa soprintendenza di Enna. I consiglieri avevano votato all’unanimità un ordine del giorno nel quale chiedevano proprio la restituzione dei reperti archeologici armerini, gran parte dei quali trovati nell’area della Villa Romana del Casale quanto ancora la soprintendenza di Enna non esisteva e la competenza in materia era delle soprintendenze di Siracusa prima e Agrigento dopo. Giornale di Sicilia - Edizione dell'1 agosto 2009
venerdì 31 luglio 2009
Palio. No dell'Ausl all'uso di frustini e speroni a palla. Galati chiede a Crocco di informare i cavalieri
No a frustini e speroni a palla per spronare i cavalli durante la Giostra del Saraceno al Palio dei Normanni. E chi non si adegua rischierà anche dal punto di vista penale. Il dirigente del settore Feste e tradizioni, Francesco Galati, in una lettera inviata al coordinatore generale del Palio, Germano Crocco, ha chiesto di informare “immediatamente tutti i cavalieri” della disposizione. E questo per evitare il rischio concreto di forme di maltrattamenti agli animali impegnati nelle prove di abilità della terza giornata del Palio, quella in cui a farla da protagonisti sono i cavalieri dei quattro quartieri storici impegnati contro il busto girevole del saraceno al campo sportivo Sant‘Ippolito. Al dipartimento di prevenzione dell’Ausl 4 di Enna, lo scorso 23 luglio, era stata chiesta dagli uffici comunali l’autorizzazione all’uso di speroni e frustini. Il no secco da parte dell’azienda sanitaria è arrivato subito. “Il dipartimento di Prevenzione ci ha comunicato il divieto assoluto di questi mezzi”, dice Galati. Punizioni severe vengono minacciate per chi violerà il divieto imposto dalle leggi e dall’Ausl 4 di Enna. Non si faranno sconti per non compromettere l’immagine del Palio. “Un eventuale non osservanza comporterà provvedimenti consequenziali di carattere disciplinare, nonché provvedimenti penali previsti per legge”, scrive Galati nella nota inviata al coordinamento generale della manifestazione rievocativa. “Norme molto recenti di carattere ministeriale, tra l’altro, vanno proprio nella direzione di vietare strumenti di questo tipo, per cui ci siamo subito dovuti adeguare dando una direttiva ben precisa dopo aver inoltrato la richiesta all’Ausl”, conclude il dirigente del settore Feste e tradizioni. Un provvedimento che arriva mentre sono in corso le selezioni degli aspiranti cavalieri dei quattro quartieri storici proprio all’interno dell’arena Sant’Ippolito. Le varie tornate dei quartieri sono cominciate dallo scorso 28 luglio e si concluderanno nei prossimi giorni. I cavalieri, dunque, sono avvertiti. Tolleranza zero verso ogni sistema che possa mettere in discussione la salute del cavallo, fisica e psicologica. L‘uso di frustini e speroni, tra l‘altro, rischierebbe di attirare sulla manifestazione le critiche delle associazioni animaliste, molto attente nel valutare le modalità di svolgimento della gara di abilità e già in passato pronte a diffidare il Palio davanti alla Prefettura di Enna. In realtà ormai da qualche anno i controlli rigorosi e la stretta collaborazione tra l’organizzazione e l’Ausl ha consentito ridurre al minimo i rischi di incidenti ai cavalli e ai cavalieri, mentre i livelli di attenzione verso la salute degli equini si sono alzati dopo i casi di decessi di alcuni esemplari qualche anno fa, all‘indomani della manifestazione
lunedì 27 luglio 2009
Villa Romana. Meli: "Non ci sono problemi, rispetteremo i tempi". Ma rimangono forti dubbi.
“Subito dopo Ferragosto cominceremo il montaggio delle coperture della Villa Romana a partire dalla Basilica e velocizzeremo i lavori con l’arrivo del 50 per cento del materiale già prodotto nelle officine dell’impresa”. L’architetto Guido Meli, progettista della nuova Villa e direttore dei lavori da 18 milioni di euro, assicura come “verrà rispettato l’impegno di concludere i lavori per la primavera del 2010, così come era stato stabilito”. La lentezza del cantiere negli ultimi 10 mesi non sembra preoccupare più di tanto Meli. “Abbiamo modificato strategia, viste le piogge abbondanti della scorsa stagione, arriverà un enorme carico di coperture in modo che potremo velocizzare la fase del montaggio, la parte più importante e impegnativa del cantiere”, dice. Il problema è che ancora la quantità di tetto da smontare e rimontare con i nuovi pannelli è enorme. La sensazione più evidente, però, vista la grande mole di lavoro ancora da effettuare, è quella di un’inevitabile e abbondante sforamento dei tempi di consegna previsti. Potrebbe essere necessario (e addirittura non bastare) tutto il 2010? “Non ci sono particolari ritardi, ce la faremo per la primavera 2010, giorno più, giorno meno, a meno che non accadano altri imprevisti legati alle condizioni climatiche”, insiste Meli, il quale smentisce anche la presenza di particolari problemi tecnici all’origine dei ritardi. “Abbiamo rinforzato con della malta le murature sulle quali dovranno poggiare le nuove coperture”, dice. Se tra la fine di agosto e gli inizi di settembre il 50 per cento delle coperture, costruite nelle officine tra Favara e Agrigento, dovesse arrivare all’interno dell’area archeologica dovrà essere messa mano al sistema dei percorsi turistici. “Si dovranno rivedere i percorsi attuali in funzione dei movimenti della gru montata all’interno del sito archeologico di contrada Casale”, spiega l’architetto. Nelle scorse settimane il sindaco Carmelo Nigrelli aveva scritto allo stesso Meli, chiedendo conto della lentezza del cantiere negli ultimi mesi. Giornale di Sicilia - Edizione 25 luglio
mercoledì 22 luglio 2009
Milioni di litri di acqua sporca ogni mese sul fiume Nocciara anzichè nel depuratore. E il consiglio comunale sulle cose gravi non fa controlli.
Più di 300 mila litri di acque sporche al giorno anziché raggiungere il depuratore comunale finiscono direttamente sul fiume Nocciara, sfuggendo alla depurazione. In contrada Indirizzo, infatti, circa 150 metri a monte del depuratore, una parte delle acque nere provenienti dal collettore della zona nord della città dei mosaici, anziché finire nella condotta che porta all’impianto di depurazione, scivola da uno “sfiorinatoio” laterale sulla destra, finendo sulla vallata di contrada Indirizzo, percorrendo poche centinaia di metri, per poi immettersi dentro il fiume Nocciara. Una realtà visibile ad occhio nudo da chiunque. Anche dai non addetti ai lavori. In un punto di raccordo del collettore con il tubo che porta al depuratore, protetto da alcuni muri di cemento, la “deviazione” è facilmente visibile dall’alto. L’acqua non va avanti, non viene interamente captata dal tubo che porta al depuratore. E questo non è ancora molto chiaro. Forse per uno schiacciamento della condotta, forse per una pendenza che non favorisce l’immissione dei liquidi verso il depuratore. Fatto sta che in gran parte le acque sporche si immettono sulla destra, con un flusso continuo che con un calcolo al ribasso non è inferiore ai 4 litri al secondo. Facile calcolare la quantità di acqua che ogni giorno si immette nell’alveo del Nocciara. Abbiamo seguito a piedi il tratto che le acque sporche percorrono, dopo aver lasciato il collettore, tra i campi, fino al punto di confluenza con il fiume. E questo spiegherebbe perché a valle del depuratore l’acqua si presenta in diversi punti piena di chiazze di schiuma, maleodorante e dal colore poco limpido. Il depuratore funzionerebbe bene, ma non capterebbe una parte delle acque per via di un’anomalia presente sul sistema dei collettori. Abbiamo contattato un tecnico della società Acquaenna, la quale solo da pochi giorni ha ricevuto in consegna il depuratore dal Comune, per ottenere spiegazioni. La situazione non sembrerebbe essere conosciuta, ma in ogni caso non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali. L’ufficio tecnico comunale ha confermato l’esistenza del problema, ma non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali. Giornale di Sicilia - Edizione del 9 luglio
lunedì 20 luglio 2009
Bollette acqua. In dieci anni sfuggiti al pagamento 1 milione e 800 mila euro. Si chiede commissione d'indagine.
Nel decennio 1994-2003 sarebbero sfuggiti alla riscossione da parte delle casse comunali quasi 1 milione e 800 mila euro di crediti per le utenze dell’acqua. Il dato è stato reso noto dal consigliere comunale Giuseppe Falcone e dall’associazione “Emanuele e Leopoldo Notarbartolo” dopo l’acquisizione degli atti dagli uffici comunali. “Devo sottolineare il fatto che gran parte di questi crediti non possono essere più esatti, appurato che oltre i cinque anni, e quindi per i crediti antecedenti al 2003, nessun cittadino è più tenuto a pagare”, spiega Falcone. “Chiedo ufficialmente che venga istituita una commissione speciale di indagine, ai sensi dell’articolo 32 bis del vigente statuto comunale, al fine di acclarare se sia stato, così come sembrerebbe da questo carteggio, cagionato un danno contabile all’ente, ed anche al fine di capire chi ne sia, eventualmente, l’autore”, aggiunge Filippo Andrea Di Giorgio per l’associazione Notarbartolo. “Adesso sottoporrò tutta la questione al centrodestra, poi assumeremo le azioni opportune per portare in aula la vicenda, tra le possibilità vi è anche quella di proporre la commissione di indagine, con quelle somme non riscosse avremmo potuto far aggiustare tutte le strade colabrodo della città”, aggiunge Falcone. Con due distinte delibere nel 1999 e nel 2003 il Comune aveva dato incarico all’avvocato Antonino Minacapilli di recuperare i canoni di acqua potabile non riscossi. L’incarico scade il 31 dicembre. Giornale di Sicilia - Edizione del 14 luglio
A seguire la nota dell'associazione Notarbartolo con le tabelle riassuntive...
di Filippo Andrea Di Giorgio - 1° puntata
LA RISCOSSIONE DELL’ACQUA …. CHE HA FATTO ACQUA DA TUTTE LE PARTI!!!
Che ci fosse stato del marcio nella riscossione delle tariffe dell’acqua fornita durante la gestione comunale ce ne eravamo accorti da tempo, fin da quando erano arrivate ai cittadini delle strane richieste di pagamento relative ad anni assai risalenti.
Ora che però finalmente siamo riusciti ad avere i dati di questa incredibile vicenda, dopo fatiche inenarrabili (sulle quali preferiamo stendere un velo pietoso per non ridicolizzare ulteriormente il Sindaco, che non ne ha peraltro bisogno, riuscendoci perfettamente da solo), ci sembra giusto informare di questi fatti l’opinione pubblica che ha diritto di sapere, di capire e, ovviamente, anche di giudicare autonomamente.
Per comprendere tuttavia quanto questa attività gestionale sia stata perniciosa per le casse comunali, ci sembra necessario, per correttezza, richiamare alcuni degli atti amministrativi che sono alla base di questo scatafascio contabile.
E segnatamente:
- la delibera di Giunta Municipale n. 83 del 22/03/1999, con la quale veniva conferito all’Avv. Antonino Minacapilli, che, come è noto, è il cognato dell’attuale Sindaco Nigrelli, un incarico per la riscossione delle tariffe dell’acqua potabile;
- il disciplinare di incarico del 23/03/1999, stipulato fra il Dirigente del Servizio dei Lavori Pubblici e l’Avv. Minacapilli, dal quale si evincono degli obblighi precisi e sul quale avremo modo di ritornare brevemente;
- la delibera di Giunta Municipale avente n. 168 del 12/09/2003, con la quale veniva confermato ancora all’Avv. Minacapilli l’incarico per la riscossione delle tariffe dell’acqua;
- il nuovo disciplinare di incarico, stipulato tardivamente (ed inutilmente) in data 27/04/2007 fra il Comune ed il professionista armerino.
Questo, in sintesi estrema, il complesso delle attività compiute dal Comune per recuperare le tariffe dai cittadini morosi.
A seguito di una istanza di accesso avanzata dal Consigliere comunale Giuseppe Falcone, il Servizio Lavori Pubblici, con nota prot. 12809 del 17/06/2009, ha comunicato che per gli anni compresi fra il 1994 e il 1997 l’importo delle tariffe riscosse dagli utenti è il seguente:
anno di riferimento
Credito verso utenti (primo dato)
Crediti recuperati (secondo dato)
1994
54.038,56
20.108,28
1995
133.254,35
48.794,04
1996
160.352,02
31.731,79
1997
245.467,56
80.372,52
Totale
593.112,49
181.006,63
Come si evince dal superiore quadro, non credo di potere essere tacciato di pedanteria nel definire l’attività di riscossione un sostanziale fallimento, dal momento che la differenza fra i due totali, pari alla cifra di €. 412.105,86, testimonia da sola che qualcosa non ha funzionato a dovere.
Certo, per correttezza voglio avvertire il lettore che questi importi possono essere oggetto di rettifica per effetto di qualche rateazione ancora in corso ovvero di qualche riconoscimento di debito; pur tuttavia, è da ritenere realisticamente che questa cifra non sarà ritoccata in maniera da ridurne significativamente la consistenza... segue
A seguire la nota dell'associazione Notarbartolo con le tabelle riassuntive...
di Filippo Andrea Di Giorgio - 1° puntata
LA RISCOSSIONE DELL’ACQUA …. CHE HA FATTO ACQUA DA TUTTE LE PARTI!!!
Che ci fosse stato del marcio nella riscossione delle tariffe dell’acqua fornita durante la gestione comunale ce ne eravamo accorti da tempo, fin da quando erano arrivate ai cittadini delle strane richieste di pagamento relative ad anni assai risalenti.
Ora che però finalmente siamo riusciti ad avere i dati di questa incredibile vicenda, dopo fatiche inenarrabili (sulle quali preferiamo stendere un velo pietoso per non ridicolizzare ulteriormente il Sindaco, che non ne ha peraltro bisogno, riuscendoci perfettamente da solo), ci sembra giusto informare di questi fatti l’opinione pubblica che ha diritto di sapere, di capire e, ovviamente, anche di giudicare autonomamente.
Per comprendere tuttavia quanto questa attività gestionale sia stata perniciosa per le casse comunali, ci sembra necessario, per correttezza, richiamare alcuni degli atti amministrativi che sono alla base di questo scatafascio contabile.
E segnatamente:
- la delibera di Giunta Municipale n. 83 del 22/03/1999, con la quale veniva conferito all’Avv. Antonino Minacapilli, che, come è noto, è il cognato dell’attuale Sindaco Nigrelli, un incarico per la riscossione delle tariffe dell’acqua potabile;
- il disciplinare di incarico del 23/03/1999, stipulato fra il Dirigente del Servizio dei Lavori Pubblici e l’Avv. Minacapilli, dal quale si evincono degli obblighi precisi e sul quale avremo modo di ritornare brevemente;
- la delibera di Giunta Municipale avente n. 168 del 12/09/2003, con la quale veniva confermato ancora all’Avv. Minacapilli l’incarico per la riscossione delle tariffe dell’acqua;
- il nuovo disciplinare di incarico, stipulato tardivamente (ed inutilmente) in data 27/04/2007 fra il Comune ed il professionista armerino.
Questo, in sintesi estrema, il complesso delle attività compiute dal Comune per recuperare le tariffe dai cittadini morosi.
A seguito di una istanza di accesso avanzata dal Consigliere comunale Giuseppe Falcone, il Servizio Lavori Pubblici, con nota prot. 12809 del 17/06/2009, ha comunicato che per gli anni compresi fra il 1994 e il 1997 l’importo delle tariffe riscosse dagli utenti è il seguente:
anno di riferimento
Credito verso utenti (primo dato)
Crediti recuperati (secondo dato)
1994
54.038,56
20.108,28
1995
133.254,35
48.794,04
1996
160.352,02
31.731,79
1997
245.467,56
80.372,52
Totale
593.112,49
181.006,63
Come si evince dal superiore quadro, non credo di potere essere tacciato di pedanteria nel definire l’attività di riscossione un sostanziale fallimento, dal momento che la differenza fra i due totali, pari alla cifra di €. 412.105,86, testimonia da sola che qualcosa non ha funzionato a dovere.
Certo, per correttezza voglio avvertire il lettore che questi importi possono essere oggetto di rettifica per effetto di qualche rateazione ancora in corso ovvero di qualche riconoscimento di debito; pur tuttavia, è da ritenere realisticamente che questa cifra non sarà ritoccata in maniera da ridurne significativamente la consistenza... segue
Le copie delle delibere di giunta non vengono più consegnate ai consiglieri per risparmiare sulla carta.
Niente più copie delle delibere di giunta municipale ai venti consiglieri comunali per risparmiare sulla carta. La decisione dell’amministrazione comunale, però, è di quelle destinate a provocare tensioni istituzionali tra Sala delle Luci e pezzi dell’aula consiliare. Fino a qualche mese fa le delibere del governo locale venivano consegnate in copia ad ogni singolo consigliere comunale. Ma spesso si formavano pile di atti amministrativi non ritirati da una parte dei rappresentanti dell’assemblea cittadina. Ed allora guerra agli sprechi e risparmio della carta, con le delibere pubblicate sul sito internet del Comune. Anche se spesso la pubblicazione online avviene con molto ritardo e con molti allegati mancanti. Ma la decisione di risparmiare la carta non trova successo su tutti i banchi dell’aula. “Si tratta di una cosa assurda e intollerabile, noi consiglieri abbiamo il diritto di ricevere copia delle delibere della giunta, che si risparmi su tante altre cose che non vanno”, spiega il consigliere Giuseppe Falcone. “La cosa incredibile è che non si lamenta nessuno tra i miei colleghi di questa cosa, ne abbiamo anche parlato in conferenza dei capigruppo”, aggiunge Falcone, il quale chiede l’immediato ripristino della situazione precedente. “Ho anche offerto in modo provocatorio all’amministrazione comunale la mia disponibilità all’acquisto della carta da fotocopiatrice, così non spendono nulla”, dice il consigliere. E il Segretario Generale, Carolina Ferro, conferma la ratio della decisione. “L’articolo 32 di una legge del 2009 prevede decisioni di questo tipo, riusciamo a realizzare risparmi di spesa intorno ai 3 mila euro l’anno, anche perché in passato si verificavano sprechi per via della grande mole di carta utilizzata per le copie delle delibere che non venivano poi prelevate”, spiega il segretario generale. Ma intanto nei prossimi giorni potrebbe scattare una soluzione meno rigida. Le copie delle decisioni del governo di Sala delle Luci potrebbero essere consegnate solo agli otto capigruppo consiliari, i quali provvederanno loro, poi, a farle avere ai colleghi dello stesso gruppo consiliare. Giornale di Sicilia - Edizione del 15 luglio
Il lungometraggio su Boris Giuliano
Si chiama “Sopralluoghi per un film su un poliziotto ucciso” e verrà presentato in anteprima a Palermo, in occasione del trentennale dall’agguato mafioso in cui perse la vita Giorgio Boris Giuliano, il poliziotto di origini piazzesi assassinato all’interno di un bar del capoluogo siciliano di via Di Blasi il 21 luglio del 1979. Un lungometraggio prodotto da “Zerocento srl” e “La stanza dei balocchi”, costato 110 mila euro, per la regia di Roberto Greco. Il Comune armerino ha patrocinato la pellicola con 10 mila euro, aggiungendosi al patrocinio della Questura di Palermo, dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati, e della fondazione “Progetto Legalità”. Boris Giuliano nel film è interpretato da Marcello Mozzarella, attore siciliano già protagonista di “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca. Si racconta la storia del poliziotto attraverso le parole di chi lo ha conosciuto ed ha lavorato al suo fianco, e attraverso gli occhi del giornalista Marcello, interpretato da Vincenzo Ferrera, attore della fiction “Agrodolce”.
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Dai rovi al museo
Erano state arrotolate e gettate fuori dalla chiesa senza cornice, abbandonate tra i rovi. Adesso un restauro di 36 mila euro, durato ben 9 mesi, le ha riportate al loro originario splendore. Presentate dal settore Beni culturali della Diocesi quattro enormi tele appartenenti alla chiesa di Sant’Andrea, ritrovate cinque anni fa per caso dal parroco Enzo Ciulo. Si tratta di un “Sant’Andrea” del ‘600, “L’Immacolata”, datata 1603, e una “Deposizione”, anch’essa del XVII secolo, e un Sant’Andrea condotto al Martirio.
Sant'Andrea d'Avellino. Entro ottobre sarà restaurato con 10 mila euro delle casse comunali
Sarà la società “Geraci Restauri” di Messina a procedere al restauro del quadro di Sant’Andrea di Avellino, la tela del XVIII secolo che presenta ai piedi del santo la raffigurazione della città, la prima vera fotografia storica del centro abitato piazzese, una sorta di mappa dell’originario agglomerato storico cittadino. La giunta ha affidato l’incarico per 10 mila euro, somma attinta dal fondo di riserva.
"Dio non è grande", il libro di Christopher Hitchens
In nome della ragione, contro ogni intolleranza e fanatismo: un atto d’accusa, ma soprattutto un invito a riflettere.Hitchens affronta di petto le questioni e, analizzando lacune e incongruenze dei testi “sacri”, spiega ciò che è sotteso a norme e tabù, premi e castighi eterni, proponendo illuminanti esempi storici dai tempi più antichi a oggi. La sua è una serrata difesa della ragione e del laicismo contro la crudeltà resa legittima e “santa” in nome di una fede.
Corrado Augias e Vito Mancuso
Credenti cattolici e atei razionalisti si sfidano a duello
"L'illusione di Dio", di Richard Dawkins
Il biologo ed evoluzionista Richard Dawkins torna sul tema da sempre al centro dei propri studi: l’ateismo. E lo fa con un saggio dall’obiettivo esplicito: dimostrare l’inesistenza di quel Creatore a cui tutte le religioni, e in particolare i tre monoteismi, fanno riferimento. Già il provocatorio titolo, L’illusione di Dio, racchiude il nucleo delle argomentazioni di Dawkins: l’esistenza di un Creatore è un presupposto dogmatico, una verità indiscutibile in quanto “sacra”, ma non dimostrabile in alcun modo